Un logo non è un pareo di Donna Moderna. (to be continued…)

Ce ne ho messo di tempo ma alla fine ho pensato che sarebbe stato giusto dare delle spiegazioni.
Il mio problema è che non ho capacità di sintesi per cui mi sa che queste spiegazioni dureranno parecchi post.
Spiegazioni riguardo due cose principalmente.
La prima è il blog, e la carenza di aggiornamenti.
Web Magazine non si è fermato ma quasi, tempo di scrivere non ne ho più e non credo che ne avrò mai, e se non fosse per i miei preziosi Federico e Dario, rispettivamente Mr. Php e Mr. Seo, il blog sarebbe quasi defunto.
Lunga vita ai miei collaboratori!
Leggete i loro post Leggete i loro post Leggete i loro postLeggete i loro post Leggete i loro post Leggete i loro postLeggete i loro post..
i ragazzi si impegnano!
La seconda spiegazione è il perchè dopo anni in cui ho professato la cosiddetta missione freelance io sia tornata a timbrare cartellini.
Facciamo però un passo indietro, anticipando prima di tutto che questo non è un post tecnico, nè un tutorial nè una guida, è un post assolutamente personale dedicato ai miei storici seguaci e a chi proprio non sa farsi gli affari propri.
Leggendo questo post non imparerete nulla, qualcuno si farà due risate e straccerà il mio ebook… dopo averlo stampato.
Ma se pensate che le esperienze vissute possano in qualche modo arricchire allora vi racconto la mia vita negli ultimi sei mesi e cercheremo anche di dare un senso a quel titolo assurdo.
Giugno 2011 - Dopo un breve scambio di email decido di accettare un prestigioso nonchè molto-ma-mooolto-ben-pagato incarico, rigorosamente freelance, come interface designer per un progetto della Commissione Europea, progetto che mi avrebbe portato a 900km da casa per sei mesi fino ad un massimo di tutta la vita, se lo avessi voluto.
Progetto che puoi andare a sbandierare in giro perchè oggettivamente lavorare in una ex centrale nucleare in un contesto europeo dove si parla esclusivamente in inglese è una cosa maledettamente fica, non facciamo i falsi modesti.
A quel punto se fossimo stati in una di quelle storie di Topolino con il “bivio” (si ok, leggevo topolino ma mi stava sulle palle) avrei imboccato la strada cosiddetta: Ricca e alquanto infelice. Ma qui ci arriveremo.
Aspettavo quindi la partenza di Settembre, potevo godermi le vacanze certa del fatto che sarei poi partita per soldolandia e nel frattempo avrei fatto giusto qualche lavoretto da casa, il bello di lavorare e abitare praticamente su una spiaggia è che in estate fare pausa pranzo in costume ti ripaga da tutte le rotture di palle che ti portano i clienti.. ma invece no, niente relax pre partenza, accetto una consulenza.
In realtà era una sorta di sostituzione di un web designer, quindi sarei dovuta restare per 6 settimane in una web agency di Napoli non potendo lavorare da casa per questo tipo di incarico, ma l’agenzia già in fase di colloquio mi aveva impressionata positivamente. Persone umili ma assolutamente competenti, idee chiare in termini di business e un ambiente allegro e giovanile che, diciamocela tutta, non potevo di certo trovare nelle 4 mura del mio studiolo casalingo.
E si, accetto, nonostante la spiaggia, il costume, e il perenne e dolcissimo suono del mare.
Prendo l’auto e torno ai rumori della città, al caos delle agenzie, e alla bellezza di poter scambiare opinioni dal vivo con un collega.
E il primo giorno in agenzia, mentre mi sentivo come una scolaretta di trent’anni che aveva tanta voglia di fare bella figura, vengo assalita dal panico.
Mi viene assegnato il primo incarico: Disegnare un logo.
Io, che non ho problemi a dire ad un cliente che se vuole il logo lo pagherà il doppio semplicemente perchè odio fare i loghi;
io, che ho fatto le migliori litigate nella speranza di chiarire il concetto che un web designer e un grafico pubblicitario sono due figure assolutamente diverse..
io che non voglio che i loghi vengano considerati come accessori gratuiti di un sito, come il bicchiere che il supermercato ti regala se acquisti il latte, come il cioccolatino che ti offre il bar mentre ti serve il caffè, come il pareo che esce da Donna Moderna ad Agosto.
Ecco, il logo non è il pareo di Donna Moderna.
Io dovevo disegnare un logo???
Pensavo mi considerassero una discreta web designer, e mi hanno chiesto di disegnare un logo.
Il primo giorno di lavoro.
Ma ora ho tanta fame quindi il resto lo scriverò poi.
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5 commenti
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19 gennaio 2012 alle 16:23
presente!! sono quella che non riesce a farsi gli affari propri e ti seguo pendendo dalle tue labbra, anzi dalle tue parole scritte

voglio sognare e sapere com’è andata!!! -
23 gennaio 2012 alle 13:00
Caspita io sono curiosa di natura!
Muoio dalla voglia di leggere il seguito!
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6 febbraio 2012 alle 22:42
Ma non è pericoloso lavorare in una ex centrale nucleare per le radiazioni?!
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7 febbraio 2012 alle 10:05
The Stylist.. sempre molto in tema con gli argomenti… sei sempre il solito.











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adviig scrive:
18 gennaio 2012 alle 0:55
Ciao Laura,
giusto spiegare, ma le situazioni spesso cambiano e si devono fare scelte importanti.
Pero’ il lavoro fatto finora (e che cmq porti ancora avanti con i tuoi bravi collaboratori) rimane !!! e per tutto questo materiale, frutto di tempo, impegno e dispendio di energie non posso che ringraziarti….
In attesa di leggere il seguito del racconto ti saluto e ti faccio un GRANDE in bocca al lupo.
Un cartellino da timbrare OGGI potrebbe essere manna dal cielo.
Insegui i tuoi sogni ma non … ad occhi chiusi …
Buon viaggio