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Lasceresti il posto fisso per diventare freelance?

scritto da Laura | categoria: domande e risposte

domande
Eccoci con la nuova rubrica Domande e Risposte.

Giusto un paio di righe per spiegare ancora una volta di cosa parleremo:

Dopo il post numero Zero inauguriamo ufficialmente questa nuova serie di articoli interattivi:

Sei un web designer, uno studente o un semplice curioso e hai un dubbio che riguarda il mondo del lavoro?

Hai bisogno di confrontarti non con una ma con tante persone che lavorano come web designer?

Presto sarà online un form per l’invio veloce delle domande, per ora invia la tua email a domande[at]web-magazine.it, partecipa alla discussione e confrontati con gli altri!

Ricorda che l’invio implica l’autorizzazione a pubblicare la domanda in questa rubrica!

La domanda di Gionata:

Io sono un perito informatico e vorrei aprirmi la partita IVA e diventare un web designer freelance, però per fare ciò dovrei lasciare un posto di lavoro fisso… Tu cosa mi consigli di fare? C’è richiesta di lavoro?

Personalmente ho consigliato a Gionata di iniziare a lavorare da freelance senza lasciare il suo posto, per correre meno rischi.
Aspetto però di conoscere il parere degli altri!

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24 commenti

  1. Emanuela MTA scrive:

    18 gennaio 2010 alle 21:43

    la mia commercialista mi ha caldamente sconsigliato di aprire partita Iva, finché non sarò assunta da qualche ente o azienda, peccato ci contavo dopo la laurea specialistica e speravo di fare il salto..Nonostante tutte le possibili agevolazioni che si possono avere come nuova attività ecc di fatto se si vuole sopravvivere bisogna avere un fatturato mensile garantito di minimo 2000€ perché te ne restino circa 1000€, considerando Irpef e Inps…
    Il mio consiglio a Gionata? Nel tuo caso potrebbe valere la pena, ma non lasciare assolutamente il posto fisso, prova almeno per un anno a fare entrambe le cose.
    Per il resto buona fortuna!

  2. Maurizio scrive:

    18 gennaio 2010 alle 22:34

    Dunque ricapitolando…

    Sono anche io un perito informatico. Ho lavorato in una multinazionale per 4 anni come programmatore. A settembre ho dato le dimissioni per diventare web designer freelance. Le cose vanno benissimo, lavoro tanto ma soprattutto sono felice.

    Quindi il mio consiglio è: FALLO!

    Però considera anche che:

    1) Lo facevo già da 4 anni come secondo lavoro
    2) Conosco moltissima gente (lavoravo nei locali come promoter) quindi per me è più facile trovare clienti
    3) Un sacco di gente continuava a chiedermi perché date le mie capacità fossi ancora la a fare il programmatore :-D

    Forse la faccio facile ma la mia “qualità di vita” si è alzata tantissimo. E non perché prendo tanti soldi (magari) ma perché faccio quello che mi piace veramente

  3. Lorenzo scrive:

    19 gennaio 2010 alle 0:07

    Beh anche io sono fra gli indecisi… non è facile fare il salto. Anche perché se va bene, bene, ma se va male?

    Nel mio caso, se voglio aprire part. iva devo licenziarmi perché il mio posto fisso non permette di avere anche p. iva: dunque è proprio difficile staccarsene per buttarsi nel mare… se poi non si riesce a nuotare?

  4. Laura scrive:

    19 gennaio 2010 alle 0:15

    …per questo ho scritto l’ebook e la rubrica “diventare freelance” … per avere qualche paramentro in più sul quale ragionare… :-p (mi faccio pubblicità da sola… wow)

  5. Fabio scrive:

    19 gennaio 2010 alle 11:13

    ciao a tutti,
    sono nella stessa identica situazione: laureato in informatica e programmatore e sistemista linux da 4 anni. Da un annetto ho iniziato a fare entrambe le cose e da poco comincio ad avere un congruo numero di richieste. E’ dura fare entrambe le cose per un periodo medio/lungo, se vivessi ancora con i miei genitori avrei già fatto il salto (rischioso ma inevitabile).
    L’ebook di Laura mi è stato utilissimo per ragionare meglio sulla scelta e non fare scelte impulsive.
    Vi saluto con un proverbio: la gatta frettolosa ha fatto i figli ciechi ;)

    Fabio

  6. Manuel scrive:

    19 gennaio 2010 alle 12:43

    io lavoro come web designer in una web agency a part time e adesso mi sto aprendo la partita iva a regime agevolato per gestire il mio lavoro autonomo. E’ sicuramente una situazione che da una certa stabilità economica, ma non nascondo che sogno di diventare freelancer a tempo pieno quanto prima. Ci rimetterò forse da un punto di vista economico.. ma il denaro non è tutto, almeno per me ;)

  7. Silvia scrive:

    19 gennaio 2010 alle 12:44

    Web Designer, quasi 25 anni, dipendente da 2 anni, ci sto seriamente riflettendo anche io. Perché, non dimentichiamo che spesso “posto fisso” nel nostro settore si traduce in una sfilza infinita di contratti a progetti, di sei mesi in sei mesi o, se sei fortunato, di anno in anno.
    Il tutto, dovendoti comportare da dipendente, avendone tutti i doveri (orari, obbligo di presenza etc etc), ma senza nessun diritto (ferie, malattia, retribuzione adeguato).
    Anche non volendo azzardare, pur provando a incanalare la mia voglia di cambiare mandando cv in giro ad agenzia più o meno grandi. Ma niente. Due anni di esperienza ad alto livello, ma niente. Stage, le proposte migliori.
    Sono d’accordo con Maurizio: a parità di precarietà, non sarebbe meglio essere precari padroni di se stessi, invece di dipendere da un sistema così marcio/in difficoltà?
    Ma poi di chiedi: e se non trovo abbastanza lavori? E quanto devo investire inizialmente? Insomma, per una come me che vorrebbe andare a vivere quanto prima con il proprio ragazzo, i dubbi ci sono tutti.
    Il vostro consiglio è, a quanto pare, affiancare il posto fisso ad un’attività freelance. Ma è possibile mantenere un contratto a progetto ed aprire la partita iva?

  8. Laura scrive:

    19 gennaio 2010 alle 12:50

    Ragazzi grazie a tutti! Le vostre esperienze sono davvero preziose per chi è ancor in dubbio! Silvia non so se è possibile mantenere il contratto avendo la partita Iva ma posso dirti che molte web agency fanno i salti di gioia quando un collaboratore apre la p.iva. In questo modo eliminano il contratto a progetto e lo sostituiscono con una consulenza a p.iva… potresti proporlo anche tu!

  9. Manuel scrive:

    19 gennaio 2010 alle 12:50

    Io ho un contratto a tempo indeterminato e posso gestirmi un’attività autonoma tranquillamente. Credo cmq dipenda dai vincoli del contratto, credo che alcuni vietino di avere anche un lavoro autonomo, ma non ne sono sicuro, magari sto dicendo una stupidaggine..

  10. Laura scrive:

    19 gennaio 2010 alle 12:51

    no manuel hai ragione, il contratto da dipendente ha molti vincoli come quello della concorrenza, non puoi svolgere la stessa attività per conto tuo.. ci sarebbe un “conflitto di interessi”.

  11. Silvia scrive:

    19 gennaio 2010 alle 12:59

    Ah, fossi in agenzia…lavoro in un universo parallelo, un’enorme azienda di cui il web è solo una settore (ma questa è un’altra storia, come direbbe Carlo Lucarelli!)
    Infatti dopo le molte porte in faccia, ma ancor di più dopo i mille cv ignorati, sono giunta a pensare che se mi presentassi alle stesse identiche agenzie con p.iva, troverei tappeti rossi ad attendermi. Infatti, e questo potrebbe anche essere il mio consiglio generale, direi che all’inizio è più facile essere freelance lavorando con le agenzie, piuttosto che direttamente con i clienti. Questo perché ci si può appoggiare a realtà già solide, si ha un filtro con le esigenze folli dei clienti e così via…Che dite, ho ragione?

  12. Maurizio scrive:

    19 gennaio 2010 alle 13:03

    Svolgere da libero professionista un’attività simile a quella da dipendente crea le condizioni per il licenziamento per giusta causa. Naturalmente la tua azienda deve volerlo esercitare.

    Meglio chiedere e magari farsi pure rilasciare qualcosa di scritto

  13. Manuel scrive:

    19 gennaio 2010 alle 13:37

    sìsì certo. Io ovviamente ho concordato il tutto con l’agenzia presso cui lavoro..

  14. aledesign.it scrive:

    19 gennaio 2010 alle 14:37

    Sarà la zona in cui vivo che è drasticamente povera di umana comprensione ma l’ultima cosa da fare è quella di aprire P.Iva. Purtroppo tanti lo richiedono e poi magari ti danno 1-2000 euro a lavoro..1 però per un anno e poi…arrangiarsi. Certo se si ha la fortuna di muoversi aver buona domestichezza nel dialogo ed essere conosciuto, si possono avere delle facilitazioni. Se poi è il lavoro che ci piace fare…perchè no? Io ho visto il prima e il dopo l’euro…non avessimo avuto l’euro sinceramente le cose sarebbero state molto meglio. Il mio consiglio è si di aver le idee chiare però almeno per un 2-3 anni posto fisso e crearsi un background e un know how di clienti in modo da non essere in preda al panico al momento del salto!

  15. Ilaria scrive:

    19 gennaio 2010 alle 20:04

    Ciao a tutti, io ho consegato la lettera di diimissioni qualche giorno fa (ne ho palrato sull’ultimo post del mio blog). Saprò nei prossimi mesi se ho fatto la scelta giusta a livello economico, perché questa è una scommessa… lascio un buon posto, con buona fiducia dei titolari, buono stipendio… perché vorrei aprirmi a cose diverse, più vicine a quelle che mi piacciono davvero. In questi giorni stiamo trovando (io e l’azienda che sto lasciando)un accordo, perché mi hanno proposto di fargli un tot ore a settimana pagata con partita Iva, prezzo orario forfettario da valutare insieme. Se riusciremo a metterci d’accordo, avrò una buona base di entrate fino a fine luglio… epoi si vedrà. E avrò molte ore a settimana per dedicarmi alle nuove attività.
    Quindi, a Gionata potrei consigliare una soluzione come la mia: continuare a lavorare come perito informatico ma con partita IVA, e poi lavorare come web designer… Gli consiglierei solo di specializzarsi molto molto bene come WD, così il lavoro non mancherà di certo… Uno dei rischi delle partite IVA è quello di buttarsi improvvisando.

  16. Vale scrive:

    19 gennaio 2010 alle 22:33

    Ciao a tutti!
    Ho un lavoro in un settore completamente estraneo al web design (e all’informatica in generale ^^ ), ed un contratto full-time a tempo indeterminato… il problema è che il lavoro non mi piace per niente! Ho quindi deciso di cercare altro, qualcosa che mi piaccia e che venga non dico dal cuore ma che almeno parta da quella zona ;)
    Ultimamente mi sono ritrovato spesso a pensare di intraprendere la strada del web design.
    Ho 25 anni, le conoscenze (tramite studi personali) ci sono, la passione non mi manca, il lavoro lo trovo a dir poco stimolante. Purtroppo, la mia più grande lacuna è la mancanza di esperienza. A parte la realizzazione di un paio di siti e qualche altra pagina qua e là, sono praticamente “bianco”…
    Il mio lavoro attuale mi impegna molto, sono in viaggio tutto il giorno e ho si e no 2 ore la sera (più le sessioni di notebook sull’autobus ovviamente…); il tutto unito alla “mattinata” delle 6:15 compromette di molto la mia possibilità di iniziare a lavorare parallelamente (nonchè la mia sanità mentale, ma vabbè, di quest’ultima non sono mai riuscito a provarne l’esistenza).
    Dall’alto della vostra esperienza, come gestireste questo tipo di situazione? Quali consigli potreste darmi?

  17. Lauryn scrive:

    20 gennaio 2010 alle 10:11

    io cerco di rispondere sempre in modo cauto quando mi fanno questa domanda. la richiesta c’è, se sai procurarti i clienti; i guadagni ci sono, se becchi i clienti giusti, etc etc

    un fattore di cui molti non hanno tenuto conto è: hai da pagare le bollette, una casa da mantenere, figli a carico? se sì: NON FARLO, a meno che tu non abbia prima vinto al superenalotto. rischi di ritrovarti con il culo (scusa l’eufemismo) per terra da un giorno all’altro se non hai un buon gruzzoletto da parte.

    se vivi ancora con i genitori (in salute) allora sì, ti dico BUTTATI, hai le spalle parate, vitto e alloggio, puoi rischiare se non ci tieni più al lavoro dipendente (su questo non devi aver dubbi in primis).

    per esperienza mia i primi 2/3 anni guadagni a malapena fra i 2.000 e i 5.000 euro, infatti ho aperto partita iva solo nel 2005, dopo due anni di lavoretti qua e là. e nel primo anno non mi sembra di aver fatturato più di 7.000 euro.
    dall’anno successivo invece il decollo grazie alla promozione e al passaparola. per tutto ci vuole tempo, a meno che non sei un genio del marketing, tanto meglio per te ;)

    in bocca al lupo!!!

  18. Laura De Masi scrive:

    20 gennaio 2010 alle 12:50

    grande Lau! hai toccato dei punti fondamentali… la famiglia, le spalle coperte.. che non son cose da poco per una scelta del genere!

  19. TheStylist scrive:

    22 gennaio 2010 alle 13:53

    >Lasceresti il posto fisso

    Perché, oggigiorno esiste ancora il “posto fisso”?

    >per diventare freelance?

    All’estero certamente.
    In Italia non conoscono nemmeno il significato di freelance.

  20. Laura De Masi scrive:

    22 gennaio 2010 alle 14:29

    @TheStylist : finchè usi un’email falsa il tuo messaggio finirà sempre in spam… ad ogni modo giusta osservazione ;-)

  21. bodhi scrive:

    22 gennaio 2010 alle 16:00

    Salve a tutti.
    Leggo con piacere le informazioni che divulgate in merito al Web Design…complimenti!
    Per conto mio in Italia, definire e vivere da persona “freelance” nei progetti Web, è come aprire un ovetto kinder e trovare la solita sorpresa: inettitudine nel capire il reale significato della stessa.
    Con tanto di cappello a quelli che, del Web Design, ne fanno una professione VERA, credo che manchi ancora tanta cultura e informazione in questo campo.
    Le robe “amatoriali” svolte da persone alle prime armi che si spacciano per professionisti e sfoggiano lavori di “basso livello”per coloro che ignorano la vera “arte” del Web Design, sono il risultato dell’Italia che NON considera il web design come risorsa a cui rivolgersi.
    E chi ci rimette sono coloro che del web design ne fanno davvero un lavoro SERIO.
    In italia, se sei Web Designer, devi sopravvivere!?!?
    Diversamente Australia, America, Francia, Svezia, Inghilterra ecc.. se sei web Designer sei un professionista serio. Perchè chi inizia questa attività lo fa partendo da studi dedicati al settore. Diversamente si crea NEGLI ANNI una propria cultura che poi trasformerà in lavoro.
    E i lavori svolti sono realmente di alto livello, perchè il cliente crede nelle sue capacità e paga per il lavoro.. anche profumatamente!
    Rispondendo a Gionata, credo che tu stia partendo con il piede sbagliato.
    Sicuramente avere o no una famiglia alle spalle che ti appoggi, è si importante, ma se NON SEI CAPACE di ciò che dovrai fare, potresti essere anche il figlio di Giotto, ma faresti perdere tempo/denaro a chi ti commissiona il lavoro e principalmente a TE stesso e alla tua immagine.
    Se sei preparato, informato, capace di affrontare/gestire il/i cliente/i, presentargli un profilo di te completo e far capire la reale importanza del Web, allora vai: apri la partita Iva, lavora e dai il meglio di te.
    Diversamente abbi pazienza: fatti una cultura, preparati e aspetta il momento giusto. Un lavoro, anche fisso, al giorno d’oggi potrebbe non appagare ma è importante averlo.
    Vorresti diventare freelancer e non conosci il mercato e le sue richieste: questo la dice lunga sulle tue conoscenza. Non incito a prendere strade sbagliate.
    Ho quasi 30 anni e sono nel campo del Web Design da circa 6 anni…ma da “esterno”.
    Lavoro in un posto fisso e tra breve mi lancerò in questa nuova battaglia… ma so di farcela perchè in questi anni ho raccolto un bagaglio culturale infinito anche se insufficente per stare sicuro nel campo freelance.
    Anni serviti anche a creare progetti importanti per crearmi un’ossatura tale da resistere!
    IN BOCCA AL LUPO!

  22. Laura De Masi scrive:

    23 gennaio 2010 alle 0:35

    @bodhi: Io vivo come freelance eppure non mi sento un ovetto kinder. Scherzi a parte trovo questo tuo intervento decisamente interessante, Eppure ciò che dici all’autore della domanda potrebbe scoraggiarlo, non sai nulla di lui eppure da 4 righe pensi che stia facendo la scelta sbagliata

    Vorresti diventare freelancer e non conosci il mercato e le sue richieste: questo la dice lunga sulle tue conoscenza

    Beh se è arrivato su questo sito forse il mercato lo sta osservando. Anche io condivido con te il fatto che il “salto” lo si debba fare solo dopo esperienza e conoscenza (condividiamo tantissimo, anche io mi sono messa in proprio dopo 7 anni… e senza paure…) ma dovremmo dare consigli e incoraggiare piuttosto che dare sentenze :-( non fraintendere…

  23. Francesco Biacca scrive:

    25 gennaio 2010 alle 13:16

    Ciao a tutti,
    riporto la mia esperienza anche se non sono un web designer, bensì uno sviluppatore.

    Dal 2004 lavoro a partita iva: prima durante gli studi (ingegneria informatica), poi in contemporanea con il cosiddetto “posto fisso”. Già il posto fisso a partita iva.

    Questa è una gran bella rogna. Io credo che dipenda tantissimo dall’area geografica in cui si vive.
    Ho studiato e lavorato a Bologna, poi mi sono trasferito a Roma nella speranza di trovare un mercato più grande da “aggredire”. Tuttavia mi ritrovo a fare il dipendente a partita iva, perchè qui lavoro vuol dire PA, per cui vuol dire Engineering ed Accenture e milioni di sottosocietà che lucrano sulla giornata delle persone (spacciandosi per fornitori di servizi).

    Attualmente sto ragionando se fare il salto o meno: lasciare questo posto fisso con un introito garantito ? E’ un bel rischio, però sono profondamente convinto che ne valga la pena: questo perchè le tariffe al ribasso di queste pseudo-società fanno sì che la qualità media del software prodotto sia in caduta libera per cui ti ritrovi in un circolo vizioso in cui non si riesce a crescere in alcun modo!

    in bocca al lupo a tutti

  24. Laura De Masi scrive:

    25 gennaio 2010 alle 13:51

    @Francesco: grazie per aver condiviso la tua esperienza, preziosissima per tutti ;-)

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