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mag/097

Il prezzo di un sito: dal primo contatto allo sviluppo di una bozza

scritto da Laura | categoria: pianeta freelance

Il prezzo di un sito: dal primo contatto allo sviluppo di una bozzaMi sono decisa ad affrontare questo argomento solo adesso, se ne parla un po’ ovunque ed ancora non esiste una convenzione per arrivare ad un buon compromesso prezzo/prodotto/qualità. Ho deciso finalmente di parlarne perchè continuo a ricevere email di emergenti freelancer che mi chiedono consigli in merito ma non nascondo che qualsiasi articolo sarà sempre riduttivo data la vastità di argomentazioni.

L’analisi in questo articolo è strettamente legata al lavoro del web designer freelance, i costi delle agenzie naturalmente avranno dei parametri completamente diversi per cui ci limiteremo a questa sfera professionale, oggi non sto qui a polemizzare contro chi vende o meglio, svende, siti web a pochi spiccioli, ma voglio analizzare il processo ore-lavoro da un punto di vista quasi matematico partendo da un sito di media entità e analizzando tutto il tempo che lo sviluppo di tale progetto occuperà nella nostra giornata lavorativa.

Primo contatto – email

Step da Email a Contatto telefonico: 2 ore

Riceviamo un’email con una richiesta di preventivo, il più delle volte l’email è molto generica per cui non basta a darci le informazioni adatte a scrivere il documento da inviare al nostro possibile cliente quindi rispondiamo chiedendo maggiori informazioni e quando ci rendiamo conto che non è ancora abbastanza riusciamo ad ottenere il numero di telefono e finalmente stabiliamo un contatto diretto.

Tenete presente che chi non fornisce subito un recapito telefonico rientra nella categoria di clienti più diffidenti e che spesso vi faranno perdere più tempo del previsto. Le persone realmente interessate ad andare fino in fondo saranno le prime a voler stabilire da subito un contatto che vada oltre il semplice scambio di email.

Scrittura e invio preventivo – trattative e revisione documenti

Step da Preventivo a Contratto 8 ore

8 ore, quindi una giornata di lavoro è la media di tempo che si impiega in genere per riuscire a far approvare un preventivo e arrivare finalmente alla firma del contratto. Ovviamente non parlo di una giornata singola, operazioni del genere a volte si protraggono per mesi, tra trattative sul preventivo e modifiche continue al contratto,  sommiamo quindi le varie porzioni di tempo.

Supponiamo di non essere proprio alle prime esperienze e di avere quindi diversi parametri di confronto con precedenti lavori e alcuni preventivi di base da cui trarre ispirazione. Vediamo come:

  1. Scrittura e invio di preventivo basato sulle ultime informazioni ricevute: 1 ora
  2. Contatto con cliente, revisione documento: 4 ore (supponiamo diverse telefonate, scambi di email e ritocchi al preventivo)
  3. Scrittura contratto (sulla base di uno già esistente) invio, incontro con cliente firma e approvazione: 3 ore (se la riunione dura meno di 2 ore siete fortunati!)

Raccolta informazioni, invio primi wireframe.

Step da Benchmarking, Analisi concorrenza e impostazione e invio wireframe: 10 ore

Finalmente possiamo iniziare a lavorare, non è ancora il momento di pensare al layout del sito ma questa fase sarà fondamentale per riuscire ad ottenere un buon design.

Iniziamo con una bella infarinatura riguardante l’area di mercato del nostro cliente, quindi navighiamo per almeno un paio d’ore alla ricerca di siti concorrenti, prendendo nota dei migliori, dei peggiori, di quelli meglio posizionati in rete e cosi via. Dopodiché iniziamo a mettere in tavola tutte le informazioni ricevute in fase di brainstorming con il cliente e cerchiamo di gestirle al meglio in quello che sarà il futuro sito, prepariamo quindi i primi wireframe da presentare e da discutere.

Seguirà (virtualmente o di persona) quasi sicuramente un incontro in cui verranno dettate piccole modifiche e in cui si troverà un buon compromesso tra la creatività del designer e le direttive della committenza.

  1. Ricerca e ispirazione: 2 ore
  2. Sviluppo, disegno e invio wireframe (opportunamente commentati e spiegati): 4 ore
  3. Revisione e approvazione della versione finale: 4 ore

Sviluppo e approvazione bozza grafica

Step da sviluppo ad ad approvazione di bozza homepage e pagina interna: 16 ore

Una volta approvati i wireframes lo sforzo di produrre delle bozze grafiche sarà sicuramente minore poichè le principali linee guida sono gia state dettate, tuttavia sfido chiunque di voi a riuscire ad ottenere le bozze definitive per iniziare l’implementazione del codice in meno di 2 giorni.

E siamo proprio al limite della velocità! :-)

Facciamo i conti!

Dalla prima email all’approvazione del progetto grafico abbiamo accumulato tra email, telefonate, riunioni e produzione di documenti e bozze grafiche un totale di 36 ore lavorative.

Supponiamo che la nostra tariffa oraria sia di 25€ (il minimo storico! il mio professore privato di matematica prendeva di più…): sono i primi 900€ e non abbiamo ancora scritto una riga di css.

La domanda nasce allora spontanea, se volessimo gestire la concorrenza di chi vende un sito completo a 500€, quanto dovremmo chiedere come tariffa oraria?

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104 commenti

  1. Ratodesign scrive:

    7 maggio 2009 alle 8:51

    Io personalmente preferisco trovare chi sa apprezzare il tuo lavoro e ti paga una cifra decente e di conseguenza svolgere anche solo 1 progetto all’anno, ma che magari porta piu soldi di 10 progetti piccoli.
    Voi direte… eh trovarlo! Io da 2 anni faccio cosi.. spero di continuare!!

    Ma come mia regola ETICA.. ho smesso di lavorare “a gratis” e fare i siti a 500€.
    Se un WebDesigner è bravo e crede di “valere”, perchè farsi sottopagare?

    Se un cliente ti da max 500€ per un sito.. bè la risposta è semplice : “NO”! Lo farà poi qualcun’altro :) )) Voi che ne pensate?

  2. Pino scrive:

    7 maggio 2009 alle 9:00

    Ottima analisi Laura, da far leggere a tutti quelli che non rispettano e sminuiscono questo tipo di lavoro :-)

  3. Laura De Masi scrive:

    7 maggio 2009 alle 9:01

    RAto io la penso proprio come te e anche io ho scelto questa fetta di mercato, in ogni caso però non diprezzo lavori minori e più veloci. Ovviamente se faccio un sito a 500€ (un layout per esempio) significa che quel lavoro per me vale proprio 500€! magari un altro avrebbe venduto lo stesso lavoro per 100€! e con questo non voglio ora dire che le mie tariffe sono astronomiche, semplicemente che anche i siti minori hanno ugual bisogno di dedizione e ricerca, cose che portano via tempo e fatica e per questo devono essere ripagate..no? ;-)
    In ogni caso sono TOTALMENTE d’accordo con tutto ciò che dici!

  4. Ratodesign scrive:

    7 maggio 2009 alle 9:07

    Si si è che mi sono spiegato male ma sono d’accordo pienamente con ciò che dici !

    Il problema è poi veramente trovarsi i clienti giusti !!! e che sappiano apprezzare il tuo lavoro??!!
    Cioè io non ne posso più di parlare con “IGNORANTI DEL SETTORE” e sentirsi chiedere.. “ah, fai siti? E cosa mi costa un sito…..??” Cioè sapete benissimo che la risposta è.. BOH !! Dipende da troppi fattori! poi magari ti fai dare dei dettagli.. stai anche basso non so spari 1000€ .. e la gente ti guarda malissimo come se gli stessi chiedendo il sangue…
    Basta io quelle situazioni ora cerco di evitarle !!!!!!!

  5. Roberto Aiello scrive:

    7 maggio 2009 alle 9:08

    concordo in pieno!

  6. Laura De Masi scrive:

    7 maggio 2009 alle 9:21

    beh.. gli ignoranti del settore personalmente cerco di illuminarli, anche scrivendo un articolo del genere! non è colpa loro.. se non ci riesco sono la prima a consigliar loro di prendere un’altra strada.. ormai non mi faccio più il fegato amaro e per fortuna il lavoro non manca (anzi.. )
    L’importante, e lo dico a chi fa questo lavoro da poco tempo, è non sparare alto senza cognizione, motivare sempre (non inventate servizi inesistenti tanto i cilenti si informeranno su tutto ciò che fai!) e soprattutto, se il lavoro finale sarà soddisfacente, nessun vi verrà mai a dire di averlo pagato “troppo”.. al massimo si vanterà del suo valore come chi compra un’auto di lusso!!!

  7. Ratodesign scrive:

    7 maggio 2009 alle 9:32

    Io lavoro esattamente come hai appena spiegato tu! Nello stesso identico modo!!
    Ma vivo in una realtà piccola e trovare lavoro extra per me è difficile.
    Se hai dei contatti da passarmi.. :) ben volentieri !! vale per tutti !! :)

  8. GaSe scrive:

    7 maggio 2009 alle 9:42

    Chi realizza dei siti web professionali e con tutte quelle fasi che hai descritto non potrà mai fare un prezzo come 500 euro.
    Ci sono troppe variabili e conoscenze tecnico-grafiche da avere ed applicare in modo corretto e svendersi per quel prezzo, forse è meglio cambiare “hobby”, xkè a quel prezzo è un hobby.

    Cmq non sò se ho fortuna, ma io la fase pre operativa la svolgo in minor tempo :P

  9. Laura De Masi scrive:

    7 maggio 2009 alle 10:04

    Le fasi “pre operative” possono variare tantissimo anche in base alla mission del sito, ci sono tantissimi fattori. In ogni caso non possiamo non tenere conto di tutto il tempo che impieghiamo tra telefonate, riunioni e contatti vari prima e DOPO la pubblicazione del sito!
    Dovremmo tenere infatti conto anche del tempo che si impiega nei test e nelle piccole (gratuite) modifiche che naturalmente vengono apportate in seguito. (non credo che nessuno di voi si faccia pagare per convertire un testo in grassetto se richiesto 2 giorni dopo la pubblicazione!)

  10. Ratodesign scrive:

    7 maggio 2009 alle 10:13

    io per evitare questi problemi ho un foglio excel dove segno le ore e cosa faccio in quel determinato tempo, comprese tutte le piccole magagne …
    questo per far si che quando stili un preventivo, tieni conto anche di queste piccole cose!!

  11. Laura De Masi scrive:

    7 maggio 2009 alle 10:25

    io faccio così per i contratti di assistenza e manutenzione, ma se volessi farlo per ogni cliente passerei la giornata a segnare quanti grassetti inserisco!!!! Cmq ottimo consiglio per i neofiti :-)

  12. Laura De Masi scrive:

    7 maggio 2009 alle 10:28

    @ratodesign: se inizi a validare il tuo sito potrei pensare di passarti qualche contatto.. forza e coraggio!!!

  13. Ratodesign scrive:

    7 maggio 2009 alle 10:31

    Si ma mica sto a segnare tutti grassetti che inserisco! :) Però segno più o meno le operazioni che svolgo! credo sia utile per imparare a gestirsi le ore di lavoro.

    Si si il mio sito ha bisogno di un restyle da tempo ma come dico sempre, preferisco spendere del tempo per i clienti che per me :)

    Rimane il fatto che appena possibile rifarò il mio bellissimo ratodesign ;-) hai proprio ragione !

  14. Nikopolidis scrive:

    7 maggio 2009 alle 10:54

    Interessante, ma ogni impresa opterà per un determinato tipo di qualità che si concilia con il tipo di attività… se un’azienda opera assiduamente online richiederà un servizio ad alta qualità ed lo spendere almeno 1000-2000 Euro per la creazione di un sito è la base di partenza.

    Molte altre aziende “stanno” su internet solo per farsi conoscere, avere o no un bel sito non gli interessa particolarmente (basta farsi un giro sui siti del settore degli stampi, torni, forni a caldo… etc) quindi ovviamente, meno pagano meglio è. Che poi il lavoro sarà una merda… e vabbè! :D

    Comunque, 25 euro l’ora non è tanto? :D Almeno… il mio prof di matematica ne prendeva molto meno! :P E molti responsabili nel settore pubblico ne prendono 12 l’ora

  15. Antonio2 scrive:

    7 maggio 2009 alle 11:06

    Guai ai prezzi sottocosto sminuiscono l’immagine, il nostro mestiere e la nostra preparazione. Concordo in pieno per eventuali promozioni a basso costo, l’esempio di Laura (nel commento delle 9:01) calza perfettamente con quello che stò facendo con la mia attività: una offerta di un piccolo layout di due pagine html e stop. Se il cliente desidera un sito funzionale, ed intendo con tutti i crismi, realizzato come si dice “a regola d’arte”, allora si rientra nell’articolo di Laura con tutti i suoi step ed il prezzo che ne risulterà dovrà essere giustamente pagato.

  16. Salvatore scrive:

    7 maggio 2009 alle 11:13

    Ottimo articolo, l’argomento credo sia molto delicato sopratutto per chi si affaccia da poco in questo settore.

    Leggendo gli step però mi viene una domanda forse OT.
    Nei vari step più volte leggo di contatti col cliente e riunioni per valutare il progetto.

    Io invece credevo che molti web designer (sopratutto quelli con una certa fama su internet) lavorassero tramite internet, cioè io sto a Napoli, il cliente è di Barcellona e faccio il lavoro via web, compresa firma del contratto (magari via fax o PEC) e resto del lavoro avendo contatto solo via mail o telefono.

    A quanto leggo non è cosi invece? No perche a me piacerebbe questo modo di lavoro non quello di acquisire clienti nella mia zona, anche perche se cosi in prospettiva futura mi conviene o cambiare lavoro o cambiare paese.

    Scusatemi se sono andato OT e grazie per le eventuali risposte

  17. Laura De Masi scrive:

    7 maggio 2009 alle 11:25

    @Salvatore, le riunioni possono essere anche virtuali, via skype per esempio, ma il tempo impiegato è materiale e tangibile!!! L’80% dei miei clienti non l’ho mai visto in faccia, ma tra email, teleconferenze e telefonate io ci “perdo” giornate di lavoro…
    p.s. non è assolutamente Ot :-)

  18. Laura De Masi scrive:

    7 maggio 2009 alle 11:27

    @Niko.. 25€ all’ora è davvero il minimo!!! ;-)

  19. Ratodesign scrive:

    7 maggio 2009 alle 11:33

    io non lavoro mai a ore.. ma faccio un preventivo per il PROGETTO.
    Poi quando faccio un conto delle ore che ho impiegato.. il netto orario mi risulta essere sempre molto alto.. :)
    Sarà perchè sono super veloce, perchè sparo alto il preventivo ? Non so.. ma va bene cosi :)
    Cmq si davvero 25 euro è davvero il minimo..
    Cioè se un cliente per esempio mi da una grafica già pronta e devo solo creare il template HTML/CSS e sono cosi veloce che in 2 ore riesco a fare HOME PAGE + 2/3 TIPOLOGIE di pagine interne.. cosa faccio gli chiedo solo 50 euro perchè ci ho messo solo 2 ore? Non esiste! :) non trovate?? Credo che per il nostro lavoro il PREZZO ORARIO sia un concetto molto astratto…

  20. Laura De Masi scrive:

    7 maggio 2009 alle 11:43

    anche io generalmente non lavoro ad ore (eccetto contratti di manutenzione) ma calcolare il costo orario è utile a gestire meglio la valutazione dei progetti. Questo era lo scopo di questo articolo.. o almeno uno dei vari scopi

  21. aledesign.it scrive:

    7 maggio 2009 alle 12:13

    25€ e 30 ore poco + sarebbe il giusto..ma molto vorrebbero il tutto in 10 ore e a 10 euro l’ora…vorrei capire perchè un grafico/webdesigner o chi per lui dovrebbe farsi pagar così tanto.. (tanto per chi ce lo dice…)

  22. Sebastiano scrive:

    7 maggio 2009 alle 12:27

    Articolo interessante! Laura hai mai avuto a che fare con clienti non-italiani? Se si, mi piacerebbe che ci raccontassi qualche esperienza, tipo se cambia il contenuto dei contratti, la richiesta di compenso etc etc

  23. Laura De Masi scrive:

    7 maggio 2009 alle 13:00

    Ciao Sebastiano! Personalmente non ho ancora avuto a che fare con clienti (privati) non italiani, attualmente sto lavorando a progetti non italiani e l’unica cosa che cambia è il fatto che nelle fatture non c’è IVA e il tempo che impiega un bonifico ad essere accreditato :-) ))))
    Purtroppo non posso dirti altro per ragioni di riservatezza, ma hai introdotto un argomento che credo approfondirò presto, cercando magari persone che abbiano avuto esperienze simili.

  24. Salvatore scrive:

    7 maggio 2009 alle 14:17

    @laura Grazie mille per la risposta e per gli auguri sull’articolo che ho fatto.
    Sono onorato di questo

  25. Lauryn scrive:

    7 maggio 2009 alle 16:23

    articolo utilissimo laura.
    quando hai fatto il conto di 900 euro mi sono sentita male…

    però è vero, hai tutte le ragioni del mondo…io passo le giornate all’avventura, spesso preventivo troppo poco perchè il tempo di lavoro è strabordante…a volte sono più fortunata e i template di wordpress che mi ritrovo a fare valgono veramente 600 euro…

    questo articolo è da mostrare ai clienti, anche se è una tua opinione e quindi relativa, magari può essere di esempio per quei clienti che con 300 euro vogliono un sito con i controfiocchi.

    alzare il livello ragazzi, chiedere il giusto a chi può darvelo…agli altri si offrono le soluzioni veloci (ti butto su un wordpress con template acquistato e modificato) e via…

    grazie laura :*

  26. iVicio scrive:

    7 maggio 2009 alle 16:38

    Dal mio punto di vista, ci sono moltissimi fattori anche esterni che gravano sul prezzo finale.
    Hai uno studio tuo? Paghi l’ affitto, luce e bollette varie? Hai qualche dipendente?
    Da non dimenticare le spese delle partita iva, commercialista ecc…
    Sono variabili da tener conto, almeno io lo faccio :)

  27. Lauryn scrive:

    7 maggio 2009 alle 16:44

    è vero! da distribuire mensilmente e spalmare su tutti i lavori!
    raga me sento male, da che chiedevo un prezzo giusto sono scesa troppo ultimamente, ma che mi è successo, sarà la crisi?

  28. Laura De Masi scrive:

    7 maggio 2009 alle 17:05

    @ivicio.. infatti mi fan morire dal ridere i clienti che dicono: ho chiamato te perchè puoi farmi un prezzo minore rispetto a quello di un’agenzia. (secondo loro io non pago l’affitto, telefono e internet, tasse, elettricità, condominio, licenze programmi, benzina, varie ed eventuali…)

    @Lauryn: tranquilla, vuol dire che hai tanti lavori :-) e magari sei velocissima nel farli (nel farli bene!)

  29. iVicio scrive:

    7 maggio 2009 alle 17:23

    @Laura
    Se ci penso mi vien da ridere :D
    Tipo: Sono venuto da te perché mi servirebbe biglietto da visita, manifesto volantini ho un budget di 300€!! A me capitano anche questi tizi!!
    Comunque io faccio la faccia tosta glie lo dico in faccia :D

  30. Francesco Caruccio scrive:

    7 maggio 2009 alle 20:29

    Bell’articolo complimenti Lauryn, è di ottimo spunto per chi come me è web designer da poco. Ti seguo spesso, sei una manna dal cielo con i tuoi articoli!

  31. Laura De Masi scrive:

    7 maggio 2009 alle 21:29

    heheh ciao Francesco.. anche io faccio i miei complimenti e seguo sempre Lauryn.. ma mi sa che hai sbagliato blog :-p

  32. Lauryn scrive:

    7 maggio 2009 alle 22:02

    lol mi sa che francesco ha fatto solo un po’ di confusione con i nomi, Laura De Masi ha i complimenti di tutti: pochi articoli ma buoni ;)

  33. Come si calcola un preventivo: caro cliente, ecco quanto ti costo… | Italian webdesign scrive:

    8 maggio 2009 alle 13:03

    [...] In questo articolo Laura propone il suo metodo, i conti che si è fatta in tasca, e come ben vedete, ci sono delle belle cifrette su cui cominciare a basare i nostri lavori… [...]

  34. cisco scrive:

    8 maggio 2009 alle 14:46

    non mi è chiaro… fai il preventivo e poi il brainstorming? se da quello esce che è meglio un’esigenza di portale anzichè sito, cambi il preventivo?? Non sarebbe meglio prima preoccuparsi di cosa mettere, come, e poi fare il preventivo?

    Anche perchè in settori che non so conosce, gli obiettivi magari possono essere raggiunti medianti soluzioni diverse da un semplice sito; un contest, per esempio, o altro… come si può saperlo prima?

    non so, non mi sembra granchè logico come approccio….

  35. marighela scrive:

    8 maggio 2009 alle 14:56

    leggendo voi mipare di vivere inun altro pianeta!!!!….
    cito:”Supponiamo che la nostra tariffa oraria sia di 25€ (il minimo storico! il mio professore privato di matematica prendeva di più…)”

    bhè, la mia tariffa oraria è inferiore eppure storcono il naso e midicono che sono cara e poco disponibile!

    cito: “Se un cliente ti da max 500€ per un sito.. bè la risposta è semplice : “NO”! Lo farà poi qualcun’altro :) )) Voi che ne pensate?”
    che faccio i salti mortali e di gioia quando mi arriva un lavoro anche di quella cifra!!!!…nonostante poi SERIAMENTE i miei preventivi sono molto piu’ professionali!

    cito: “le riunioni possono essere anche virtuali, via skype per esempio, ma il tempo impiegato è materiale e tangibile!!! L’80% dei miei clienti non l’ho mai visto in faccia, ma tra email, teleconferenze e telefonate io ci “perdo” giornate di lavoro…”
    spiegatemi il vostro segreto che utilizzate per far capire alle aziende o ai vostri clienti che è un NORMALISSIMO modus operandi per chi lavora come freelance!!!!!….io in 4 anni e piu’ ho rimediato solo contratti dove ero COSTRETTA ad andare 5 giorni la settimana, 8h al giorno presso l’azienda. La partita iva era solo ed esclusivamente uno sgravio fiscale (per loro).

    avrei milioni di altre cose da dire….ma meglio che taglio.

  36. Luca scrive:

    8 maggio 2009 alle 15:08

    Io generalmente, prima di proporre il preventivo, faccio capire cosa il cliente ottiene. In questo modo e’ piu semplice chiedere anche qualcosa di piu, che dopotutto e’ il giusto.

    Pero, francamente, quando mi dicono “ma il figlio dell’amico di mio cugino che smanetta coi computer me lo fa a 100 euro” gli dico fattelo fare da lui.

  37. Lauryn scrive:

    8 maggio 2009 alle 15:26

    Marighela, devi avere più polso, se ti fai mettere sotto così non guadagnerai mai niente.
    8 ore al giorno per 5 giorni? bene: caro cliente, sgancia 500 euro solo per questi incontri e poi si parla di sito…stiamo scherzando marighela?!!?!? tira fuori le palle su!!

  38. Just scrive:

    8 maggio 2009 alle 15:39

    Bellissimo articolo. Da stampare e mettere alla testa del letto e ripeterlo la sera dopo le preghierine :)
    In ogni caso, oggi leggevo un post sullo stesso argomento da parte di Andy Clarke. Traduco perchè mi sembra davvero interessante:
    “[...]Il vostro valore [come designer] è molto di più di quello delle ore,dei giorni o delle settimane passate a lavorare sul vostro lavoro corrente, o sul prossimo. Il vostro valore per i clienti è il fatto di esserci in futuro per aiutarli quando ne avranno bisogno.
    E perchè questo accada, c’è bisogno che facciate soldi. Se un vostro potenziale cliente vi chiedesse di lavorare per un tariffa minore, spiegategli che è nel loro interesse che la vostra azienda sia felice e in forze, e che ciò che potrebbero risparmiare oggi, costerà loro caro in futuro, se voi non ci sarete”i

  39. marighela scrive:

    8 maggio 2009 alle 15:39

    il 99% delle volte sono stata costretta ad accettare. dopo 2 mesi che non entrano 100€ e con un mutuo da pagare è dura dire di no.

  40. Lauryn scrive:

    8 maggio 2009 alle 15:42

    posso capirti marighela, ma cosa ci hai guadagnato?

  41. marighela scrive:

    8 maggio 2009 alle 15:46

    che in un anno (gennaio-dicembre) ho cambiato 6 posti di lavoro perchè poi mi stancavo.

  42. Lauryn scrive:

    8 maggio 2009 alle 15:58

    dipendente? ti stancavi di cosa?

  43. marighela scrive:

    8 maggio 2009 alle 16:29

    formalmente no, sempre con PIva ma con OBBLIGO di presenza ed orari come un dipendente.
    mi stancavo del “sistema”, perchè quando riuscivo ad avere un progetto MIO a cui lavorare e che mi portava via magari una giornata perchè dovevo andare dal mio cliente o sbrigare altre faccende, mi facevano storie.

  44. Lauryn scrive:

    8 maggio 2009 alle 16:34

    no scusami…
    se hai partita iva ma hai obbligo di presenza, loro sono obbligati a definire un compenso fisso mensile…non mi dire che non ti pagavano…

  45. marighela scrive:

    8 maggio 2009 alle 16:39

    ci mancava solo che non mi pagassero Lauru’!!!!!….
    quello che discuto io è che ero OBBLIGATA ad avere lo stesso comportamento (doveri) di n dipendente. Pero’ ovviamente ferie e malattia quando succedeva si scalavano dalla fattura a fine mese.

    P.S. mi sa che siamo OT e stiamo monopolizzando la discussione :P forse se vuoi sarebbe meglio proseguire in altri modo la nostra chiacchierata :P

  46. Luca scrive:

    8 maggio 2009 alle 16:44

    marighela se hai obbligo di presenza avrai un contratto. E su questo contratto DEVE esserci scritto che percepisci un compenso.

  47. Roberto scrive:

    8 maggio 2009 alle 16:45

    e adesso chi me li paga i 15 minuti che ho usato per leggere l’articolo?

    ahahahahah!!!!!

  48. Roberto scrive:

    8 maggio 2009 alle 16:56

    Comunque io non sono d’accordo per la costruzione di un wireframe (sinceramente mai fatto), non tanto per il fatto che per noi sicuramente sarebbe meglio avere prima una struttura alla quale attenersi, ma per il fatto per il cliente che non potrebbe capirne l’ultilità, in poche parole potrebbe definirla una perdita di tempo!
    Io salterei questa fase e passerei subito alla bozza…al massimo lo farei pure un wireframe sul quale basarmi, xò lo terrei per me.
    Ah!..un’ultima cosa…questi fatidici 900€ alla fine glieli metti in conto? Li calcoli già nel contratto che fai firmare prima? Oppure non li riscuoti come fa Lauryn? :) (scherzo Lauryn)

    Comunque ti faccio i complimenti! Veramente un bell’articolo!

  49. Flavia scrive:

    8 maggio 2009 alle 18:09

    Ottimo articolo!
    Io generalmente vincolo il cliente con una lettera d’incarico (della serie: così non mi scappi) e dopodichè passo all’ architettura informativa che pare essere affine alla tua ricerca d’ispirazione e alle bozze grafiche, senza wireframe.
    Una volta ho provato a far vedere il sito tramite il wireframe ad un cliente-programmatore: non è riuscito ad immaginarsi il sito e ha voluto le 2 bozze grafiche specificate nella lettera d’incarico.
    Scelta e approvata la bozza, stilo il preventivo che faccio firmare, completo il lavoro e riscuoto mediante ritenuta d’acconto.

    Nell’ ordine:

    - lettera d’incarico
    - 1 bozza
    - preventivo + pagamento del 30 % come anticipo.
    - svolgimento del lavoro e completamento
    - riscossione del pagamento mediante ritenuta d’acconto

    Credo che così fili abbastanza e tuteli sia il webdesigner che il cliente… che ne dite?

  50. Lauryn scrive:

    8 maggio 2009 alle 18:45

    @flavia: interessante questa lettera d’incarico. in che forma la scrivi?

  51. Emanuela MTA scrive:

    8 maggio 2009 alle 19:11

    Dio, ma come farei senza di voi!!!
    Lauryn e Laura, siete delle grandiiii!!! [GIRL POWER eh eh :P ]

    detto ciò al momento chiedo 15€netti/h per lavori di web publishing, mentre per lavori di web design e slicing ho alzato a 18€netti/h. Concordo sul fatto che così facendo si rischia… ho perso un’agenzia che ha storto il naso dicendomi tra le righe che sono troppo cara (peccato che ho fatto presso la loro sede più di 50 ore spalmate in 3 settimane)…
    detto ciò, considero anche che al momento lavoro da casa o se riesco dall’università, e che lavorando in ritenuta d’acconto (aprirò p.iva solo finita la laurea spec. e quindi o al termine dell’anno o con gennaio) non ho grosse spese oltre l’adsl e la benzina.

    Sono assolutamente d’accordo che se propongono un sito per 300€ io rifiuto, ma per farsi un portfolio di base, ho magari accettato prezzi che ora non accetterei mai più, ma così mi sono fidelizzata i clienti, ai quali quasi annualmente propongo un restyling e quindi è un po’ un return on investment. E’ tutto molto delicato: l’equilibrio tra accetto un lavoro certo e sottopagato, e aspetto un lavoro di alta qualità ben pagato dipende anche da fattori esterni (se si vive da soli e si paga l’affitto, in qualche modo i soldi devono entrare…ahimè)

    Per quanto riguarda i wireframe, anch’io ho sempre iniziato dalle bozze e solo da un’anno ho iniziato a considerare questo strumento (scandaloso tra l’altro che in tutti i corsi fatti in uni non se ne sia mai parlato…) e lo ritengo ormai fondamentale, perchè lo sforzo tra un wireframe e una bozza grafica è ben diverso.

    Una domanda: come fate pagare le ore di “coding”?
    Usate sempre lo stesso prezzo?
    Usate lo stesso prezzo orario per la personalizzazione di un tema ad hoc su una piattaforma open source o per la realizzazione di un motore ad hoc lato server?

    a voi l’ardua risposta ;)

    p.s dovremmo unirci compatti in tutta italia e creare un albo dei web designer, con prezziario di tariffe minime, così poi anche i clienti più gnoranti in materia si renderebbero conto del valore del nostro lavoro!

  52. Neck scrive:

    8 maggio 2009 alle 19:28

    Piano prima di etichettare la domana che segue come fuori tema…
    prova a rispondere per favore

    Se tu dovessi far pagare a qualcuno l’articolo he hai scritto
    quanto lo valuteresti e sulla base di quali parametri?

    Grazie per la risposta.

  53. Lauryn scrive:

    8 maggio 2009 alle 19:48

    posso rispondere io a Neck? gli articoli per blog sono altra cosa perchè si valutano in base alle visite ricevute dal sito e si pagano a “cartella” semmai. io scrivo anche per html.it e si equiparano ai costi all’ora. considerato che per scrivere una cartella ci si mette almeno un’oretta fra ricerche, correzioni etc, direi che gli articoli (scritti per chi paga) vengono pagati il giusto. gli articoli scritti per sè sono un investimento di ritorno, che porta visite e nuovi clienti.

  54. Flavia scrive:

    8 maggio 2009 alle 21:15

    @ Lauryn: ho trovato un buon prototipo da questo ottimo sito: http://www.beatfly.net/?p=5 :)

  55. Francesco Caruccio scrive:

    8 maggio 2009 alle 22:18

    Scusate ho fatto confusione tra Laurin e Laura de Masi, che figuraccia! ma lo sapevo io che mi confondevo.. uffa. Scusate, volevo dire “complimenti a Laura De Masi”.. per Lauryn già li ho fatti quindi eheh..

  56. Francesco Caruccio scrive:

    8 maggio 2009 alle 22:19

    Certo che scrivo proprio male in questi giorni. Abbiate pietà.

  57. Neck scrive:

    9 maggio 2009 alle 0:21

    Lauryn
    sinceramente mi scppa” un sorriso per quel
    “scrivo per html.it”
    spero tu sia giovane.

    Andando oltre
    non mi pare che pur volendoci mettere diciamo il becco….alla fine hai ritenuto piu’ opportuno sottolineare una tua ipotetica credenziale piu’ che rispondere
    PRATICAMENTE e magari osservando lo stesso stile (e cio’ che mi ha spinto a furmulare la domanda..credimi…) di chi ha scritto l’articolo.

    i riprovo,sperando che ne stai furoi,sincermaente non mi servi….
    anche se sara’ difficile tratteti dal rispondere ulteriormente sostenedo che hai dato un’indicazione precisa
    un ora….
    ….

    quanto potrebbe essere valutato
    sempre e solo da chi ha scritto questo articolo
    l’articolo stesso?
    Con la stessa schiettezza con cui ha esposto il suo punto di vista sull’ipotetica paga orario di un “Operatore” (con la O maiuscola e con quella definitizone,visto che altre definizioni “istituzionalizzate” non ne esistono e nemmno da “albo addetti”.
    Se vuoi te la rivcolgo in altro modo
    quanto haii impiegato (o pensi di ) per scrivere questo articolo ?

  58. Jacopo scrive:

    9 maggio 2009 alle 0:24

    Ciao Laura, mi piace come hai affrontato l’articolo, hai menzionato diverse problematiche che si incontrano nel rapporto con i clienti e hai dato buoni consigli su come affrontarle.
    Provo a dire la mia.
    Di clienti ne ho incontrati di due tipi, quelli che hanno idea di cosa sia un sito web e quelli che sono alle prime armi. Essendo il web, sopratutto in Italia, ancora una cosa “nuova” per molte realtà aziendali, quello che manca è un bagaglio di esperienza comune verso il nostro lavoro.
    Questo comporta molte difficoltà per capire il valore del nostro impegno e a quantificarne il giusto compenso.
    Mentre quando i nostri potenziali clienti vanno a comprare un’auto, i mobili per l’ufficio oppure si rivolgono al loro avvocato hanno precisamente in mente quello che andranno a spendere, nel caso del sito web, per chi è alla prima esperienza, non esistono ancora dei parametri di riferimento e il cliente si trova spaesato.
    Noto che il web viene visto, da chi non fa parte del settore, come una cosa libera, gratuita, facile, un modo dove non esistono grossi investimenti e dove è facile muoversi per chiunque.
    La difficoltà maggiore, quindi, è quella di rendere il più possibile cosciente il nostro cliente di quello che è il tempo e le competenze necessarie a sviluppare un buon sito e, come ha detto giustamente qualcuno che è intervenuto prima di me, il reale vantaggio che si può ottenere da un progetto realizzato bene.
    Scusami se mi sono dilungato e complimenti ancora per l’articolo, mi piacerebbe leggere un seguito che parli della promozione e della gestione di un sito avviato.

  59. Neck scrive:

    9 maggio 2009 alle 1:36

    Mi piace questo uotimo intervento
    tocca molto ingenuamente magari ,ma di sicuro per esperineza, tutti i punti sensibili dell’argomento.
    Il cliente pero’ NON sempre ha torto nel cosiderare Internet un luogo di facile accesso e basato sul free
    di fatto Internet e’ anche cosi.
    E soprattutto
    anche cosi puo’ offrire ottimi ritorni
    e un vero professionista lo sa perfettamente
    OGGI….
    un professionista vero pero’…non un ottimo tecnico che in definitva si e’ “autocostruito” e di santi non ce ne sono proprio…non dimentichamolo….
    ma un vero professionista…
    coe’ un operatore che oltre alle cnoscenze squisitamente tecniche e alle presunte o provate capacita’ artistiche e’ anche a conoscenza della realta’ vera
    e la realta’ vera dice che pesso ha proprio ragione il cliente pur nel suo infinito ignorare molte cose.
    In definitva l’articolo secondo me si propone in modo assolutamente dilettantistico
    ,attentissimo com’e’ l’autore a non scadere in affermazioni che potrebbero sminuirne le presunte capacita’ professionali e valore professionale….
    ma del tutto sganciato dalla realta’quotidiana di questo MESTIERE
    si perche’ non si puo’ parlare di vera professione.
    IN poche parole un articolo da dilettante e quindi anticipo il mio parere su un possibile valore….
    con un biglietto da visita del genere io non mi farei MAI fare un sito per esempio….
    e non certo per il preventivo gia’ al di fuori del “reale quotidiano”
    ma per la banalita’ ,tutto sommato, delle argomentazioni proposte…
    anche se con quel “l’argomento e’ molto vasto”….
    Un professionista vero deve saper dare al cliente cio’ che il cliente chiede
    nel momento in cui il cliente chiede qualcosa di PRECISO
    e allora ci puo’ stare anche un preludio di preventivo del genere
    CASISTICA PERO’ RARISSIMA,che piaccia o n….
    e questo il professonista,che piaccia o no….
    LO DEVE SAPERE
    e deve sapere essere VELOCISSIMO nel coglier l’essenza della richiesta e di conseguenza nel consegnarla al minor coto possibile.
    Un opeatore che impiega tutte quelle ore per iniziare a metter mano ai css
    e lo afferma di DEFAULT
    non e’ un bun professionista
    e’ uno che pretende di esserlo e che si autonomina tale prima d tutto,e di conseguenza si valuta in prima persona prima di tutto.
    Oggi il costo di un sito
    che piaccia o no
    di base
    e’ 500 euro e anche fatturate ovviamente.
    CHi con questa cifra NON RIESCE prima di tutto ad accontentare il cliente (po se stesso….ma solo poi…) generico
    e’ melgio che cambi mestiere
    in seguito sara’ anche peggio infatti.
    E DIMOSTRARE che un sito da 500 euro renda meno (si parla di siti commerciali, con finalita’ commerciali… ) di un sito da 50000 euro e’ davvero difficilissimo
    io direi anche poco professionale tentarci
    perche’ con poco anche un neofita riuscirebbe a dimostrare il il contrario non illudiamoci cosi tanto che il cliente sia sempre un neofita incapae di evolversi…non e’ cosi…
    spesso l’autocombustione…fa brutti scherzi ragazzi….
    OGGI….nel 2009……

    per esempio…
    quanto si presuppone che si sarebbe disposti normalmente… a pagare il layout di questo blog?
    Provate a chiederlo a qulcuno NON DI SETTORE..e occhio…ha ragione lui…..giusto per capirci…

  60. Lauryn scrive:

    9 maggio 2009 alle 9:07

    scusa Neck, hai ragione non dovevo rispondere al posto di Laura…
    rispondo però alle tue domande nei miei confronti:
    ho 31 anni, perchè ti viene da sorridere leggendo che scrivo per html.it?
    in secondo luogo, 500 euro fatturati…ma tu hai partita iva? sai quanto ne rimane in mano al professionista? solo 200…il resto se ne va in iva, o ritenuta d’acconto e insp, imposte regionali e quant’altro. 200 euro per un sito, ma dove siamo in India? (e lo dico con cognizione di causa, anzi al mio prossimo cliente che lo vuole così ho anche un nominativo da dargli)

  61. chiara scrive:

    9 maggio 2009 alle 10:25

    Ciao Laura, complimenti per l’articolo, molto interessante e utile per chi è all’inizio!
    Nell’articolo hai presupposto che ci sia già una bozza di contratto da cui partire, magari stilata precedentemente. Io vorrei approfittare x chiederti proprio da dove iniziare per buttare giù un contratto… Hai dei riferimenti da dove potrei prendere spunto? Soprattutto per i temini legali…
    Grazie!!!

  62. Luca scrive:

    9 maggio 2009 alle 11:04

    Ciao chiara, io uso OScon personalizzato :)

  63. Lauryn scrive:

    9 maggio 2009 alle 11:28

    OT comunque i troll ci sono sempre e ovunque eh? :D

  64. Luca scrive:

    9 maggio 2009 alle 11:42

    Lauryn ti riferisci a me?

  65. Lauryn scrive:

    9 maggio 2009 alle 11:47

    ma no Luca :) , non hai letto i commenti precedenti? mi riferisco a Neck ;)

  66. Salvatore scrive:

    9 maggio 2009 alle 12:25

    @Nek
    nonostante non sia Laura De Masi o Lauryn, ti rispondo lo stesso che ti piaccia o no, perchè internet oltre ad essere”free” come dici tu è anche questo.
    Qui si scambiano opinioni, che condivise o meno vanno rispettate, il web di oggi si basa proprio su questo, e in un blog del genere quel che non serve sei proprio tu!

    Andiamo avanti, tu ti permetti di sorridere perche Lauryn scrive per html.it? e chi sei tu per farlo? Mostraci le tue credenziali, facci capire chi sei e da quale pulpito ti permetti di deridere due professioniste usando opinioni a parer mio ridicole scritte in un italiano poco leggibile da chissa quale fantomatico esperto del web.

    E sopratutto spiegaci come si diventa un professionista nel settore, e quali sono le cose che tu conosci che un web designer “autocostruito” non potrà mai conoscere.

  67. Laura De Masi scrive:

    9 maggio 2009 alle 13:35

    mi sono persa un po’ di commenti..
    ripondo per ora solo a Chiara: in questo articolo c’è il link ad un altro in cui si parla proprio dei contratti ;-)
    per rispondere agli altri (e noto ora quanto siamo andati ) devo rileggere meglio il tutto!
    p.s. Cercate solo di non far confusione tra le persone pls

  68. Laura De Masi scrive:

    9 maggio 2009 alle 13:36

    dimenticavo: una piccola ammonizione a NEK .
    Ti chiedo per favore di inserire una email valida, altrimenti dovrò segnarti come spam :-(

  69. Chiara scrive:

    9 maggio 2009 alle 14:26

    Ringrazio sia Luca ke Laura, nn avevo notato il link… sarà l’influenza scusate… Addirittura c’era una risposta già prima della domanda, fantastico ;-)

  70. StefanoV scrive:

    9 maggio 2009 alle 14:33

    Ciao Laura,
    hai ragione… hai calcolato le variabili da considerare ecc… però 900€ calcolandolo come minimo in 36 ore non le prende nemmeno un capo-cantiere (esempio stupido giusto per rendere l’idea) e sopratutto senza aver scritto css…

    Con css andrai a 1200 + i vari trick cross-browser, html, validazione, accessibilita, ecc… te ne vai a 2000€ per un sito di semplice xHTML/CSS … detto ciò, non ci si può lamentare ke il cliente storce il naso, perkè 2000€ per un sito, almeno nelle piccole citta per aziende medio/piccole o privati, sono un sacco…

    Però concordo con te, a quest’ora sarei ricco, xkè a me fanno fare interi CMS a 2000€ o anke meno, compresi di grafica, e funzioni auto-implementabili in php… se calcolassi il tempo ke impiego, la logica e lo studio del database e della struttura, non basterebbero 10000€ a sito, e sarei disoccupato se facessi sti prezzi ihihihih

  71. Lauryn scrive:

    9 maggio 2009 alle 15:51

    @Laura: non avevo dubbi che non avesse inserito un’email valida…i soliti troll. Sul mio blog quando compaiono questi tristi figuri che non lasciano un’email valida, da regolamento vengono bannati :) Mi faceva specie che una persona normale potesse pensarla come lui…
    un bacio, grande Laura

  72. Emanuela MTA scrive:

    9 maggio 2009 alle 16:28

    perchè nessuno ha considerato la mia proposta di un albo ufficiale di web designer?
    ;)

    Non voglio aprire polemiche inutili e quindi mi permetto di dire solo questo: caro Nek a meno che tu non sia un ricercatore o simili che scrive per il TOCHI (transaction on computer human interaction), e allora avresti tutta la mia ammirazione e considerazione, non capisco come tu ti possa permettere di deridere chi scrive per html.it!
    Innanzitutto dovresti imparare a scrivere in italiano leggibile nei tuoi commenti, secondariamente dimostrare con un link ad un tuo sito/blog/portfolio quante ne sai e come ne sai (e quali corsi di laurea, master e quant altro ti hanno permesso di non essere un web designer autocostruito) e poi possiamo riparlarne.

  73. Neck scrive:

    9 maggio 2009 alle 16:37

    un e-mail valida…
    pazzesco….
    ragazzi scendete dal pino che tira aria grama….
    COMUNICO A QUESTO AMBIENTINO CHE HO INSERITO UNA E-MAIL VALIDISSIMA
    nel caso non fosse di gradimento
    fatemi sapere….
    ma non dovra’ anche essere certificata?
    ———–
    e vi meracigliate se i clienti sorridono?
    INCREDIBILE….
    mostra le tue credenziali…..
    ma hai fatto i conti di csa ti rimane con 500 euro….
    perche’ uno sorride se legge “io scrivo sul blog di html.?….
    o sei d’accrodo e se soprattutto GENTILE o sei un trolll……
    INSERISCI UNA E.MAI VALIDA ALTRIENTI SAO” COSTRETTA A “BANNARTI”….
    E QUESTA E’ GENTE DA 1000 EURO SOLO PER ACCENDERE IL MOTORINO?????????????

    MA NONS CHERZAIMO RAGGAZZI!
    MA NON SCHERZIAMO!!!!!!!!!!!!
    Nemmeno il barista piu’ improvvisato riponderebbe ad un suo “cliente” che ha qualche perplessita’ sul caffe’ servito al banco
    “fammi vedere come lo sai fare tu, e gia’ che ci sei FUORI I DOCUMENTI”
    MA NON CHERZIAMO RAGAZZI!
    NON SCHERZIAMO!
    NON AVETE ANCORA CAPITO NULLA DI INTERNET
    nel 2009
    state andadno avanti per forza d’inerzia grazie alla spinta dei tempi in cui scoperto Internet vi siete dati da fare…..

    ne capirete mai nulla se continuate a rimanere a contarvela su tra di voi!

    SVEGLIA!

    .
    MA PER PIACERE….

    mi raccomando e’….
    fatemi sapere se l’e.mail e di gradimento
    diversamente ditemi voi a quale hosting preferite che faccia riferimento

    ma dovro’ mica anche controllare la sintassi di questo…non so come definirlo
    ho paura di offendere
    anche se alla fine lpho scritto io e nei “commenti” di un bloggherello simpatico simpatico tutto sommato.

    PAZZESCO…..

  74. Antonio scrive:

    9 maggio 2009 alle 17:23

    @Neck
    sono proprio curioso di vedere cosa hai saputo fare tu nel tuo ambito lavorativo, neck.

  75. Jacopo scrive:

    9 maggio 2009 alle 18:12

    Ragazzi, non scaldiamoci per queste cose, c’è il calcio e la politica per inca***arsi! no?
    Una considerazione, si parla di prezzi per un “sito web”, una definizione del tutto generico, questo su cui stiamo scrivendo è un sito web, html.it (dato che è stato citato) è un sito web, wikipedia è un sito web… come si fa a parlare di cifre su queste basi?
    Anche io ho realizzato siti web a 500 euro fatturati (450 per la precisione) ma si trattava di home + dove siamo e contatti, con template già pronto. Un paio di giornate di lavoro tutto compreso, non ci vedo nulla di male, anzi magari averne 10 al mese di clienti così!
    Chi fa questo lavoro sa bene che ogni progetto è una realtà a se, un consulente freelance lavora spesso a orario proprio perchè è difficile stabiliere a monte quanto sarà lungo il lavoro, non lo sa lui e sopratutto non lo sa il cliente che giorno dopo giorni si fa venire qualche idea/esigenza da soddisfare.
    25 euro lorde sono pochine, ma poi dipende dalla velocità di ognuno, poi quando si parla di tariffe orarie bisognerebbe valutare per cosa, anche li dipende molto, un conto è fare css+html di un sito, un conto architettare un database o scrivere gli script per gestirlo, un conto è fare una grafica in flash oppure il lavoro di SEO per il posizionamento.

  76. Lauryn scrive:

    9 maggio 2009 alle 18:32

    don’t feed the troll

  77. iVicio scrive:

    9 maggio 2009 alle 18:41

    @Nek
    Alla fine non ho capito se:
    -l’articolo è di tuo gradimento
    -condividi quello che c’è scritto
    -sai rispettare la persona che ha, in modo intelligente, aperto un discorso utilissimo.
    -rispetti gli utenti che rispondono in modo garbato
    -ci fai o ci sei
    Indipendentemente dalla risposta evita di scrivere se non porta nulla di utile
    “live together or die alone”

    @Laura De Masi
    Porta avanti questo articolo, arricchiscilo( anche con opinioni), apri un sondaggio
    evidenzialo… insomma tienilo vivo che serve veramente ;)
    Magari si trova il giusto equilibrio :)

  78. Neck scrive:

    9 maggio 2009 alle 19:14

    Antonio
    ma per favore…..
    ———-
    ooooooooooooooola!
    Anche io ho realizzato siti web a 500 euro fatturati (450 per la precisione) ma si trattava di home + dove siamo e contatti, con template già pronto. Un paio di giornate di lavoro tutto compreso, non ci vedo nulla di male, anzi magari averne 10 al mese di clienti così!

    PERFETTO!
    e saper accontentare un cliente con DUE GIORNI di lavoro fatturati a 450 euro
    e’ esattamente
    che piaccia o no
    la base ragioevole dalla qual partire per poter sviluppare un eventuale ragionamento seri sull’argomento!!!
    Perfetti anche gli esempi
    html.it?
    Ma vogliamo provare astabilire quanto puo’ costare????????
    Cioe’…un “cliente” entra in agenzia o studio o sottoscala o quello che si preferisce immaginare e chiede:
    “Buongionro ect.ect.
    ho intenzione di investire una cifra che non riesco ancora a quantificare
    perrealizzare un progetto come html.it!
    MO COSA GLI RISPONDIAMO?
    Scusi,capisco che lei non puo’ capire ma….
    MA QUANDO LA SI FINIRA’ DI CONSIDERARE IL “CLIENTE” come una sorta di somaro incapace di “capire”???????
    Mai sfiorato il dubbio che potrebbe anche essere che il “cliente” e’ persona dotata delle stese potenzialita’ assimilative di chi propone e potrebbe nel giro di non molto arrivare a capire perfettamente che
    se un webmaster sa fare il suo mestiere
    in DUE giorni di lavoro serio e ben fatto puo’ tranquillamente consegnare quello che e’ possibile senza tema di sbagliare essere UN SITO a tutti gli effetti e per giunta rispondente alle ASPETTATIVE e necessita’ del cliente?
    Ma un isto non puo’ essere un template????????????
    Ma da dove esce sta assurdita’?
    Se a me servono dieci magliette di rappresentanza non possono essere qualcosa di preconfezionato????????
    DEVO usare uno stilista e per giunta originale???????????
    Ma stiamo shcerzando o cosa?
    Questi sono 50 template
    CHE CONOSCO PERFETTAMENTE E CHE MAGARI HO ANCHE SVILUPPATO PERSONALMENTE
    tot pagine (massimo 5 7 per un sito commerciale d’immagine ,cioe’ la stragrande maggioranza dei casi ) tot giorni di lavorazione DUE.,MASSIMO TRE (uno e’ per capirsi e proporre e spiegare le condizioni, il tempo della tentata venditanessun professionista serio in qualsiasi settore lo fa pagare…non confondiamoci…. )
    Questo e’ l’elenco dei file che MI DEVE CONSEGNARE
    a file consegnati parte la lavorazione
    Bovifico o assegno o contanti
    sito online
    STOP
    ————————
    Progetto ORIGINALE
    questi 20 esempi
    costo non meno di 3000 euro, quando il progetto NON comprende alcuna collaborazione ai contenuti (puo’ succedere che venga richiesta l’esperienza di un operatore …eccome anche…)
    ma:
    inq uesot caso il costo e’ stato
    inq uesto caso il costo e’ stato
    in questo caso l costo e’ stato
    QUESTI SONO I NOSTRI COLLABORATORI PER:
    Aspetti fotografic
    aspetti video
    e l’elenco puo’ essere MOLTO lungo.
    ————————————————
    UN EX “CLIENTE”….felice di aver preso a suo tempo
    nove anni fa
    una (immaginate pure il termine nel modo piu’ corretto possibile ) che lgi servi da stuendo stimolo.
    UNA DOMANDINA MOLTO PRECISA…
    MA tra i partecipanti a questa chiacchierata
    QUANTI E CHI
    e’ stato fortunatamente…ALMENO UNA VOLTA
    UN CLIENTE?
    ———
    L’email andava bene?

  79. Neck scrive:

    9 maggio 2009 alle 19:21

    25 euro lorde sono pochine, ma poi dipende dalla velocità di ognuno, poi quando si parla di tariffe orarie bisognerebbe valutare per cosa, anche li dipende molto, un conto è fare css+html di un sito, un conto architettare un database o scrivere gli script per gestirlo, un conto è fare una grafica in flash oppure il lavoro di SEO per il posizionamento.
    ————-
    PERLE DI SAGGEZZA scontate ma sempre validissime
    pero’ non hai fatto caso che la “tipa” (cosi prendo ancora di piu’ le distanze…ce ne fosse bisogno…da qusto giretto di assurdi…)
    ha chiaramente scritto che
    QUESTO E’ IL DISCORSO
    pero’ e’ un discorso davvero vastissimo….

    e’ una ce sa amministrare e usare il tempo a meraviglia non c’e’ dubbio hihi

    E.MAIL SEMPRE VALIDISSIMA
    pretendere pero’c he risponda anche via e.mail mi sembra un pelino eccessivo e’….
    ma roba da matti…..

  80. Lauryn scrive:

    9 maggio 2009 alle 21:01

    è un po’ difficile seguire i tuoi discorsi Neck, sono molto farfugliati e vi si legge molta rabbia, e non capisco perchè…cogliendo qua e là fra le cose che dici volevo solo ribattere che sarebbe fantastico se avessimo 10 clienti al mese x lavoretti da 500 euro ciascuno (sempre che l’effettivo impiego temporale sia, sommato, di un mese)…vorrebbe dire guadagnare almeno 5.000 euro al mese!

    la maggior parte delle volte invece succede che vi siano lavori da 1.000/2.000 che si protraggono per mesi, per poi vedere i soldi con il binocolo, e pochi lavori frequenti (ma non di certo 10 al mese) da 500/800 euro…

    fatti due conti se la realtà fosse come quella che palesi tu, guadagneremmo tutti un lordo di almeno 60.000 euro. peccato che le statistiche, più volte ribadite, riportino una media di 15.000/20.000 nel migliore dei casi.

  81. Lauryn scrive:

    9 maggio 2009 alle 21:06

    ps ancora non mi hai spiegato perchè ti fa sorridere che io scriva per html.it

    @emanuela: si è molto parlato di istituire un albo, ma alla fine si è giunti alla conclusione che si arrivava a creare un’altra “corporazione” come avvocati, notai, etc e a ben vedere siamo una professione come tutte le altre, niente di più. anche i designer, i grafici, ma anche i falegnami, gli imbianchini, sono tutte professioni valide e riconosciute. chiedere di rientrare in un albo sarebbe una sconfitta. ci sono molte associazioni di categoria a nostro sostegno che ci possono aiutare, definire degli standard, se vuoi, ma l’unica difesa contro i clienti che non comprendono è semplicemente lasciarli al professionista che si meritano: cioè il “figlio dello zio del nonno che smanetta davanti al pc” che non è la stessa cosa.

  82. Neck scrive:

    9 maggio 2009 alle 21:50

    HIhi
    il belo che ti senti anche in grado di valutare l chiareza di altri….
    cieleggimolta rabbia?
    ma se mi to iventendo al punto che non riesco a non tronare qui erleggere il seguito?
    Non ep che mi succede spesso
    MA ONO STATO ABASTANZA CHIARO O DEVO proprio concenrarmi?
    HIHI
    io ti sto rileggendo e ho deciso di non prendere nemmeno appunti
    mi faccio un copia e sono certo ch lo usero’ itnegralmente perche’ davvero
    i miei saranno ragonamenti molto confusi
    hihi
    ma i toi sono di una contraddizione incredibile!
    non so…vorrei riportare le risate che mis to facendo ma poi qui dventa davvero esilarante!
    hihi
    ua ahah
    no dai….
    STACCA
    mamma mia…..
    tenta di trovare l significato della parola
    MARKETING e quindi cerca
    dopo molto tempo…dopo verne assimilato bene il significato…
    di APPLICARLA AL TUO LAVORO…ammi retta……

    ma non si puo’ scrivere cosi e pretendere di fare del bene alla “compagnia”….
    e’ evidentissim che NON SAI VENDERE il tuo lavoro
    componente FONDAMENTALE in qualsiasi lavoro o professione
    e quado non lo si sa fare occorre provvedee affidandosi a terzi se necessario…
    certo che poi vanno scelti bene….

    e di consegenza ti ritrovi in quelle condizioni
    MA QUALI STATISTICHE? E DE CHE?
    MA PER PIACERE……
    siti da due mila euro che si protraggoo per mesi?
    MA NON E’ CHE TI SORGE PRIMA O POI E LO SPER… IL DUBBIO CHE FORSE SAPER LAVORARE non puo’ significare SOLO essere convinti, a torto o a ragione,
    di sapere il fatto prorpio o grafica e sorgenti???????????

    E te credo che ce ne volgino mille solo per accendere il mntorino….
    MA PER FAVORE……
    e ti assicur che mi sto davvero spanciando dalle risa

    anche per le tue pretese di “analisi da professorino di borgata……
    hihi
    sempre piu’ incredibile…..

    MA LA E.MAIL
    VA BENE O NO?
    Qui nessuno risponde….
    mha’…..
    ————
    senti fai una cosa…
    io il secodo post non lpho letto
    davvero
    no ce l faccio
    tu pero’
    davvero
    facci questo favore
    RILEGGETTI ATTENTAENTE IL PRIM DEGLI ULTIMI DUE CHE HAI POSTATO….
    ma davvero….
    PROVACI
    cocnetrati NON solo sulle battiture e la sintassi

    prova con il contentuo di quello che hai scritto e poi
    leggi l’argomento di questa chiacchierata…torna su e rileggi tutto attentamente…..

    MAMMA MIA…..

  83. Neck scrive:

    9 maggio 2009 alle 21:52

    ma davvero devo farti la bellina nel prossimo post?
    hihi
    sicuro d meritartela?
    io no…non sono mica tanto sicuro sai?
    Forse e’ meglio lasciarti almeo quella sensazione ……
    mha’….
    SCRVI BENISSIMO
    si capisce subito he sei altra merce
    e pazienza dai…cambera’……

  84. Neck scrive:

    9 maggio 2009 alle 21:54

    ancora non mi hai spiegato perchè ti fa sorridere che io scriva per html.it

    hihi pazzesco…..
    ma guarda che la spiegazione la stai dando tu…..
    e chiarissima…non vorrei offendere ribadendola…..

    mamma mia……

  85. Neck scrive:

    9 maggio 2009 alle 22:34

    Va bene…uff…
    do retta a una collega e cerco di “rientrare” anche se la ragazza e’ giovane non solo a livello di eta’ ma anche di Web…anche se bravissima e non capira’ di sicuro che e’ del tutto inutile…
    quado uno t mette
    “scrivo sul blog di html.it” in un contesto dove cio’ non ha nulla a che fare…e’ dura….
    risolvendo l’indovinello:
    non significa nulla o quantomeno fa sorridere perche’ non signifca nulla nel contesto di questa chacchierata
    e nello specifico e’ come per un navigante dire “io navigo nel Pacifico”….
    INSOMMA non rappesenta alcuna redenziae,tantopiu’ che nessuno ha richiesto credenziali.
    ——————-
    Pero’ davvero nel primo post hai scritto qualcosa di eslilarante
    praticamente non ti accorgi che affermi candidamente di NON SAPER VENDERE IL TUO LAVORO
    Per potersi definire UN PROFESSIONISTA e pretendere di porsi con il piglio e l’autorevolezza di un poessonista
    DEVI arrivare ad una media di 10 15 siti web da 500 euro!!!!
    Quello e’ il potenziale che DEVI dimoostrare di saper raggiungere!
    POI
    puoi anche mirare a vette piu’ ambite e piu’ qualifcanti fio a quando ti pare
    ma prma
    DEVI saper dar prova di interpreare correttament quello che e’ il potenziale REALE del mercao!
    MA NON SCHERZIAMO !
    Nel econdo post hai saggiamente accennato anche a catgorie piu’ “Umili”…
    bene
    GUARDA CHE un falegname COME SI DEVE
    sa perfettamente che il LAVORO e’ la quantita’ di lavoro PICCOLO….
    e’ quello che ti fa davvero guadagnare e vivere tranquillo
    NON quello di alto profilo che sara’ sempre accessbilie
    BEN AL DI LA delle tue capacita’….a pochi!
    Quello a cui e’ bene mirare e’ un lavoro continuo di ameno 20 giorni al mese….
    e in venti giorni pieni di lavoro si possono tranquillamente “siluppare” (facciao mettere in rete…che alla fine e’ cio’ che viene fondamentalmente richiesto….)
    dieci ,ma anche 15 siti di rappresentanza anche commerciale,che sono il vero potenziale attuale in Italia.
    Disiti da 5000 euro
    ne puoi sviluppare in contemporanea tranquillamente ben piu’ di uno senza fare alcuna figuraccia vai tranquillo….
    se ci sai fare e hai la giusta esperienza….
    il problema e’ proprio quello di far capire,
    MA IN MODO MOLTO ESPLICITO
    non ricorrendo a ridicole affermazioni del tipo “poi se vuole se lo puoo far fare dallo smanettone di turno o cose del genere” non sei TU quelloc he deve fare quella differenza…ma la devepercepire di suo IL CLIENTE……..
    di far capire che TU SEI UN PROFESSIOISTA
    e santo Iddio…non lo fai certo cpair affermando che scrivi per html.it op con post com gli ultimi due…..

    ———
    Il mercato vero
    quello che e’ li da sfruttare e che va sfruttato con i metodi di Margeting di qualsiasi impresa commerciale

    E’ QUELLO DEL SITO DA 500 EURO!
    fatturato e se erve pagato ance anovanta giorni
    come qualsiasi altro prodotto commerciale …e gia’…..

    Professionale al punto giusto (grafica standard e massima chiarezza NON E’ NECESSARIA L’ESCLUSIVA come non lo e’ in nessuna rappresentazone dell’attivita’ del resto…dale vetrine alle vroschure che fa il tipografo da sempre… )
    ANCHE IN FLASH ,non e’ certo un problema…..se il cliente viene avvertito sulle possibili conseguenze alivello di indicizzazioni (sta milgiorando anche in quel senso pero’…)
    SETTE .DIECI PAGINE MASSIMO

    POI

    C’E” LA GESTONE!!!!!!!!!!!!!!
    E qui inizia la vera avventura!

    Sappi che altrove
    dove il mercato di cui stiamo chiacchierando e’ una realta’ vera da tempo
    LE CIFRE SONO ANCHE PIU’ BASSE
    quando non si arriva al sito completamente free, spesso un cms ,addirttura un Premiom WordPress e via….(tranq…puoik farci un ottim sito atutti gli effetti….e penso che lo sia perfettamente…)
    nel contesto di un contratto di gestion PERO’ che invece
    e qui si che ci sto…
    va valuitato e compilato molto attentamente!
    Altro che quanto costa un sito…..

    Con un sorriso
    ma questa volta nel senso che la provocazione la ritengo finita.

    Ciao e buna serata.

    Ps.
    Imparamo a crearlo questo bendetto lavoro…
    con un mercato soldio di tanti siti da 500 euro!
    IL POTENZIALE
    e non solo per i piu’ FURBI (e non per gli smanettoni..tranquillo….)
    POI
    ci penseremo…..
    e u questo che varrebbe apena di discutere…sul COME FARE mantendo comuqnue n livello dignitoso e professionale
    COME SANNO FARE TUTTI nelle altre professioni…..
    ma per afermareCHE NON SI PUO’ FARE
    prima dimotriamo di sapere procurare (o impariamo ad usare gli strumeni per…) la matesria prima sulla quale discutere….
    i siti da 500 euro da fare….
    DA SOLI NON ARRIERANNO MAI

  86. I migliori post della settimana #24 « Fabrizio Savella scrive:

    10 maggio 2009 alle 18:40

    [...] 5) Il prezzo di un sito: dal primo contatto allo sviluppo di una bozza [...]

  87. Laura De Masi scrive:

    10 maggio 2009 alle 20:54

    Eccomi qui, dunque non avevo idea di come si fosse sviluppata la discussione nel fine settimana, perdonatemi ma ho avuto ben altre cose e parecchio più piacevoli da fare. Rileggerò la discussione che vedo esser andata oltre l’off topic e se necessario cancellerò i commenti più opportuni sperando che in futuro tali discussioni siano prese in forma assolutamente privata in quanto non contribuiscono per nulla ad arricchire la discussione.

    Altro commento personale: l’articolo in questione (perdonatemi giornalisti se uso inappropriatamente questo termine, lontano da queste 4 righe) è semplicemente uno spunto di discussione, non rispecchia fedelmente ma solo in parte il mio metodo di lavoro, come ho scritto è solo un metodo prettamente matematico per arrivare a quantificale in maniera appropriata un progetto web da sviluppare.
    Ripeto: è una delle tante strade e le difre potrebbero cambiare davvero tanto. Detto questo spero di riuscire a leggere il tutto ma vista la vacuità di alcune affermazioni che son riuscita a scorrere.. non lo do per certo.

  88. Emanuela MTA scrive:

    10 maggio 2009 alle 21:49

    è vero lauryn, in effetti un albo di professionisti sarebbe forse più una sconfitta che altro…
    In realtà secondo me si dovrebbe soprattutto standardizzare appunto i prezzi, che era il soggetto del discorso di questo articolo, proprio perchè secondo me ci vorranno ancora un po’ di anni per far capire il vero valore del nostro lavoro anche a chi non lo conosce…
    E purtroppo tutti gli sforzi di qualità continuano a venire vanificati se c’è in giro concorrenza sleale (500€ per un sito? ok parliamone seriamente dai…)

    Tra le associazioni di categoria quali citeresti?
    grazie per gli spunti che mi darai ;)

  89. Lauryn scrive:

    11 maggio 2009 alle 8:45

    @emanuela: io sono iscritta all’Iwa: http://www.iwa.it, paghi 65 euro l’anno, però hai svariati vantaggi: dall’avvocato fiscalista che ti da consigli nell’area privata, le liste di discussione approfondite e i biglietti gratis allo Smau e altri sconti per corsi etc :D

    nonchè un codice di deontologia da rispettare, a garanzia della tua buona condotta e professionalità!

    se hai bisogno di maggiori info chiedimi via email, sia io sia Laura siamo iscritte ;-)

  90. Laura De Masi scrive:

    11 maggio 2009 alle 10:20

    assolutamente d’accordo. Anzi aggiungerei che tutte le altre associazioni sono solo un fuoco di paglia! (perdonatemi se sono sfacciatamente di parte)

  91. davide scrive:

    11 maggio 2009 alle 10:40

    25 euro l’ora? E chi li ha mai guadagnati? Da ingegnere precario me li sono sempre sognati. Gasp forse dovrei fare il webmaster… io oltre i 15 ora non sono mai arrivato…

  92. Lauryn scrive:

    11 maggio 2009 alle 10:42

    @laura: a sto punto farei i nomi: Assoweb è una di queste associazioni fuffa che predicano bene e razzolano male, o meglio predicano anche male :D

  93. Laura De Masi scrive:

    11 maggio 2009 alle 12:16

    @Davide: 25€ sono solo l’incasso!! non pensare che i guadagni poi siano alti! specialmente se hai un ufficio da gestire con tutti i costi che ne derivano!!!
    @Lauryn: argomento ormai battuto più volte :-) basta leggere qui: http://www.web-magazine.it/2009/01/premio-web-italia-2008-nel-2009/

  94. Cristian scrive:

    11 maggio 2009 alle 14:05

    Intanto complimenti per l’articolo, come tutti condivido alcune cose ed altre, seppur ragionevoli e condivisibili, non sono (nella mia realtà) proponibili.

    Lasciatemi però convidere completamente un pensiero (che avrei scritto io :D ) di Lauryn che cito:

    “@emanuela: si è molto parlato di istituire un albo, ma alla fine si è giunti alla conclusione che si arrivava a creare un’altra “corporazione” come avvocati,..”

    la cosa peggiore che si possa fare è proprio creare altre corporazioni, caste e quant’altro (avvocati, notai, ecc.)

    ci possono essere associazioni, riconoscimenti, titoli di studio o esperienze (corsi, lavori,ecc) da evidenziare nel proprio sito o nella presentazione ad una azienda, ma la libertà imprenditoriale in questo settore deve restare tale, meglio regolamentata magari (scusate l’OT). nonostante abbia una laurea troverei assurdo e protesterei ad oltranza se, ipotesi, questa dovesse essere un requisito per poter lavorare in questo settore!

    Tornando in tema, cito StefanoV che condivido a pieno in questo pensiero:

    “Con css andrai a 1200 + i vari trick cross-browser, html, validazione, accessibilita, ecc… te ne vai a 2000€ per un sito di semplice xHTML/CSS … detto ciò, non ci si può lamentare ke il cliente storce il naso, perkè 2000€ per un sito, almeno nelle piccole citta per aziende medio/piccole o privati, sono un sacco…

    Però concordo con te, a quest’ora sarei ricco, xkè a me fanno fare interi CMS a 2000€ o anke meno, compresi di grafica, e funzioni auto-implementabili in php… se calcolassi il tempo ke impiego, la logica e lo studio del database e della struttura, non basterebbero 10000€ a sito, e sarei disoccupato se facessi sti prezzi”

    Nel Veneto (dove lavoro) ci sono una miriade di micro-imprese o comunque medio piccole, e rappresentano un bacino di clienti ottimo. Ma sono improponibili certi prezzi, sia per fidelizzare il cliente e proporre poi di tanto in tanto restyling parziali o totali, costruendo quindi un buon giro di clienti “fissi”, sia perchè moltissime micro imprese cercano solo la presenza.

    Cioè è giusto far capire l’importanza del codice valido, di posizionamenti e quant’altro, dell’investimento, ma è un dato di fatto che certe piccole aziende comunque necessitano solo una presenza. andare oltre la presenza per (faccio un esempio banale) il negozietto vicino casa sarebbe poco utile un investimento sostanzioso non lo proporrei nemmeno…

    In questi casi lo schema iniziale di lavoro analizzato nell’articolo varia (e comunque varia da cliente a cliente, da una tipologia di lavoro all’altro).

    Personalmente non faccio mai pagare un preventivo o un contratto ne il tempo impiegato, come non pagherei un’azienda quando chiedo un preventivo.

    A preventivo approvato (controfiirmato con tutte le condizioni, costo, tempi, ecc) si inizia. L’ispirazione e simili (considerando professionisti che hanno fatto già un gran numero di progetti web) è compresa nel prezzo, normalmente propongo un anticipo (non per i clienti abituali e fidati) contestualmente con l’invio di un paio di bozze.

    Nel preventivo credo sia giusto indicare anche i nostri obblighi. Sta bene fissare un costo finale e precisare cosa è compreso o meno (se alla fine chiedono seimila revisioni) ma anche i tempi e le eventuali (nostre) penali per i ritardi se non sono causati dal clienti o comunque con loro stabiliti.

    Ciao

  95. Laura De Masi scrive:

    11 maggio 2009 alle 14:28

    Cristian sono d’accordissimo, alla fine sono solo scelte. C’è chi sceglie tanti piccoli clienti e chi invece fa una selezione con tutti i rischi che comporta in una fetta di mercato diversa.
    In ogni caso (e l’ho già proposto ad emanuela) spostiamo la discussione inerenti ai presunti ALBI PROFESSIONALI in un nuovo post creato ad hoc altrimenti perdiamo troppo il filo del discorso. Sono 2 argomenti importanti per questo vanno trattati separatamente :-)

    Altro piccolo appunto: vista la discussione lunga e contorta commenti con email non valide o scritti in un italiano incomprensibile verranno cancellati immediatamente, perdonate il regime dittatoriale in questione ma ultimamente il blog (e non solo purtroppo) è stato preso di mira da diversi troll.

  96. Cristian scrive:

    11 maggio 2009 alle 14:48

    Ben venga una nuova e altrettanto importante discussione (albi professionali) :)

    Torno quindi in tema. Beh intanto rileggendo alcuni commenti direi (considerate che parlo in relazione a dove si vive, città, costo della vita, ecc.) che 5 mila euro al mese fatturati sono davvero pochi. Ancor peggio sapere che molte persone, magari professionali al massimo e gran lavoratori, ci arrivano a malapena oppure prendono anche meno.

    Dico fatturati appunto. Per chi vive da solo (voglio dire non a casa dei genitori) è facile credo capire il perchè. Poi aggiungi un ufficio è il fatturato sopra citato è forse sufficiente per vivere.

    @Laura: purtroppo e per fortuna (giusto per ringraziare il cielo che almeno si lavora :D ) non è sempre una scelta. Certo con una buona presentazione online si possono raggiungere clienti di grandi dimensioni (molti dei quali non li si vede mai di persona). In quei casi si costituisce magari un team, salgono i costi, le dimensioni del progetto e via dicendo. Molte delle aziende con le quali ho a che fare però (credo per una sensazioni di umanità e sicurezza tra l’altro in un periodo di crisi) desiderano un dialogo reale, incontri e via dicendo. Tornando quindi alla realtà in cui lavoro (Veneto) il numero di clienti (o potenziali clienti) di medio grandi dimensioni è limitato (alcuni hanno un reparto IT interno) e altre grandi aziende di città fuori regione magari sono poco propense ad affidare lavori a professionisti con i quali l’incontro di persona è difficile (ormai muoversi è semplice…ma per loro i costi aumentano se devo fare 300km)

    (ah si, oltre all’e-mail non metto il sito perchè siamo in una fase di revisione aziendale e, per tanti motivi, ritengo opportuno non inserirlo)

  97. Il prezzo di un sito: dal primo contatto allo sviluppo di una bozza | Simone D'Amico scrive:

    12 maggio 2009 alle 9:19

    [...] Il prezzo di un sito: dal primo contatto allo sviluppo di una bozza [...]

  98. Alb3rt1 scrive:

    12 maggio 2009 alle 15:23

    Ciao a tutti, se posso dir la mia sorvolando su commenti che si giudicano da soli, farei una distinzione su alcuni parametri che secondo me andrebbero tenuti in considerazione quando si “vende” un sito web. Del tipo: se davanti abbiamo un giovane musicista, o il fioraio del paese o comunque un privato che non ha moltissime risorse economiche, io cercherei di offrire un template diciamo “standard” e farlo pagare un prezzo giusto, diciamo che 500 mi sembra un buon punto di partenza per un sito modello “vetrina in internet” con qualche paginetta in xhtml e validazioni, e indicizzazione di base. Ovviamente se il cliente richiede una grafica iperlavorata ed esclusiva, con funzionalità dinamiche del sito web, con carrello elettronico e cms allora i costi DEVONO aumentare, sopratutto se il cliente è un’azienda… E su internet ci vuole guadagnare!!!
    Non fatevi intimorire, sparate alto! Le aziende pensano solo ad incrementare il fatturato riducendo al massimo le spese, quindi fateli pagare senza troppe remore, se poi sono dei morti di fame, allora che si facciano fare il sitarello amatoriale con frontpage, che si tramuterebbe in un danno di immagine invece che in un guadagno!
    La paga oraria? Conosco sistemisti di reti che si fanno pagare 49 euro l’ora!!!
    Per non parlare di professionisti ed artigiani, avete presente quanto chiede un imbianchino per pitturarvi (solo di bianco ovviamente) una stanza di casa vostra? Ed ogni volta che chiamate un idraulico?! Vi partono 50 euro per la chiamata, solo per averlo disturbato!
    Io sono dell’idea che i lavori economici si possano fare, i nbase alle esigenze del cliente… Vuole spendere poco? Prendi un template di Tmonster, modifichi due colori e due font e gli fai un sito a basso costo…. Avete presente quanto costa un template di template monster? 50-100 dollari per un tema che hanno scaricato migliaia di volte! Vuoi quel tema in esclusiva? Si parla di migliaia di dollari, ed il tema non è un’esclusiva viene solo tolto dal mercato ;-)
    Meditate su chi avete davanti, e che gli ignoranti aprano gli occhi ed il portafogli

    Il webdesign è arte :D

  99. Prezzi e preventivi, ancora riflessioni! | Web Magazine. Blog sul mondo del web design. scrive:

    17 maggio 2009 alle 21:49

    [...] il clamore, le polemiche, il subbuglio suscitati dal precendente articolo sui prezzi dei siti web credo che sia il caso di tornare sull’argomento, sperando questa volta in una discussione [...]

  100. MDL scrive:

    10 agosto 2009 alle 20:16

    Scusate se scrivo senza aver letto tutti i 99 commenti, ma sono veramente tanti e tutti interessanti.

    Sono passato a scrivere qui quando qualcuno (ora non ritrovo più chi) faceva notare la situazione con i clienti esteri. Io ancora non sono proprio freelance perchè devo finire di studiare e non posso impegnarmi al 100% nel lavoro, però ho avuto a che fare e sto avendo a che fare solo ed esclusivamente con clienti stranieri, solo 2 italiani ma comunque di altre città lontanissime quindi nessuna possibilità di incontri di persona. Faccio fatica a far capire il concetto di contratto che fin’ora non sono mai riuscito a far firmare, non riesco neanche a far firmare il preventivo (fax o lettera?).

    Mi sembra veramente un casino gestire i clienti esteri, e non vi dico le telefonate in inglese con olandesi (?!).

    Poi non sapevo che si facesse vedere il wireframe al cliente, pensavo che se un cliente vedesse un wireframe prendesse paura.

  101. i Sopravvissuti raccontano.. » Blog Archive » Preventiviamoci scrive:

    27 novembre 2009 alle 11:05

    [...] – questo invece è l’articolo principale su cui bisogna davvero fare riferimento http://www.web-magazine.it/2009/05/il-prezzo-di-un-sito-dal-primo-contatto-allo-sviluppo-di-una-bozz... [...]

  102. Buon anno nuovo a tutti! | Web Magazine. Blog sul mondo del web design. scrive:

    13 gennaio 2010 alle 16:48

    [...] Il prezzo di un sito: dal primo contatto allo sviluppo di una bozza [...]

  103. AAwebgrafic scrive:

    7 maggio 2010 alle 23:29

    Direi che l’articolo solleva proprio un argomento fondamentale…
    Purtroppo al giorno d’oggi bisogna confrontarsi soprattutto con il mercato e con i clienti che ci si trova davanti, quindi quoto in pieno ciò che hanno detto
    StefanoV:
    “Con css andrai a 1200 + i vari trick cross-browser, html, validazione, accessibilita, ecc… te ne vai a 2000€ per un sito di semplice xHTML/CSS … detto ciò, non ci si può lamentare ke il cliente storce il naso, perkè 2000€ per un sito, almeno nelle piccole citta per aziende medio/piccole o privati, sono un sacco…
    Però concordo con te, a quest’ora sarei ricco, xkè a me fanno fare interi CMS a 2000€ o anke meno, compresi di grafica, e funzioni auto-implementabili in php… se calcolassi il tempo ke impiego, la logica e lo studio del database e della struttura, non basterebbero 10000€ a sito, e sarei disoccupato se facessi sti prezzi”
    e Cristian:
    “Nel Veneto (dove lavoro) ci sono una miriade di micro-imprese o comunque medio piccole, e rappresentano un bacino di clienti ottimo. Ma sono improponibili certi prezzi, sia per fidelizzare il cliente e proporre poi di tanto in tanto restyling parziali o totali, costruendo quindi un buon giro di clienti “fissi”, sia perchè moltissime micro imprese cercano solo la presenza.”

    Anche io vorrei poter valorizzare di più il mio lavoro, ma spesso non si possono applicare tariffe orarie, poiché alla fine il prezzo sarebbe improponibile per il tipo di cliente.

  104. Daniele Ferla scrive:

    27 maggio 2011 alle 10:12

    Un riferimento potete trovarlo qui : http://bit.ly/lkkD1U
    Ciao

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