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mar/103

Questioni di etica professionale… o forse no.

scritto da Laura | categoria: pianeta freelance

etica

Uno dei vantaggi del fare il web designer è che ci si imbatte in campi totalmente diversi tra di loro e di conseguenza si imparano tantissime cose.

Cosa hanno in comune un albergo, un’azienda produttrice di moquette, un centro di ricerca, un evento o una software house?

Nulla… ed è per questo che in tanti anni  ho avuto modo di affrontare le tematiche più distanti e fare esperienza in realtà così diverse. C’è chi direbbe che bisognerebbe specializzarsi in un campo, beh.. questione di “mission”, oppure no.

Di sicuro trovare la nicchia di mercato alla quale offrire i propri servizi potrebbe rappresentare un valore aggiunto agli occhi del cliente, il quale avrebbe un motivo in più per affidarsi a noi senza rischi. Ci sono agenzie per esempio specializzate in siti appartenenti al settore intrattenimento, conosco web designer che hanno praticamente realizzato i siti per quasi tutti i ristoranti della città, e altri invece a cui vengono affidati tutti i siti legati ad eventi culturali. Questo può rafforzare il proprio know how su un determinato settore ma da un altro punto di vista potrebbe farci cadere in situazioni al limite della concorrenza che potrebbero creare disagi a noi e ai nostri clienti.

Circa un mese fa infatti mi  son trovata in una strana situazione, pur non avendo mai selezionato la categoria commerciale a cui rivolgermi, per una serie di coincidenze è stata la categoria che ha selezionato me, tanto che un potenziale cliente che chiameremo “Mister X” (perchè fa tanto simpatico e un po’ film americano) mi ha contattata certo di andare sul sicuro per la realizzazione del proprio sito.

Contatto,

preventivo,

incontro con Mister X.

Fino ad un certo punto sono andata avanti nella trattativa, poi mi son fermata a riflettere e mi son resa conto che il sito che avrei sviluppato sarebbe stato “alquanto simile” a quello di un altro cliente.

Mister X accetta il preventivo e aspetta il contratto. Un ottimo progetto da iniziare ad un prezzo dignitoso.

E ora che faccio? Nessun contratto di esclusiva ma.. fare due siti praticamente uguali, che si fanno concorrenza a vicenda (o forse no.. ma nel dubbio…)

Voi cosa avreste fatto? Vi è mai capitata una situazione analoga? Quello che ho fatto io credo si possa intuire… poi magari ve lo racconto ;-)

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12 commenti

  1. Lauryn scrive:

    3 marzo 2010 alle 9:14

    mmm questione di etica…non so, io avrei parlato con entrambi i clienti e vedere chi dei due mi pagava l’esclusiva ahahhaha ma dato che non ci credo ai clienti che pagano in più, li avrei fatti entrambi senza metterli a portfolio, citta e muta. non credo tanto nella concorrenza fra siti web, altrimenti non esisterebbe la concorrenza in generale. ma da quello che dici non si può capire molto della situazione. me la racconti in privato? magari cambio idea…

  2. alessandrobondi scrive:

    3 marzo 2010 alle 9:33

    Può succere, e se non la si fa “sporca sporca” non è eticamente scorretto.

  3. Paolo scrive:

    3 marzo 2010 alle 11:11

    a me è capitato di fare siti a due ristoranti dello stesso paese (leggasi 400 abitanti) e i due ristoranti collaborano sinergicamente, se sono pieni si scambiano i numeri di telefono e i clienti vengono “instradati” in uno o nell’altro, e sui rispettivi siti ho suggerito di mettere i rispettivi link. Politica di territorio… se faccio andare i miei clienti da te quasi di sicuro prima o poi i tuoi verranno da me, passeranno al bar, vedranno il tal museo, ecc. e così lavoriamo tutti. Nelle piccole realtà di solito è il contrario, non ci si parla, ecc. ma basta una mentalità un po’ più “allargata” (tutte persone sotto i 50) che le cose possono prendere una piega più corale. Fosse così sempre…

  4. Graficando scrive:

    3 marzo 2010 alle 12:13

    quoto lauryn!!! com’è diventato il mondo lavorativo oggi io personalmente li avrei fatti tutti e due ma chi se ne frega della concorrenza.. tu sei solo qualcuno che svolge il lavoro… se poi ci sono siti uguali, pazienza.. il mutuo, la benzina, i costi fissi non variano se fai qualcosa di giusto o di sbagliato…so sempre quelli e qualcuno li deve pagare

  5. Laura scrive:

    3 marzo 2010 alle 12:27

    premetto che il “forse no” del titolo comprende tutti i vostri commenti :-) per me il problema non è solo la concorrenza tra i clienti ma anche il modo in cui “dosare” la creatività. A chi do le idee migliori? Posso lavorare al Seo di uno danneggiando l’altro? Non sto qui a raccontare tutta la mia storia per questioni di privacy non solo mie ma anche perchè volevo giusto usarla come input per parlare di questa tematica….

  6. Francesco Caruccio scrive:

    3 marzo 2010 alle 12:40

    Prova a vederla dall’altra prospettiva: la collaborazione aiuta sempre e questi signori potrebbero o dovrebbero collaborare come fanno i due ristoranti citati da Alessandro Bondi. C’è troppo la cultura del “devo essere il migliore faccio tutto io” ( inteso come azienda, nel caso specifico i tuoi clienti ), tanto nessuno riuscirà mai a prendere ( si spera ) tutti i clienti di questo mondo. Collaborare è utile!

    Ci sono dei pub che fanno un discorso simile ai ristoranti di cui sopra e funzionano alla grande!

  7. Lauryn scrive:

    3 marzo 2010 alle 12:49

    beh per quanto riguarda la SEO forse si può entrare in conflitto, ma poi come sai bene alla fine è google che comanda. quindi anche se adotti lo stesso sistema sarà lui poi a comandare.

  8. Laura scrive:

    3 marzo 2010 alle 13:25

    @Francesco: non pensare al caso mio, io ho avuto le mie buone ragioni per decidere di dare una sorta di esclusiva ad uno solo, e non parlo di ragioni economiche ma di stima e fiducia… uno dei due era già mio cliente, non sto parlando di due persone sconosciute che si presentano da me con la stessa richiesta..

  9. Matt scrive:

    4 marzo 2010 alle 0:20

    io non mi sarei posto questo problema della concorrenza.

    provo a spiegarmi con un esempio: se faccio il costruttore di Formula Uno, mi devo preoccupare soltanto di fornire alle scuderie le migliori vetture che sono in grado di realizzare; la competizione su pista non mi riguarda, sono loro che gareggiano.

    al posto di Laura avrei accettato entrambi i lavori, orientandomi su due soluzioni wireframe/grafica alternative.

  10. mazzjoe scrive:

    6 marzo 2010 alle 10:35

    Secondo me potevi far fare tutti e due i lavori, coinvolgendoli dal punto di vista di scelta dei colori, del posizionamento del logo e dei contenuti. Così, se un sito aveva più successo potevi far capire al cliente dove aveva sbagliato e far sentire più suo il sito internet.

    Se la persona che hai davanti è intelligente capirà dove ha sbagliato e ti ringrazierà.

  11. Laura scrive:

    6 marzo 2010 alle 16:46

    beh a me interessa la situazione da un ounto di vista generale, io non ho avuto dubbi sulla mia scelta, ma è interessante capire gli altri cosa avrebbero fatto… ;-)

  12. Alessio scrive:

    9 marzo 2010 alle 16:51

    Beh non lo so,
    non so di che settore si tratti. Molti lavori che ho fatto sono stati nel settore dello snowoboard. A volte è interessante provare magari ad adottare strategie diverse su due siti dello stesso settore. (Parlo di indicizzazione) Avere due termini di paragone dove solo tu hai messo le mani è una cosa molto utile per accrescere ulteriormente la tua esperienza.
    Per ciò che concerne la grafica anche lì ci sarebbero da trovare due soluzioni adeguate ma del tutto diverse.
    Insomma io la questione etica non la vedo, tu fai il tuo lavoro. Certo i siti risultanti non devono essere due fotocopie altrimenti i clienti potrebbero avere da ridire.

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