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feb/1018

Nasce NeoLancer, portale di ricerca e offerta lavoro solo per freelance!

scritto da Laura | categoria: novità, strumenti utili

neolancer

Mi è stato segnalato direttamente dal responsabile del sito un nuovo progetto tutto italiano.

Sulla scia di siti ormai consolidati in altri paesi d’Europa e non solo (getafreelancer per esempio)Neolancer si offre come punto di incontro tra domanda e offerta di lavoro e permette di gestire l’intera operazione completamente on line e in modo sicuro.

Per i freelance che cercano lavori c’è un sistema di ricerca e classificazione che permette di trovare il progetto più vicino alle proprie competenze, ogni progetto ha una propria descrizione, il budget medio, i termini di consegna. In questo modo è possibile tagliare decisamente i tempi che in genere occorrono per chiarire i vari step che portano all’accettazione del lavoro da entrambe le parti.

Velocità, chiarezza, ma anche sicurezza.

Il sistema di pagamento SafePay non è obbligatorio ma vivamente consigliato:

il sistema SafePay aiuta gli utenti a completare i progetti senza preoccuparsi del momento del pagamento.
Quando il progetto inizia, i clienti depositano una specifica quantità di fondi sul nostro conto presso terzi, a favore del freelancer prescelto. Entrambi gli utenti potranno verificare questo pagamento attraverso il pannello di controllo.
A questo punto solo l’acquirente potrà rilasciare definitivamente l’ok per il pagamento.
Il freelancer, invece, è l’unica persona (oltre il nostro Staff) che può cancellare il pagamento dal deposito.
Questo consente ad entrambe le parti di avere, esattamente alla pari, il controllo sui fondi depositati.

Dall’altro punto di vista il Committente può inserire le proprie richieste sul sito e leggere i vari feedback direttamente dal sito, può comodamente confrontare le offerte e contattare i freelance che si sono proposti per quel determinato lavoro.

Un servizio semplice e utile.

Unico neo a mio parere sono le varie offerte pubblicate in maniera visibile a tutti, da freelance penso che la cosa potrebbe alimentare una certa concorrenza. Personalmente avrei preferito che le offerte fossero state visibili solo al potenziale cliente, ho fatto un giro tra i vari progetti e ho trovato situazioni quasi da “asta” al ribasso, un certo accanimento che forse non giova al nostro mercato.

La teoria del:

io te lo faccio per quattro soldi

spero scompaia del tutto e ceda il posto alla teoria del:

io ti faccio spendere un sacco di soldi e tu ne guadagnerai il doppio

;-)

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32 commenti

  1. Lauryn scrive:

    18 febbraio 2010 alle 23:29

    sembra carino, da tenere sott’occhio nei momenti di crisi…sono convinta che il cliente paghi il lavoro migliore alla fine, se il budget lo definisce lui penso preferisca pagare 500 euro per un bel lavoro professionale piuttosto che 50 per uno scadente.

  2. Lauryn scrive:

    18 febbraio 2010 alle 23:32

    dimenticavo, è simile a questo progetto: http://www.link2me.it/progetti.asp che però stenta a decollare, mi sembra, ma spero di sbagliarmi :)

  3. Laura De Masi scrive:

    19 febbraio 2010 alle 0:10

    in effetti lo conoscevo ed ero tentata di citare anche link2me.. il problema è che si pone come un social network e mette la vetrina dei lavori troppo in secondo piano per essere considerato un sito simile a getafreelance e simili…

  4. marighela scrive:

    19 febbraio 2010 alle 0:13

    gia’ tra i preferiti, e tra poco mi ci iscrivo anche!

  5. Paolo scrive:

    19 febbraio 2010 alle 1:04

    Iscritto, speriamo che decolli

  6. Giovanni scrive:

    19 febbraio 2010 alle 2:01

    Grazie per la segnalazione, io ci provo! La mia denominazione professionale è “weblogix”. Comunque mi dispiacerebbe tanto se link2me non prendesse piede :(

  7. Lorenzo scrive:

    19 febbraio 2010 alle 2:26

    Questi siti svalutano il nostro lavoro il un modo incredibile.
    SI crea una lotta fratricida al ribasso che poi crea dei risultati come questi http://www.neolancer.it/progetti/Siro-internet-studio-dentistico.aspx

    Addirittura un freelance si offre a 50 euro.
    50 euro a quante ore di lavoro equivalgono? 2-3? Su questi soldi vanno anche pagate le tasse? In questo caso equivarrebbero a 1-2 ore se va bene…
    Ecco, in queste ore che lavoro si può fare? Inevitabilmente si dovrà lavorare molte più ore soprattutto se il cliente avrà qualcosa da ridire sul progetto.

    Risultati: si lavora come schiavi, si creano dei prodotti brutti e inutili…

    Secondo me non ci dovrebbe essere la possibilità di inserire l’offerta. Un freelance si candida facendo vedere il portfolio e spiegando in cosa consisterebbe il lavoro per il cliente. Punto!!

  8. Lauryn scrive:

    19 febbraio 2010 alle 9:49

    concordo con lorenzo. tolta la controfferta sarebbe perfetto.

  9. Paolo scrive:

    19 febbraio 2010 alle 10:41

    Anche io ho visto un po’ le offerte e sono decisamente al ribasso. Quello che mi ha stupito però è vedere che su getafreelancer, che non conoscevo, non è poi così diverso. Inviterei quelli di neoLancer a curare un po’ di più i testi… (…Photografia, Typografia…).

  10. Paolo scrive:

    19 febbraio 2010 alle 11:24

    Buongiorno a tutti sono Paolo, responsabile tecnico del sito in questione.
    Ringrazio vivamente Laura per averci dedicato questo articolo.

    Per quanto riguarda la questione delle aste al ribasso che spesso si vengono a creare, a mio avviso dobbiamo considerarle all’interno di un discorso più ampio, ovvero la legge del mercato.
    E’ normale che da un freelance che mi propone un sito web per 50 euro non posso aspettarmi che mi crei qualcosa di rivoluzionario. Dipende quindi da quanto voglio spendere e da cosa mi serve veramente. Credo che il cliente sappia che un lavoro di qualità va pagato molto di più.
    Vi posso ad esempio dire che nei primi progetti conclusi non sempre ha vinto l’offerta più bassa.

    Pensate poi che sui siti stranieri come getafreelancer o elance si trova addirittura la concorrenza di freelance indiani, cinesi, ecc…che per pochi spiccioli riescono a fare cose grandiose perchè sono anche competenti. Nonostante questo anche gli utenti europeri-americani hanno le loro opportunità di lavoro.

    Link2me lo conosciamo, perchè ovviamente teniamo sott’occhio tutti i nostri eventuali competitors. Come diceva la stessa Laura però la vetrina dei progetti è messa un pò più in secondo piano e il loro business model è sicuramente diverso rispetto al nostro, per cui non lo consideriamo un concorrente diretto al momento.

    Ciao a tutti
    Paolo

    P.S: grazie Paolo per la segnalazione, provvediamo subito alla correzione.

  11. Andrea Rufo scrive:

    19 febbraio 2010 alle 12:20

    Credo che l’idea sia ottima ma anche a me non piace questo tipo di relazione tra domanda del cliente con relativo prezzo e offerta (al ribasso forse) dei vari freelancer.
    Sto leggendo di persone che si offrono per due spicci e che ovviamente, forse per poca competenza o per menefreghismo, presenteranno dei lavori poco professionali.
    Sarebbe più interessante se il cliente mettesse comunque a disposizione il suo budget ma che poi le offerte dei freelancer si basassero soltanto su “sono disposto a farlo e questo è il mio portfolio, se le piace valuti lei”.
    Purtroppo alcuni di noi sono fuori dai giochi: un sito web a 50 euro? un logo a 40?
    Considerando come sono sottovalutati alcune nostre competenze credo che il sistema di offrire il proprio lavoro poco qualificato a prezzo bassissimo sia più dannoso che altro ai veri professionisti!

  12. Lorenzo scrive:

    19 febbraio 2010 alle 12:24

    ma sui soldi che si prendono ci si pagano le tasse? c’è bisogno di p.Iva? Se un sito me lo fa un programmatore che sta in cina o india come ci regoliamo?

  13. Il Dottor Bruzzani scrive:

    19 febbraio 2010 alle 13:46

    ehm… sto’ dando un’occhiata al sito… non vi sembra che i prezzi siano un po’ troppo bassi?

    Mi ricorda il forum di Alverde, cerco sito web a 200 euro, banner a 6 euro…

    Ma con questo tipo di pagamenti si rilascia la fattura? perchè forse inizio a capire la teoria dei prezzi bassi :D

  14. Laura De Masi scrive:

    19 febbraio 2010 alle 14:42

    il discorso della fatturazione è interessante.. bisogna capire un attimo come ci si regola…
    Beh io sono d’accordo con Lorenzo, tra l’altro è lo stesso pensiero che ho espresso nel post. Però è anche vero che è la legge del mercato e il cliente intelligente dovrebbe capire a chi affidarsi ;-)

  15. Paolo (neOLancer) scrive:

    19 febbraio 2010 alle 15:27

    Ciao,
    giusto per chiarire che ogni utente iscritto su neOLancer è responsabile dei vari adempimenti fiscali.
    I freelance, così come i clienti, possono essere utenti privati o professionisti per cui non tutti probabilmente si rendono conto che a fronte di un guadagno ci sono delle adempienze da rispettare.
    Ovviamente non può essere neOLancer a costringere gli utenti a dichiarare i guadagni. Questa cosa è riportata tra l’altro anche nel nostro contratto.

    Noi ovviamente rilasciamo le fatture per i servizi di intermediazione ed altri eventuali servizi aggiuntivi.

    Paolo

  16. Il Dottor Bruzzani scrive:

    19 febbraio 2010 alle 15:58

    mmm…
    Si, il tuo discorso è corretto Paolo, però è chiaro che questo tipo di servizio gestisce le collaborazioni un po’ come un mercatino dell’usato, il rischio è quello di alimentare (involontariamente, credo nella buona fede, ci mancherebbe…) il mercato del nero, che è poi la principale causa dell’abbassarsi dei prezzi del nostro lavoro.

    sarebbe utile introdurre qualche vincolo al sistema, boh, un sistema di fatturazione automatico che obblighi entrambe le parte ad un contratto standard o un metodo di controllo più palese, o che ne so, l’offerta al netto con un calcolo automatico del lordo…

    O un rappresentante di striscia la notizia a vagliare le offerte :D

  17. Laura De Masi scrive:

    19 febbraio 2010 alle 16:14

    non credo però debba essere di competenza del sito… Paolo in questo caso ha ragione…

  18. Vugan scrive:

    19 febbraio 2010 alle 16:44

    @ Paolo
    Piccola critica spero costruttiva :-)
    Vero ognuno è responsabile dei propri adempimenti fiscali…
    Ne l sito si legge:
    “neOLancer è il sistema più semplice ed efficace per le imprese, per contattare liberi professionisti di talento.”
    Ma se non sbaglio non ci sono solo liberi professionisti… ma anche studenti dopolavoristi ecc… questi ultimi sono da considerarsi liberi professionisti? come fanno a far fattura? non mi tirate fuori la storia dei 5000 euro col codice fiscale per favore :-)
    @ il Dottor Bruzzani
    Basterebbe impedire di partecipare alle offerte se non si possiede partita iva…

  19. Laura De Masi scrive:

    19 febbraio 2010 alle 16:57

    interessante Vugan.. ma di certo non siamo qui a dire a Paolo come deve gestire il SUO progetto ;-) Tutto dipende dal target che vogliono attirare sul sito, per esempio io, nonostante creda nel progetto e l’abbia quindi segnalato (non ci ho guadagnato niente, i miei articoli sono spontanei.. chiariamolo!) non parteciperei mai ad un progetto del genere perchè le mie “tariffe” sono molto distanti dalle offerte che leggo nel sito… però non si sa mai.. se dovessero arrivare tempi bui tutto fa brodo :_DDDDD

  20. Vugan scrive:

    19 febbraio 2010 alle 17:10

    @ Laura ma certo Paolo può gestire come credi il suo progetto, mi sembra un buon progetto… volevo solo far notare una cosa che magari era sfuggita nella start up… il tono era provocatorio ma scherzoso… non ci guadagno niente neanch’io ;-)

  21. Paolo scrive:

    19 febbraio 2010 alle 17:15

    anche perché non è lui a fare i prezzi… ;-)
    Comunque i prezzi sono bassini anche per un ritenutacontaro come me :D

  22. Lorenzo scrive:

    19 febbraio 2010 alle 17:21

    Facendo pagare 50 euro al sito se ne possono fare 100 in un anno!! Senza P.IVA!!:)

  23. Paolo (neOLancer) scrive:

    19 febbraio 2010 alle 17:33

    Le critiche sono sempre bene accette, soprattutto in questa fase sperimentale del progetto.
    In effetti la frase segnalata da Vugan potrebbe trarre in inganno qualcuno e non è sicuramente nostra intenzione. Penseremo ad una correzione.

    Poi, fermo restando che a nostro avviso bisognerebbe dare l’opportunità di partecipare a chiunque ne abbia le competenze, leggendo i vostri commenti ci è venuta in mente una nuova funzionalità che potrebbe essere implementata a breve.
    Ovvero dare la possibilità al cliente, in fase di creazione progetto, di scegliere se ricevere le offerte da tutti o solo dai titolari di PIVA e quindi da professionisti. Alla fine dei conti è lui che deve fare la scelta finale. Cosa ne pensate?

    Paolo

  24. Laura De Masi scrive:

    19 febbraio 2010 alle 17:36

    Penso che è bellissimo questo scambio di idee, l’umiltà di Paolo e i contributi di tutti mi fanno davvero pensare che “il web sia un bel posto” :-)

  25. Il Dottor Bruzzani scrive:

    19 febbraio 2010 alle 17:41

    Penso sia una buona idea! ;)

  26. Paolo scrive:

    19 febbraio 2010 alle 17:42

    Mi pare buona come idea. Un altro difetto imho, è la possibilità di classificare il progetto in troppe categorie, che crea l’imporessione di trovare tanti progetti che poi sono sempre gli stessi (cosa peraltro riscontrata anche su getafreelance). io ne metterei due al massimo tre

  27. Lauryn scrive:

    19 febbraio 2010 alle 17:46

    direi ottimo paolo! e aggiungerei un controllo sulla correttezza della partita iva per prevenire che i non possessori possano iscriversi scrivendo 0000000 XD

  28. aledesign.it scrive:

    19 febbraio 2010 alle 18:40

    Ottimo e bene a sapersi…purtroppo il vizio dei 50 euri è sempre di moda..Magari vedo di agiungerci oltre ai già famosi 50 una lavatrice e una mountain bike…Manco fossimo a Mondial casa. Io spero vivamente che coloro che dovrebbero decidere valutino anche che lo spendere meno NON sia sinonimo di buon lavoro. Oppure mettere dei limiti. Sotto non si può andare. Mi par etico no?

  29. TheStylist scrive:

    19 febbraio 2010 alle 20:09

    Questo tipo di siti fanno svalutare la figura professionale
    del Web Designer.

  30. Laura De Masi scrive:

    20 febbraio 2010 alle 0:25

    …se usati nel modo sbagliato. Non generalizziamo per favore.

  31. L@ux scrive:

    20 febbraio 2010 alle 13:34

    beh io non sono ancora posseditrice di partita iva per vari motivi (come ad esempio realizzare solo uno due lavori all’anno aimè), ma ogni volta che sviluppo un lavoro rilascio la ricevuta/quetanza di pagamento, e non mi sembra giusto discriminare anche noi che comunque siamo in regola (almeno per quello che so io).
    Per quanto riguarda l’iniziativa devo dire che è molto interessante, e mi conforta sapere che non sono l’unica che pensava che i prezzi erano troppo bassi (per in attimo ho pensato che forse ero io esaggeravo con i prezzi :/ ).
    Conosco anche link2me e devo dire che comunque la cosa che in effetti mi piace di lì è che tu ti candidi senza fare offerte a ribasso ed il cliente può valutare anche in base alla gallery dei tuoi lavori(aspetto che implementerei anche qui).

  32. ivan scrive:

    22 febbraio 2010 alle 16:03

    ciao a tutti, segnalo un sito simile, sempre in italiano, che offre mediazione tra domanda e offerta nell’ambito dei lavori a progetto: liberojob.it
    Un aspetto particolare di questo sito, a mio parere, riguarda le offerte inviate dai professionisti che sono visibili esclusivamente ai creatori del progetto: si evitano in questo modo ribassi minimi (non è un sito di aste online) favorendo l’invio di offerte correttamente stimate.

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