La tassa sulle vincite colpisce i gratta e vinci

Vincere ai gratta e vinci non sarà più difficile ma semplicemente meno vantaggioso da un punto di vista economico. Infatti la nuova tassa sulle vincite non ha risparmiato il gioco più amato dagli italiani, ma solo per le vincite che saranno superiori ai 500 euro. Si tratta di una tassa aggiuntiva, che verrà sommata a quella che viene già applicata a monte, pari al 7%.

Ciò implica che in caso di vincita di 500 euro, ne verranno incassati 470 dal fortunato vincitore, mentre 30 andranno al fisco. Se la vincita sarà di 1000 euro, verranno incassati 940 euro dal titolare della grattatina fortunata, mentre al fisco andranno 60 euro. insomma nei tempi di crisi anche le vincite si svalutano per effetto della tassazione.

Non sono stati colpiti solo i gratta e vinci, ma a restarne fuori saranno solo  le scommesse, le vincite al poker e o ottenute nei casinò online, ma anche il bingo e le slot machines verranno risparmiate. La nuova tassa è diventata operativa a partire dal 1° gennaio 2012, così come stabilito dalla manovra correttiva dell’estate 2011.

La decisione dell’entità della tassa, e delle vincite colpite è stata decisa dai Monopoli di Stato che ha stimato, come detto dal suo direttore Raffaele Ferrara, che “Non toccherà il 95% delle vincite” per cui si stima che “non modificherà la domanda di gioco”. Anche perché lo Stato grazie ai giochi, ma soprattutto grazie ai gratta e vinci, ha sempre ottenuto un bel pieno nelle proprie casse.