Diventare freelance… prima del salto!

Come anticipato nel post precedente oggi iniziamo una serie di articoli che serviranno come base per scrivere un mini-business plan. Il documento che ne deriverà sarà di grande aiuto per avere una panoramica generale di quello che sarà il lavoro in proprio. Vedremo tutti gli aspetti che vanno oltre le competenze tecniche e vi assicurò che ci saranno davvero tante sorprese!
Nella scrittura di un business plan – quello vero
- il primo capitolo contiene i cosiddetti cenni storici – ossia una presentazione dei protagonisti di quella che sarà la futura impresa, e del loro percorso formativo e professionale.
Anche se non siete in procinto di fondare una società, anche se la parola impresa può spaventarvi, provate lo stesso a scrivere le ragioni che vi spingono a voler iniziare un’attività da freelance e cercate di stilare una lista dei pro e dei contro,dopodichè raccontate la vostra esperienza professionale , come se stesse per inviare un curriculum ad un’azienda, con l’unica differenza che l’azienda in questo caso siete voi!
Può sembrar stupido ed è anche una delle fasi più noiose, ma vi assicuro che è utilissimo metter nero su bianco, concretizzare idee e poi rileggerle con un pizzico di autocritica e tanta umiltà.
Una presentazione del tipo: “Ho studiato grafica, so di esser molto capace e quindi è il momento di lavorare in proprio” non convincerebbe nessuno.
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Il capitolo che andrete a scrivere vi sarà utile anche quando vi troverete a dover inviare curriculum alle aziende che richiedono collaborazioni freelance, se proprio non riuscite a trovare l’utilità in tutto ciò perlomeno vi resterà una lettera di presentazione pronta per l’uso!
Una volta completata questa fase, pochi concetti ma espressi bene, provate a rileggere il tutto ponendovi all’esterno, sforzandovi di stare dalla parte del cliente e… pensateci ancora una volta prima di compiere il grande passo.
Nel prossimo articolo parleremo della mission: la creazione di obiettivi da raggiungere e il modo di porsi alla futura clientela.
Domande?
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13 commenti
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24 giugno 2009 alle 16:47
Ciao! prima di risponderti vorrei approfittare del commento per chiarire alcune cosine, mi rendo conto che questo articolo non è approfondito e dice davvero poco, ma accorparlo con altri temi l’avrebbe fatto diventare prolisso e noioso. Preferisco quindi trattare un “capitolo” per volta e magari alla fine riunire il tutto in un documento scaricabile. Torniamo a noi: la tua osservazione è davvero molto interessante! Ognuno è padrone delle proprie frasi e la modestia è qualcosa di molto soggettivo. L’importante è saper giocare bene con le parole e non affermare mai cose che non possano essere verificate o che possano essere motivo di discussione. Un esempio veloce: prima di diventare freelance ho lavorato in un’azienda in cui nell’ultimo periodo mi occupavo di coordinare il reparto creativo. Nei vari curriculum non ho mai scritto: “Capacità di coordinamento delle risorse umane…” questo perchè non posso affermare di esser stata brava in questo compito (infatti non credo di essermela cavata un granchè…). Però resta il fatto che nessuno può smentire ciò. Quindi perchè non dirlo???
Morale della favola: ogni esperienza importante va dichiarata, ogni capacità palese va espressa. Ma nel dubbio non spariamo cavolate! Leggere curriculum in cui si afferma di essere “abili nelle capacità relazionali” non significa nulla e può anche far scattare qualche risatina
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24 giugno 2009 alle 16:55
ottima risposta!
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24 giugno 2009 alle 17:01
Il business plan è oltrettutto ormai richiesto da tutti i possibili finanziatori al quale la futura impresa potrebbe rivolgersi… quindi banche, finanziarie, agenzie varie che gestiscono prestiti regionali/statali, ecc. Oltre l’aspetto formale, redigere un buon piano è anche fondamentale per mettere a fuoco i punti di forza e i possibili problemi.
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25 giugno 2009 alle 12:15
A me prima del business plan mi hanno fatto un’analisi swot per analizzare la concorrenza e i punti di forza che avevo. Non so se a te l’hanno fatta, però a me è risultata utilissima per determinare come muovermi e in che direzione.
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25 giugno 2009 alle 12:18
Beh a me è stato in contemporanea, se leggi l’articolo precedente infatti è uno dei punti che tratterò. In questo caso per ogni concorrente diretto o indiretto io avrei dovuto trovare dei punti di forza o svantaggio. questi ultimi importanti per “reagire”…
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26 giugno 2009 alle 9:44
Attendo con curiosità il prossimo articolo. Mi ricordo anni fa che un mio ex amico (oltre il danno la beffa) voleva aprire una società. Beh per lui le cose eran talmente facili da far il tutto in un mese. Senza portfolio, senza un parco clienti decente e sostanzioso…ma a lui per competere bastavano poche migliaia di euro..certo non le sue.. Poi nel contratto cosa non c’era scritto…la più comica? attraverso un giro di parole il materiale che io mettevo dentro all’azienda POI in un eventuale fallimento..restava a lui..beh guarda..litigate inverosimili, notti insonni..ma alla fine avrò perso il lavoro (me l’ha fatto perdere oltre che a rovinarmi la reputazione per ripicca) e da li non ho più avuto contratti a tempo indeterminato, ma almeno ora non starei a pagare mutui per i debiti…meglio leggere, informarsi, definire..etc etc..tante cose servono prima di iniziare!!! Grazie Laura
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26 giugno 2009 alle 12:19
hehe ti svelo un segreto :-p, nel 2000 ho seguito un corso di 10 mesi di “guida alla creazione di impresa e alla stesura di un business plan”. Mi sembrava una cosa stupida, ma avevo vinto le selezioni fatte quasi per gioco e ormai mi toccava seguire il corso.. dopo tanti anni invece si è rivelato utilissimo!!!
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26 giugno 2009 alle 17:04
Si, domanda: come ti comporti (se ti è capitato) con aziende che ti minacciano (anonimamente, ma dicendo di essere una web agency della tua città) via web perchè si sentono minacciate dalla qualità dei lavori che loro non sono in grado di fornire, dicendo che “un giorno ci incontreremo e rideremo di te”?
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26 giugno 2009 alle 23:34
mi sembra un po’ off topic…
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7 luglio 2009 alle 23:29
[...] sappiamo da dove siamo partiti e dove vogliamo arrivare. Sappiamo le ragioni che ci spingono e abbiamo capito che non sono capricci, abbiamo capito a cosa andremo in contro e soprattutto [...]
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14 luglio 2009 alle 14:14
[...] CENNI STORICI: esperienze e presentazione personale; [...]
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18 agosto 2009 alle 19:18
Mi aggiungo alla lista dei commenti positivi, sono entrato anche io da poco nell’idea di mettermi in proprio, dopo 10 anni da dipendente.
I tuoi articoli sono fondamentali, sopratutto per chiarirsi le idee prima e non partire alla rinfusa senza uno straccio di progetto.
Mi sto prendendo il mio tempo, vorrei riuscire a partire per gennaio 2010, nel frattempo ragionerò, valuterò, metterò giù tutti i pro ma sopratutto tutti i contro, e solo quando sarò completamente deciso, e avrò valutato che la situazione mi farà vivere, allora si che inizierò.
Una info, vedo che tutti parlate di portfolio e giustamente chi dovrà affidarsi a noi vorrà vedere qualche lavoro, ma io che vengo da una situazione di dipendente, posso far rientrare nel portfolio lavori che ho fisicamente fatto io ma che fanno parte del parco clienti dell’azienda per cui ho lavorato?










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Emanuela MTA scrive:
24 giugno 2009 alle 16:36
Complimenti come sempre, tu Laura sei una delle poche persone che riesce a scrivere quello che di fatto mi passa per la testa (sia in forma affermativa che interrogativa) da un annetto a questa parte sui mille dubbi e le mille paure di un aspirante libero professionista.
Questa serie di articoli che andrai a scrivere sono sicura che aiuteranno molti di noi web designer pseudo-freelance, ovvero che lavorano nè come dipendenti, nè come autonomi, e che aspettano di aprire partita iva per avere da parte
1- un portfolio significativo
2- qualche migliaio di euri per comprarsi l’Adobe Suite
attendo con ansia i prossimi articoli!
…e dato che ci sono, sì ti faccio una domanda: in questa presentazione di tè stessa, quanto spazio hai dato alle esperienze lavorative rispetto a quelle di formazione? O comunque quanto ne daresti a ciascuna parte?
Dov’è il limite secondo te tra ll’autoreferenzialità e l’eccessiva modestia?
grazie! ^^