Prezzi e preventivi, ancora riflessioni!
Dato il clamore, le polemiche, il subbuglio suscitati dal precendente articolo sui prezzi dei siti web credo che sia il caso di tornare sull’argomento, sperando questa volta in una discussione più costruttiva per tutti.
A tal proposito invito tutti a prendere parte alla discussione perchè dal momento che non esistono albi, dal momento che i siti web sono talmente diversi tra loro, si sente tanto l’esigenza di trovare un compromesso che aiuti tutti, novelli o meno, a quantificare in maniera corretta il nostro lavoro, con umiltà e professionalità, per andare sempre incontro alle esigente del cliente che si affida completamente a noi e che merita, nonostante sia spesso accusato di ignoranza e “caproneria“, un prodotto che valorizzi la sua azienda, la sua persona, il suo negozio e qualunque sia il soggetto del suo sito web.
Dopo l’esperimento precendente, frainteso apprezzato o odiato, in cui ho cercato di quantificare le singole ore di lavoro, perfino quelle in cui siamo al telefono o nel traffico per raggiungere il nostro cliente, mi voglio ora soffermare su argomentazioni meno pratiche e più legate alla nostra sfera professionale.
Non sono qui a dare risultati, non sono qui a chiarire dubbi, ma forse a “metterli” .
Ed ecco quindi una serie di domande che dobbiamo fare a noi stessi prima di chiedere una cifra e prima di iniziare le basi di un nuovo progetto web:
Gli anni di esperienza
Lo stesso sito può valere mille o cento Euro, ma la nostra esperienza farà la differenza.
Se siamo nel campo da pochi mesi e vogliamo metterci alla prova non possiamo pretendere di inviare un preventivo da 10mila Euro al primo cliente che, sia per fiducia (vedi amici e parenti) sia perchè è rimasto affascinato dal nostro portolio online, ci chiede un preventivo.
Umiltà è la parola chiave.
Un principiante potrà essere bravissimo tecnicamente, potrà esser mille volte più creativo del web designer “anziano”, ma non saprà ancora come far fronte ai tanti imprevisti che vi saranno strada facendo: imparare a gestire le persone, la burocrazia, gli ostacoli tecnici e legali sono abilità che si apprendono con gli anni e sono quelle piccole cose che permettono al cliente di sentirsi sicuro, protetto, praticamente in buone mani!
I software utilizzati
Ok, questa sembrerà una sciocchezza.. ma parliamoci chiaro! Una buona fetta di sviluppatori non ha mai cacciato un euro per acquistare dei programmi. Tools di sviluppo, antivirus, sistemi operativi, programmi di backup, di testing, perfino programmi di contabilità sono tutte cose che si pagano, ma come investimenti devono rientrare.. quindi se siete amanti dell’open source che ben venga! ma in questo caso anche i vostri preventivi dovranno tener conto del fatto che non avete speso una lira in questo genere di cose! Al contrario non è sbagliato considerare che una minima percentuale dei vostri preventivi serva a ripagarvi delle licenze che avete acquistato per creare i vostri meravigliosi siti
Spese d’ufficio
Come al punto precedente. C’è chi lavora da casa, magari con mammina che alle 5 entra nella stanzetta e ci offre un tè fumante con dei biscottini al burro (che sogno…), con papino che a fine mese paga le bollette del telefono , internet e dell’elettricità che permette ai nostri computer di funzionare… che ridete? non lo sapevate che per accendere un computer c’è bisogno dell’elettricità e che quest’ultima si paga?
Magari papino paga anche la fantastica Mini Cooper che sfoggiate ai migliori appuntamenti con il potenziale cliente.
Ehm.. quanti ne ho conosciuti…Beh, sono convinta che molti lettori si ritroveranno in questa descrizione e sono anche convinta gli stessi avranno precedentemente fatto commenti del tipo: “30€ l’ora?? ma non è troppo???”.
Beh, quando c’è un ufficio da pagare, luce, telefono, internet, tasse.. e poi ancora licenze, assicurazioni varie, la stampante nuova, i fogli superbianchi-brillanti per sfoggiare presentazioni dignitose ai clienti.. allora 30€ l’ora vi assicuro che non vi faranno vivere nel lusso!
Periodi di stallo
Hehe qualcuno avrà già capito che intendo
Quando si lavora da freelance nessun verrà a Natale a portarci la tredicesima, e ci saranno mesi in cui avremo perfino il tempo di andare in palestra e uscire con gli amici.. beh bisogna prevedere tempi morti e bisogna prevedere anche che un sito web non è mai veramente finito per cui.. meglio metter qualcosa da parte!
A voi la parola!
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35 commenti
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18 maggio 2009 alle 0:17
cosa dire di fronte alle parole: “bah a me par troppo e comunque so chi lo fa per meno, è un amico” tu gli dici: “è un professionista/fa il grafico-sviluppatore etc etc/è del settore?” e lui beato ti risponde:”no ma mi costa meno“..poi non importa se non ti mette le parole chiavi nelle pagine o ti indirizza a determinati luoghi per essere visualizzato (magari portali del tuo settore) no!!”L’importante è spendere poco”.
Non importa se lui usa FRONTPAGE 3.0… noooo! “L’importante è spendere poco”… non importa..per cui le ragioni dette nel post precedente e in questo da quanto son vere e reali e credibili (per qual motivo dobbiam pagare la chiamata ad un idraulico ad esempio, e noi il nostro sito farlo gratis?) “L’importante è spendere poco” per cui viva i tools autofaidate…template uguali…loghi già fatti a 20 euro..e chi ne ha più ne metta….
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18 maggio 2009 alle 10:42
amen !parole sante!!
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18 maggio 2009 alle 10:51
troppo buoni.. io non cerco complimenti, il post è stato buttato giù in 10 minuti quando, domenica sera alle ore 22 mi sono resa conto che erano 3 ore che leggevo e rispondevo alle email e che non avevo ancora “realmente” iniziato a lavorare!!!
Aspetto qualche integrazione, quali sono secondo voi altri parametri di valutazione? -
18 maggio 2009 alle 15:03
Un professionista, aggiungerei, spende tempo e denaro anche nella continua formazione, al fine di fornire al cliente un prodotto all’avanguardia (compresa naturalmente l’accessibilità e l’adesione agli standard). Che si tratti di libri, corsi, convegni e quant’altro, tutto ciò va ad influire in parte sul costo della prestazione, non tanto per avere un maggior guadagno ma per riuscire a far fronte alle successive spese di continua formazione (non si smetterà mai di imparare) che vanno a tutto vantaggio dei clienti.
La disponibilità è un altro fattore che tendo a considerare nel rapporto con un cliente. Essere presenti, raggiungibili, disponibili anche fuori dal normale orario di lavoro (una persona che imprende sa che non lavorare otto ore punto e basta) apporta valore a quanto offerto. -
18 maggio 2009 alle 15:13
ottimo Cristian! ho editato il tuo commento per mettere in risalto le nuove integrazioni!!!
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18 maggio 2009 alle 16:04
concordo con tutto, anche con cristian che ha aggiunto corsi di formazione e/o libri.
i tempi morti poi, non ci avevo pensato…agosto sono tutti in vacanza ed è il secondo anno in cui verso ottobre non entra neanche un soldo proprio per questo motivo (attenti a criticare i pagamenti dilazionati quando i arrivano dopo 60gg, a volte sono proprio quelli che vi salvano ad agosto e vi permettono di andare in vacanza!)inutile citare tutti i consumabili: cartucce, carta per stampanti e fax, cartellette..benzina e assicurazione auto per andare dai clienti, e offrigli un caffè, e offrigli un prazo….e il commercialista??? dove lo lasciamo poverino? anche lui è una spesa, con tutto il bene che voglio al mio (che ha una pazienza infinita).
spero di non aver dimenticato niente
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18 maggio 2009 alle 16:12
giusto.. le spese per la contabilità! pardon… quando il fidanzato fa il commercialista ci si dimentica che nella norma quella è una spesa!
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18 maggio 2009 alle 19:57
Bè penso sia fondamentale la continua formazione come detto da Christian.
Ma non sottovaluterei nemmeno i rischi. State tranquilli che almeno un cliente su tre darà problemi coi pagamenti, e vi farà fare le corse per rintracciarlo e per saldarvi le fatture.
E quando va male vanno aggiunti i relativi costi per i legali o per società di recupero crediti, oppure per tutelarsi ci si iscrive ad associazioni che hanno un costo annuo.Inoltre va valutato il fatto che spesso i pagamenti dalle aziende vengono dilazionati e pagati a 60 o 90 gg e fidatevi molte aziende includono anche questi parametri nel prezzo finale “uno stock di scarpe pagato in contanti avrà un prezzo diverso rispetto ad uno pagato a 90 gg”.
Poi bisogna tener conto oltre ai software anche dell’hardware…. difficilmente riuscirò a progettare un sito con un processore 386 e a far girare programmi “sopratutto programmi di un azienda molto nota che occupano tanta tanta ram”. Poi bisogna avere un portatile, per far vedere il lavoro al cliente o per fare modifiche in real time oppure per lavorare anche fuori ufficio quando i clienti hanno urgenza (e a me chissa come mai sono tutti cosi)
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18 maggio 2009 alle 22:55
L’argomento è interessante e importante e mi fa piacere contribuire anche perchè allo stesseo modo anch’io prendo spunto da quanto tu e tutti i commentatori scrivono

In quanto scritto da aledesign ho visto molto sconforto.. e penso capiti a tutti di dover “combattere” con il cliente non tanto per il pagamento in quanto tale ma per riuscire a fargli capire cosa vuol dire e quanto può costare a noi essere “professionisti”. Ecco perchè avere già ben chiari i punti che possono rappresentare per noi delle spese aiuta a formare preventivi (contratti e quant’altro) “giusti”…. Essere troppo buoni (magari inizialmente perchè si lavora a casa dei genitori…..) non solo danneggia l’intero settore ma rischia di tramutarsi in un fallimento per la stessa persona che pratica prezzi stracciati..nel momento in cui ad esempio, prende un ufficio e i conti non tornano più!
Avevo dimenticato (stranamente
) anch’io il commercialista…sarà perchè è un mio cliente ed essendoci un ottimo rapporto ci scambiamo le prestazioni e ci “aiutiamo” a vicenda. Comunque già il regime agevolato lima un pochino tali spese, poi se si fa il passo successivo, vuoi per un positivo aumento del fatturato, vuoi per la creazione di una società (considerando una snc in regime di contabilità semplificata), spese e tasse (troppe tasse) aumentano. Iva, inps, inail se hai dipendenti e le tasse sul reddito (rifacendoci alla snc parliamo di irpef sui soci) -
18 maggio 2009 alle 23:59
beh Cristian, innanzitutto grazie per la partecipazione, detto questo allora quanto pensete sia il compenso orario più giusto? (per esempio per un freelance che lavora da casa e uno con ufficio)
A questo punto vorrei capire le persone che nell’articolo precedente hanno giudicato i 25€ esagerati.
Ora mi rivolgo alle donne.. se per un manicure di 15 minuti spendete 10€ (la fattura è un optional) un’estetista allora prende 40€ l’ora???
Non voglio parlare del medico che ne prende fino a 300€ per dirti che stai bene.. (anche qui non mi parlate di fattura…) -
19 maggio 2009 alle 1:33
Chi imprende in prima persona (freelance, libero professionista o come lo si voglia chiamare) sa che potrà incontrare molte difficoltà e magari (se tutto va bene) grandi soddisfazioni. Stabilire un compenso orario forse non è la parte più complicata; certo che è utile parlarne e confrontarsi, capire realmente come fare i “conti”. Temo che la cosa più difficile sia riuscir a mettere in pratica una tariffa oraria “giusta”.
Penso che per questo motivo sia fondamentale investire in professionalità sotto ogni aspetto, immagine compresa. Se dal medico privato accettiamo (tanto i prezzi son quelli!) il costo è anche perchè notiamo lo studio, i collaboratori, l’immagine di un professionsta che vende un servizio, purtroppo molto caro, e che noi dobbiamo pagare. Non stiamo li a tirare sul prezzo, non usciamo e pensiamo di pagare magari tra un mese e meno del dovuto. Se a noi non va bene ci dice “ok tanti saluti”.
Essere più professionali possibile (anche preparati dal punto di vista contrattuale/legale) aiuta molto; se offri un prodotto scarso e lo vendi come un oggetto magico sai benissimo dentro di te che il tuo cliente può trovare ancor più appigli di quelli che già ci sono pur di pagarti meno o non pagarti.
Mantenendo libertà nel settore (niente inutili ordini e caste) credo sia necessario impegnarsi in associazioni e cercare un modo per escludere coloro che rovinano il mercato! Non è facile perchè (pregio degli ordini / caste / studi e certificazioni di ogni genere) ad esempio non accadrà mai che dici al medico “no grazie il figlio di un mio amico mi opera per meno”! Nel nostro settore purtroppo ciò accade.
Detto questo, scusatemi la lunghezza, io non penso che siano esagerati 30€ e nemmeno 35 per una persona che deve vivere (mutuo casa-affitto, famiglia, ecc. + studio, materiali e quanto detto finora) di questo lavoro. L’importante sta nel riuscire a far rispettare la quantificazione oraria in relazione al tipo di cliente. Se il tabaccaio sotto casa ci chiede il sito ad esempio, anche volendo mantenere un tot orario, dobbiamo parlarci per bene, essere chiari; lavoro professionale, accessibile e quant’altro ma limitato. Non incompleto ma nemmeno il meglio che possiamo fare. Si cerca di seguire le richieste ma la fasi della produzione devono essere ridotte al minimo (creando nostri template riutilizzabili con poche modifiche, framework, ecc.). Sarà meno creativo, simile ad altri (artigianale – industriale) già fatti da noi ma pur sempre professionale. Altrimenti ci lavori 5 giorni, 8 ore al giorno e hai già un 30×40 = 1.200€ che dovrai scontare in qualche modo e ciò non significa guadagnare meno (se non sei a casa dei tuoi che bevi il caffè) ma gravare sul proprio bilancio. -
19 maggio 2009 alle 9:17
oddio mi avete fatto ricordare quando, trasferendomi a convivere con il mio fidanzato, avendo più costi, ho dovuto alzare i prezzi, e i clienti vecchi appunto, hanno fatto un po’ di domande. per fortuna alcuni sono aziende e hanno capito…
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19 maggio 2009 alle 10:12
Cristian mi hai fatto morire dal ridere
“no grazie il figlio di un mio amico mi opera per meno”!
però apprezzo ogni singola parola, risate a parte!
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19 maggio 2009 alle 13:13
penso che raccogliero’ tutte queste belle informazioni e ne faro’ un “riassunto” e lo piazzero’ a corredo dei miei prossimi preventivi.
E magari dedichero’ una pagina nel mio sito come fosse una specie di vademecum.
Io sono stanca di non lavorare, e sono ancora piu’ stanca di sentirmi dire che se chiedo 25€/h i.i. sono cara, e che se per un sito chiedo 500€ perchè anche 500€ mi fanno comodo (ma mi faccio il fegato amaro) sono ancora cara.
^_^ -
19 maggio 2009 alle 15:25
il mio intento era di raccogliere tutti i commenti per perfezionare sempre più questo genere di articoli-tematiche per riscriverli in maniera più ordinata e più ricca di elementi e ovviamente… diffondere, diffondere.. condividere e ancora raccogliere opinioni
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19 maggio 2009 alle 20:21
Un esempio fresco di disponibilità: domenica (due giorni fa insomma), giornata soleggiata, tranquilla; suona il cellulare (lavorativo e…sempre acceso) è un mio cliente! Rispondo. Niente di speciale, nessuna disgrazia, voleva solo comunicarmi un paio di idee che gli erano venute in mente li per li e sentire il mio parare a riguardo. Non succedeva niente se per svariati motivi (domenica è pur sempre domenica) non gli rispondevo, si è pure scusato per il disturbo e mi avrebbe comunicato le stesse cose ieri. Ma io lavoro così, mi fa piacere che, nei limiti del possibile, il cliente possa sentire un supporto reale e costante..anche nelle cose più banali. Ed è un qualcosa che considero, come dicevo, nella formulazione dei prezzi e dell’assistenza. Quando ci troviamo di fronte ad una mia fattura sa che se ci spende qualche euro in più è anche per la grande disponibilità e presenza.
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20 maggio 2009 alle 10:54
Ciao a tutti!
e’ la prima volta che scrivo qui
L’argomento e’ sempre molto interessante.
Quando si ha a che fare con piccole società o con persone che da poco hanno intrapreso un’attività imprenditoriale, e’ veramente difficile far capire loro che la qualità e la professionalità che riceverà da un grafico/professionista del web non e’ la stessa dell’amico del cugino!
I costi sono tanti x un freelance e tanto fa il fatto che vacanze e/o permessi pagati non esistono, se ti ammali sono cavoli tuoi, con il rischio che magari il cliente con fretta cerchi un’altra persona.
Per quanto riguarda il costo orario credo che i fatidici 30 euro/ora + iva siano onesti.
Ho pero’ una domanda per tutti:
voi fate una differenza di costo orario se avete a che fare con una piccola realtà (negozio o azienda che opera localmente), un po’ come si fa per quanto riguarda i loghi?
Oppure per il sito, dato che va nella grande rete mondiale
, non se ne parla?
Ciao a tutti! -
20 maggio 2009 alle 12:05
@Cristian: beh complimenti per il coraggio!!! io ieri per esempio son stata fino alle 22 al telefono con un cliente ma nel fine settimana cellulare spento! p.s. sono curiosa di vedere il tuo sito personale!!!!
@Patty: Ciao e benvenuta in questo luogo di pazzi incalliti! Mi spieghi meglio cosa intendi?? leggo e rileggo ma non ho capito bene.. forse intendi dire che il prezzo orario cambia in base al cliente o al progetto (sito)? boh.. aspetto delucidazioni e ancora benvenuta!
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20 maggio 2009 alle 12:30
@Laura
ciao! grazie x il benvenuto
si, intendevo che solitamente quando si crea un logo o l’immagine coordinata si prende in cosiderazione il raggio d’azione dell’azienda.
In qs caso siccome stiamo parlando di costo orario, mi chiedevo: se ad esempio parliamo di un sito “vetrina” molto semplice e penso di impiegarci 10 ore (=300 euro); queste 10 ore saranno impiegate sia che si tratti di un’azienda operante sul mercato locale (es un negozio) che per una che ha un’importanza “nazionale”.
A parità di ore, “aggiustate” il costo orario a seconda appunto del bacino di utenza dell’azienda? Oppure fate pagare qualcosa di + perché l’azienda è più importante…
Spero ci abbiate capito qualcosa ;-p -
20 maggio 2009 alle 12:44
più che il bacino d’utenza, che sono gli utenti appuntoi, penso tu ti riferisca al fatturato dell’azienda

io a volte lo faccio, se l’azienda è piccola si fa uno sconto, se è grande si carica un pochino, senza esagerare
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20 maggio 2009 alle 12:55
si è abbastanza chiaro. beh personalmente ragiono all’inverso (nonostante l’articolo non lo faccia intendere) quando preventivo un lavoro non prevedo un costo orario ma un totale che in genere è legato al progetto, indifferentemente dall’azienda o privato cliente. Unica eccezione le web-agency che pagano di meno, dovendo a loro volta rivendere il lavoro!
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21 maggio 2009 alle 9:51
@Lauryn:
no, non intendevo il fatturato, ma lo sfruttamento commerciale che il lavoro richiesto avrà, es una diffusione locale, piuttosto che nazionale, proprio come si fa x la grafica.
Volevo capire se si potesse ragionare allo stesso modo nel web…
Personalmente ragiono un po’ come Laura, pensando al progetto.
Alle volte mi capita pero’ che il cliente non mi chieda un preventivo e alla fine gli faccio il… “postventivo”! in pratica direttamente la fattura; in questo caso do un’occhiata anche alle ore impiegate. -
21 maggio 2009 alle 14:16
Concordo con le Spese d’ufficio!
Nessuno è esente da spese, se per qualcuno con la busta paga si fa due conti per arrivare a fine mese figuriamoci un freelance
che come dice Laura: ci son periodi in cui puoi fare parecchi lavori in un mese, e i quello successivo non vedere nessuno! -
24 maggio 2009 alle 11:40
Molto interessante questo articolo! complimenti!
Vorrei aggiungere che c’è da tenere conto anche DOVE si lavora…
Qui in Nord Africa le aziende MEDIE (non dico grandi eh!) latitano… vi lascio immaginare quando c’è da interagire con gente che vuole fatti i siti a 200 euro
un saluto a tutti
ciao
Lorenzo -
29 luglio 2009 alle 1:06
Ho letto tutta la prima (e concitata) parte della discussione con attenzione. E continuo a leggervi qui. E mi scappa il pensiero (solito!) che ho generalmente quando devo approntare un “preventivo”. Pensiero che si sofferma aldilà del lavoro nudo e crudo (brief, progettazione, sviluppo, realizzazione, manutenzione, seo, etc..) andando a planare verso i costi fissi che ho: telefono (doppia linea), affitto, connettività, server vari, domini, una segretaria assunta, un team di quattro persone (due allo sviluppo, un designer, una content). Glisso su tasse, contributi, imposte e varie ed eventuali.
30 € all’ora???
Io non ci sto neppure con 300.
Un sito sotto i 5000 non lo faccio dal sessantatrè.
Quindi domando: l’albo dei professionisti vale anche per me?
Inoltre: esiste un “prezzo giusto”?
Che ne pensate? -
29 luglio 2009 alle 10:22
rispondo velocemente 1. non esiste un albo dei professionisti. 2. non esiste il prezzo giusto 3. fortunato te se riesci a venderti così bene. Sarei curiosa di vedere le tue creazioni da 5mila euro a salire
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29 luglio 2009 alle 17:24
Scusate se rispondo molto rapidamente, ma questo lavoro a volte è una tortura…
Volevo solo dare la mia opinione riguardo le difficoltà di molti ad affrontare tutti quei clienti che per ignoranza o presupponenza sostengono che “l’amico del cugino di mio nipote li fa a 100 euro”.
Il punto è che forse se vi trovate di fronte ad una situazione di questo tipo c’è stato un difetto di comunicazione alla base del quale siete in parte responsabili.
Il cliente infatti, ha un suo sistema di credenze e in questi casi, la sua esperienza lo porta a considerare che 1000-2000 euro siano troppi. D’altra parte, il cliente fa gli stessi nostri ragionamenti, ovvero ammortamento dei propri costi d’impresa, forniture, ecc.
Mettetevi nei loro panni, quanti comprerebbero un sito a 1000 euro “perché costa così”?
Io sinceramente no… Mentre potrei trovare interessantissima la proposta di qualcuno che mi offre un sito a 2000 euro, ma che sappia crearmi vision, ovvero dimostrare di fare attenzione ai miei bisogni e di avere il prodotto giusto per soddisfarli.Quindi lancio due domande…
quanti di voi instradano il cliente verso ciò che vuole? Ascoltate davvero il cliente o siete concentrati maggiormente sulla vostra presentazione?
quanti dei vostri clienti alla fine del colloquio sono convinti di poter migliorare notevolmente il proprio buisness grazie al vostro prodotto?Queste sono solo alcune di quelle che mi sono venute in mente. purtroppo quelli del marketing, della comunicazione efficace e della vendita sono argomenti troppo complessi per essere trattati in un post, ma spero di aver reso il concetto…
Un saluto a tutti e buon lavoro!
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30 luglio 2009 alle 0:27
@Laura: hai risposto talmente velocemente che non mi hai risposto!
1) ovvio che so benissimo che non esiste un albo, la mia domanda era, semmai, se potesse mai esistere un albo dei professionisti dove anche uno che lavora come me, cioè che ha un minimo di struttura) e che non può (oggettivamente) lavorare a 30 € l’ora ma che deve lavorare -almeno!- a giornata? 2) ovvio anche che non esista il “prezzo giusto” la mia era una provocazione! 3) aldilà di vedere le mie creazioni (non sto ponendo un problema di qualità) cercavo di dire (e forse è meglio che lo dica in maniera più diretta) che non si può lavorare a 1000 euro per un sito. A meno che non si utilizzino template o piattaforme preconfezionate che vadano semplicemente rimaquillate qua e la. Se c’è lavoro – e per fare un buon sito ci vogliono diverse giornate di lavoro- non si può quotare un sito a 1000 euro. Non si può!!! tolte le spese e le tasse rimangono tre-quattrocento euro. Altro che lavori a 30 euro l’ora. Qui si tratta di 7-8 euro l’ora. Ma scherziamo? Occorre fare “cartello”. Fanc.. (pardon) Ciao, ciao ai ragazzotti a 500. Facciamo cose a 3000 e facciamole bene. I modi ci sono. Dare più servizi, maggiore cura di ogni aspetto, idee nuove (idee!!), creatività, vision.. Facciamoci pagare di più. Con un pò di coraggio e un pò di concreta professionalità.
Insomma questo mestiere del web se noi per primi non lo valorizziamo nessuno dal di fuori lo farà mai. -
30 luglio 2009 alle 2:33
Allora ragazzi cerchio riessere realisti ci sono persone e con persone intendo privati che se ne fregano di avere un sito graficamente bello tanto per loro la bellezza è un sito colorato che non spenderanno più di 200euro perché per loro il sito è solo una cosa secondaria poco importante mentre ci sono società O alberghi di alto calibro che per avere un sito web possono pagare anche 3000-5000 euro perché magari loro col web ci lavorano insomma ragazzi dobbiamo rassegnarci perché se non glielo fai tu un sito a 200 stai pur tranquillo ch c’è sempre il nipote del cugino del fratello che sa usare front page e gli chiederà 200 euro ma che vuole che capisca il macellaio sotto casa di SEO semiotica e accessibiltà dai ragazzi siamo un Po realisti su… per esempio quanto glidovreo hiedere io all’elettricista sotto casa per un logotipo. 300 euro se ne guadagna 1000 almese con due figli? Dovrò per foza chiedergli una cifra irrisoria magari non ci perderò giornate faro una cosa semplice ma gliala faro… pudtrroppo in Italia siamo molto molto indietro cn la grafica persino il sito che dovrebbe rappresentare a livello nazionale fa ca****e. Tirate un Po voi le somme
ps: scusate se manca la punteggiatura e qualche accenoti ma scrivo dll’iphone
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30 luglio 2009 alle 10:56
dobbiamo rassegnarci è una frase che metterei nella lista della censura insieme a ca**o, fi*a e altre belle parole dall’alto valore morale… mi dispiace che tu ti sia rassegnato perchè io cerco di fare una certa selezione e per quanti che rinunciano dati i prezzi ce ne sono un paio che accettano con i quali posso lavorare in maniera professionale. Di certo non diventerò ricca ma almeno sono soddisfatta (anche economicamente) dei progetti che curo
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30 luglio 2009 alle 10:56
pirata a te rispondo dopo con calma!
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30 luglio 2009 alle 17:17
@gratificando.net: quello che dici è vero: non puoi chiedere per un logotipo 300 euro se l’elettricista ne guadagna 1000 al mese… e questo perché per lui il logotipo è solo il disegnino da mettere affianco al suo nome sulla carta intestata e un disegnino non gli porta nessun miglioramento, quindi non vale 300 euro.
e proprio qui si inserisce il discorso che ho cercato di esporre, forse non adeguatamente. quando si ha a che fare con le persone è inutile cercare di far rispettare la propria opinione (e qui il concetto di vendita e prezzo coerente con l’offerta), mentre è molto più adeguato porsi dal lato del cliente, ascoltarlo e domandarci cosa faremmo noi al suo posto. in quest’ottica è molto più semplice venirsi incontro, il cliente si apre nei nostri confronti e si rende partecipe nel trovare soluzioni insieme a noi e si sentirà autonomo e gratificato nell’affidarci un lavoro, sentendo di aver fatto quella scelta da solo e lavora al posto nostro nel cercare le soluzioni a quelli che erano i suoi ostacoli (anche economici). Se diamo al cliente la possibilità di rendersi conto da solo dell’utilità di ciò che offriamo, magari con pochissimi e mirati suggerimenti, sarà la sua mente a lavorare per noi e non avremo altro da fare che rispondere alla sua domanda “dato che non ho tutti quei soldi subito, posso pagarlo un po’ alla volta?”. Dalla mia esperienza di vita in generale ho capito una cosa che ad oggi applico con costanza e che mi regala spesso risultati, a volte anche insperati, e massima gratificazione: non siamo noi a vendere, è il cliente a comprare…
Sembrerà paradossale, ma i miei migliori affari li ho fatti in situazioni in cui non ho detto nulla e ho semplicemente ascoltato, ed è stata la persona che avevo davanti a voler diventare mio cliente.
Non ho la pretesa che la mia sia la strategia più efficace di tutte le altre, sinceramente non me ne frega nulla… semplicemente mi trovo qui a scrivere perché questi erano pensieri che avevo anch’io fino a poco tempo fa, poi ho deciso che qualcosa doveva cambiare ed ho iniziato a leggere libri in proposito, che nella mia vita hanno segnato il miracolo che aspettavo. -
30 luglio 2009 alle 18:48
Ciao Luca grazie di averci riportato la tua esperienza! Un po’ lunghetta ma decisamente interessante!!!
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31 luglio 2009 alle 1:33
“vi scrivo una lettera lunga perché non ho il tempo di scriverne una breve” diceva voltaire…
e a volte di mio tendo a dilungarmi davvero troppo… spero che dopo aver intasato il blog almeno a qualcuno possa servire










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Peppe scrive:
17 maggio 2009 alle 23:36
Sante parole….è semplice realizzare un sito internet “a poco” …in ogni caso sono del parere che il Cliente non è “fesso” e sa che affidandosi a dei professionisti otterà degli ottimi risultati.
P.s. sono un web design “standard”
ma soprattutto uno scrupoloso web developer