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ott/0921

Diventare freelance: quanto costa iniziare la libera professione?

scritto da Laura | categoria: pianeta freelance

porcellin

Penultimo appuntamento con la nostra rubrica dedicata  a chi vuol diventare un web designer freelance! Facciamo un rapido riepilogo, come nelle migliori soap opera, per non perdere il filo del discorso:

in questa serie di articoli abbiamo visto come la scelta di iniziare un’attività lavorativa freelance non sia da prendere alla leggera, c’è bisogno di conoscere bene i nostri limiti e le nostre potenzialità e saperle sfruttare al meglio per avviare un’attività che, attraverso un’organizzazione studiata e precise regole da dettare a noi stessi,  possa portare del profitto.

Profitto… che brutta parola. Ma nonostante la passione, nonostante le nostre soddisfazioni, alla fine dell’anno dobbiamo trovarci con un guadagno, questo è il fine ultimo di ogni attività commerciale.

Ma non bruciamo le tappe, prima di pensare ai guadagni cerchiamo di capire invece quali saranno ogli investimenti iniziali e le spese più o meno fisse che una web designer (o developer, o chiunque) freelance dovrà affrontare dopo aver aperto la partita iva.

Anche se so bene che molti inizieranno a lavorare da casa, facciamo una lista di quelle che sono le spese di chi inizia da zero, e non ha nemmeno un computer decente sul quale lavorare:

  1. Computer e monitor € 1000. Con mille euro al giorno d’oggi è possibile acquistare un signor computer.
  2. Stampante multifunzione €100. Se non ambite ad una laser con 1oo euro è possibile acquistare una buona stampante+fax+scanner+fotocopiatrice, strumento importantissimo nella nostra professione.
  3. Tools di sviluppo. Per chi non ama, o non preferisce l’open source un investimento di €1500 permetterà un pacchetto base di programmi come editor html e software di grafica. Non faccio nomi ma tutti già sanno a cosa mi riferisco.
  4. Autopromozione. Con circa 100€ possiamo far stampare biglietti da visita e per i più volenterosi anche qualche brochure informativa.

Per iniziare credo sia tutto, con 3mila euro siamo sicuri di avere strumentazioni più che soddisfacenti.

Ma cosa succede se decidiamo di prendere un ufficio in affitto?

Ed ecco che le spese iniziano a lievitare.

  • Affitto mensile ufficio;
  • Elettricità;
  • Altre utenze (dimenticate che esistono cose come il condominio, la spazzatura, la vigilanza, e chi più ne ha…);
  • Connettività e linea telefonica;
  • Rinnovi domini personali;
  • Rinnovo licenze programmi;
  • Collaboratori e altri fornitori;
  • Tasse, inps e tante altre brutte parole ;-)

Dmentico qualcosa, vero?

Questo non è per scoraggiarvi  ma semplicemente per mostrarvi tutto ciò che succede dopo l’entusiasmo iniziale. Personalmente la trovo una gran bella sfida e non tornerei mai a timbrare un cartellino (beh ora lo sto facendo ma questa è un’altra storia.. .)

Vi lascio con una domanda, meglio risparmiare lavorando in casa o investire in immagine e aprire un vero e proprio studio?

Io la mia risposta ce l’ho già ma sono curiosa di ascoltare i vostri pareri e le vostre personali esperienze.

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50 commenti

  1. Martina Sepi scrive:

    21 ottobre 2009 alle 16:27

    Io aggiungerei le spese per il commercialista ;)

    …più o meno a quanto ammontano per un freelance del settore?

  2. Laura De Masi scrive:

    21 ottobre 2009 alle 16:29

    vedi? dimenticavo una cosa importantissima! Ehm.. ora come ora non saprei dirtelo.. il mio commercialista è il mio fidanzato :-D

  3. Martina Sepi scrive:

    21 ottobre 2009 alle 16:33

    Lo so…infatti chiedevo alla persona giusta :)

  4. Laura De Masi scrive:

    21 ottobre 2009 alle 16:35

    (cacchio sono famosa? aiuto…) Posso solo dirti che molto dipende dal regime fiscale, se sei nel regime dei minimi sono davvero spese minime, diciamo che si spende molto di più in cellulare. Ma non saprei dirti di preciso… devo chiedere ;-)

  5. Martina Sepi scrive:

    21 ottobre 2009 alle 16:52

    (…è il prezzo della notorietà via Web ;) , se ti dovessi incontrare ti riconoscerei pure :) ) Grazie mille, sempre molto utile, continuo a seguirti Ciao

  6. Dimitri Giani scrive:

    21 ottobre 2009 alle 16:53

    Ciao Laura.. l’articolo mette alla luce i non pochi problemi del freelancer.
    Tra la lista delle spese mettici pure un avvocato ;)

    Per rispondere alla domanda “meglio risparmiare lavorando in casa o investire in immagine e aprire un vero e proprio studio?”, posso dire che tutto dipende dalle esigenze del proprio business e dall’obiettivo che uno cerca di raggiungere.
    Si possono avere ottimi risultati in tutti e due i casi.

  7. Benito scrive:

    21 ottobre 2009 alle 16:53

    Io mi trovo proprio all’inizio: cioè sto per compiere il grande passo e diventare freelance.. per quanto riguarda la tua domanda (casa o studio) penso che sia meglio aspettare (almeno nel mio caso) e lavorare per un periodo relativamente breve (1/2 anni) a casa e poi sì, aprire uno studio.. anche se, rimane sempre il dubbio, perchè effettivamente uno studio arricchirebbe notevolmente la propria immagine.. ma ahimè, non le tasche per ora..

  8. Laura De Masi scrive:

    21 ottobre 2009 alle 17:20

    saggia decisione Benito :-)

  9. Francesco Caruccio scrive:

    21 ottobre 2009 alle 17:57

    Secondo me, la decisione ovvia per chi inizia è quello di iniziare da casa ( a meno che non si disponga di ingenti somme di denaro da investire ).

    P.S.: In bocca al Lupo Benito!

  10. Benito scrive:

    21 ottobre 2009 alle 18:24

    Grazie Francesco!

  11. Laura De Masi scrive:

    21 ottobre 2009 alle 20:07

    nessuno però ha fatto una standig ovation per la fantastica composizione con i porcellini.. heehe ora mi censuro da sola.. sono off topic!

  12. Francesco Ciabatta scrive:

    21 ottobre 2009 alle 20:12

    Anch’io credo che, inizialmente, se si vuole lavorare come freelance, sia meglio lavorare da casa.

    Si prende “confidenza con il mestiere” con più tranquillità e meno pressioni.

    PS: io per ora sono un dipendere full-time (stage) e un freelance saltuario.

  13. Lauryn scrive:

    21 ottobre 2009 alle 20:30

    io do una risposta che vi supera: avere lo studio a casa! eheh
    io ho sempre lavorato da casa, sono passata dalla cameretta ad un angolo nel soggiorno dei miei (con le conseguenze che si possono prevedere: gente che entra ed esce, televisione accesa di sottofondo se si lavora di sera, etc), poi sono passata alla mia prima casetta, che praticamente era soggiorno/angolo cucina/studio tutto in uno e non è bello ospitare clienti mostrando le pentole ancora da lavare o l’odorino di fritto di mezzogiorno.

    Ora ho una casa più grande ed ho una stanza tutta per lo studio, che rimarrà tale anche quando ci saranno dei bimbi perchè per loro c’è un’altra stanza in più. In questo mi sento fortunata. Non è chissà cosa eh, però già quei 10mq in più permettono a me e ai miei due “soci” di lavorare altogether con le sole spese di luce-telefono-adsl :)

    Direi che meglio di così non se po :D

  14. Laura De Masi scrive:

    21 ottobre 2009 alle 21:12

    lauryn quello è il mio sogno… abbiamo parecchie cose in comune!!!! smack!!

  15. Laura De Masi scrive:

    21 ottobre 2009 alle 21:13

    dimenticavo.. il mio ufficio è il doppio di casa mia. questa cosa ha davvero poco senso!!!

  16. Lauryn scrive:

    22 ottobre 2009 alle 8:03

    eheh dai sono convinta che le cose girano e si realizzano…questa mia attuale situazione mai l’avrei immaginata, eppure alla fine io, elena e andrea abbiamo realizzato il nostro sogno.
    di pagare un ufficio extra non mi passava manco pa capa XD

  17. Roberto XSM scrive:

    22 ottobre 2009 alle 10:32

    Quoto assolutamente per il lavoro a casa all’inizio. Poi non è neanche detto che si debba per forza avere un ufficio solo per noi. Ho visto molte volte uffici condivisi tra varie aziende o vari professionisti. Hai il vantaggio di avere un tuo ufficio e di dividere le spese, che non è poco. Poi immagino sia difficile mantenere il controllo su una corretta convivenza.
    Mi sembra una soluzione valida, no?

  18. aledesign.it scrive:

    22 ottobre 2009 alle 10:51

    Interessante dibattito…ma trovare i clienti giusti come si fa? Son loro che ti portano i soldini a fine mese..L’ideale all’inizio..e forse anche dopo quando sei sulla strada giusta è il lavoretto in casa.La fortuna di aver uno studietto tutto tuo non è da poco..Come me al momento…Speriamo bene!!

  19. Alessio scrive:

    22 ottobre 2009 alle 11:23

    ciao Laura,

    Intervengo sul tuo topic alzando una situazione sottovalutata da molti freelance

    - stando a casa c’e’ una certa “alienazione” nel senso mancanza di comunicazione e contatti con altre persone.

    - stando a casa si riesce a dividere lavoro e tempo libero o si rischia di lavorare 14 ore di fila e mangiare davanti al pc lavorando

    - stando a casa aumentano le distrazioni? Telefonate di amici o dell’amico dell’amico che chiede consulenze informatiche.

  20. Laura De Masi scrive:

    22 ottobre 2009 alle 13:52

    Buona osservazione Alessio, io ho provato a stare a casa per quasi un mese. Succedevano cose del tipo: la zia che viene a fare visita, puoi mai dirle “non posso chiacchierare con te nemmeno 10 minuti sto lavorando0″ Oppure l’amica che telefona, la mamma che sta 2 ore al telefono ad un tono di voce di un miliardo di decibel. O ancora l’amica che citofona “facciamo un aperitivo” e come fai a dire di no??? Oppure la sveglia tardi, il lavorare il pigiama, lavorare ad ora di cena mentre tutti sono a tavola e il cliente che per forza di cose è passato a portarti un cd.
    brr……………….

  21. Il dottor Bruzzani scrive:

    22 ottobre 2009 alle 15:06

    ciao,
    visto che si parla di spese vi voglio chiedere una delucidazione:

    se io ho una partita iva come calcolo il netto esatto sul preventivo che faccio?

    quali sono le varie tasse di cui devo tenere conto? in che percenutale? ci sono ulteriori spese?

    Quando faccio questa domanda molti mi dicono “eh, è difficile da calcolare, dipende”

    da cosa dipende?

    nella peggiore delle ipotesi?

    Grazie in anticipo, io lavoro in agenzia e sto’ valutando l’idea di mettermi in proprio, però se non ho la certezza di sapermi fare i conti in tasca…

    ciaociao!

  22. Laura De Masi scrive:

    22 ottobre 2009 alle 15:36

    ciao! purtroppo non è il posto esatto per fare una domande del genere, rischiamo di andareun po’ troppo fuori argomento. Anche volendoti dare una risposta non mi è possibile perchè dipende tutto dal regime fiscale al quale farai parte. dai un occhio qui: http://www.web-magazine.it/2008/11/freelance-fisco-le-prestazioni-occasionali/ , se inizi a lavorare in questo modo puoi fare ricevute anche senza avere la partita iva e prendi dimestichezza con fatture e ricevute!

  23. Giovanni scrive:

    22 ottobre 2009 alle 16:40

    Avendo moglie e figlio piccolo, lavorare a casa è diventata un’esperienza frustrante e frammentaria. Non vedo l’ora di avere il mio ufficio…

  24. Laura De Masi scrive:

    22 ottobre 2009 alle 17:48

    beh Giovanni se hai uno spazio tutto tuo dove lavorare tutto dipende dalle piccole regole che bisogna mettere, anche in famiglia. Altrimenti senza aver nemmeno una stanzetta chiusa mi rendo conto che è difficile.. però ritieniti fortunato perchè molti padri non riescono nemmeno a vedere crescere i loro figli! :-)

  25. Giovanni scrive:

    22 ottobre 2009 alle 18:14

    Cara Laura, la stanzetta ce l’ho, le regole saltano ma hai detto una cosa profonda: posso ogni giorno seguire l’evoluzione di mio figlio.

  26. Cristian scrive:

    22 ottobre 2009 alle 23:41

    Io ho iniziato a casa, anzi diciamo all’università e nell’appartamento tra noi studenti. A casa nel weekend o quando tornavo.
    Poi dipende da cosa esattamente offri, dal giro di clienti che riesci a farti, dalle ambizioni e predisposizione nell’imprendere.
    Per molti la separazione casa-ufficio (sebbene freelance) permette di imporre certi orari, regole, condotta di lavoro..che come dice Alessio potrebbe venir meno stando a casa.

    Se inizi poi ad avere collaboratori, intendo locali, con i quali ci si trova (ufficio di uno o dell’altro), si ha uno spazio per progettare, discutere, muoversi liberamente senza tante distrazioni.

    Attualmente lavoro a casa, in ufficio e dai clienti. Le spese di casa ci sono e restano. L’ufficio porta con se, come dice Laura, altre spese. Credo sia importante capire se un ufficio ci potrà o meno servire, se stiamo facendo la cosa giusta o il passo più lungo della gamba.
    Meglio partire in piccolo, affitto contenuto, meno spese per la spazzatura e simili (dove contano i mq), area ridotta da riscaldare e via dicendo (risparmiare sulla corrente elettrica può essere fondamentale con i giusti accorgimenti).

    Per il resto..beh siamo in Italia…la pressione fiscale è nota nel momento in cui si fa il salto (quando non sei nei minimi). L’inps è una bella rogna pure quella…la devi pagare e basta, il minimo non lo decidi tu ne il tuo utile.

  27. Colino scrive:

    23 ottobre 2009 alle 13:17

    Ciao,
    da tempo seguo questo blog, lo trovo davvero molto utile, complimenti quindi per il meraviglioso lavoro che stai svolgendo!

    Dopo aver fatto esperienza presso una web agency ho deciso di avviare la mia attività come freelancer dato che quello che percepivo era molto basso rispetto alle vendite che producevo.
    Vorrei sapere se è possibile trattare meglio l’argomento sulla strumentazione, per esempio vorre investire in una stampante (magari una che mi permetta di stampare formati più grandi come per esempio l’A3 plus) e su diversi materiali (come per esempio cartoncini di grammatura più pesante) e magari fornire anche nomi che hanno un buon rapporto qualità prezzo.

    Per quanto riguarda l’ubicazione del posto di lavoro io vorrei muovermi in questo modo, un pò di mesi a casa (o magari presentarmi al cliente con un portatile) poi come ha scritto Roberto condividere un ufficio con altre figure (magari ti possono dare una mano in qualche mansione a te complicata e viceversa) e poi magari pensare ad un ufficio proprio.

    Io sono davvero alle prime armi come freelancer, voi, quando il mondo non sapeva della vostra esistenza, come avete fatto a pubblicizzarvi??
    io ho stampato diversi biglietti da visita e vado di negozio in negozio a proporre i miei servizi, e poi spero in un passaparola, voi come vi muovete??

    Complimenti davvero per il lavoro che state svolgendo, questo blog è davvero utilissimo!!!

  28. Giovanni scrive:

    23 ottobre 2009 alle 14:35

    In bocca al lupo Colino! Per iniziare, puoi fare il terzista, presentandoti a varie web agency. Per quello che riguarda i clienti diretti, vedrai che se lavori bene, il passaparola sarà la tua arma vincente, unita ad un sito curato, aggiornato e ben indicizzato. Almeno per me è stato così :)

  29. gabriele scrive:

    23 ottobre 2009 alle 17:40

    scusami dimentichiamo le spede per depositare il proprio logo?

  30. Fabio scrive:

    26 ottobre 2009 alle 11:13

    Ciao a tutti,
    è da un po che seguo questo magazine, veramente interessante!
    Io sono un web developer più che designer ma cerco di fare un po tutto per iniziare ad entrare nel mercato. Vorrei aprire una mia ditta, per ora sono dipendente e faccio qualche lavoretto per crearmi clientela.
    Molto interessante questo articolo, come gli altri della serie, poiché offre molti spunti di riflessione. Concordo con gli altri: io all’inizio lavorerei da casa per minimizzare le spese e poiché ho abbastanza spazio, poi, magari con l’arrivo dei figli, valuterei la possibilità di aprire un ufficio.
    Per ora ho trovato i primi clienti tramite passaparola, ma quali sono le tecniche migliori per farsi conoscere? qualcuno può raccontare la sua esperienza?

    Grazie a Laura per il suo ottimo lavoro!

    Fabio

  31. Laura scrive:

    27 ottobre 2009 alle 17:44

    ciao fabio grazie per il tuo intervento e per i complimenti, rispondo solo ora, e colgo l’occasione per farlo presente, perchè ho dei problemoni con il pc e in questo momento infatti non scrivo dal mio (poverino è in fase di formattazione…) Tornando a noi, le tecniche migliori per farsi conoscere e sviluppare progetti belli da vedere e funzionanti (se non hai clienti puoi sempre inventarli!! cioè creare progetti pilota, o progetti personali) e mostrarli in giro per la rete. Ma ovviamente non voglio ridurmi ad una risposta così sintetica per cui, che dire, questo sarà l’argomento di uno dei prossimi post! Grazie per l’idea :-)

  32. Emanuela MTA scrive:

    27 ottobre 2009 alle 23:09

    Molto interessante l’articolo, e devo dire che rispecchia anche la mia esperienza.
    Per ora ho intenzione di lavorare da casa, spostandomi anche presso il cliente col mio portatile (probabilmente qualcuno potrebbe stupirsi, ma finora ho sempre lavorato su un portatile, è il mio mondo…) o presso la web agency che generalmente “pretende” un minimo di presenza fisica, e non solo virtuale.
    L’idea è quella poi di aprire uno studio assieme ad altri fidati collaboratori, pochi ma buoni ovviamente… altrimenti secondo me di questi tempi sarebbe fare il passo più lungo della gamba davvero!

    Aggiungerei tra le spese anche eventuali assicurazioni per quanto riguarda i rischi civili…
    e se un cliente ci fa causa e ha le spalle grosse? noi che facciamo? “mangiamo” la casa di mamma e papà perchéè tanto una nostra ancora non ce la siamo potuta permettere?

    Un altra spesa non da poco, è la benzina: vi assicuro che per chi come me vive in periferia, resta tra le voci più alte di costo.

    Complimenti a tutti i commentatori, molti dei quali hanno espresso proprio ciò che penso, per cui non aggiungo altro! ;)

  33. Emanuela MTA scrive:

    27 ottobre 2009 alle 23:37

    ah, dimenticavo anche un’altra voce di costo, che però non è affatto obbligatorio e può essere piuttosto apprezzato come un investimento…
    mi sto riferendo agli abbonamenti a riviste (sia cartacee, che virtuali), e/a a pubblicazioni scientifiche.
    Sono molti glii ambiti inesplorati, e molto di quello che è stato fatto all’estero, non è ancora stato fatto in Italia, per chi volesse puntare a qualcosa di diverso o specializzarsi in particolari settori potrebbe essere uno spunto innovativo!

  34. Laura scrive:

    28 ottobre 2009 alle 13:14

    giusto Manu.. riviste ma anche associazioni di settore, viaggi per andare a seminari… le public relation costano ma servono tanto!

  35. Fabio scrive:

    28 ottobre 2009 alle 13:20

    @Laura: mi piacerebbe soprattutto capire a livello legale come si può muovere un lavoratore dipendente prima di mettersi in proprio, poiché i vari commercialisti che ho sentito mi hanno dato pareri contrastanti e un amico consulente del lavoro mi ha detto che rischio il licenziamento in tronco e una causa per danni!

  36. Colino scrive:

    28 ottobre 2009 alle 13:54

    mi consigliate qualche rivista utile??

  37. Emanuela MTA scrive:

    28 ottobre 2009 alle 22:47

    Personalmente consiglio:
    - Digital Art perché da sempre è una rivista autorevole, seria e precisa: anche se è una rivista di grafica, molti tutorial che ho seguito per fare delle composizioni artistico-digitali mi hanno permesso di imparare tips&tricks dei vari photoshop e illustrator…
    - Io programmo, per il lato dev: è l’altra faccia della medaglia, autorevole seria e importante per lo sviluppo (web ma anche desktop). Inoltre ritengo sia importante tenerla d’occhio per gli ottimi libri che a modico prezzo unisce alla rivista, quasi ad ogni uscita. Vi do un paio di titoli che non mi sono fatta sfuggire: “Ajax” e “Seo”…peccato che il sito di riferimento non metta a disposizione le vecchie uscite (anzi se qualcuno conosce un modo, lo pregherei di segnalarlo)..
    Una rivista che poteva meritare secondo me è stata “Web Designer”, ma a quanto pare non è più pubblicata – o per lo meno io non la trovo mai :P

    mi permetto di citare altri libri e fonti di ispirazione che non dovrebbero mancare in una libreria di tutto rispetto, e spero di non annoiarvi perché forse i lettori di questo blog ce li avranno già tutti…
    1- CSS Zen garden
    2- tutta la serie di libretti “Web design” edizioni Taschen: sono praticamente tascabili e sono una selezione di siti web assolutamente interessanti per una cifra davvero abbordabile (all’epoca li ho pagati 7€)
    3- Oltre i CSS. La sottile arte del web design di Andy Clark (consiglio caldamente però l’acquisto del libro in lingua originale l’adattamento italiano secondo me è pessimo)

    altri libri da suggerire? la mia libreria è piena, ma l’ikea ha aperto a meno di 30km da casa mia pochi giorni fa!^^

  38. Roberto XSM scrive:

    28 ottobre 2009 alle 23:15

    Concordo pienamente con le riviste che hai menzionato.
    - Web designer esce regolarmente ma devi sapere che la distribuzione dei giornali è uno scandalo e come figlio di edicolante no so qualcosa. Potrebbe anche essere che non lo trovi mai perchè è bimensile… ;)

    - Come rivista specifica di Photshop io segnalo Photoshop Magazine anche se è meno improntato al web ma può sempre essere curioso leggerlo.
    - Altra rivista che potrebbe essere utile è 3D World per chi vuole fare anche un pò di 3D

  39. Colino scrive:

    29 ottobre 2009 alle 10:48

    anch’io ho sentito parlare di web designer ma non riesco proprio a comprarla e su internet fare l’abbonamento richiede la carta dicredite (che non ho…)
    come posso acquistarla??

  40. Laura scrive:

    29 ottobre 2009 alle 14:16

    io sono abbonata a WEBDESIGNER ma in realtà ho fatto l’abbonamento per riempire il portariviste dello studio.. faceva abbastanza figo… (hiih) però leggendola non ho trovato nulla che non si trovi nei blog o per la rete.
    PS Manu perchè non scrivi un bell’articolo sulle riviste??? daiiii te lo chiediamo tuttiiii hihihi
    scherzi a parte scusate per la poca partecipazione ma ho appena formattato il pc dopo un virus che mi ha distrutto l’impossibile, in più sono alle prese con un trasloco che mi catapulterà a 850km a sud rispetto a dove sono adesso… pochino impegnata :-(

  41. Maurizio scrive:

    29 ottobre 2009 alle 17:07

    Io collaboro con una ditta a cui seguo la grafica. In cambio ho una stanza nella loro palazzina… Mi considero decisamente fortunato!

    In pratica è un cambio merce! ;)

  42. Emanuela MTA scrive:

    30 ottobre 2009 alle 9:59

    @Laura: ma sai che ci avevo proprio pensato! =) se mi riesce metto anche qualche link a quelle scientifiche più interessanti anche dal punto di vista commerciale…

  43. Andrea Leti scrive:

    30 ottobre 2009 alle 20:10

    Non vale però! Tu giochi in casa! Il commercialista è pure il suo uomo…non vale!

  44. marighela scrive:

    5 novembre 2009 alle 19:27

    io quando ho qualche lavoro da fare lo faccio dalla sala sul divano o dalla cucina :P
    se in casa c’è, per qualche motivo vario, anche il mio compagno, mi rifugio i cucina (9mq) dove riesco a concentrarmi meglio :)
    …Lara: ti ho mandato una mail ieri ;)

  45. Colino scrive:

    3 dicembre 2009 alle 12:54

    Volevo sapere una cosa,
    voi per promuovere la vostra attività avete anche utilizzato campagne pubblicitarie come adwords ?? se si con quali rislutati?

  46. Laura scrive:

    16 gennaio 2010 alle 17:53

    Ciao Colino.. anche se è passato un sacco di tempo provo lo stesso a rispondere. Personalmente niente di tutto ciò, un sito web fatto bene, un portfolio decente e tante “Public Relation” on line sono l’investimento migliore!

  47. Gionata scrive:

    18 gennaio 2010 alle 18:35

    Laura, grazie mille per avermi passato il link a questo utilissimo sitoweb! Sto trovando tutte le risposte di cui avevo bisogno!

  48. AAwebgrafic scrive:

    6 maggio 2010 alle 11:22

    Esatto,
    è la prima volta che rispondo a blog di questo tipo.
    Complimenti per le informazioni fornite, possono essere molto utili.
    Io metterei in evidenza la spesa che più ostacola e cioè circa 2800 €. di Inps all’anno…
    Per chi inizia da 0 è proprio una batosta.

    Ciao
    A.

  49. Giovanni scrive:

    6 maggio 2010 alle 12:01

    Puoi dirlo forte, AAwebgrafic. Però ci si può configurare come consulenti e non come commercianti.

  50. AAwebgrafic scrive:

    7 maggio 2010 alle 11:58

    Bè dipende cosa si fa, se si realizza siti internet e grafica pubblicitaria in genere si è artigiani e quindi tocca pagare l’inps…

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