Il mondo dell’associazionismo per gli addetti ai lavori web

Ciao a tutti, mi chiamo Emanuela Pitassi, 27 anni, laureata in Tecnologie Web e Multimediali, lavoro da anni a titolo di collaborazione come web designer e web developer; al momento sono studentessa della laurea specialistica in Tecnologie dell’Informazione e prima di aprire Partita Iva voglio capirne un po’ di più! Da oggi avrò il piacere di collaborare con Web Magazine: mi occuperò di articoli che riguardano la startup di un’attività professionale, e spero di proseguire nel tempo con articoli riguardanti l’analisi emozionale e il web semantico!
Ormai il mestiere del web designer, e del web developer in generale, è ben delineato per conoscenze e capacità da dimostrare. Non è molto chiaro però, da un punto di vista professionale, a che categoria apparteniamo, o se ce n’è una esistente a cui ci si può avvicinare e quali passi muovere in questo ambito. Se da un punto di vista del lavoro subordinato, molto spesso il lavoro del programmatore informatico segue le direttive del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro dei Metalmeccanici, per il lavoratore autonomo c’è una certa discrezionalità: si può aprire partita iva configuarando la propria attività come consulenza, oppure partire con un’impresa individuale, ecc…
Nell’immaginario collettivo tutti sanno che un ingegnere, un commercialista o un archittetto svolgono la loro attività, previa iscrizione ad un albo. Ad esempio chi fa l’architetto presumibilmente si iscrive ad un albo professionale degli architetti: l’iscrizione comporta delle spese fisse annuali, ma anche benefici che vanno oltre alla visibilità e alla credibilità del professionista, quali ad esempio possiblità di accesso a finanziamenti agevolati o meglio ancora a fondo perduto. Questo è certamente solo un esempio, molto semplificato di quello che può rappresentare un iscrizione ad un albo, per il quale ricordo è necessario prima di tutto superare un esame di abilitazione (e questo argomento potrebbe meritare una discussione a parte).
E noi? E chi si occupa di web design, di sviluppo di applicativi web, di software in generale?
Indagando un po’ per la rete, alla ricerca delle possibili associazioni inerenti il mestiere di web e dintorni, e dei possibili albi o associazioni a cui iscriversi, se ne trovano davvero pochi, oltre alla ben nota IWA [http://www.iwa.it/ ].
Vediamo ora le caratteristiche salienti di alcune associazioni che possono essere di interesse per le nostre attività.
AIP: Associazioni informatici professionisti
L’iscrizione a questa associazione, che avviene previa valutazione di alcuni requisiti, come il titolo di studi (minimo diploma di Scuola Media Superiore) e la comprovata esperienza nel campo dell’IT, prevede una quota associativa di 120€ annui; lo status di socio ordinario dà diritto ad esempio ad un Timbro Tondo, all’accesso all’Area Riservata Soci, alle convenzioni AIP per gli associati, all’uso del marchio e loghi AIP e alla partecipazione a tutti gli eventi organizzati da AIP.
A.I.P. ha un proprio Centro di Competenza (presso la sede nazionale di A.I.P.) per il coordinamento della formazione e una serie di Punti di Formazione (PdF) disseminati sul territorio nazionale. La formazione presso i PdF viene erogata in base a programmi prestabiliti o su esigenze specifiche e riguarda le seguenti aree, per le quali sono rilasciate le relative certificazioni: ECDL Base, ECDL Advanced, ECDL Specialised (Cad, Health, Gis, etc), EUCIP IT Administrator, EUCIP Core Level, Gestionale 1 Zucchetti.
ADICOM: Associazione italiana pubblicitari e designer
ADICOM nasce per promuovere la cultura pubblicitaria ed impegnarsi affinché le professionalità e le competenze presenti in questo settore diventino un valore economico-sociale diffuso.
Le attività principali dell’Associazione sono la formazione e aggiornamento professionale, che avviene attraverso incontri, corsi, seminari e tutte le forme di relazione che favoriscano un efficace dialogo tra gli associati. Inoltre promuove eventi per la formazione e mette a disposizione dei propri associati convenzioni per acquisto di servizi, libri, abbonamenti a riviste specializzate, biglietti per cinema, teatro e musei. Attualmente Adicom sta lavorando alla realizzazione di un Codice etico ed ha coinvolto i propri soci a contribuire alla sua stesura.
Le modalità di iscrizione e le quote associative annuali variano in funzione della categoria di appartenenza. ADICOM infatti individua 4 categorie:
- Socio Professionista: possono ottenere la qualifica tutti coloro che svolgano attività di progettazione, formazione, ricerca, organizzazione e pianificazione nel campo della comunicazione pubblicitaria, grafica o del design da più di tre anni in forma continuativa. Il Socio Professionista Adicom è tenuto al pagamento di una quota annuale di 100 euro, esercita il diritto di voto e può ricoprire cariche sociali.
- Socio Ordinario: questo status viene conferito su proposta di uno dei soci in sede assembleare, a maggioranza degli aventi diritto al voto, e ratificata del Comitato Direttivo. Il Socio Onorario Adicom non è tenuto al pagamento di una quota annuale, ma ha diritto di voto e può ricoprire cariche sociali.
- Socio Junior: possono iscriversi alla categoria Adicom Junior tutti i professionisti che svolgano da meno di tre anni attività di progettazione, formazione, ricerca, organizzazione e pianificazione, legate alla grafica, al design o alla comunicazione pubblicitaria. Possono, inoltre, essere iscritti a questa categoria tutti coloro che, pur non possedendo ancora i requisiti professionali, si siano diplomati o laureati presso una delle Scuole o Università i cui percorsi formativi vengano accreditati dall’associazione. La quota associativa annuale è di 75 euro. Il socio Adicom Junior esercita il diritto di voto e può ricoprire cariche sociali.
- studente: categoria dedicata a studenti, diplomandi o laureandi, iscritti a percorsi di studio riconosciuti, presso Scuole e Università accreditate, e a chiunque sia interessato al mondo della comunicazione pubblicitaria viene offerta la possibilità di iscriversi subito a tale categoria, per partecipare attivamente alla vita associativa, usufruendo nel contempo di vantaggi e convenzioni. La quota associativa annuale è di 50 euro. Il Socio Adicom Studente non esercita il diritto di voto e non può ricoprire cariche sociali.
ALSI Associazione nazionale Laureati in Scienze dell’Informazione ed Informatica
All’associazione aderiscono laureati, diplomati universitari, dottori di ricerca e studenti delle discipline informatiche. È di fatto la maggiore associazione italiana di dottori informatici ed è operativa sull’intero territorio nazionale. Gli obiettivi dell”ALSI sono, tra gli altri: favorire la crescita culturale dei laureati in Informatica e lo scambio di idee, opinioni, informazioni ed esperienze; promuovere leggi che regolino la professione e l’istituzione di un ordine degli Informatici e del relativo albo.
Le tipologie di socio sono:
- Ordinario: possessore di Laurea in Scienze dell’Informazione, Diploma di Laurea in Informatica, Diploma universitario in Informatica, Laurea Specialistica o Magistrale di classe 23/S, Laurea classe 26, Dottorato in campo informatico (o altro titolo dichiarato equipollente ai suddetti diplomi). La quota annuale è di 50€, triennale di 120€.
- Affiliato: può anche essere colui che non possiede titolo di studio specifico purché per propria formazione scientifica e tecnica, o per esperienza lavorativa, è interessato agli scopi associativi. La quota è uguale a quella prevista per il socio ordinario
- Studente: persona regolarmente iscritta ad un corso di Laurea in Informatica o Diploma universitario in Informatica o di Dottorato in campo informatico. La quota annuale è di 20€.
- Sostenitore: persona fisica o giuridica che aiuta tangibilmente l’Associazione. La quota è di 258€.
- Onorario: personalità del mondo scientifico e culturale la cui presenza possa contribuire al raggiungimento degli scopi sociali.
Gli associati hanno accesso alle informazioni più opportune sulla tutela del proprio titolo di studio, l’aggiornamento professionale e l’esercizio della professione, inoltre si avvalgono di diversi altri benefici. Interessanti le convenzioni che si ottengono con assicurazioni, finanziamenti pubblici, master e formazione, libri e viaggi.
Restare nel proprio guscio o entrare in una casa più grande?
Quelle citate sono alcune delle associazioni che ho trovato maggiormente inerenti i nostri interessi e le nostre professionalità, oltre alla loro presentazione sul web in modo preciso, affidabile ed esauriente.
Sta a noi quindi darci da fare per capire quanto effettivamente valga la pena iscriversi a questa o a quella associazione, sta a noi ricavare da questi spunti le risposte adeguate ai nostri quesiti – forse non così esistenziali, ma a volte importanti per il proseguimento della nostra carriera e della nostra credibilità, per la quale a volte non basta un buon portfolio e tanto meno la conoscenza della persona giusta.
Non mi resta che augurare buon lavoro a tutti!
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19 commenti
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8 giugno 2009 alle 15:44
La problematica di un contratto “patchato” è seria: essere trattati come una classe diversa è prima di tutto umiliante. Dopodichè, le certificazioni o l’appartenenza ad associazioni aiutano sicuramente molto nella credibilità: siamo veramente nel far west, si sente il bisogno di una legislazione più mirata.
Sono curioso di sapere come sono però organizzati all’estero, dove non mi sembra sia avvertito un bisogno associativo come da noi, e la cosa mi piace, ho una personale naturale avversione per gli ordini, albi ecc ecc.
…auspico in un nuovo articolo ben scritto dall’autrice su questi argomenti
complimenti e a presto! -
8 giugno 2009 alle 16:21
E’ vero, per quanto ne so all’estero non c’è tutto questo “accanimento terapeutico” agli ordini, agli albi, e sopratutto non c’è alcun attenzione al titolo (dott, ing, arch, rag… e chi più ne ha più ne metta) mentre in Italia c’è un abuso in materia che a volte rasenta davvero il ridicolo.
Come per tutte le cose ci vuole la misura (altra caratteristica che in italia è tipica a mancare).
Da un lato iscriversi ad un albo o ad un’associazione può sembrare una sorta di costrizione, ma dall’altro a volte è il primo passo per farsi conoscere e farsi accettare a livello di credibilità. Se si vuole uscire dalla propria cerchia di clienti, e proporsi autonomamente sul mercato, un biglietto da visita con su stampato “socio XXX” può forse risultare più credibile che “dott. in YYY”.
Come ho scritto è una questione di scelte, di opportunità e come sempre, di un pizzico di buona fortuna con chi ci troviamo di fronte…grazie ovviamente per i complimenti, spero possa aver risposto a qualche domanda e ispirato sul da farsi
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8 giugno 2009 alle 17:04
All’estero i freelance sono considerati un tantino ad un livello più alto. Ma non sono qui a fare polemiche, anzi sono dell’opinione che solo il lavoro (onesto) e la professionalità possano far cambiare idea alla “massa” che giudica. Se lavori bene non hai bisogno di sentirti legato a nessun albo o associazione e non avrai problemi a rimediare clientela. Con questo però non voglio dire che le associazioni non siano utili.. attenzione a non fraintendere le mia parole!
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9 giugno 2009 alle 18:48
all’estero la parola freelance è simbolo di autonomia, indipendenza, professionalità…qua in italia sembra sia associato più alla precarietà che altro (il che alla fine è quasi vero)…
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9 giugno 2009 alle 18:50
Ciao Emanuela, ciao Laura e ciao a tutti..complimenti per il tuo primo articolo ed inbocca al lupo per il futuro..:-)..volevo chiederti una cosa..io vedo spesso su vari siti anche il logo di “IWA ITALY” questa è un’altra associazione..solo che mentre altre associazioni ( come anche tu scrivi ) hanno delle indicazioni precise sui requisiti ed altro, qui sono riuscito solo a capire quanto costa la quota annua..che è di 65 € ( fino ad ora la più bassa che ho visto ) ma non è chiaro se bisogna fare dei test di accesso? se bisogna essere laureati o meno? se bisogna avere già una partita iva? che forme di partecipazione ci sono e le varie differenze..tipo socio ordinario, socio professionista ecc..qualcuno sa qualcosa in più su questa associazione?..lo chiedo perchè in altri siti tutte queste informazioni ci sono, ma qui non sono riuscito a trovarle..scusate l’intrusione ( spero non inopportuna )..:-)..grazie e buon proseguimento a tutti.
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9 giugno 2009 alle 18:56
@ferdinando, siamo tutte iscritte a Iwa Italy, l’unico requisito è seguire il codice di etica: http://www.iwa.it/categorie/associarsi/ quando mandi la richiesta viene effettuata un’indagine sul tuo sito per vedere il tuo operato e se appunto rispetti tale etica, salvo patto contrario sei ammesso

devo darti il benvenuto?
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9 giugno 2009 alle 19:53
grazie Ferdinando per i complimenti, e per il resto.. crepi il lupo. In questo articolo non ho parlato dell’IWA, perchè ritenevo che fosse già conosciuta dai web designer e in generale forse fosse anche l’unica conosciuta… il tuo commento è assolutamente opportuno, in effetti anch’io ho in mano solo le informazioni relative alla quota associativa… non riesco a trovare ulteriori requisiti segnalati sul sito e questo mi sembra molto strano..
se qualcuno dei lettori sa dirci qualcosa di più, è più che ben accetto!
@lauryn: putroppo la tua osservazione rispecchia la realtà, essere freelance in Italia ha un’accezione a volte poco positiva, prima che pensare alla “libertà” di cui si dovrebbe godere, viene l’aspetto della precarietà del lavoro. Indubbiamente però ogni lavoro ha i suoi pro ed i suoi contro… dipende da come ognuno li percepisce e che peso da alle caratteristiche positive o negative…
è un mondo difficile ^^
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9 giugno 2009 alle 19:59
ferdinando puoi leggere qui: http://www.web-magazine.it/2009/01/iwa-i-professionisti-del-web/
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9 giugno 2009 alle 20:00
pardon.. non leggo spesso la coda di moderazione dei commenti!
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10 giugno 2009 alle 8:20
waoo..mi sono assentato un’attimo ed ho trovato un sacco di risposte..:-)..grazie a tutti..anzi a tutte ( come mi fa notare Lauryn in questa discussione almeno per ora sono circondato da donne..:-)..) ok Lauryn comincia a darmi il benvenuto che vi raggiungo al più presto..:-P..
@Emanuela..scusami è che io sono talmentnte tanto all’inizio che ero l’unico a non saperlo..:-(
me ne sono accorto vedendo il logo su molti siti..;-)..
@Laura..grazie..ho seguito tutti i Link ed ho appreso un bel po di cose..non avevo notato quell’articolo..utilissimo..grazie ancora e ciao a tutte..:-).. -
10 giugno 2009 alle 10:11
@ferdinando: non ho potuto non notare quanto ti sia piaciuto il mio sito personale. A buon intenditor poche parole!
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10 giugno 2009 alle 10:42
infatti Laura, ma non è un segreto..te l’ho anche scritto in una email personale in cui ti manifestavo la mia stima e ti chiedevo uno scambio link..ti ho detto chiaramente che per me, da principiante sei un punto di riferimento e un modello da seguire..credo che si impari anche guardando gli altri o no?..non so se il tuo fosse un rimprovero o meno..spero sinceramente di no..
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10 giugno 2009 alle 11:52
imperdonabile off topic da parte mia. ne parliamo, se vuoi, in pvt
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10 giugno 2009 alle 12:09
ok Laura con molto piacere..chi scrive prima io o tu?..:-)..non preoccuparti questo resta sempre e comunque un grande servizio..;-)..ti aspetto?
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10 giugno 2009 alle 13:02
brava Laura, era proprio questo l’articolo a cui volevo fare riferimento
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10 giugno 2009 alle 23:23
Un benvenuto a Emanuela tra i collaboratori di web magazine
…mi hai dato lo spunto per un nuovo articolo! -
10 giugno 2009 alle 23:47
grazie Giacomo!
Sono curiosa di sapere in cosa ti ho stuzzicato!
Attenderò curiosa il tuo prossimo articolo
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20 agosto 2009 alle 12:58
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Laura scrive:
8 giugno 2009 alle 11:36
Complimenti vivissimi e un grazie a Emanuela per il suo primo articolo, approfondito e di sicuro interesse per tanti di noi!