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ott/098

Cosa deve fare un capo per portare il web designer alla pazzia

scritto da Laura | categoria: lavoro e professioni

shining

Quando si lavora in azienda, con un capo dei colleghi e un computer che non è tuo, si sa…  la vita non è facile.

Personalmente prima di ritrovarmi con il fegato spappolato e l’espressione di Shining  ho “militato” in azienda dai 20 ai 26 anni e ne ho viste di tutti i colori, o meglio.. le ho sperimentate sulla mia pelle e su una sanità mentale ormai perduta.

Dopodichè sono impazzita e ho deciso che il lavoro da DIPENDENTE non fa per me!

Dipendente, in azienda,  è vista come una brutta parola. Il grande capo evita di usarla come fosse una bestemmia e la sotituisce con la più delicata collaboratore, ma non prendiamoci in giro. Il dipendente non è un collaboratore, lui DIPENDE da orari, da persone. Il dipendente non decide se sviluppare o meno un progetto, il dipendente deve chiedere permesso anche per andare a fare la pipì. Il collaboratore invece COLLABORA, lavora con una squadra di professionisti che hanno lo scopo comune di sviluppare al meglio un determinato progetto approvato da tutti.

Ma veniamo a noi.

In tanti anni ne ho viste abbastanza, di seguito quelle che mi hanno fatto davvero incavolare!

Posizionarsi alle sue spalle e fare commenti sul lavoro in corso di svolgimento.

Se non vi è mai capitato.. non ci credo! Immaginate di essere all’inizio del disegno di un layout, tracciate un bel rettangolo con un colore a caso giusto per prendere le dimensioni. Poi da dietro arriva una voce che vi fa sobbalzare come in un incubo: «no, non mi piace quel colore!»
Bella idea? era un rettangolo.. grrrr….
Mai e poi mai la scrivania con il monitor rivolto verso le persone!!!

Dare consigli del tipo: più ombra! oppure “puoi farla in rilievo quella scritta?”

Un mio ex ex ex titolare mi chiedeva sempre di aggiungere un po’ di alien skin, non ho mai capito cosa fosse… però lui intendeva quel fitro in genere chiamato bagliore esterno!

Arrivare in ufficio prima di lui.

Arrivare in ufficio prima di lui e togliergli la soddisfazione di quel primo quarto d’ora tra caffè, chiacchiere e… risveglio! E’ come buttarlo giù dal letto e poi direttamente sotto una doccia ghiacciata.. è il massimo della cattiveria.

Notare un bug sul sito appena pubblicato.. prima di lui!

Pubblicare un sito è come trasformarsi da lupo mannaro ad essere umano, ti toglie tutte le forze. Il debug viene dopo.

Ma non per il capo pronto a tuffarsi come un atleta  sul sito appena sfornato.

Far notare, anche se gentilmente, che quelle linee verdi non sono proprio belle (le guide! ma lui non lo sa)

Rendersi conto dell’ignoranza totale di chi dovrebbe pensare anche alla tua formazione è davvero un momento triste.

Bloccargli la navigazione internet.

Il web designer DEVE navigare per prendere ispirazioni e restare aggiornato su tendenze e nuove tecniche di sviluppo.

Anche su facebook!

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40 commenti

  1. Eduardo scrive:

    8 ottobre 2009 alle 20:25

    tutto ciò mi ricorda qualcosa

  2. Laura De Masi scrive:

    8 ottobre 2009 alle 21:26

    hehe un saluto al mio caro ex collega .. tieni presente che ho lavorato in diverse web agency, ma la cosa si è ripetuta sempre!

  3. Francesco Caruccio scrive:

    8 ottobre 2009 alle 21:45

    Concordo, poi l’ultima.. dici che ci sono designer a cui viene negata la possibilità di navigare?

    Scherziamo?

  4. Laura De Masi scrive:

    8 ottobre 2009 alle 21:48

    no no… ci sono firewall che possono bloccare una bella quantità di siti!

  5. Lorenzo scrive:

    8 ottobre 2009 alle 22:04

    Ahahahaha sì è vero, è proprio così! Concordo pienamente sul fatto che la navigazione in internet sia fondamentale. Anche seguire blog e rimanere informati nel mondo del web la ritengo una cosa utilissima! Questo è un settore che è sempre in evoluzione e bisogna rimanere aggiornati!

  6. Martina Maranelli scrive:

    8 ottobre 2009 alle 23:11

    Quoto soprattutto quella del mettersi alle spalle e commentare quando si ha appena iniziato una bozza!! è piuttosto frustrante. Perchè poi ti senti “costretto” comunque a dare delle spiegazioni… dire “ma ho appena cominciato!” sembrerebbe la risposta più logica, ma non quella più professionale!
    Perciò si ascoltano i consigli (se non le critiche: “non mi piace”) ai quadrati e ai colori che hai messo giù per cominciare e si risponde “ah…si…poi vedrò meglio..”
    Forse, non si comprende l’idea che un layout non nasce improvvisamente bello che pronto da un foglio bianco ma che per cominciare si butta prima un pò di carne al fuoco per poi seguitare a continue affinazioni.
    Non esiste un’unica soluzione e in mente se ne hanno infinite…perciò si elabora, si rielabora, ci si dorme sopra la notte.. dopo due giorni il layout non è più lo stesso, ha subito così tante modifiche che non lo riconosci neanche più, ma alla fine.. si arriva ad un primo elaborato che si ritiene degno di tale nome.
    Ecco, a quel punto è ora di giudicare la bozza; e in quel momento ogni critica coscienziosa è apprezzata per proseguire con il lavoro.

  7. Laura De Masi scrive:

    8 ottobre 2009 alle 23:15

    nel frattempo però bisognerebbe nascondersi da tutti gli sguardi!!!

  8. Antonio scrive:

    8 ottobre 2009 alle 23:18

    Sono perfettamente daccordo sul fatto di navigare e tenersi aggiornati, proprio per questo ho dovuto togliere le finestre di notifica a feedreader, altrimenti mi starebbero sempre li ad apparire e scomparire(vagli a spiegare al capo, poi, a cosa serve un feed reader…). L’unica cosa su cui non sono per niente d’accordo, se proprio devo dirlo, è il fatto di navigare su faceboo, hi5 o altri social network (twitter a parte). Onestamente di gente cazzuta che sforna link da paura su twitter ce ne sono davvero tanti, su facebook invece e facile perdersi…e sicuramente sapete di cosa sto parlando. Ecco, io già faccio fatica a leggermi tutti i feed, figuriamoci mettermi a cazzeggiare su facebook con gli amici durante le ore d’ufficio. Anche perchè se il datore di lavoro in questione usa facebook anche lui, lo vede benissimo che fai durante le ore di lavoro………
    Quindi mi sono autobloccato facebook (bloccandolo naturalmente anche a lui eh eh…) e a tutti i colleghi che su feisbuc ci vanno solo per guardare i ca##i degli altri!!!!

  9. Martina Maranelli scrive:

    8 ottobre 2009 alle 23:36

    Laura potrebbe effettivamente sembrare ai limiti della paranoia la situazione! :D
    ma non posso negare la sensazione che provo ad ogni rumore molesto dietro la scrivania o ad ogni sguardo indiscreto dei colleghi passanti! (stando in un open space è facile il via vai)
    Ammetto di provare l’istinto immediato di ridurre tutto a icona o il desiderio di avere uno schermo minuscolo che possa vedere solo io o un telo nero che ricopra me e la macchina…
    (questa poi..stile macchina fotografica storica)

    mi sento un pò pazza in quei momenti..

  10. Paolo scrive:

    9 ottobre 2009 alle 0:23

    Io lo avevo alle spalle e si metteva ad URLARE ogni volta che spostavo una palette o le icone. Quando mi spiegava le cose si addormentava al monitor, anche per un quarto d’ora, non vi dico. Navigare? Era il 2007 e dovevo usare un mac ppc con os9 installato, linea dial up con IE5, l’adsl aveva provato a metterla “ma quelli della telecom sono degli stronzi”… Circondato dalla polvere perenne di cui andava molto fiero, se provavi a fare le pulizie si inc…. Però si dava del “piciu” tutto da solo e mi ha insegnato ad usare illustrator benino. Tutto questo in #000000

    A già… Eurostyle era da froci. (Laura scusa il turpiloquio ma rende l’idea perché era proprio così! Non era una web agency ma in insegnista che lavorava ancora a pennello e poi è passato al computer)

  11. Laura De Masi scrive:

    9 ottobre 2009 alle 0:25

    @antonio… quella di facebook era una provocazione, e not che sei il primo a coglierla :-p
    @martina.. questi sono scleri raccolti in anni e anni.. ovviamente non è mica sempre così?? E di sicuro non lo è più per me ;-) ma ne sento ancora tante da amici e colleghi di altre agenzie!!

  12. Laura De Masi scrive:

    9 ottobre 2009 alle 0:27

    hahaha Paolo vedo che anche tu hai subito l’effetto “faccia al muro”

  13. Francesco Caruccio scrive:

    9 ottobre 2009 alle 5:32

    Paolo ma perchè si metteva ad urlare? O_O’

  14. Lauryn scrive:

    9 ottobre 2009 alle 8:21

    mamma mia, menomale che ho fatto da sempre la freelance :D

  15. Paolo scrive:

    9 ottobre 2009 alle 8:51

    Perché non sopportava che qualcuno gli toccasse le sue cose. Una barzelletta. Con me e con gli stagisti

  16. Francesco Ciabatta scrive:

    9 ottobre 2009 alle 9:26

    Nella mia breve esperienza mi è capitato di lavorare in uno studio in cui il capo non capivo nulla di grafica e si occupava per lo più di progetti su carta (volantini, BV, manifesti, etc.), la frase più ricorrente era “perchè qua non metti un font più carino?” A volte mi obbligava ad utilizzare almeno 5-6 font differenti su un progetto…

    Poi un altro studio mi sono trovato con un capo che era fotografo e grafico… la pace dei sensi :)

  17. Laura scrive:

    9 ottobre 2009 alle 12:34

    la cosa importante secondo me è non venire “disturbati” nella fase creativa ;-)

  18. aledesign.it scrive:

    9 ottobre 2009 alle 13:42

    Cara Laura come non darti ragione al 190%!! La cosa che odiavo e odio di più è il lavorare con le spalle ricolte alla gente…far vedere agli altri cosa fai.se su 8 ore di lavoro (4+4) giri 5 minuti x facebook o magari nn ti ricordi di chiuderlo o vedi siti non attinenti alla tua azienda…o al concorrente per il quale stai facendo un lavoro sei lapidato seduta stante..ultimamente ho scoperto che LEGGI DELLO STATO impongano per chi lavora ai video..ci sia una pausa di 10 minuti ogni 2 ore…beh lasciamo perdere..manco il tempo di un caffè in alcuni posti. Però posso dire che un “paradiso” lavorativo esiste e ho avuto modo di viverlo…da colleghi ai titolari non posso dire nulla persone fantastiche! In ogni caso molte aziende vedono te (anche dopo 10 anni di lavoro alle spalle) come un individuo inerme da tener sott’occhio e accudire..a loro modo!!

  19. Laura scrive:

    9 ottobre 2009 alle 14:23

    ok, detto questo, chi vuole venire a lavorare per me :-p ???????????

  20. Marco scrive:

    9 ottobre 2009 alle 20:21

    Grande! Beh che dire…. da noi sono vietate:

    1) le cuffiete (proprio così, da qualche giorno non possiamo sentire più la nostra musica che ci fa lavorare meglio!)

    2) i siti web non autorizzati (tutti i siti che contengono le parole: facebook, youtube, msn, gmail, e tante altre, nell’url.)

    3) il cellulare (neanche in standby sul tavolo!)

    4) le pause fuori dalla “stanza delle macchinette”

    5) tenere luci accese “non necessarie” (es. accendere la luce nella stanza dove si fanno le fotocopie, nonostante ci sia poca luce!)

    5) e tante altre cose che non vi dico .. :)

  21. Laura De Masi scrive:

    9 ottobre 2009 alle 21:20

    Marco ma dove lavori???? mio dio.. le cuffiette.. sono fondamentali!

  22. Helen scrive:

    10 ottobre 2009 alle 10:43

    ahaahhaha parole sante!
    mi rispecchio in ogni cosa che hai detto ahahah ecco perchè ora son freelance :D

  23. Pikadilly scrive:

    10 ottobre 2009 alle 16:17

    Mi hai ricordato un’”agezia” in cui ho lavorato numero uno giorni. Un giorno per capire che l’ambiente non era di certo idoneo per creare cinque siti a settimana, come volevano loro.

    Schermo pc anni ’90 e a due centimetri dalla tastiera. Capo e sottocapo che fumavano in continuazione e ascoltavano musica (sempre la stessa canzone) per tutto il tempo ad alto volume;Ogni due secondi si alzavano per vedere come lavoravo; programmi craccati. Figurati solo che Photoshop, craccatissimo, non salvava in png…allora io:”ma sono craccati i programmi?”, loro:” No no, autentici”…Ciaooooooo!!!

    Grande Laura, hai delineato un quadro perfetto!!

  24. Laura scrive:

    12 ottobre 2009 alle 17:37

    giusto per restare in tema.. me l’ha girata un collega proprio 3 secondi fa!
    lavoro italia

  25. Roberto XSM scrive:

    13 ottobre 2009 alle 13:35

    A leggere questo articolo mi viene la pelle d’oca! Mamma mia ragazzi… io sono stato dipendente anche in altri settori (un pò di lavoretti di qua e di là) e vi giuro che sentirsi considerato meno di zero da degli ignoranti è sempre stata una cosa usuale. Quanti capelli ho perso!! E quanti fegati come il tuo sono partiti!!

    A mio parere comunque è tutto frutto di una certa generazione di persone. Sono cresciuti in tempi di vacche magre e con i maestri che gli bastonavano le dita. Non fraintendetemi… non sto generalizzando.

    Dai… almeno sapremo come fare quando avremo noi dei dipendenti! no? li accoglieremo con cappuccino e pastina alla mattina! e stenderemo tappeti rossi al loro passaggio… :D

    @marco: ma lavori in un lager?!? :D

  26. Laura De Masi scrive:

    13 ottobre 2009 alle 13:41

    Roberto ma cosa pensare quando il capo ha solo qualche anno in più a te???
    Beh io ho avuto 2 splendidi “capi” nel 2001 e grazie a loro mi sono appassionata al web, a questo punto faccio anche i nomi! Grazie Giuseppe per avermi insegnato i principi dell’ ASP e grazie Raffaele per avermi tramandato la tua grande passione per la comunicazione!!!

    Una lancia a favore anche di un’altra persona con la quale per 5 anni ho avuto un rapporto di amore-odio-vaffanculo (professionalmente parlando, e perdonate le brutte parole ma son d’obbligo).
    Grazie per le meravigliose crostatine con le fragoline che portavi al mattino! Mi facevano passare la voglia di fare tardi!!!

  27. Claudia scrive:

    20 ottobre 2009 alle 19:46

    .. io lo manderei da me il capo, cosi’ vediamo cosa risponde alle mie domande =)

  28. Laura De Masi scrive:

    20 ottobre 2009 alle 19:51

    claudia è un’ottima idea…. mumble mumble…

  29. Andrea Leti scrive:

    30 ottobre 2009 alle 20:16

    Non hai sbagliato niente! Hai fatto il quadro della mia situazione!

    Però c’è da dire che a volte una cosa buona su 1000 esce da quelle teste vuote!

  30. chiara scrive:

    31 ottobre 2009 alle 15:26

    tutte verissime:
    questa x me è la più frustrante:
    “Posizionarsi alle sue spalle e fare commenti sul lavoro in corso di svolgimento”
    Quella delle guide mi è capitata!!! non sapevo se ridere o trattenermi!!!

  31. Prestitotto scrive:

    2 novembre 2009 alle 11:07

    Cosa dire, il mio capo anzi padrone nn capisce una mazza di comunicazione però ha sempre qualcosa da dire!

    In italia lavorare come dipendente rende stupidi :P meglio essere collaboratori esterni!

    A presto

  32. Daniele scrive:

    7 novembre 2009 alle 21:15

    Mi pare quasi impossibile…al 32esimo commento sono l’unico a dire che tutte queste cose nell’agenzia in cui lavoro NON succedono… Sono io una mosca bianca? Non me ne sono accorto e sono morto? :-D

    I capi, pur decidendo i progetti e le priorità da affrontare, lasciano a me ed altri “collaboratori” (tali siamo, legalmente parlando, perchè cmq non siamo assunti ma fatturiamo) totale libertà e carta bianca, fidandosi delle rispettive competenze, e certo, intervenendo quando magari il concept non rispetta le richieste del cliente o hanno suggerimenti, ma mai imponendo qualcosa. Orari di lavoro flessibili, nessuna limitazione all’uso di internet o del cellulare…risate e tranquillità, e in determinati casi la libertà di portare avanti altri progetti in parallelo, sfruttando il know-how acquisito, per forza di cose, anche lavorando lì dentro.

    …più leggo i vostri commenti, più mi state facendo pensare. Curiosità non off-topic: IN QUALE CITTA’ sono le vostre agenzie?

  33. Lauryn scrive:

    8 novembre 2009 alle 11:53

    urca daniele, dicci tu dove lavori, forse fai prima XD

  34. Roberto XSM scrive:

    8 novembre 2009 alle 13:10

    Daniele! Sei tu quello fortunato! :D Ti assicuro che di persone come quelle che hai descritto ce ne sono molto poche… o in questo post si è riversato l’intero parco dei dipendenti sfigati, oppure è il tuo caso che è singolare per quanto positivo.
    Secondo me è più probabile la seconda… Dicci tu da dove vieni che ci riversiamo in massa! :D

  35. Daniele scrive:

    8 novembre 2009 alle 13:58

    Sarà un caso ma (sono certo, a differenza della maggior parte di voi) non siamo in nessuna grande città. Nè Milano, nè Roma, nè Torino o Napoli…ma in provincia di Macerata.

    Sarà vero quel luogo comune sulla tranquillità della vita di campagna? :-)

  36. Igor scrive:

    29 dicembre 2009 alle 2:11

    Quanto mi ricorda il mio ex lavoro!

  37. Laura scrive:

    29 dicembre 2009 alle 15:59

    @daniele: la gente in campagna è più rilassata.. quindi niente luoghi comuni!!!

  38. Marco Grazia scrive:

    17 gennaio 2010 alle 11:34

    Io ho lavorato nel 1986 per uno (non dico il nome nell’agenzia) che lavorava a Roma come cartellonista, nonostante fosse anche un professore dello IED era un mix di tutte le cose avete detto qui, però allora la Computer Graphic in Italia non esisteva e si lavorava tutto in offset dopo una bella serie di foto. Le foto erano la cosa più divertente, il resto era tutto un dire di mettici quel Pantone lì.
    Poi attorno al 2000 per uno scalzacani a San Daniele del Friuli, non era cattivo, ma stupido sì, copiava i siti e non pagava, ma non pagava perché non aveva soldi, non era capace di farsi pagare dai clienti, è durato un anno poi basta!

  39. Quando i web designer non si prendono sul serio: aneddoti, curiosità e vignette | Your Inspiration Web scrive:

    10 novembre 2011 alle 5:22

    [...] Cosa deve fare un capo per portare un web designer alla follia – Web Magazine [...]

  40. Laura scrive:

    14 novembre 2011 alle 23:33

    e poi arriva l’eccezione che conferma la regola :-)
    ma di acqua sotto i ponti neè già passata tanta!

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