Roberto Scano ci parla di IWA, l’associazione dei professionisti del web
IWA – International Webmasters Association, è l’associazione membro del World Wide Web Consortium alla quale ho preso parte qualche mese fa e con la quale condivido principi e obiettivi. Iwa è l’unica associazione che in Italia può realmente e fedelmente rappresentare le professioni della rete e fornire certificazioni attraverso una rete di iniziative che sostengono più di 130 sedi ufficiali in rappresentanza di oltre 165.000 associati in 100 paesi.
Interessante dal mio punto di vista è il codice di etica che viene adottato dagli associati, importante perchè come abbiamo ripetuto diverse volte in Italia le professioni del web per molti sono ancora avvolte da un alone di mistero, questo giova soprattutto a chi crede di poter vendere servizi mediocri spacciandoli come professionali e ad associazioni che ancora diffondono false informazioni riguardo il grado di abilità degli sviluppatori italiani, o perlomeno riguardo gli sviluppatori che operano con integrità e competenza.
Chi prende parte ad Iwa si impegna a seguire quindi una serie di principi che attestano la qualità dei servizi forniti, nonchè l’integrità morale, buona reputazione e condotta professionale trasparente nei confronti del cliente/datore di lavoro.
Non mi dilungo perchè troverete tantissime informazioni chiare e esaustive nel sito dell’Iwa, lascio invece la parola a Roberto Scano, presidente di IWA ITALY, che ha accettato di partecipare alla mini intervista che segue.
Quali sono gli obiettivi di Iwa del prossimo anno?
IWA (International Webmasters Association) nel 2009 – anno europeo dell’innovazione – si propone di mantenere il ruolo di punta di diamante per l’innovazione nel settore Web. In particolare tra le “sfide” che abbiamo già iniziato vi è la traduzione ufficiale autorizzata delle WCAG 2.0 (http://wcag2.iwa.it) ed il conseguente aggiornamento della normativa italiana in materia di accessibilità. All’interno di IWA vi sono inoltre molti professionisti (in gran parte italiani) che partecipano alle attività dei gruppi di lavoro del W3C e che sono quindi dei “player” nella definizione di nuove specifiche come SMIL 3.0, CSS 3.0, XHTML 2 e HTML 5. Vi è poi l’iniziativa legata al riconoscimento delle giuste qualifiche e professionalità operanti nel Web nonché la definizione di specifiche normative in materia di tutela del diritto d’autore in rete (in particolare a tutela delle creazioni pubblicate nel Web, siano esse testi, immagini o multimedia)
Parliamo di qualifiche professionali: a tuo parere ci saranno sviluppi in merito alla delineazione di profili riconoscibili, a che punto è il lavoro di skillprofiles.eu?
Noto ultimamente un po’ di confusione nel settore dell’ICT, in particolare si sta diffondendo l’idea che la professionalità è riscontrabile esclusivamente tramite certificazioni. Vi sono anche casi in cui a certificazioni di associazioni viene assegnato (anche da realtà come il CNIPA) del “valore legale” di “standard” mentre degli standard non hanno minimamente i requisiti minimi. Il caso specifico sono i profii EUCIP, che sono i “fratelli maggiori” dell’ECDL (la patente europea) che non sono (e non lo sono mai stati) dei riconoscimenti dell’Unione Europea. Ma il Web va avanti comunque e per tale motivo si sta passando alla fase 2 della definizione degli skill per il Web. Come hai giustamente citato c’è un’iniziativa lanciata da IWA chiamata skillprofiles.eu a cui partecipano rappresentanti di aziende internazionali (Adobe, Google e IBM sono solo alcuni esempi), realtà associative e universitarie. Questa iniziativa NON ha lo scopo di definire certificazioni ma di fornire una serie di profili contenenti gli skill che le diverse figure professionali nel Web dovrebbero possedere per definirsi tali. Ciò sarà utile quindi sia per chi intende specializzarsi in un determinato settore, sia a chi cerca una specifica figura professionale da inserire nel proprio organico, sia alle società di intermediazione del personale che alle società che erogano formazione. Queste ultime potranno basare i loro corsi su dei profili condivisi, con ampio vantaggio per tutti i player citati.
Cosa consigli agli sviluppatori che si stanno affacciando ora in questo mondo?
Il consiglio che voglio dare agli sviluppatori è di fare network con altri professionisti al fine di poter condividere esperienze e poter fornire servizi di qualità superiore. Chiaramente il mio consiglio è di entrare in un network di professionisti come IWA, in quanto la finalità dell’associazione è di informare i soci, fornire supporto e soprattutto di creare rete, questo dal 1996, ben prima del social networking.
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5 commenti
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10 aprile 2009 alle 16:59
Ma com’è possibile rispettare tutti i criteri imposti dall’IWA e tenere i prezzi bassi????
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8 luglio 2009 alle 17:40
Ma per aderire all’IWA sono necessari corsi di formazione? Che requisiti ci vogliono?
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18 settembre 2009 alle 12:23
Peppe leggo solo ora, se vuoi aderire all’Iwa informati sul loro sito http://www.iwa.it c’è scritto tutto e in maniera molto chiara!
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18 settembre 2009 alle 12:38
Ciao Laura, grazie per la risposta. Effettivamente poi ho fatto un giro sul sito dell’iwa ed ho trovato un bel pò di risposte. Ma quest’estate ero molto pigro.
Grazie e complimenti per l’ottimo sito!
giuseppe












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Cos’è l’Iwa? A cosa serve associarsi? Roberto Scano ce lo spiega | Italian webdesign scrive:
24 gennaio 2009 alle 7:01
[...] Articolo originale IWA – International Webmasters Association, è l’associazione membro del World Wide Web Consortium alla quale ho preso parte qualche mese fa e con la quale condivido principi e obiettivi. Iwa è l’unica associazione che in Italia può realmente e fedelmente rappresentare le professioni della rete e fornire certificazioni attraverso una rete di iniziative che sostengono più di 130 sedi ufficiali in rappresentanza di oltre 165.000 associati in 100 paesi. [...]