<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Web Magazine. Blog sul mondo del web design. &#187; Web designer e fisco</title>
	<atom:link href="http://www.web-magazine.it/category/web-designer-e-fisco/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.web-magazine.it</link>
	<description>Guide e rubriche per diventare web designer freelance e per gestire l&#039;attività in proprio senza problemi.</description>
	<lastBuildDate>Thu, 26 Jan 2012 06:00:53 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0.4</generator>
		<item>
		<title>Lo stipendio del freelance 3 – regime dei minimi VS contabilità semplificata</title>
		<link>http://www.web-magazine.it/2011/02/lo-stipendio-del-freelance-3-%e2%80%93-regime-dei-minimi-vs-contabilita-semplificata/</link>
		<comments>http://www.web-magazine.it/2011/02/lo-stipendio-del-freelance-3-%e2%80%93-regime-dei-minimi-vs-contabilita-semplificata/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 15 Feb 2011 23:03:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web designer e fisco]]></category>
		<category><![CDATA[contabilità semplificata]]></category>
		<category><![CDATA[fisco]]></category>
		<category><![CDATA[regime dei minimi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.web-magazine.it/?p=1817</guid>
		<description><![CDATA[Oggi proverò a parlarvi della contabilità semplificata, ampliando il discorso dell’ultimo articolo con l'aggiunta dell' IVA (imposta sul valore aggiunto) e detrazione in fase di dichiarazione dei redditi, e vi allego, come di consueto, un esempio di fattura, per cercare di rendere la cosa più comprensibile]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.web-magazine.it/wp-content/uploads/2011/02/regime3.jpg" alt="contabilita semplificata" /></p>
<p>Ciao a tutti,<br />
oggi vorrei riuscire ad ampliare la vostra capacità di comprensione del regime fiscale più adeguato alla vostra situazione.</p>
<p>Vi dovrò chiedere di armarvi di pazienza e buona volontà e di leggere quest’articolo<strong> almeno tre volte</strong> (e magari rileggere gli altri sul <a href="http://www.web-magazine.it/?s=regime+dei+minimi">regime dei minimi</a>) per comprendere l’esempio che effettivamente non è dei più semplici.</p>
<p><span id="more-1817"></span>Nel primi due articoli di questa nuova serie, abbiamo esaminato in maniera sufficientemente completa, un esempio di <strong>calcolo del reddito netto</strong>, nel caso di una contabilità in regime dei minimi.</p>
<p>Oggi proverò a parlarvi della <strong>contabilità semplificata</strong>, ampliando il discorso dell’ultimo articolo con l&#8217;aggiunta dell&#8217; IVA (imposta sul valore aggiunto) e detrazione in fase di dichiarazione dei redditi, e vi allego, come di consueto, un esempio di fattura, per cercare di rendere la cosa più comprensibile</p>
<p><strong>Download: <a class="downloadlink" href="http://www.web-magazine.it/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=4" title=" downloaded 1020 times" >Esempio di fattura per contabilità semplificata (1020)</a></strong></p>
<p>Prendiamo l’esempio di fattura e spieghiamo ogni voce (i dati sono sempre quelli dell’esempio dell’<a href="http://www.web-magazine.it/2011/01/lo-stipendio-del-freelance-1-simulazione-di-dichiarazione-dei-redditi-in-regime-dei-minimi/">articolo 1</a>).</p>
<p>Al <strong>primo </strong>rigo troviamo il compenso pattuito con il nostro cliente: 1.000 €</p>
<p>Al <strong>secondo </strong>rigo abbiamo la rivalsa INPS del 4%: 1.000 *4% = 40 €</p>
<p>Al <strong>terzo </strong>rigo abbiamo l’IVA calcolata sulla somma del primo e del secondo rigo: 1040 *20 % = 208 €</p>
<p>Al <strong>quarto </strong>rigo il totale della fattura: importo 1°+ 2° + 3° rigo = 1.248 €</p>
<p>Al <strong>quinto </strong>rigo abbiamo la ritenuta che si applica nel caso in cui il nostro cliente<strong> non sia un privato</strong> e quindi nel caso di qualsiasi <strong>possessore di Partita IVA</strong> (ditta individuale, società) che è del 20 % e quindi è pari all’IVA = 1040 * 20 % = 208</p>
<p>Al <strong>sesto </strong>rigo abbiamo l’importo che il nostro cliente dovrà versare sul nostro c/c: il netto a pagare = 1.040 €.</p>
<p>Ora consideriamo gli importi:</p>
<p>IVA = 208 €</p>
<p>Ipotizziamo, come nel primo articolo, di prendere ogni trimestre 3 lavori con compenso pattuito di 1.000 €</p>
<p>Ogni trimestre emetteremo 3 fatture come quella dell’esempio, e dei 1.040 € incassati, 208 € sono IVA</p>
<p>1040 *3 = 3120 €</p>
<p>208 * 3 = 624 € = IVA a debito di ogni trimestre</p>
<p>Quindi dei 3.120 € che ci dovremmo ritrovare alla fine di ogni trimestre sul c/c, 624 € sono IVA che il vostro consulente vi farà pagare con un <strong>F24 </strong>(il modello che si utilizza per pagare le imposte), in altre parole non dovete considerarli soldi vostri (incassate l’IVA dai vostri clienti, ma poi dovrete versarla all’erario come imposta).</p>
<p>Ritenuta = 208 €</p>
<p>Questo importo vi viene trattenuto dalla vostra fattura, perché il vostro cliente operatore commerciale provvederà a versarlo, tramite modello F24, al fisco quale anticipo sulle vostre tasse.</p>
<p>In altre parole da ogni vostra fattura dall’importo totale di 1.248 € ne incasserete 1.040 € mentre gli altri 208 saranno dati direttamente al fisco.</p>
<p>Rivalsa INPS 4% = 40</p>
<p>Non è altro che un <strong>vantaggio </strong>perché vi viene permesso di far gravare il 4% dei vostri contributi INPS sui vostri clienti.</p>
<p>Riprendiamo l’esempio del primo articolo (scusate se mi ripeto spesso):</p>
<p>Freelance che chiude un lavoro al mese, con un compenso pattuito di 1.000 € e cerchiamo di fare una simulazione della nostra dichiarazione dei redditi con gli stessi importi.</p>
<table class="miatab" border="0" cellspacing="1" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<th scope="row">Ricavi annui</th>
<td>1.000 € * 12 mensilità</td>
<td>12.000 €</td>
</tr>
<tr>
<th scope="row">Fitto studio</th>
<td>ipotizziamo un web designer che lavora da casa</td>
<td>0 €</td>
</tr>
<tr>
<th scope="row">Software</th>
<td>ipotizziamo che i programmi siano in  nostro possesso o che li abbiamo già acquistati</td>
<td>0 €</td>
</tr>
<tr>
<th scope="row">Collaborazioni</th>
<td>ipotizziamo che per un lavoro su 3 abbiamo la necessità di richiedere  una collaborazione, che costa la metà del nostro fatturato mensile. Costo  = 500 * 4 (1 lavoro su 3, quindi 12/3=4)</td>
<td>2.000 €</td>
</tr>
<tr>
<th scope="row">Consulente fiscale</th>
<td>ipotizziamo di essere in contabilità semplificata.</td>
<td>720 € annui</td>
</tr>
<tr>
<th scope="row">Connessioni adsl + Telefono</th>
<td>Costo = 500 € annui di cui solo il 50% è deducibile quindi 500/2</td>
<td>250 €</td>
</tr>
<tr>
<th scope="row">Inps</th>
<td>26,72 % gestione separata &#8211; l’importo dei contributi pagati nell’anno è deducibile, quindi ipotizziamo che l’anno precedente era il nostro primo anno di attività e che abbiamo pagato 1.500 € di contributi</td>
<td>1.500 €</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Ora considerando la modalità con cui dobbiamo fatturare ipotizziamo di emettere nell’anno<strong> 12 fatture uguali a quella dell’esempio</strong>, per cui potreste scrivere semplicemente 12.000 al rigo 1 del foglio di calcolo che vi ho preparato per l’esempio ed i conti sono presto fatti:</p>
<p>Ricavi = 12.000 €</p>
<p>Rivalsa INPS 4% = 480 €</p>
<p>Rivìcavi totali = 12.480 €</p>
<p>Chiudiamo il nostro bilancino per la dichiarazione dei redditi:</p>
<p><strong>Ricavi = 12.480 €</strong></p>
<p><strong>Costi</strong> = 2.000 (collaborazioni) – 720 (consulente) – 250 (adsl) – 1.500 (contributi INPS, non è proprio così, ma vorrei rendere l’esempio quanto più possibile confrontabile con quello del primo articolo)=  <strong>4.470 €</strong></p>
<p><strong>Ricavi – Costi =  8.010 €</strong></p>
<p>Bene ricordiamo che <strong>fino a 15.000 € si paga il 23% di Irpef</strong> e poi facciamo i conti delle addizionali nel caso della mia regione, la  Campania, che avendo un debito che non pagheranno neanche le prossime 200 generazioni di campani ha l’aliquota più alta d’Italia (insieme ad altre 5 regioni virtuose!!) e della mia città, Napoli, di cui non commento il debito&#8230;</p>
<p><strong>Le aliquote sono le seguenti</strong></p>
<p>Addizionale regionale = 1,7 %</p>
<p>Addizionale comunale = 0,5 %</p>
<p>9.510 – 1.500= 8.010 € = imponibile IRPEF</p>
<p>Sugli 8.010 dobbiamo calcolare il 23% come irpef =  1.842 €,</p>
<p>l’addizionale regionale = 8.010 * 1.7% = 136 €,</p>
<p>l’addizionale comunale = 8.010 *0,5 % = 40 €.</p>
<p><strong>Sommiamo l’importo delle tasse ed abbiamo il nostro carico fiscale 1.842 + 136 +40 = 2.018 €.</strong></p>
<p>Lo possiamo confrontare con il carico dell’esempio in regime dei minimi che era pari a 1.590 €.</p>
<p>Sull’imponibile Irpef calcoleremo ovviamente anche i contributi INPS:</p>
<p>8.010 * 26.72 % = 2.140 €</p>
<p>Finora confrontando i dati la situazione più vantaggiosa sembra quella in regime dei minimi, ma facciamo attenzione, perchè in contabilità semplificata ci si avvale <strong>dell’istituto della detrazione.</strong></p>
<p>Ora vi spiego in cosa consiste.</p>
<p>In primo luogo potete detrarre una percentuale su acquisti di farmaci con ricetta, occhiali da vista, visite mediche, lavori ristrutturazione (se avete una casa di proprietà), etc.</p>
<p>In secondo luogo, vi spetta una detrazione sul vostro carico fiscale.</p>
<p>Riprendiamo l’esempio di prima e simuliamo ciò che avviene in dichiarazione.</p>
<p>Il nostro reddito imponibile è  8.010, ma inferiore ai 15.000 €.</p>
<p>La vostra imposta lorda è uguale a 1.842 € e la detrazione a voi spettante sarebbe in questo caso di 1.000 €.</p>
<p>A questo punto il vostro reale carico fiscale sarebbe 2.018 – 1.000 = 1.018 €. Inoltre avendo subito le ritenute su ogni fattura i vostri clienti avrebbero già versato per voi 2.496 € di cui solo 1.018 € risultano dovuti in dichiarazione, quindi 2.496 – 1.018 = 1.478 € di credito verso l’erario.</p>
<p>Ricapitoliamo con i 2 esempi, con gli stessi importi.</p>
<h4>Regime dei minimi</h4>
<p>imposta sostitutiva = 8.430 * 20% = 1.686</p>
<p>contributi  INPS = 8.430 *26.72% = 2.252</p>
<p>consulente fiscale = 300 € annui</p>
<p>su 8.430 € di imponibile IRPEF ve ne restano 4.492 €</p>
<p>su 702,50 € mensili ve ne restano 374 €.</p>
<h4>Contabilità semplificata</h4>
<p>carico fiscale = 1.842 (23 % IRPEF)  + 136 (addiz.regionale all’aliquota max in Italia ) +40 (add.comunale Napoli) = 2.018 €.</p>
<p>Consulente fiscale = 720 € annui</p>
<p>Imponibile IRPEF = 8.010 €</p>
<p>Contributi INPS = 2.140</p>
<p>Detrazione spettante = 1.000 €</p>
<p>Per cui</p>
<p>8.010 – 2.140 &#8211; 1.018 (2.018 +1.000)= 4.852 €</p>
<p>8.010 /12 mensilità = 667,50 €</p>
<p>4.852 /12 mensilità = 404 € mensili</p>
<p>Differenza su base annua = 4.852 – 4.492 =  360 € risparmiati di carico fiscale, pur raddoppiando il compenso del consulente.</p>
<p>In allegato vi ho preparato un foglio di calcolo, in cui potete verificare la vostra convenienza ad aderire ad un regime contabile oppure ad un altro, sulla base delle detrazioni spettanti nel 2010.</p>
<p><strong>Download: <a class="downloadlink" href="http://www.web-magazine.it/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=5" title=" downloaded 1169 times" >calcolo convenienza regime fiscale (1169)</a></strong></p>
<p>Io consiglio il regime dei minimi a chi è un dipendente, che decide di lavorare anche in proprio (poiché in regime dei minimi i redditi da attività professionale non fanno cumulo con i redditi da dipendente) o a chi supera i 15.000 € di reddito netto.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.web-magazine.it/2011/02/lo-stipendio-del-freelance-3-%e2%80%93-regime-dei-minimi-vs-contabilita-semplificata/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>33</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Lo stipendio del freelance 2 &#8211; l&#8217;analisi completa del regime dei minimi</title>
		<link>http://www.web-magazine.it/2011/02/lo-stipendio-del-freelance-2-lanalisi-completa-del-regime-dei-minimi/</link>
		<comments>http://www.web-magazine.it/2011/02/lo-stipendio-del-freelance-2-lanalisi-completa-del-regime-dei-minimi/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 01 Feb 2011 22:15:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web designer e fisco]]></category>
		<category><![CDATA[fisco]]></category>
		<category><![CDATA[freelance]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
		<category><![CDATA[tasse]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.web-magazine.it/?p=1755</guid>
		<description><![CDATA[Nel primo articolo ho fatto un esempio di contabilità in regime dei minimi con ricavi di max 30.000 € e si paga un’imposta del 20 %, godendo di esenzione da IVA, IRAP ed addizionali, non avendo l’obbligo di scritture contabili. Ora vorrei illustrarvi la migliore configurazione possibile della vostra attività professionale di freelance (per gli aspetti fiscali).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img title="Lo stipendio del freelance" src="http://www.web-magazine.it/wp-content/uploads/2011/02/soldi.jpg" alt="Lo stipendio del freelance" /></a></p>
<p>Nel <a href="http://www.web-magazine.it/2011/01/lo-stipendio-del-freelance-1-simulazione-di-dichiarazione-dei-redditi-in-regime-dei-minimi/">primo articolo</a> di questa nuova serie, ho fatto un esempio di una contabilità in regime dei minimi con cui si possono avere dei ricavi di max 30.000 € e si paga un’imposta sostitutiva (le tasse insomma) del 20 %, godendo di <strong>esenzione da IVA, IRAP ed addizionali</strong> (le tasse locali che vanno a Regione e Comune), nonché non avendo l’obbligo di tenuta delle scritture contabili.<br />
Ora vorrei illustrarvi quella che, secondo me, è la migliore configurazione possibile della vostra attività professionale di freelance (ovviamente per gli aspetti fiscali).</p>
<p><span id="more-1755"></span>In primo luogo, il codice attività con cui richiedere la partita IVA è il <strong>74.10.21</strong> <em>disegnatori di pagine web.</em></p>
<p>In secondo luogo, io profilerei l’attività come quella di un <strong>professionista</strong>, evitando l’iscrizione alla <strong>CCIAA</strong> (camera di commercio, industria, agricoltura, artigianato), il che fa si, che si risparmino 88,00 € annui (quota annuale di una ditta individuale) e iscrivendosi alla gestione separata dell’INPS (non esiste un albo dei web designer e quindi non c’è una cassa specifica).</p>
<p>Ora un professionista subisce una <strong>ritenuta del 20%</strong> (spiegate negli articoli precedenti) se fattura ad un soggetto con partita IVA ed emette fattura con IVA, sia ai privati che agli altri operatori di mercato, a meno che non aderisca al regime dei minimi e può effettuare una rivalsa del 4% sui contributi INPS.</p>
<p>Inoltre, poiché non dovreste avere dipendenti o un’organizzazione strutturata, non si è comunque soggetti <strong>all’IRAP</strong>.</p>
<p>Ps. allego un esempio di fattura per cercare di rendere la cosa più comprensibile.</p>
<blockquote><a class="downloadlink" href="http://www.web-magazine.it/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=3" title="Version1.11 downloaded 2433 times" >Esempio di fattura regime minimi (2433)</a></blockquote>
<p>Oggi analizzeremo solo il regime dei minimi semplificando il discorso, poiché non ci sarà l’IVA.</p>
<p>Prendiamo l’esempio di fattura e spieghiamo ogni voce.<a class="downloadlink" href="http://www.web-magazine.it/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=3" title="Version1.11 downloaded 2433 times" >Esempio di fattura regime minimi (2433)</a></p>
<ol>
<li>Al <strong>primo </strong>rigo troviamo il compenso pattuito con il nostro cliente: 1.000 €</li>
<li>Al <strong>secondo </strong>rigo abbiamo la rivalsa INPS del 4%: 1.000 *4% = 40 €</li>
<li>Al <strong>terzo </strong>rigo abbiamo il totale della fattura cioè 1°rigo + 2°rigo = 1.040 €</li>
<li>Al <strong>quarto </strong>rigo: abbiamo la ritenuta che si applica nel caso in cui il nostro cliente non sia un privato e quindi nel caso di qualsiasi possessore di Partita IVA (ditta individuale, società) che è del 20 % = 1040 * 20 % = 208</li>
<li>Al <strong>quinto </strong>rigo abbiamo l’importo che il nostro cliente dovrà versare sul nostro c/c: il netto a pagare =  3°rigo – 4°rigo = 832 €.</li>
</ol>
<p><strong>Ora consideriamo gli importi:</strong></p>
<p><strong>Ritenuta </strong>= 208 €</p>
<p>Questo importo vi viene trattenuto dalla vostra fattura, perché il vostro cliente operatore commerciale provvederà a versarlo, tramite modello F24, al fisco quale anticipo sulle vostre tasse.</p>
<p>In altre parole, da ogni vostra fattura dell’importo totale di 1.040 €, ne incasserete 832 €, mentre gli altri 208 € saranno dati direttamente al fisco per vostro conto dai vostri clienti.</p>
<p><strong>Rivalsa INPS</strong> 4% = 40</p>
<p>Non è altro che un vantaggio, perché vi viene permesso di far gravare il 4% dei vostri contributi INPS sui vostri clienti.</p>
<p>La cosa sarà più chiara quando faremo l’esempio con il rendiconto annuale.</p>
<p>Riprendiamo ora l’esempio del primo articolo:</p>
<p>Freelance che chiude un lavoro al mese, con un compenso pattuito di 1.000 € e cerchiamo di fare una simulazione della nostra dichiarazione dei redditi con gli stessi importi.</p>
<table class="miatab" border="0" cellspacing="1" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<th>Ricavi annui</th>
<td>1.000 € * 12 mensilità = 12.000 €</td>
</tr>
<tr>
<th>Rivalsa Inps 4%</th>
<td>480 €, cioè il 4% di 12.000 €</td>
</tr>
<tr>
<th>Ricavi totali</th>
<td>12.000 + 480 = 12.480 €</td>
</tr>
<tr>
<th>Ritenute</th>
<td>208 *12 = 2.496 € importo che i   vostri clienti hanno versato per voi al fisco quale anticipo sulle tasse   che dovrete per l’intero anno.</td>
</tr>
<tr>
<th>Fitto studio</th>
<td>fortuna di buona parte dei web designer freelance è quella di poter lavorare da casa. Quindi ipotizziamo costo = 0 €</td>
</tr>
<tr>
<th>Software</th>
<td>ipotizziamo che i programmi siano in nostro possesso o che li abbiamo già acquistati, quindi = 0 €</td>
</tr>
<tr>
<th>Collaborazioni</th>
<td>chiunque ha bisogno di una mano, chi cura la grafica di solito si avvale   di un programmatore e viceversa. Ipotizziamo che per un lavoro su 3   abbiamo la necessità di richiedere una collaborazione, che costa la metà   del nostro fatturato mensile.</td>
</tr>
<tr>
<th>Costo</th>
<td>500 * 4 (1 lavoro su 3, quindi 12/3=4) = 2.000 €</td>
</tr>
<tr>
<th>Consulente fiscale</th>
<td>300 – 360 € annui</td>
</tr>
<tr>
<th>Connessioni adsl / telefono</th>
<td>500 € annui di cui solo il 50% è deducibile quindi 500/2 =250 €</td>
</tr>
<tr>
<th>Inps</th>
<td>26,72 % gestione separata</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>l’importo dei contributi pagati nell’anno è deducibile, quindi ipotizziamo che l’anno precedente fosse il nostro primo anno di attività e che abbiamo pagato 1.500 € di contributi</p>
<p>Costo = 1.500</p>
<p>Ora possiamo calcolare il nostro <strong>imponibile Irpef</strong> = componenti positivi – componenti negativi</p>
<table class="miatab" border="0" cellspacing="1" cellpadding="3">
<tbody>
<tr>
<th scope="row">componenti positivi</th>
<td>12.480 €</td>
</tr>
<tr>
<th scope="row">componenti negativi</th>
<td>2.000 (collaborazioni) – 300 (consulente) – 250 (connessioni) – 1.500 (contributi Inps) = 4050</td>
</tr>
<tr>
<th scope="row"> imponibile Irpef</th>
<td>12.480 – 4050 = <strong>8.430 €</strong></p>
<p><em>che sarà il nostro   imponibile con cui calcolare le tasse ed i contributi Inps dovuti.</em></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Quindi calcoliamo la nostra imposta sostitutiva = 20%</p>
<p>imposta sostitutiva = 8.430 * 20% = 1.686 €</p>
<p>inps = 26.72%</p>
<p>contributi = 8.430 *26.72% =  2.252 €</p>
<p>A conti fatti ecco quello che può essere considerato il vostro “<strong><em>netto in busta paga</em></strong>”</p>
<p>8.430 (imponibile Irpef) – 1.686 (imposta sostituiva, cioè le tasse) – 2.252 (contributi Inps) =  <strong>4.492 €</strong></p>
<p>Ora il problema con le ritenute è questo:</p>
<p>con 12.480 € di ricavi totali e 4.050 € di costi io ho un imponibile di 8.430 € e devo pagare 1.686 € di tasse, ma i miei clienti hanno già versato per me 2.496 €!!</p>
<p>Quindi in <strong>regime dei minimi</strong>, ogni anno si vanterà un <strong>credito verso il fisco</strong> (in questo caso 2.496 &#8211; 1686 = 810 €), che poi dovrà essere rimborsato.</p>
<p>Insomma non solo dei miei 8.430 € me ne restano 4.492 €, ma di questi una parte la “anticipo” all’erario in attesa del rimborso!!</p>
<p>Per completezza di informazione, ogni anno con il modello <strong>Unico</strong> (cioè la dichiarazione dei redditi), si pagano le imposte sul reddito dell’anno precedente, più gli acconti sull’anno in corso, ma non voglio complicare il discorso con le percentuali e le scadenze..</p>
<p>Diciamo che in linea di massima, l’erario presume che sarete in grado di replicare il reddito dell’anno e quindi richiede come acconto sull’anno in corso altri 1.686 €..</p>
<p>Nel prossimo articolo vi illustrerò, partendo sempre da questo esempio, i vantaggi della contabilità semplificata, fino a determinate soglie di reddito.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.web-magazine.it/2011/02/lo-stipendio-del-freelance-2-lanalisi-completa-del-regime-dei-minimi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>72</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Lo stipendio del freelance 1 &#8211; simulazione di dichiarazione dei redditi in regime dei minimi</title>
		<link>http://www.web-magazine.it/2011/01/lo-stipendio-del-freelance-1-simulazione-di-dichiarazione-dei-redditi-in-regime-dei-minimi/</link>
		<comments>http://www.web-magazine.it/2011/01/lo-stipendio-del-freelance-1-simulazione-di-dichiarazione-dei-redditi-in-regime-dei-minimi/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 20 Jan 2011 14:52:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web designer e fisco]]></category>
		<category><![CDATA[contabilità]]></category>
		<category><![CDATA[fisco]]></category>
		<category><![CDATA[freelance]]></category>
		<category><![CDATA[iva]]></category>
		<category><![CDATA[regime dei minimi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.web-magazine.it/?p=1722</guid>
		<description><![CDATA[Ipotizziamo che il nostro freelance riesca a fatturare 1000 €  chiudendo un lavoro al mese, che è già una soglia critica per qualsiasi attività da libero professionista e poi consideriamo quali possono essere tutte le spese, trattenute, contributi che riducono i giovani professionisti (non solo i web designer!!) alla fame (scusate per il pessimismo).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1728" class="wp-caption alignnone" style="width: 510px"><img class="size-full wp-image-1728" title="stipendio" src="http://www.web-magazine.it/wp-content/uploads/2011/01/stipendio.jpg" alt="http://www.diversamenteoccupati.it/" width="500" height="453" /><p class="wp-caption-text">© http://www.diversamenteoccupati.it/</p></div>
<p>Ciao a tutti, mi chiamo Antonio ed ho già scritto per questo blog, curando gli articoli che trattano argomenti di natura fiscale.</p>
<p>Ho preso accordi con Laura per scrivere una nuova <strong>rubrica fiscale</strong> o,  se volete,  per aggiungere altri argomenti a quelli già trattati, che voi utenti del blog e di internet potreste trovare interessanti.</p>
<p>Oggi cercherò di indicare, orientativamente, quello che può essere considerato il <strong>reddito di un freelance</strong>,  quello che se foste dipendenti sarebbe il netto in busta o meglio quello che vi resta sul conto in banca eliminate tasse, INPS e quant&#8217;altro.</p>
<p><span id="more-1722"></span></p>
<p>Credo che il modo più semplice sia, purtroppo, avere a che fare con degli esempi numerici..</p>
<p>Ipotizziamo che il nostro freelance riesca a fatturare 1000 €  chiudendo un lavoro al mese, che è già una soglia critica per qualsiasi attività da libero professionista e poi consideriamo quali possono essere tutte le spese, trattenute, contributi che riducono i giovani professionisti (non solo i web designer!!) alla fame (scusate per il pessimismo).</p>
<p>Proviamo a compilare una sorta di rendiconto annuo:</p>
<h5>Ricavi annui</h5>
<p>1.000 € * 12 mensilità = 12.000 €</p>
<h5>Fitto studio</h5>
<p>fortuna dei web designer freelance (a parte le madri che utilizzano il telefono 24 h al giorno, magari urlando, come la mia, e non creano di certo il miglior ambiente di lavoro possibile!!) è quella di poter lavorare da casa. Quindi ipotizziamo costo = 0 €</p>
<h5>Software</h5>
<p>beh ammettiamo che i programmi siano in nostro possesso o che li abbiamo già acquistati, quindi = 0 €</p>
<h5>Collaborazioni</h5>
<p>chiunque ha bisogno di una mano, chi cura la grafica di solito si avvale di un programmatore e viceversa. Ipotizziamo che per un lavoro su 3 abbiamo la necessità di richiedere una collaborazione, che costa la metà del nostro fatturato mensile.<br />
Costo  = 500 * 4 (1 lavoro su 3, quindi 12/3=4) = 2.000 €</p>
<h5>Consulente fiscale</h5>
<p>ipotizziamo di aderire al regime dei minimi, nessun consulente deve provare a chiedervi più di 30 € al mese, altrimenti contattatemi!!, quindi</p>
<p>Costo = 300 € annui</p>
<p>Solo per completezza di informazione ipotizziamo di essere in contabilità semplificata (stesso discorso sui consulenti ladri se vi chiedono più di 80-100 € al mese).</p>
<p>Costo 720 € annui</p>
<h5>Connessioni adsl</h5>
<p>spero venga gentilmente offerta dal proprietario di casa (padre, madre) in caso contrario :<br />
Telefono: Costo = 500 € annui di cui solo il 50% è deducibile quindi 500/2 =250 €</p>
<h5>Inps</h5>
<p>Inps= 26,72 % gestione separata</p>
<p>l’importo dei contributi pagati nell’anno è deducibile, quindi ipotizziamo che l’anno precedente era il nostro primo anno di attività e che abbiamo pagato 1.500 € di contributi</p>
<p>Costo = 1.500</p>
<p>Benissimo a questo punto possiamo <strong>simulare la nostra dichiarazione dei redditi in regime dei minimi</strong>, quindi senza ne IVA, ne IRAP, ne addizionali regionali e comunali:</p>
<p>imponibile Irpef = componenti positivi – componenti negativi</p>
<p>componenti positivi = 12.000 €</p>
<p>componenti negativi = 2.000 (collaborazioni) – 300 (consulente) – 250 (connessioni) – 1.500 (contributi Inps) = 4050</p>
<p>quindi imponibile Irpef = 12.000 – 4050 = 7.950</p>
<p>quindi calcoliamo la nostra imposta sostitutiva = 20%</p>
<p>imposta sostitutiva = 7.950 * 20% = 1.590</p>
<p>inps = 26.72%</p>
<p>contributi = 7.950 *26.72% = 2.124</p>
<p>A conti fatti ecco quello che può essere considerato il vostro “netto in busta paga”</p>
<p>7.950 (imponibile Irpef) &#8211; 1590 (imposta sostituiva, cioè le tasse) – 2124 (contributi Inps) = 4.236 €</p>
<h3>Attenzione</h3>
<p>Io concordo con quello che tutti i lettori staranno pensando:</p>
<p><strong>“Ma come, io fatturo 1.000 € al mese e ne posso spendere e considerare miei solo (4.236 €/12 mensilità) 353 € al mese?”</strong></p>
<p>Io vorrei porre l’attenzione su due aspetti:</p>
<ol>
<li>non      è su 12.000 € che dovete ragionare ma su 7.950 €, cioè i vostri ricavi – i      costi per stare in attività. Quindi su (7.950 / 12 mensilità =) 662,50 €      al mese ne restano 353 €</li>
<li>Dopo      un paio d’anni dall’entrata del regime dei minimi io lo consiglio solo in      alcuni casi e questo lo spiegherò nel prossimo articolo con una      simulazione con gli stessi dati in contabilità semplificata.</li>
</ol>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.web-magazine.it/2011/01/lo-stipendio-del-freelance-1-simulazione-di-dichiarazione-dei-redditi-in-regime-dei-minimi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>50</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Freelance e fisco: capitolo conclusivo</title>
		<link>http://www.web-magazine.it/2009/01/freelance-e-fisco-capitolo-conclusivo/</link>
		<comments>http://www.web-magazine.it/2009/01/freelance-e-fisco-capitolo-conclusivo/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 19 Jan 2009 21:59:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web designer e fisco]]></category>
		<category><![CDATA[fisco]]></category>
		<category><![CDATA[freelance]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[partita iva]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.web-magazine.it/?p=479</guid>
		<description><![CDATA[Questo è l’ultimo appuntamento della mia rubrica fiscale per Web Designer.
Nel percorso seguito dai miei articoli volevo aiutare il freelance dai suoi primi lavori all’apertura di una partita Iva. Ringrazio tutti per la forte partecipazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-488" title="business-patch" src="http://www.web-magazine.it/wp-content/uploads/2009/01/business-patcg1.jpg" alt="business-patch" width="503" height="168" /></p>
<p style="text-align: justify;">Questo è l’ultimo appuntamento della mia rubrica fiscale per Web Designer.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel percorso seguito dai miei articoli volevo aiutare il freelance dai suoi primi lavori all’apertura di una partita Iva.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-479"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Riassumiamo il percorso e quindi gli argomenti trattati:</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.web-magazine.it/2008/11/freelance-fisco-le-prestazioni-occasionali/">Le prestazioni occasionali</a> per chi non ha ancora intrapreso una vera e propria attività;</p>
<p style="text-align: justify;">La scelta dell&#8217;<a href="http://www.web-magazine.it/2008/11/freelance-e-fisco-perche-aprire-la-partita-iva/">apertura della partita Iva</a> con i suoi pro e contro;</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.web-magazine.it/2008/12/freelance-e-fisco-essere-o-non-essere-impresa/">La scelta del codice attività</a>, la dichiarazione di inizio attività, l’apertura della partita Iva;</p>
<p style="text-align: justify;">L’ obbligo di inserire la <a href="http://www.web-magazine.it/2008/12/freelance-e-fiscol%E2%80%99obbligo-di-indicare-la-partita-iva-sulla-propria-home-page/">partita Iva sulla homepage</a>;</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.web-magazine.it/2009/01/freelance-e-fisco-il-regime-dei-minimi/">Il regime dei minimi.</a></p>
<p style="text-align: justify;">Devo dire che dal numero delle visite la rubrica è stata un successo. Mi spiace di non aver potuto sempre rispondere immediatamente alle vostre domande, spero di non aver lasciato nessuno insoddisfatto, ma su un blog si cerca di dare argomenti di discussione a cui tutti possono rispondere, quindi non solo io.</p>
<p style="text-align: justify;">Superati i limiti del regime dei minimi e arrivati a dover “convivere obbligatoriamente” con la contabilità ordinaria ho davvero pochi consigli da darvi se non quello, banale, di rivolgervi ad un professionista.</p>
<p style="text-align: justify;">Credo davvero di aver esaurito argomenti affrontabili da autodidatti, per il resto bisogna essere degli esperti del settore.<br />
Volevo quindi salutare tutti e prospettarvi un nostro possibile futuro incontro professionale.<br />
Infatti da febbraio farò parte di una divisione specializzata nel <strong>regime dei minimi </strong>di una società con uffici a Roma e Napoli.<br />
Vi invierò il link del nostro sito, grazie a Laura, sul quale potrete visionare e comparare la nostra offerta per i contribuenti minimi o almeno conoscere la nostra società.</p>
<p style="text-align: justify;">Non escludo futuri interventi su questo blog, anche se la rubrica <em><strong>Web Designer e Fisco</strong> </em>è terminata sarò felice di contribuire ancora anche se con interventi più sporadici. Vi invito quindi a proporre nuovi argomenti di discussione, in base alle vostre richieste decideremo  i prossimi articoli.</p>
<p style="text-align: justify;">Un saluto a tutti. <em>Antonio</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.web-magazine.it/2009/01/freelance-e-fisco-capitolo-conclusivo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>5</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Freelance e fisco: il regime dei minimi</title>
		<link>http://www.web-magazine.it/2009/01/freelance-e-fisco-il-regime-dei-minimi/</link>
		<comments>http://www.web-magazine.it/2009/01/freelance-e-fisco-il-regime-dei-minimi/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 05 Jan 2009 10:22:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web designer e fisco]]></category>
		<category><![CDATA[commercialista]]></category>
		<category><![CDATA[freelance]]></category>
		<category><![CDATA[tasse]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.web-magazine.it/?p=415</guid>
		<description><![CDATA[Per chi voglia intraprendere una nuova attività o finalmente lanciarsi sul mercato con l’apertura della partita Iva, nella finanziaria del 2008 è stato previsto un regime agevolato per i piccoli contribuenti: "il regime dei minimi".]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-419" title="minimi" src="http://www.web-magazine.it/wp-content/uploads/2009/01/minimi.jpg" alt="minimi" width="500" height="200" /></p>
<p>Per chi voglia intraprendere una <strong>nuova attività</strong> o finalmente  lanciarsi sul mercato con l’<strong>apertura della partita Iva</strong>, nella finanziaria del  2008 è stato previsto un regime agevolato per i piccoli contribuenti: &#8220;il regime  dei minimi&#8221;.</p>
<p><span id="more-415"></span>Un soggetto che voglia scegliere questo regime lo deve chiaramente  indicare quando compila la dichiarazione di inizio attività. Possono  beneficiare del nuovo regime imprese  individuali e professionisti singoli che rispettano le seguenti condizioni:</p>
<ul>
<li>nell&#8217;anno  precedente a quello in cui scelgono di diventare contribuenti minimi:
<ul>
<li>hanno  conseguito ricavi o <strong>compensi non superiori a 30.000 euro</strong></li>
<li>non hanno  avuto lavoratori dipendenti o collaboratori (anche a progetto)</li>
<li>non hanno  effettuato cessioni all&#8217;esportazione</li>
</ul>
</li>
<li>non hanno  erogato utili da partecipazione agli associati con apporto di solo lavoronel triennio precedente non hanno effettuato acquisti di beni strumentali per  un ammontare superiore a 15.000 euro (i beni strumentali solo in parte  utilizzati nell’ambito dell’attività di impresa o di lavoro autonomo esprimono  un valore pari al 50 per cento dei relativi corrispettivi)</li>
<li>iniziano  l&#8217;attività e presumono di possedere i requisiti di cui ai punti 1) e 2). Il  limite dei 30.000 euro di ricavi o compensi deve essere ragguagliato all’anno.  Ad esempio: per una nuova attività che inizia il 1 settembre 2008 il limite è  di 10.000 (4/12 di 30.000).</li>
</ul>
<p>Rispettare questi  requisiti non dovrebbe essere un   problema per chi si lancia in una nuova attività o per chi sta aprendo  una Partita Iva.</p>
<h3>I vantaggi del nuovo regime fiscale</h3>
<p>Aderire al regime fa  si che si benefici di notevoli e numerosi vantaggi, che riguardano:</p>
<ul>
<li>Irpef e  addizionali</li>
<li>Iva</li>
<li>Irap</li>
<li>Studi di  settore</li>
<li>Adempimenti  documentali.</li>
</ul>
<p>Spieghiamoli nel  dettaglio.</p>
<h3>Irpef e addizionali</h3>
<p>Chi aderisce al regime  non paga Irpef e addizionali regionali e comunali. <strong>Il nuovo regime comporta  l&#8217;applicazione di un&#8217;imposta sostitutiva del 20 per cento sul reddito,  calcolato come differenza tra ricavi o compensi e spese sostenute, comprese le  plusvalenze e le minusvalenze dei beni relativi all&#8217;impresa o alla professione. </strong>Il reddito si determina applicando il principio di cassa, il che comporta  un&#8217;immediata e integrale rilevanza dei costi, anche quelli inerenti i beni  strumentali (circostanza molto incentivante soprattutto in fase di avvio  dell&#8217;attività produttiva). Dal reddito si possono dedurre per intero i  contributi previdenziali, compresi quelli corrisposti per conto dei  collaboratori dell´impresa familiare fiscalmente a carico e quelli versati per  i collaboratori non a carico ma per i quali il titolare non ha esercitato il  diritto di rivalsa. E´ ammessa la compensazione di perdite riportate da anni  precedenti. Le perdite fiscali successive possono essere portate in diminuzione  dal reddito conseguito nei periodi d´imposta seguenti, ma non oltre il quinto.  Quindi se nel primo anno effettuate investimenti per l’allestimento di un  ufficio, per esempio, tutte le spese da voi sostenute saranno considerate come  costi aziendali e andranno a diminuire i vostri compensi e quindi la cifra  sulla quale andrete a pagare il 20% a titolo di tasse.</p>
<h3>Iva</h3>
<p>Con questo regime si viene esonerati dagli adempimenti ai fini Iva:  dichiarazioni, versamenti, comunicazioni, tenuta e conservazione dei registri.</p>
<p>Questo dovrebbe indirettamente procurarvi un ulteriore vantaggio, quello di  dover pagare in minor misura il professionista che vi segue, essendo la mole di  lavoro a suo carico notevolmente ridotta.</p>
<h3>Irap</h3>
<p>Con l’adesione al  regime si è esonerati dal pagamento dell’Irap.<strong></strong></p>
<h3>Studi di Settore</h3>
<p>Esclusione  dall&#8217;applicazione degli studi di settore e parametri con il vantaggio sotto il  profilo della riduzione dei costi e degli adempimenti connessi.<strong></strong></p>
<h3>Tenuta delle scritture e dei libri  contabili</h3>
<p>Si è esonerati dagli  obblighi di registrazione e di tenuta delle scritture contabili.<strong></strong></p>
<h4>In pratica restano obbligatorie:</h4>
<ul>
<li>la numerazione e la conservazione delle fatture  d&#8217;acquisto e delle bollette doganali;</li>
<li>la certificazione dei corrispettivi;</li>
<li>la conservazione dei documenti emessi e  ricevuti;</li>
<li>l´integrazione delle fatture di acquisto  intracomunitario o in regime di <em>reverse charge;</em></li>
<li>la titolarità di un conto corrente bancario o  postale.</li>
</ul>
<h3>La cessazione dal regime dei  &#8220;minimi&#8221;</h3>
<p>Sono da citare due casi in cui il contribuente cessa di usufruire del  regime dei minimi, i cui effetti sono diversi.</p>
<p>Il contribuente perde i benefici del regime:</p>
<ul>
<li>Dall&#8217;anno successivo a quello in cui viene       meno anche solo una delle condizioni richieste ovvero si realizza una delle       condizioni di esclusione</li>
<li>Dall&#8217;anno stesso in cui i ricavi o i       compensi percepiti superano il limite di 45 mila euro. In quest’ultimo       caso si ha l’obbligo di versare l&#8217;Iva mediante scorporo dai corrispettivi       documentati dall&#8217;inizio del periodo di imposta</li>
</ul>
<p>Quindi mentre il  mancato rispetto dei requisiti fa si che dall’anno successivo il contribuente  non possa beneficiare del regime agevolato,<strong> il superamento della soglia dei  45000 € come compensi ha effetto immediato con il pagamento dell’Iva</strong> anche sui  compensi dell’anno in corso e l’immediata predisposizione dei libri contabili e  registri Iva, nonché l’obbligo di emettere le successive fattura con l’iva.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.web-magazine.it/2009/01/freelance-e-fisco-il-regime-dei-minimi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>46</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Freelance e fisco: essere o non essere impresa.</title>
		<link>http://www.web-magazine.it/2008/12/freelance-e-fisco-essere-o-non-essere-impresa/</link>
		<comments>http://www.web-magazine.it/2008/12/freelance-e-fisco-essere-o-non-essere-impresa/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 15 Dec 2008 10:42:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web designer e fisco]]></category>
		<category><![CDATA[commercialista]]></category>
		<category><![CDATA[freelance]]></category>
		<category><![CDATA[impresa]]></category>
		<category><![CDATA[partita iva]]></category>
		<category><![CDATA[tasse]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.web-magazine.it/?p=360</guid>
		<description><![CDATA[Dopo l'apertura della partita Iva il nostro web designer ha un mese di tempo per iscriversi in camera di commercio, qualora decida di essere un piccolo imprenditore e quindi di non essere un professionista. Tra imprenditori e professionisti vi sono alcune differenze.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-362" title="impresa" src="http://www.web-magazine.it/wp-content/uploads/2008/12/impresa.jpg" alt="impresa" width="500" height="170" /></p>
<p>Dopo l&#8217;apertura della <strong>partita Iva</strong> il nostro web designer ha un mese di tempo per iscriversi in camera di commercio, qualora decida di essere un piccolo imprenditore e quindi di non essere un professionista.</p>
<p>Tra imprenditori e professionisti vi sono alcune differenze: i compensi dei professionisti come vi mostrerò nell&#8217;esempio di fatturazione alla fine dell&#8217;articolo, sono assoggettati ad una ritenuta di acconto del 20%,  quelli come impresa no.</p>
<p><span id="more-360"></span>Nella dichiarazione di inizio attività per l&#8217;apertura della partita Iva va indicato il codice attività che deve identificare ciò di cui vi occupate.</p>
<p>La scelta sembrerebbe sufficientemente semplice ma non è così.</p>
<p>In sintesi io ho preso in considerazione due possibilità che vanno poi fiscalmente in direzione diversa, ipotizzando che il codice attività da usare sia il seguente:<br />
<strong>Codice 741021 attività dei disegnatori delle pagine web.</strong></p>
<p>Questa è una professione del tutto nuova e non c&#8217;è ancora una modulistica di riferimento o una conoscenza specifica dell&#8217;attività, nemmeno da parte di chi lavora in camera di commercio per cui si potrebbe andar incontro ad alcune problematiche. Diciamo che seppur qualcun si renderà conto che questa professione si sta affermando, ci vorrà ancora del tempo per la predisposizione di regole, modulistica, normativa ad hoc.</p>
<h3>Possibilità n°1. Iscrizione all&#8217;albo degli artigiani</h3>
<p>Con il codice attività 741021, quando ci si presenta in camera di commercio per l&#8217;iscrizione nella sezione speciale in qualità di piccoli imprenditori (nel registro delle imprese ci sono due sezioni quella ordinaria e quella speciale),  la risposta dell&#8217;impiegato è che ci si trova nel luogo sbagliato perché con questo codice ci si deve iscrivere come <strong>artigiani </strong>nell&#8217;apposito albo.</p>
<p>Quindi la soluzione n°1 è quella di assecondare l&#8217;impiegato della camera di commercio e presentarsi al comune dove è possibile seguire l&#8217;iter per l&#8217;iscrizione all&#8217; <strong>albo degli artigiani.</strong></p>
<p>Mi permetto di esprimere un parere personale: imprenditore artigiano è chi si occupa di produzione di beni e semilavorati o prestazione di servizi esclusi quelli commerciali. Secondo me chi vende un sito web vende servizi di natura commerciale.</p>
<h3>Possibilità n°2. Iscrizione come piccolo imprenditore nella sezione speciale del registro delle imprese.</h3>
<p>Volendo iscriversi quindi come piccoli imprenditori si può aggirare il problema e utilizzare uno stratagemma.</p>
<p>La soluzione è quella di scrivere nel modulo I1 che si presenta in CCIAA, laddove viene richiesta la descrizione dell&#8217;attività esercitata, che ci si occupa di inserimento dati e praticamente si avvicina la propria attività a quella di un <strong>programmatore </strong>o di chi <strong>gestisce database</strong>, con dei pro e dei contro.</p>
<h3>I pro:</h3>
<p>Essendo assimilati a impresa in qualità di piccoli imprenditori quando fatturerete la vostre prestazioni non saranno assoggettate al 20% a titolo di ritenuta d&#8217;acconto come avviene per i professionisti, oltre al 20% a titolo di iva.</p>
<p>Esempio: volete farvi pagare un sito 2000€</p>
<blockquote style="background-image:none;"><p>I 2000 saranno assoggettati ad iva (a meno che non beneficiate di regimi particolari, di cui parleremo prossimamente), quindi in fattura:</p>
<p>2000=compenso</p>
<p>400=20% di 2000= Iva</p>
<p>Totale fattura=2400, ma non finisce qui..</p></blockquote>
<p>In qualità di professionisti i vostri ricavi sarebbero assoggettati anche alla ritenuta d&#8217;acconto,quindi la vostra fattura diverrebbe così:</p>
<blockquote style="background-image:none;"><p>2000= compenso per sito</p>
<p>400=20% di 2000 come ritenuta di acconto (che si calcola sui vostri compensi esclusa iva) e viene sottratta dai vostri compensi in quanto è un anticipo sulle vostre tasse.</p>
<p>400=20% di 2000 come Iva</p>
<p>2400=totale fattura, ma andrete ad incassare solo 1600,  perché 400 verranno versati dal vostro cliente come anticipo sulle vostre tasse(la ritenuta) e altri 400 dovrete versarli voi come iva.</p></blockquote>
<h3>I contro:</h3>
<p>Facendo apparire la vostra attività come quella di chi si occupa di database o inserimento e trattamento dati su web sarete vincolati anche ai loro<strong> studi di settore</strong>, di cui parleremo nei prossimi articoli.</p>
<p>In conclusione, non vi è un&#8217;unica soluzione e sicuramente ogni professionista vi farà seguire la strada che riterrà più opportuna (o su cui è maggiormente informato).</p>
<p>Indicazioni e pareri alternativi o distruttivi della mia teoria saranno ben accetti!</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.web-magazine.it/2008/12/freelance-e-fisco-essere-o-non-essere-impresa/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>12</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Freelance e fisco:l’obbligo di indicare la partita Iva sulla propria home page.</title>
		<link>http://www.web-magazine.it/2008/12/freelance-e-fiscol%e2%80%99obbligo-di-indicare-la-partita-iva-sulla-propria-home-page/</link>
		<comments>http://www.web-magazine.it/2008/12/freelance-e-fiscol%e2%80%99obbligo-di-indicare-la-partita-iva-sulla-propria-home-page/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 08 Dec 2008 20:39:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web designer e fisco]]></category>
		<category><![CDATA[freelance]]></category>
		<category><![CDATA[partita iva]]></category>
		<category><![CDATA[portfolio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.web-magazine.it/?p=330</guid>
		<description><![CDATA[Il decreto del Presidente della Repubblica n.404/2001 pone l'obbligo per i possessori della partita Iva di indicarla sulla home page del sito. Chi possiede la partita Iva è un imprenditore e si presume che stia investendo sulla propria immagine e che abbia finalità promozionali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-337" src="http://www.web-magazine.it/wp-content/uploads/2008/12/sito-partita-iva.jpg" alt="" width="500" height="180" /></p>
<p>Nell’ultimo articolo siamo ormai arrivati alla necessità della partita Iva.</p>
<p>Date le richieste via mail questa volta vi scriverò dell’obbligo di inserire la partita Iva sull’home page dei vostri siti personali.</p>
<p><span id="more-330"></span></p>
<p>Il web è un settore che solo negli ultimi anni ha interessato il nostro legislatore e così il <em>DPR 404 del 5 ottobre 2001 </em>ha modificato l<em>’articolo 35 del DPR 633 del  1972</em>, che disciplina l’Iva.<br />
Ecco il testo del primo comma dell’art.35, così come modificato:<br />
L&#8217;articolo 35 del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972 è sostituito dal seguente:</p>
<blockquote><p>&#8220;Art. 35 (Disposizione regolamentare concernente le dichiarazioni di inizio, variazione e cessazione attività). &#8211; 1. I soggetti che intraprendono l&#8217;esercizio di un&#8217;impresa, arte o professione nel territorio dello Stato, o vi istituiscono una stabile organizzazione, devono farne dichiarazione entro trenta giorni ad uno degli uffici locali dell&#8217;Agenzia delle entrate ovvero ad un ufficio provinciale dell&#8217;imposta sul valore aggiunto della medesima Agenzia; la dichiarazione è redatta, a pena di nullità, su modelli conformi a quelli approvati con provvedimento del direttore dell&#8217;Agenzia delle entrate. L&#8217;ufficio attribuisce al contribuente un numero di partita I.V.A. che resterà invariato anche nelle ipotesi di variazioni di domicilio fiscale fino al momento della cessazione dell&#8217;attività e che deve essere indicato nelle dichiarazioni, <strong>nella home-page dell&#8217;eventuale sito web</strong> e in ogni altro documento ove richiesto.”</p></blockquote>
<h3>Perché viene richiesta l’indicazione della partita Iva?</h3>
<p>Il decreto del Presidente della Repubblica <em>n.404/2001</em><strong> </strong>pone l&#8217;obbligo per i possessori della partita Iva di indicarla sulla <strong>home page</strong> del sito.</p>
<p>Spieghiamone il motivo: chi possiede la partita Iva è un <strong>imprenditore</strong>, un imprenditore con un sito si presume che stia investendo sulla propria immagine e che abbia <strong>finalità promozionali</strong>, che stia cercando di <strong>procacciarsi nuovi clienti</strong>.</p>
<p>Quindi la partita Iva ha una duplice funzione:</p>
<ol>
<li>con la partita iva ci si identifica come imprenditori (contro la possibilità di truffe)</li>
<li>ci si dichiara come contribuenti per il fisco all&#8217;agenzia delle entrate (contro la possibile evasione delle tasse).</li>
</ol>
<h3>Per chi non è titolare di una partita Iva..</h3>
<p>La legge non considera altri casi se non quello di chi compila la dichiarazione di inizio attività e ottiene il rilascio del numero di partita Iva.<br />
Chi mostra un <strong>portfolio </strong>sul proprio sito, <strong>senza essere titolare di partita Iva</strong>, per far rendere conto gli eventuali visitatori delle proprie capacità, ha comunque delle <strong>finalità commerciali</strong> e persegue ugualmente il raggiungimento di <strong>nuovi clienti</strong>, quindi ritengo che il problema in questo caso non sia la mancata indicazione della partita Iva, ma il mancato riferimento a qualcuno che abbia dichiarato i redditi derivanti da quei lavori.. Infatti se sul proprio portfolio viene menzionato un numero consistente di lavori (5-10 siti), un eventuale controllo avanzerebbe domande lecite sul come sono stati “fatturati”.<br />
In altre parole avete lavorato per beneficenza?<br />
I soldini che fine hanno fatto?<br />
Le <strong>sanzioni </strong>per la mancata indicazione possono variare da 258 a 2065 €. Ovviamente i controlli sono indirizzati verso <strong>siti aziendali o di professionisti</strong>.<br />
Per esempio su questo blog la partita Iva non c’è, poiché non ha finalità commerciali.</p>
<p>Poiché questa legge del 2001 non è stata subito recepita ed iniziarono ad arrivare le prime multe vi fu nel 2006 un intervento dell’Agenzia delle Entrate di cui vi lascio il riferimento:<a href="http://www.agenziaentrate.it/ilwwcm/resources/file/eb3b1a03da9f7d3/risoluzione_60.pdf" target="_blank"><br />
Risoluzione del 16/05/2006 n. 60 dell’Agenzia delle Entrate,</a> che risolve ogni eventuale dubbio sul fatto che l’obbligo di indicare la partita Iva si riferisse solo a chi si occupava di <strong>commercio elettronico</strong>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.web-magazine.it/2008/12/freelance-e-fiscol%e2%80%99obbligo-di-indicare-la-partita-iva-sulla-propria-home-page/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>26</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Freelance e fisco: perchè aprire la partita Iva?</title>
		<link>http://www.web-magazine.it/2008/11/freelance-e-fisco-perche-aprire-la-partita-iva/</link>
		<comments>http://www.web-magazine.it/2008/11/freelance-e-fisco-perche-aprire-la-partita-iva/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 28 Nov 2008 13:57:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web designer e fisco]]></category>
		<category><![CDATA[commercialista]]></category>
		<category><![CDATA[contributi]]></category>
		<category><![CDATA[fisco]]></category>
		<category><![CDATA[freelance]]></category>
		<category><![CDATA[partita iva]]></category>
		<category><![CDATA[tasse]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.web-magazine.it/?p=269</guid>
		<description><![CDATA[Nel caso in cui i 5000 € vengano superati per prestazioni inerenti a lavori episodici, oppure per committenti sempre diversi, vi è l’obbligo di iscriversi alla gestione separata dell’Inps e pagare i contributi sulla quota eccedente, circa il 18%-19%.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-270" src="http://www.web-magazine.it/wp-content/uploads/2008/11/euri.jpg" alt="" width="500" height="180" /></p>
<p>La settimana scorsa ci siamo lasciati con le <a href="http://www.web-magazine.it/2008/11/freelance-fisco-le-prestazioni-occasionali/">prestazioni occasionali</a> e il  loro ammontare massimo di <strong>5000 €</strong>. Vi ho scritto in quale tipo di rapporto  possono tramutarsi, nel caso in cui il limite venga superato con lo stesso committente,  se le collaborazioni sono riconducibili ad unico affare..(ndr contratto a  progetto).</p>
<p><span id="more-269"></span></p>
<p>Nel caso in cui i 5000 € vengano superati per prestazioni inerenti a  <strong>lavori episodici</strong>, oppure per committenti sempre diversi, vi è l’obbligo di  iscriversi alla <strong>gestione separata dell’Inps</strong> e pagare i contributi sulla quota  eccedente, circa il 18%-19%.</p>
<p>I contributi vengono versati per  2/3 dal committente e per il restante terzo trattenuti dal vostro compenso,  poiché a vostro carico.</p>
<p>Una volta che nelle vostre previsioni c’è la possibilità di <strong>superare i  famosi 5000 €</strong>, potete iniziare a pensare all’<strong>apertura della partita Iva</strong>, ma  attenzione perché se sperate o credete di superare la soglia per poche migliaia  di euro, varrebbe la pena di fare una chiacchierata con qualcuno un po’ più  esperto..</p>
<p>Facendo due rapidi conti se, per esempio, arrivate a 7500 € alla fine  dell’anno, potreste trovarvi in questa situazione:</p>
<p>compensi: 7500€</p>
<p>ritenute: 20% di 7500= 1500€</p>
<p>contributi previdenziali: 17,80% di 2500 (quota che eccede i 5000€)= 445</p>
<p>Nel momento in cui dovrete compilare la <strong>dichiarazione dei redditi</strong>, sarete  soggetti all’imposizione del 23%, aliquota del primo scaglione Irpef, e dovrete  integrare il versamento che già avete sostenuto (quello del 20% delle ritenute  d’acconto), in breve:  lo Stato vi  chiederà altri € come tasse sul vostro reddito!!</p>
<p>In altre parole, superare la soglia per importi non molto lontani dai  5000 €, potrebbe voler dire trovarsi tanti soldini in meno in tasca, di quei  2500 che avete guadagnato in più, rischiate di perderne una cifra vicino ai  1000..</p>
<p>Se invece siete convinti di superare almeno i 10000 €, allora potrebbe  essere il momento di diventare imprenditori di voi stessi.</p>
<p>La partita Iva altro non è che un codice numerico di 11 cifre, assegnato  dall’<a href="http://www.agenziaentrate.it" target="_blank">Agenzia delle Entrate</a>, che identifica il contribuente in maniera non  dissimile dal <strong>codice fiscale</strong> per qualsiasi cittadino.</p>
<p>L’apertura della partita  Iva risulta essere contestuale alla dichiarazione di <strong>inizio attività,</strong> che deve  avvenire entro 30gg dal suo effettivo inizio. Con questa dichiarazione si  manifesta all’amministrazione finanziaria la volontà di diventare un operatore  economico autonomo sul mercato.</p>
<p>Fondamentale, per il futuro trattamento fiscale, risultano essere la <strong> scelta del codice attività</strong> e del regime fiscale, da indicare nel modulo da  inviare telematicamente all’agenzia o da presentare in forma cartacea presso la  camera di commercio.</p>
<p>La procedura telematica, che utilizziamo sul mio studio, permette di  ottenere il codice in poche ore. Alla scelta del codice attività e del regime  dedicherò i prossimi articoli.</p>
<h3>I pro…</h3>
<p>Con l’apertura della partita Iva, come dicevo, diventerete <strong>imprenditori  di voi stessi </strong>e potrete <strong>dedurre le spese</strong> per la vostra attività dai vostri  compensi, andando a far decrescere l’importo dei vostri ricavi su cui andrete a  pagare le tasse.. Per esempio: comprate la licenza di un programma, un pc  portatile, stampanti, cancelleria, libri di ispirazione o di approfondimento,  le somme totali andranno a ridurre i vostri proventi.</p>
<h3>I contro&#8230;</h3>
<p>Ovviamente l’apertura della partita IVA, oltre ad <strong>adempimenti fiscali più  onerosi</strong> (Iva, Inps, iscrizione camera di commercio o albo degli artigiani,  altri adempimenti dichiarativi fiscali..) richiede di lasciare la strada del  “fai da te” e di affidarsi ad un esperto del settore.</p>
<p>All’imprenditore viene richiesta l’iscrizione alla gestione separata  dell’Inps, ma questa volta i contributi verranno calcolati almeno sul minimale  (che si aggira sui 13000€..) e quindi il vostro esborso per contributi si  aggirerà sui 2000 € circa&#8230;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.web-magazine.it/2008/11/freelance-e-fisco-perche-aprire-la-partita-iva/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>44</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Freelance e fisco: le prestazioni occasionali.</title>
		<link>http://www.web-magazine.it/2008/11/freelance-fisco-le-prestazioni-occasionali/</link>
		<comments>http://www.web-magazine.it/2008/11/freelance-fisco-le-prestazioni-occasionali/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 21 Nov 2008 09:30:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web designer e fisco]]></category>
		<category><![CDATA[commercialista]]></category>
		<category><![CDATA[fisco]]></category>
		<category><![CDATA[freelance]]></category>
		<category><![CDATA[prestazioni occasionali]]></category>
		<category><![CDATA[tasse]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.web-magazine.it/?p=182</guid>
		<description><![CDATA[Le prestazioni occasionali sono state previste in una più ampia riforma del mercato del lavoro che partendo dalla legge n.30 del 14 febbraio 2003 (legge delega al governo in materia di occupazione e mercato del lavoro) è sfociata in quella chiamata legge Biagi cioè il D.lgs. n°.276 del 2003.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-220" src="http://www.web-magazine.it/wp-content/uploads/2008/11/fareconti21.jpg" alt="ragazzo con calcolatrice" /><br />
Ciao a tutti e bentornati (benvenuti) al nostro appuntamento settimanale con il mondo del fisco dei web designer.</p>
<p>Prima di scrivervi delle <strong>prestazioni occasionali</strong>, come da nostra scaletta, volevo chiarirvi le mie intenzioni.</p>
<p><span id="more-182"></span></p>
<p>Il percorso dei miei articoli vorrebbe seguire un ipotetico free-lance, dal momento in cui, ancora indeciso sul da farsi, si propone sul mercato con delle prestazioni occasionali, fino a quando decide di aprire la partita Iva. Esamineremo quindi, i regimi fiscali agevolati per piccoli contribuenti fino ad arrivare ad un&#8217;attività svolta con una struttura propria o addirittura una propria agenzia.</p>
<p>In fondo ognuno dovrebbe aspirare a realizzarsi professionalmente nel proprio ambito lavorativo!</p>
<p>Iniziamo quindi il nostro percorso immaginando un web designer che dopo aver seguito dei corsi o dopo aver avuto delle esperienze (più o meno felici..) come lavoratore dipendente, cerchi dei clienti per conto proprio.</p>
<p>Ovviamente non potrà avere certezze sulle proprie entrate e potrebbe essere inutile e prematuro pensare ad una <a href="http://www.web-magazine.it/2008/11/freelance-e-fisco-perche-aprire-la-partita-iva/"><strong>partita Iva</strong></a>, ai contributi previdenziali, ecc..</p>
<p>Il problema iniziale, però, sta nel riuscire ad avere un minimo di <a href="http://www.web-magazine.it/2009/06/diventare-freelance-buttarsi-si-ma-con-il-paracadute/"><strong>strategia </strong></a>(anche fiscale), perché ci si potrebbe trovare costretti a cambiare in corso la propria direzione. Non programmare niente e vivere alla giornata non è indicato nel lungo termine.<br />
In fondo cosa costa farsi una chiacchierata con qualcuno che possa indirizzarvi sia pur minimamente?</p>
<p>Le <strong>prestazioni occasionali </strong>sono state previste in una più ampia riforma del mercato del lavoro che partendo dalla legge n.30 del 14 febbraio 2003 (legge delega al governo in materia di occupazione e mercato del lavoro) è sfociata in quella chiamata legge Biagi cioè il D.lgs. (decreto legislativo) n°.276 del 2003.</p>
<h3><strong>Cosa sono secondo la legge le prestazioni occasionali?</strong><strong> </strong></h3>
<p>Il quadro normativo di riferimento è dato dall’articolo 2222 c.c. (del codice civile) e dall’art.61 del D.lgs. (decreto legislativo) n°.276 del 2003 (legge Biagi).</p>
<p>Esaminiamoli insieme:</p>
<p><strong>art. 2222 c.c.: Contratto d’opera</strong></p>
<blockquote><p>“Quando una persona si obbliga a compiere verso un corrispettivo un’opera o un servizio, con un servizio prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione nei confronti del committente,…”</p></blockquote>
<p>In altre parole sono delle prestazioni fornite, in cambio di un compenso (mi sembra ovvio), da lavoratori autonomi, ma senza un carattere di continuità e senza entrare a far parte dell’organizzazione del committente (altrimenti si avrebbe una collaborazione coordinata e continuativa o un’assunzione).</p>
<p><strong>Passiamo ora all’</strong><strong>art.61 del D.lgs. n°.276 del 2003 (<em>legge Biagi</em>):</strong></p>
<blockquote><p>“… le prestazioni occasionali, intendendosi per tali i rapporti di durata complessiva non superiore a trenta giorni nel corso dell&#8217;anno solare con lo stesso committente, salvo che il compenso complessivamente percepito nel medesimo anno solare sia superiore a 5 mila euro&#8230;”<strong> </strong></p></blockquote>
<p>Quindi le prestazioni occasionali non possono superare come durata del rapporto i <strong>30 giorni</strong> in un anno per ogni cliente (committente) e i<strong> 5000 €</strong> come compensi annui totali (cioè per tutti i clienti).</p>
<p>Fino a questa soglia di 5000 € non si è obbligati all’iscrizione alla <strong>gestione separata</strong> (non si pagano i contributi insomma).<br />
Superata questa soglia si pagano i contributi sulla somma eccedente i<strong> 5000 €</strong>, cioè se si hanno compensi per 6000 € i contributi si pagano sui 1000 € in eccesso, in quanto i 5000 € segnano anche una soglia di esenzione.</p>
<h3>Le prestazioni occasionali sono soggette ad una ritenuta a titolo di acconto del 20 %.</h3>
<p><strong> </strong></p>
<p>Passiamo a quella che chiameremo impropriamente la “fatturazione” di una prestazione occasionale.<br />
Nel compenso vanno incluse tutte le somme percepite dal cliente, quindi anche quelle che vi vengono rimborsate per spese da voi sostenute per conto del cliente, ma dovrete conservare documenti che attestino queste vostre spese anticipate per poterli dedurre in dichiarazione.<br />
Es.: Realizzate il layout di una pagina web, un programmino per giocare i numeri del superenalotto, qualsiasi cosa e chiedete un compenso di 800 €.<strong><span><br />
</span></strong></p>
<p>Nella ricevuta oltre all&#8217;intestazione in cui indicherete i vostri dati anagrafici e il codice fiscale andrete a scrivere i vari importi:</p>
<div style="border: 1px solid #CCC; padding: 10px; margin: 10px;">
<p>30/01/2008</p>
<p>Tanto ci è dovuto per prestazione da noi eseguita per Vs conto dal giorno 10 al giorno 15 Gennaio.</p>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="300">
<tbody>
<tr>
<td>Compenso</td>
<td>800</td>
</tr>
<tr>
<td>Ritenuta 20%</td>
<td>160</td>
</tr>
<tr>
<td>Netto da percepire</td>
<td>640</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<h3>Che fine fanno le ritenute?</h3>
<p>I vostri clienti chiameranno il loro “<em>fantastico</em>” dottore commercialista, diranno di dover saldare una prestazione occasionale e il dottore preparerà un <strong>f24 </strong>(modello per pagare le tasse) con le vostre ritenute da saldare entro il giorno 16 del mese successivo al pagamento della prestazione.<br />
Insomma i vostri clienti verseranno al fisco i 160 per vostro conto.</p>
<p>State attenti perché sul vostro compenso grava la<a href="http://www.web-magazine.it/2008/11/freelance-e-fisco-nozioni-bi-base/"> ritenuta del 20%</a>, per cui se 800 è quello che volete incassare vi conviene fare due conti prima di contrattare con il cliente.</p>
<p>Nel caso da me scritto il compenso è di 800 e su questo grava la ritenuta del 20% = 160</p>
<p>vi restano 640.</p>
<p>Se volete incassare 800 dovete considerare che 800 è l’80% di quello che dovete chiedere</p>
<p>(100%-20% che è la ritenuta..)</p>
<p>quindi con dei semplici calcoli dovete fare così:</p>
<p>800 : 80 = x : 100 da cui x = (800*100) /80= 1000</p>
<p>1000 è il compenso che dovete chiedere per incassare 800.</p>
<p>Per chi ha meno dimestichezza con la matematica prenda una &#8220;bella&#8221; calcolatrice, decida quanto vuole incassare ad es.1000 divida per 4 l’importo e moltiplichi il risultato per 5.</p>
<p>1000 / 4= 250</p>
<p>250 * 5=1250</p>
<p>1250 è il compenso da chiedere per trovarsi mille in tasca.<br />
Operazioni che potrete ripetere per qualsiasi importo.(diviso 4, moltiplicato 5).</p>
<h3>Le prestazioni occasionali possono tramutarsi in 2 diverse situazioni:</h3>
<ol>
<li>
<div>superamento del limite temporale o economico (più di 30 giorni o più di 5000 € ) e legame a uno o più progetti specifici; si devono applicare le disposizioni del lavoro a progetto secondo quanto stabilito dall’art.62 all’art.69 del D.lgs.276/2003.</div>
</li>
<li>
<div>superamento del limite dei 5000 € da uno stesso cliente nell’anno, ma per lavori episodici e non legati a nessun particolare progetto, si seguono i dettati dell’art. 2222c.c.; sarete, comunque, soggetti all’iscrizione alla gestione separata dell’INPS e dovrete pagare i contributi per la somma che eccede i 5000 €.</div>
</li>
</ol>
<p>Resto a vostra disposizione per eventuali domande e chiarimenti, alla prossima settimana!</p>
<p>**********************************************************************************</p>
<p>A causa delle tante richieste ricevute pubblichiamo un modello di <strong>ricevuta </strong>di <strong>prestazione occasionale</strong> che può essere prelevato e utilizzato liberamente. Vi basta cambiare i dati personali e relativi al lavoro commissionato, i più esperti inoltre potranno cimentarsi nella creazione di temi grafici e intestazioni personalizzate!</p>
<blockquote><p><code><a class="downloadlink" href="http://www.web-magazine.it/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=2" title=" downloaded 11990 times" >Modello di ricevuta per prestazione occasionale (11990)</a></code></p></blockquote>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.web-magazine.it/2008/11/freelance-fisco-le-prestazioni-occasionali/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>271</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Freelance e fisco: nozioni di base</title>
		<link>http://www.web-magazine.it/2008/11/freelance-e-fisco-nozioni-bi-base/</link>
		<comments>http://www.web-magazine.it/2008/11/freelance-e-fisco-nozioni-bi-base/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 14 Nov 2008 21:57:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web designer e fisco]]></category>
		<category><![CDATA[commercialista]]></category>
		<category><![CDATA[fisco]]></category>
		<category><![CDATA[freelance]]></category>
		<category><![CDATA[tasse]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.web-magazine.it/?p=161</guid>
		<description><![CDATA[Le ritenute a titolo di acconto,  sono delle somme che il fisco chiede quale anticipo sulle imposte  che poi verranno saldate con le dichiarazioni dei redditi, cioè non sono altro che degli acconti che vi verranno riconosciuti in sede di dichiarazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Salve a tutti, sono Antonio, 28 anni, laureato in economia aziendale e praticante dottore commercialista.</p>
<p>Questo sarà uno spazio del blog dove si cercherà di aiutare il web designer nel suo <strong>rapporto con il fisco!! </strong>(impresa a dir poco titanica se vi orientate con tasse e contabilità come io faccio, ahimè, con la grafica..).</p>
<p>Prima di affrontare qualsiasi discorso tecnico sarà necessario fare una piccola introduzione all&#8217;argomento.</p>
<p>Il cardine del nostro ordinamento giuridico è la <em><strong>costituzione</strong></em>, entrata in vigore nel 1948, dove sono stati sanciti i valori su cui avrebbe dovuto fondarsi il nostro paese (lavoro, giustizia, uguaglianza, libertà..)&#8230;</p>
<p>Senza dilungarci, da citare per le vostre (nostre) problematiche è <strong>l&#8217;art.53 della Costituzione: </strong></p>
<blockquote><p><strong>&#8220;Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.&#8221;</strong></p></blockquote>
<p>In sintesi, ogni soggetto, in quanto membro della comunità, deve insieme agli altri far fronte alle spese pubbliche e lo deve fare in base al proprio reddito, più alto è il reddito, maggiore è la capacità del cittadino (contribuente), maggiore sarà il prelievo fiscale a cui sarà sottoposto (criterio della progressività).</p>
<p>In altre parole: <strong>ecco dove è stato previsto che ogni cittadino con un reddito paghi le tasse..</strong></p>
<p><span id="more-161"></span></p>
<p><strong><br />
</strong><img class="alignleft size-full wp-image-163" src="http://www.web-magazine.it/wp-content/uploads/2008/11/euro.jpg" alt="" width="250" height="188" /><br />
Mi rendo conto che può essere noioso ( e lo è) cercare di capire il perché di ogni tassazione, ritenuta, regime, ma spero, così,  che la spiegazione diventi più chiara.</p>
<p>Oggi vi scriverò delle <strong>ritenute</strong>, provando a farvi capire cosa sono e le diverse tipologie.</p>
<p>Ogni anno, in Parlamento,  vengono predisposti più <strong>documenti contabili</strong> al fine di programmare e revisionare, in corso d&#8217;opera, le &#8220;entrate e le uscite&#8221; dello stato, un iter che ha come risultato finale l&#8217;approvazione del bilancio del nostro bel Paese.</p>
<p>Tra le entrate dello stato vi sono quelle di carattere tributario: le imposte dirette (così dette perché colpiscono il reddito) e le imposte indirette (che gravano sui consumi ad es. l&#8217;IVA = imposta sul valore aggiunto).. Per assicurarsi un gettito continuo, lungo tutto l&#8217;arco temporale dell&#8217;anno, l&#8217;amministrazione finanziaria chiede ai contribuenti un esborso percentuale sulle imposte che, gli stessi, dovranno pagare in sede di dichiarazione dei redditi, una volta l&#8217;anno ( e poi vedrete che non è vero ), e nell&#8217;attesa della scadenza lo stato si accontenta di alcune somme, prelevate in anticipo dai compensi percepiti dai lavoratori <strong>dipendenti ed autonomi (come i web designer freelance ):</strong> le &#8220;ritenute di acconto&#8221;.</p>
<p>Le ritenute sono di diversa natura: a titolo di <strong>imposta </strong>e a titolo di <strong>acconto</strong>; in questa sede esamineremo solo quelle a titolo di acconto.</p>
<p>Vi chiederete: su quali redditi gravano le <strong>ritenute a titolo di acconto?</strong></p>
<p>La risposta è ampia, ma citerò solo quei redditi che possono interessare chi effettua prestazioni una tantum o chi, facendo un po&#8217; di conti, ha pensato di diventare &#8220;imprenditore&#8221; ( o professionista).</p>
<p>Chi decide di diventare &#8220;imprenditore&#8221; chiede, all&#8217;amministrazione finanziaria, l&#8217;apertura della partita Iva ed ha diverse alternative per scegliere il regime fiscale; sono infatti previste delle <strong>agevolazioni</strong>, come vi dirò nel corso dei nostri successivi appuntamenti settimanali.</p>
<p>Le <strong>ritenute a titolo di acconto</strong>,  sono delle somme che il fisco chiede quale anticipo sulle imposte  che poi verranno saldate con le dichiarazioni dei redditi (le pagano i professionisti.. avvocati, dottori commercialisti, etc., in quanto sono una percentuale sui compensi, es. parcella di 1000, la ritenuta per i professionisti è del 20%, quindi il 20% di 1000 è 200, il cliente paga 800 al professionista e 200 li versa al fisco quale anticipo sulle tasse che questi dovrà pagare alla fine dell&#8217;anno), cioè non sono altro che degli <strong>acconti </strong>che vi verranno riconosciuti in sede di dichiarazione. Insomma, se nell&#8217;anno vi sono state versate 1000 come ritenute di acconto e dalla vostra dichiarazione risulta che dovete pagare imposte per 3000, salderete il vostro debito nei confronti del fisco con un versamento di 2000.</p>
<p>Alla prossima settimana con l&#8217;articolo sulle prestazioni occasionali.</p>
<p>ps. Ovviamente cercherò di rispondere anche sul form dei commenti a vostre eventuali domande o per ulteriori chiarimenti.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.web-magazine.it/2008/11/freelance-e-fisco-nozioni-bi-base/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>14</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

