Come realizzare un portfolio mirato?

Luca è un aspirante web designer, se la cava con Css, HTML e qualcosina di Javascript, come lui stesso scrive.
Sto portando il mio portfolio a termine e i miei dubbi maggiori
stanno sui contenuti che ci dovrebbero essere per essere assunti.
Il portfolio “hire me” che contenuti dovrebbe avere?
A questo punto ho risposto a Luca in forma privata chiedendo maggiori spiegazioni sulla natura dei “contenuti” citati:
Per contenuti intendevo più i contenuti sul nostro conto.
Quello che voglio dire è che il portfolio puo essere utilizzato principalmente per due motivi:
- Essere assunti da uno studio
- Trovare nuovi clientiQuindi intendevo dire quali sono le differenze che hanno queste due tipologie di portfolio.
Cosa mettere e non mettere in uno e nell’altro.Cosa puo interessare di noi ad un datore di lavoro?
e a un potenziale cliente invece??
Luca pone un quesito interessante, al di là dell’interesse a realizzare un buon portfolio, lui parla di differenze.
In effetti non tutti i portfolio sono uguali ed è un ottimo inizio realizzarne uno mirato, e che quindi possa interessare i nostri potenziali clienti o datori di lavoro.
A mio avviso un portfolio diretto ad una web agency, e quindi mirato all’assunzione, dovrebbe contenere molti dettagli, tecnici e non, sul ruolo del web designer in un determinato progetto. All’agenzia non basta dire “ho fatto questo sito”, ma bisogna spiegare le fasi in cui si è stati coinvolti (web design completo, solo layout, mark up…) proprio perchè nella maggior parte delle web agencies ben strutturate il lavoro viene diviso tra figure professionali diverse, ognuna delle quali con una determinata specializzazione.
Ad un cliente finale, un privato per esempio, non è invece necessario dilungarsi in dettagli tecnici. Può invece essere interessante spiegare la mission del sito presente nel portfolio, e mostrare in che modalità è stata raggiunta (se è stata raggiunta, si spera!).
Per esempio può essere utile far notare il buon posizionamento raggiunto, i feedback ricevuti, il numero di visitatori… i risultati commerciali!
Questa è la mia umile opinione… a questo punto son curiosa di sentire le opinioni di tutti.
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5 commenti
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27 gennaio 2010 alle 14:23
io trovo estremamente ridicolo scoprire che un web designer… si è fatto fare il sito da un altro… aiuto!
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27 gennaio 2010 alle 14:30
Cara Laura, il tuo discorso non fa una piega. Effettivamente non a tutti può interessare i lavori che fai o come li hai fatti. Se fosse studiata una possibilità con due diversi link per le rispettive “metodologie” può anche essere. Alla base di tutto però bisogna esser convinti di cosa e a chi si vuol mostrare i lavori. Ovviamente poi le proprie capacità descritte nel sito devono essere sicure.
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27 gennaio 2010 alle 14:50
eh si che tristezza… a me è capitato di ricevere curriculum/portfolio di ragazzi che usavano paroloni come “esperto di accessibilità” su un sito fatto in flash 5, dove i titoli delle pagine erano jpg, nemmeno testo vettoriale…
Io mi occupo di web design ormai quasi da 10 anni ma non mi permetterei mai di dire che sono un’esperta.. e torniamo sempre al solito discorso grrr….Ok basta Off Topic :-p
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30 gennaio 2010 alle 3:58
Aggiungo due piccoli particolari che secondo me nel portfolio di un freelance contano:
- Immediatezza: fondamentale è trovarsi subito di fronte ai tuoi lavori, avere già d’impatto qualcosa da mostrare. Tutti sappiamo che aziende e clienti non perderanno certo ore ad esplorare il tuo sito in profondità. Se non catturi subito l’attenzione, a meno che non ti conoscano personalmente e siano lì per curiosità, non perderanno tempo a cercare di capirti. E’ un discorso che vale per qualsiasi contenuto sul web ovviamente, ma credo che per un freelance vada evidenziato ancor di più.
- Pertinenza: chi sei, cosa fai, i tuoi hobby e quanti gatti hai in casa può interessare, forse, in un secondo momento. Ciò che conta, che lo scopo sia l’assunzione da un’agenzia o attirare un cliente, è conquistare con le proprie competenze e non con giri di parole. Come già detto nell’articolo, quindi, spazio a immagini che illustrino il tuo lavoro, testi studiati e concisi che esplorino le varie caratteristiche comunicative e tecniche dei tuoi progetti, spazio agli strumenti/software/linguaggi utilizzati o agli obiettivi raggiunti, ma pochi fronzoli. A meno che, certo, i fronzoli non siano proprio il tuo valore aggiunto, se ad esempio il ruolo cui ambisci è quello di grafico










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Francesco Ciabatta scrive:
27 gennaio 2010 alle 11:40
Concordo con quanto detto nell’articolo. Aggiungo che credo sia fondamentale, se si vuole essere assunti da un’agenzia, creare un proprio sito/portfolio personale non affidandosi a servizi terzi, seppur di ottima qualità.
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