La storia di Ilaria, “intagliatrice di siti”.
Inauguriamo la sessione primavera estate di Web Magazine con una storia agrodolce in cui tante persone possono rispecchiarsi.
Vi chiederete cosa è la sessione primavera estate? …quella in cui il blog viene messo in secondo piano in una lista del tipo:
- Oretta in spiaggia al sole,
- Shopping compulsivo,
- Articolo sul blog.
Hihi.. magari fosse così. Purtroppo le prime due voci sono rimpiazzate da:
- Lavoro lavoro,
- lavoro lavoro,
- Articolo sul blog.
Torniamo a noi.
Ilaria mi scrive una storia che può far ridere, ma che in realtà ci fa capire, a distanza di anni da quando per prima ho affrontato l’argomento, quanta ignoranza ci sia ancora sulle professioni del web.
Chi fa cosa, come chiamare chi fa cosa senza dover ricorrere al “generatore di professioni” che ho più volte citato.
Vi riporto la sua email, ridotta leggermente nello spazio ma non nei contenuti.
Mi raccomando diamole una mano!
Cara Laura…leggendo il tuo articolo all’indirizzo http://www.web-magazine.it/2008/10/cercasi-web-designer-in-italia/ non ho potuto fare a meno di tornare col pensiero ad un argomento che mi sta molto a cuore..il mio ruolo lavorativo.Ebbene si, anche io faccio parte della grande famiglia dei webdesigner e soffro di una non rara malattia dovuta al modo che hanno gli “altri” di definirmi.Dunque, tempo fa sono stata chiamata HTMLlista e altre volte dei colleghi in vena di spiritosaggini usano invece il termine affettuoso di “intagliatrice di siti” o quant’altro.Bene, la mia domanda è questa: io taglio?
Veramente credevo di fare ben altro. Sviluppo delle grafiche, trasformo layout inerti e statici in siti web navigabili, spendo minuti preziosi per impiegare al meglio le mie conoscenze in html e css avanzato per rendere il codice, oltre che pulito, implementabile anche da altre persone. Verifico e risolvo una marea di problemi in tutti i browser più usati dovendo, ahimè, confrontami spesso anche con quel benedetto IE6 che a mio parere avrebbe invece ben poco diritto di vivere.
Costruisco le strutture e gli stili in modo che si possano modificare con estrema semplicità , ricostruisco spesso alcuni elementi delle grafiche perchè capita che i grafici usino delle semplici “bmp” invece che un file sorgente, quindi smonto immagini per renderle usabili in ogni possibile contesto strutturale.Quando ve ne è necessità creo delle piccole animazioni o movimenti in jquery, se inoltre il progetto è completamente mio ne programmo anche alcune aree in php etc, etc…Insomma, con tutto questo io non riesco a capire il perchè dei termini HTMLlista e ritagliatrice dato che non sono nemmeno la minima parte di quello che faccio e che facciamo.Capisco che il mio sia solo uno sfogo arrabbiato nei confronti di chi non sa usare le parole giuste e che, probabilmente, non lo fa per cattiveria ma bensì per noncuranza o ignoranza…eppure rimango sempre talmente ferita da queste situazioni da non riuscire ad andare oltre.
Spesso, se mi chiedono che lavoro faccio, nemmeno io so cosa dire perchè il termine webdesigner, sebbene racchiuda in sè molte cose, non è allo stesso tempo esaustivo come termine in sè e tanto meno comprensibile a chi non è dell’ambito (ma in realtà nemmeno a chi lo è). Quindi finisce che farfuglio cose come “creo siti basando su delle grafiche che mi passano” o come “smonto delle grafiche” o altre assurdità con le quali, come ben capirai, non faccio altro che tirarmi addosso da sola le definizioni che odio cambiandone solo le parole…Allora dove sta il problema? Come dobbiamo definirci per non dover stare ad elargire spiegazioni particolari e per non banalizzare noi stessi e la nostra attività?Devo dire solo “Sono una webdesigner” ? E a chi chiede innocentemente “Cioè?” cosa rispondo?Se hai qualche punto di vista nuovo ed illuminante che mi aiuti a risolvere questa mia piaga mentale ti prego di farmelo sapere..
A presto,Ilaria
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12 commenti
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4 maggio 2010 alle 9:21
posso rispondere io a Ilaria?
Ilaria, al prossimo giro, rispondi che sei una webdesigner, e anche una con i controcoglioni, come si direbbe a Roma!
Cos’è il webdesigner? Io adoro usare la metafora che ha usato Sofia Postai in uno dei suoi libri (Il mestiere del web, se non l’hai ancora letto, fallo!): siamo degli architetti o ingegneri del web! Essì perchè un webdesigner conosce tutto il processo creativo di un sito, dall’ideazione alla messa online. Tu in particolare sei costretta nel tuo ruolo a compiere la parte più grossa e “materiale”, ma non per questo meno importante! Per cui: SEI UNA WEBDESIGNER. E dì a chi ti parla di htmlisti che era un termine che si usava 15 anni fa e che sono dei trogloditi XD -
4 maggio 2010 alle 10:26
Quoto Lauryn:”Architetti del Web”,
è esattamente questa la definzione che da Programmatore do ad ogni bravo/a webdesigner con cui inizio a collaborare.
Io sono un programmatore e non sai quanto importante e non facile sia, poter lavorare con un webdesigner che mi fornisca un HTML/CSS che non presenti problemi e che rispetti parametri di navigazione e accessibilità.
Ci sarà sempre una profonda “ignoranza” su molti dei ruoli che riguardano il web, ma tu, cara Ilaria, alza la testa e vai fiera del lavoro che fai, soprattutto se come immagino lo fai BENE. -
4 maggio 2010 alle 13:32
Ma ci chiamassero come vogliono! Alla fine qualsiasi termine usano non cambia il fatto che dimostrano di non sapere assolutamente nulla di questo campo e non capendone nulla vuol dire che non sanno nemmeno fare il nostro lavoro. Quindi rispondi con noncuranza che il termine esatto è web designer e se ti chiedono cos’è dici che ti occupi di siti web ma sarebbe troppo difficile per loro spiegare tutto ciò che fai!
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5 maggio 2010 alle 10:40
[...] This post was mentioned on Twitter by Laura Gargiulo. Laura Gargiulo said: La storia di Ilaria, “intagliatrice di siti”. | Web Magazine. Blog sul mondo del web design. http://icio.us/d2ge2l [...]
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5 maggio 2010 alle 16:42
mmm…
in agenzia da me ci chiamano “quelli che montano”In effetti web designer io lo interpreto un po’ più orizzontalmente, io sono un web designer nel privato, perché mi occupo di realizzare siti web dall’incontro col cliente alla messa online, facendomi supportare da altre figure professionali quando ne ho bisogno (programmatori, fotografi, disegnatori, altri web designer, ecc).
Quindi vedo il web designer come un “artigiano del web”, qualcuno che ti offre un prodotto di nicchia, fatto a mano, una persona che segue tutto il processo di creazione del sito internet offrendo un servizio che le agenzie non possono offrire.
In agenzia per contro (penso a quella in cui lavoro io), il web designer non trova spazio,perché ci sono molte figure sul progetto (purtroppo), si lavora ai progetti in modo asincrono (purtroppo) e quindi ognuno si deve specializzare in qualcosa e fare il suo pezzettino. non sai (o forse si :p ) che fatica che faccio a resistere e che fatica ho fatto a ritagliarmi spazio su più fronti… la cosa che ti senti dire più spesso è “non puoi fare tutto, se fai html fai quello, se fai grafica fai quello, se fai flash, se fai video, se programmi, se fai concept…” ehm… ma io sono un web designer, queste cose le so fare tutte!
Beh, in un’ottica di agenzia probabilmente è giusto così, bisogna poter organizzare la produzione per gestire meglio i progetti, anche se questo significa produrre pezzetti di un sito e quindi essere un pezzetto di web designer…
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10 maggio 2010 alle 16:50
ahaha! vedo che ci sono altre persone “come me”…. effettivamente il mio più grande problema forse era quello di non averne mai parlato con nessuno, nessuno che potesse capire, almeno!
Leggere i vostri commenti mi da molta soddisfazione..“Operai della new-economy” , ”Architetti del Web”, avete assolutamente ragione, siamo tutto questo

Ma sapete che, almeno per quanto mi riguarda, sono sempre stata un “ibrido” in tutto? E anche nella mia professione devo dire che si rispecchia questa caratteristica..come dice Lauryn conosciamo tutto il processo creativo, possiamo spaziare in ogni dove (con i nostri limiti ovviamente) e questo ci rende “multidimensionali” in un certo senso. Forse è per questo motivo che non sempre le altre persone riescono a capire a fondo il significato puro del nostro lavoro..non credete?
Ma come ogni cosa credo di aver capito la morale..quella per cui non è importante l’opinione altrui se si è consci in prima persona di quello che si è.. sembra una favola
Grazie a tutti per le risposte!@ Lauryn: libro segnato!
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11 maggio 2010 alle 9:31
Kakkiolina se ci ritrovo nelle tue parole… anche io sono un WebDesigner

Io ormai ci ho fatto il callo, e visto che so di sapere il fatto mio in merito al mio mestiere, non mi metto a spiegare ad un ignorante cosa faccio, rispondo anche io solamente sono un WEB DESIGNER.Purtroppo spesso mi sottovaluto e mi reputo ‘inferiore’ a chi magari programma o fa flash ma solo per il semplice fatto che è semplice SMINUIRE il proprio lavoro.. ma non va fatto!
Solo perchè siamo diventati bravi nel nostro mestiere non vuol dire che facciamo lavoretti e siamo INTAGLIATORI DI SITI !SIAMO WEB DESIGNER !!
Andiamone fieri !!!
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11 maggio 2010 alle 11:44
Si, è una professione che viene sminuita ma non per il fatto che il nostro lavoro sia meno valido di altri…Secondo me il problema è che nella logica “comune” il webdesign è solo una fase di passaggio per chi inizia a conoscere il web e che deve necessariamente diventare un programmatore.. Non vi sembra un po così? Forse tutto inizia dal ruolo di grafico..se sei grafico ti chiedono sempre di più, come se dovessi “evolverti” verso il webdesign, se sei webdesigner ti chiedono di evolverti verso la programmazione…e se sei programmatore??
Dalla mia esperienza ho iniziato a programmare in php da un annetto e devo dire che effettivamente spesso nella azienda in cui lavoro mi chiedono di fare delle cose in ASP!! Quindi evidentemente non c’è mai fine alle richieste ed il problema è a monte, cioè che le aziende cercano dei tutto fare e non delle persone che hanno sviluppato la propria professionalità seguendo uno dei tanti filoni.. -
25 maggio 2010 alle 11:07
Uhmmm, una volta era “il fotografo!” non importa se operassi in camera oscura più che “sul campo”, chi aveva a che fare con la fotografia era il fotografo; d’altronde in studio c’era pure “Pantone” cioè colui che passava i pennarelli

Sia chiaro il neologismo da studio può essere anche divertente ma quando vai sul Web che svacco leggere cose del tipo: io sono un grafico e non un web designer, quelli non sanno nemmeno disegnare… l’ignoranza nasce dal basso ma spesso cade anche dall’alto.
Per tornare alla Postai le dissi che io mi sentivo un artigiano; un tempo usavo nientepopodimenoche Frontpage2000 e mi sembrava davvero di essere in fabbrica, mettevo pezzi di pagina su pezzi di pagina senza sapere cosa accadeva dietro.
Oggi no, la costruisco da zero e solo codice, più artigiano di così si muore e poi fa figo dire che sono un artigiano del Web.M.
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27 maggio 2010 alle 21:39
“Artigiano del Web” mi piace un sacchissimo ^_^ bello davvero!….
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3 settembre 2010 alle 9:46
”Architetto del Web”,“Artigiano del Web” … Tutte definizioni davvero belle…











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Takingweb scrive:
3 maggio 2010 alle 18:01
Scherzando (ma non troppo) io spesso mi definisco “Operaia della new-economy” o “Operaia di internet”.
Anche io quando dico “sono webdesigner” e mi sento rispondere “cosa sei/fai?” ribatto con un semplice “creo siti web”. E la cosa muore la. C’è talmente tanta ignoranza in giro che secondo me non vale la pena sprecare troppe parole per cercare una vera deifnizione. Basta anche farsi un giro negli annunci di offerte di lavoro…Ce ne sono alcuni che per WebDesigner intendono quasi perfino che tu debba sapere COBOL o C++ o altri linguaggi piu’ “pesanti”.
Siamo tutti una grande fabbrica in catena di montaggio…solo moderna.