Diventare freelance: analisi della concorrenza

Siamo giunti quasi alla fine, è tutto pronto per inaugurare la nostra attività.
O quasi.
Aspettate ad offrire pasticcini ad amici e parenti… non abbiamo ancora finito!
Siamo bravi, preparati, abbiamo già una potenziale clientela, il nostro portfolio è brillante. Ma non siamo soli, e una volta scesi in campo dovremo tirar fuori le unghie e soprattutto capire quali saranno le situazioni da cui trarre vantaggio e quali invece quelle per cui lasciar perder
Le nostre forze dovranno esser concentrate in visione degli obiettivi prefissati, solo così sarà possibile riuscire a gestire gli imprevisti e trarre profitto dalla nostra attività di freelance.
Concorrenti, competitors, squali.. chiamateli come volete son proprio loro, quelli della famosa frase presente in quasi tutte le richieste di preventivo:«…ci siamo rivolti a diverse agenzie e vorremmo valutare l’offerta migliore…» si, proprio loro. Quelli che spesso ci fan sfumar via un’occasione interessante di lavoro e non non ne conosceremo mai il vero motivo…
E’ una guerra? No.. tranquilli. Ma anche in questo caso c’è chi vince e chi perde, quindi meglio conoscere i nostri avversari, ovvero la nostra concorrenza.
Iniziamo col fare una ricerca accurata dei nostri concorrenti, essendo il web design un’attività che può esser svolta comodamente da remoto consiglio di non limitarsi al proprio territorio ma di guardare oltre, in Italia e anche in Europa, sempre che ciò non vada a creare un conflitto con la nostra mission (se puntiamo a diventare un riferimento nella nostra città allora concentriamoci in questa zona e approfondiamo al massimo le ricerche!).
I risultati della nostra ricerca dovranno necessariamente dividersi in due gruppi,
- concorrenti diretti ;
- concorrenti indiretti.
Per chi è all’asciutto di queste nozioni posso dire velocemente che i concorrenti diretti sono coloro che svolgono la nostra stessa attività e che offrono quindi i medesimi servizi; per concorrenti indiretti invece parliamo di chi svolge servizi simili ma anche totalmente diversi, che però un potenziale cliente potrebbe scegliere rinunciando quindi ai nostri.
Detto questo, per ogni potenziale concorrente, analizziamo alcuni punti ponendoci queste domande:
Concorrente X -> cosa offre e in che modo.
- Quale è il suo punto di forza;
- Quale è o potrebbe essere il suo punto debole;
- Quali sono i nostri punti di forza e debolezza;
- Quale sarà la nostra strategia per non subire la sua concorrenza;
A cosa serve tutto ciò? Io l’ho trovato particolarmente utile e per chiarire meglio il concetto ecco un esempio verosimile.
Introduciamo una delle questioni più spinose del “pianeta freelance”, gli e-commerce che vendono TEMPLATES A BASSO COSTO
Questo tipo di servizio, che si avvale del solo mezzo internet, rappresenta per alcuni web designer freelance un concorrente indiretto
L’analisi della concorrenza ci permette di capire fino a che punto un servizio/persona/agenzia possa essere considerato un vero e proprio concorrente e quindi ci da la possibilità di attuare una strategia per limitare i danni che potrebbero derivare da questo tipo di concorrenza.
Analizziamo quindi secondo lo schema:ù
Quale è il suo punto di forza
Di sicuro i prezzi. Un servizio che offre prodotti di bassa qualità destinati per lo più ad un’utenza che non si rende conto della differenza che può esserci tra un prodotto fatto su misura, oppure che semplicemente vuole spender poco e si accontenta;
Quale è o potrebbe essere il suo punto debole
Uno dei tanti: Un servizio del genere non riesce a soddisfare tutte le esigenze del cliente che acquista un prodotto finito e non riceve assistenza continua;
Quali sono i nostri punti di forza e debolezza;
E’ come chiedere che differenza c’è tra una camicia acquistata in un supermercato ed una cucita a mano da un sarto
Quale sarà la nostra strategia per non subire la sua concorrenza;
Se decidiamo che servizi del genere possano rubare una fetta di mercato considerevole allora è il caso di decidere come reagire
Possiamo decidere di fornire allo stesso modo una serie di prodotti a basso costo, pre-confezionati e pronti per l’uso, altrimenti possiamo semplicemente ignorare questo problema rivolgendoci ad una clientela che non acquisterebbe mai un prodotto del genere: in tutti e 2 casi abbiamo eliminato il problema della concorrenza.
Alla prossima!
Puoi trovare interessante anche:
- Diventare freelance… buttarsi si ma con il paracadute!
- Diventare freelance: diamoci degli obiettivi!
- Diventare freelance: il processo produttivo
- Nasce NeoLancer, portale di ricerca e offerta lavoro solo per freelance!
- Questioni di etica professionale… o forse no.
Esprimi un giudizio sul post!
10 commenti
-
-
25 settembre 2009 alle 11:50
Bel contenuto veramente! Mi piacerebbe sapere da te Laura se hai maturato da sola queste capacità di analisi o se è merito dell’esperienza in qualche web agency in cui hai lavorato. Anche se penso sia un misto delle due…
Complimenti ancora!
-
25 settembre 2009 alle 11:59
in verità come ho scritto nel primo articolo di questa serie questi concetti sono il frutto di incontri con il commercialista che non voleva aprirmi la partita iva se prima non avessi ben chiaro il mio business plan.. ripeteva sempre che l’apertura della p.iva è un’operazione di 5 minuti mentre tutto il resto va delineato con calma e con il tempo necessario. Per il resto non è stata l’esperienza in questo lavoro ma un corso specifico che ho seguito nel 2000, 8 mesi per imparare a scrivere un business plan… a qualcosa sono serviti
ps Grazie della fiducia!!! -
27 settembre 2009 alle 11:37
bell’articolo, come del resto i precedenti

Il problema della concorrenza c’è e si vede. E quella dei prezzi è una questione parecchio spinosa…
Mi è capitato spesso di venire in contro a clienti con prezzi decisamente più onesti rispetti ad alcuni preventivi sparati da chissà quali aziende.
Quelllo che voglio dire, è che secondo me è importante anche saper costruire per bene un prezzo, e dare massima assistenza al cliente. Non è detto che prezzo alto significhi automaticamente lavoro di qualità. Putroppo mi è capitato di vedere grossisimi progetti (ma qui non si parla più di un sito, bensì di gestionali web) venduti a più di 40k euri e pieni zeppi di bug, con zero progettazione dell’interfaccia, zero assistenza o giù di lì. Il bello è che poi questi sistemi pure vendono!
Ma tornando a noi, per quanto riguarda i template a basso costo, c’è sempre la doppia faccia della medaglia! Sulla quale mi piace puntare quando qualche cliente me ne accenna, ovvero la tipologia di “licenza”: è vero, ci sono template completi, dall’e-commerce al blog, alla comunity, venduti anche a 39$, ma poi basta guardare un po’ più in là e si vede che per la licenza esclusiva il template vale di solito sui 2900$! Che è una bella differenza, oltre a essere anche un bel prezzo, visto che poi non c’è alcuna assistenza da parte di questi rivenditori!
Quindi io punterei anche su questo punto, per far capire ai clienti che nussuno fa niente per niente, e quello che costa poco, beh… c’è sicuramente un perchè
-
27 settembre 2009 alle 15:11
[...] Diventare freelance: analisi della concorrenza Pubblicato in Blog, Migliori post della settimana, PHP, SEO, Social Network | Nessun commento [...]
-
27 settembre 2009 alle 21:04
grazie mille emanuela, come sempre i tuoi interventi sono ricchi di spunti interessanti.. quasi quasi approfondisco il tema “low cost” e vediamo cosa ne viene fuori..
-
1 ottobre 2009 alle 19:16
Io invece il prezzo non lo tirerei fuori nemmeno. Punterei tutto sull’assistenza, come infatti già faccio per i miei miserabili template.
Puntando sull’assistenza si dice al cliente “tranquillo, ci sono sempre io”. Il cliente è un adulto che come tutti gli adulti è anche un po’ bambino. Il bambino va coccolato e rassicurato, gli si deve dire che qualsiasi cosa faccia la mamma e il papà ci sono. Certo, al bambino non si fanno firmare contratti.
Comunque brava, Laura, i tuoi post sono una valida guida.
-
2 ottobre 2009 alle 12:38
ciao Pika che piacere averti qui!!!
che intendi con “Io invece il prezzo non lo tirerei fuori nemmeno” … mi sfugge… di che prezzo parli?? -
2 ottobre 2009 alle 14:36
Il prezzo del template. Situazione tipo.
Cliente:”tu mi vedi il tuo template a 200 euro, io ne ho visto uno a 40 euro su internet”
Venditore:”Se fossi in lei, anche io comprerei un template a basso costo, ma mi domando: mi verrà garantita l’assistenza post-vendita, la personalizzazione e soprattutto l’originalità del tema grafico? Quanti avranno lo stesso mio template? E se il mio stesso template venisse usato per qualcosa di illegale?”Così lo metti a tacere nel giro di due secondi.
L’essere umano ama essere originale, anche nella morte vorrebbe essere unico ed esclusivo (per questo ha paura tanto delle pandemie, non sopporta di morire come gli altri, anonimamente), ama farsi coccolare e rassicurare e non ama essere confuso con chi opera contro la legge.
Ovviamente, questo è quello che faccio io…ma non è legge, ognuno basa le vendite sulla propria esperienza.
Per quanto riguarda i pacchetti economici, sì, sono una buona mossa, però si rischia di essere concorrenti di se stessi, credo.
-
23 novembre 2009 alle 13:56
[...] ANALISI DELLA CONCORRENZA: competitors diretti e indiretti; [...]










Web magazine è il blog personale di
I contenuti di questo blog sono pubblicati sotto licenza
aledesign.it scrive:
25 settembre 2009 alle 9:48
Bel post…mi piace sempre tenermi aggiornato con i vari punti di vista e opinioni in merito. Si imparano e si scoprono sempre tante belle cose!