Freelance e fisco: il regime dei minimi

Per chi voglia intraprendere una nuova attività o finalmente lanciarsi sul mercato con l’apertura della partita Iva, nella finanziaria del 2008 è stato previsto un regime agevolato per i piccoli contribuenti: “il regime dei minimi”.
Un soggetto che voglia scegliere questo regime lo deve chiaramente indicare quando compila la dichiarazione di inizio attività. Possono beneficiare del nuovo regime imprese individuali e professionisti singoli che rispettano le seguenti condizioni:
- nell’anno precedente a quello in cui scelgono di diventare contribuenti minimi:
- hanno conseguito ricavi o compensi non superiori a 30.000 euro
- non hanno avuto lavoratori dipendenti o collaboratori (anche a progetto)
- non hanno effettuato cessioni all’esportazione
- non hanno erogato utili da partecipazione agli associati con apporto di solo lavoronel triennio precedente non hanno effettuato acquisti di beni strumentali per un ammontare superiore a 15.000 euro (i beni strumentali solo in parte utilizzati nell’ambito dell’attività di impresa o di lavoro autonomo esprimono un valore pari al 50 per cento dei relativi corrispettivi)
- iniziano l’attività e presumono di possedere i requisiti di cui ai punti 1) e 2). Il limite dei 30.000 euro di ricavi o compensi deve essere ragguagliato all’anno. Ad esempio: per una nuova attività che inizia il 1 settembre 2008 il limite è di 10.000 (4/12 di 30.000).
Rispettare questi requisiti non dovrebbe essere un problema per chi si lancia in una nuova attività o per chi sta aprendo una Partita Iva.
I vantaggi del nuovo regime fiscale
Aderire al regime fa si che si benefici di notevoli e numerosi vantaggi, che riguardano:
- Irpef e addizionali
- Iva
- Irap
- Studi di settore
- Adempimenti documentali.
Spieghiamoli nel dettaglio.
Irpef e addizionali
Chi aderisce al regime non paga Irpef e addizionali regionali e comunali. Il nuovo regime comporta l’applicazione di un’imposta sostitutiva del 20 per cento sul reddito, calcolato come differenza tra ricavi o compensi e spese sostenute, comprese le plusvalenze e le minusvalenze dei beni relativi all’impresa o alla professione. Il reddito si determina applicando il principio di cassa, il che comporta un’immediata e integrale rilevanza dei costi, anche quelli inerenti i beni strumentali (circostanza molto incentivante soprattutto in fase di avvio dell’attività produttiva). Dal reddito si possono dedurre per intero i contributi previdenziali, compresi quelli corrisposti per conto dei collaboratori dell´impresa familiare fiscalmente a carico e quelli versati per i collaboratori non a carico ma per i quali il titolare non ha esercitato il diritto di rivalsa. E´ ammessa la compensazione di perdite riportate da anni precedenti. Le perdite fiscali successive possono essere portate in diminuzione dal reddito conseguito nei periodi d´imposta seguenti, ma non oltre il quinto. Quindi se nel primo anno effettuate investimenti per l’allestimento di un ufficio, per esempio, tutte le spese da voi sostenute saranno considerate come costi aziendali e andranno a diminuire i vostri compensi e quindi la cifra sulla quale andrete a pagare il 20% a titolo di tasse.
Iva
Con questo regime si viene esonerati dagli adempimenti ai fini Iva: dichiarazioni, versamenti, comunicazioni, tenuta e conservazione dei registri.
Questo dovrebbe indirettamente procurarvi un ulteriore vantaggio, quello di dover pagare in minor misura il professionista che vi segue, essendo la mole di lavoro a suo carico notevolmente ridotta.
Irap
Con l’adesione al regime si è esonerati dal pagamento dell’Irap.
Studi di Settore
Esclusione dall’applicazione degli studi di settore e parametri con il vantaggio sotto il profilo della riduzione dei costi e degli adempimenti connessi.
Tenuta delle scritture e dei libri contabili
Si è esonerati dagli obblighi di registrazione e di tenuta delle scritture contabili.
In pratica restano obbligatorie:
- la numerazione e la conservazione delle fatture d’acquisto e delle bollette doganali;
- la certificazione dei corrispettivi;
- la conservazione dei documenti emessi e ricevuti;
- l´integrazione delle fatture di acquisto intracomunitario o in regime di reverse charge;
- la titolarità di un conto corrente bancario o postale.
La cessazione dal regime dei “minimi”
Sono da citare due casi in cui il contribuente cessa di usufruire del regime dei minimi, i cui effetti sono diversi.
Il contribuente perde i benefici del regime:
- Dall’anno successivo a quello in cui viene meno anche solo una delle condizioni richieste ovvero si realizza una delle condizioni di esclusione
- Dall’anno stesso in cui i ricavi o i compensi percepiti superano il limite di 45 mila euro. In quest’ultimo caso si ha l’obbligo di versare l’Iva mediante scorporo dai corrispettivi documentati dall’inizio del periodo di imposta
Quindi mentre il mancato rispetto dei requisiti fa si che dall’anno successivo il contribuente non possa beneficiare del regime agevolato, il superamento della soglia dei 45000 € come compensi ha effetto immediato con il pagamento dell’Iva anche sui compensi dell’anno in corso e l’immediata predisposizione dei libri contabili e registri Iva, nonché l’obbligo di emettere le successive fattura con l’iva.
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- Freelance e fisco: nozioni di base
- Freelance e fisco: essere o non essere impresa.
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45 commenti
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5 gennaio 2009 alle 14:53
grande…articoli di un interesse e di una semplicità davvero unica..ormai entrato ufficialmente tra i siti di maggior interesse…continua così!!
Vorrei però chiederti anche delle precisazioni penso di interesse comune…
io sono un ragazzo che vorrebbe usufruire di questo tipo di regime fiscale…però vorrei chiederti delle informazioni in più se è possibile…
1- ma spese per un’eventuale chiusura della ditta (se non ho capito male dalle informazioni da me trovate bisognerebbe aprire una ditta individuale giusto?!)
2- alla compilazione delle carte per la creazione della partita iva che codice attività dovrei inserire!?!? (io realizzerei siti web, ho già un cms/cmr di mia creazione da ampliare a seconda delle esigenze e già implementato per alcune aziende, poi farei anche brochure pubblicitarie ecc..) -
6 gennaio 2009 alle 12:13
l’articolo è interessante..ma la foto è fantastica!
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6 gennaio 2009 alle 15:09
@matteo oldani:ma ancora devi aprire la partita Iva e già pensi a chiudere l’attività…
per i codici attività vedi l’articolo del blog essere o non essere impresa. -
6 gennaio 2009 alle 15:13
W il regime dei minimi senza gli studi di settore
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6 gennaio 2009 alle 19:12
e lo so hai ragione ma sai è sempre meglio sapere bene tutto…prevenire è sempre meglio che curare..:D
..non vorrei mai più chiudere sia chiaro ma se in questo periodo sempre meglio capire bene le eventuali spese…vorrei solo non esser sprovveduto e valutare bene i rischi e non far le cose tanto per farle…tutto qui..
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7 gennaio 2009 alle 9:55
@adedip: la foto è il frutto di ricerche snervanti (by fotolia) grazie per l’apprezzamento!!!
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7 gennaio 2009 alle 10:05
Grazie Antonio,
una domanda:
La mia commercialista (in cui la mia fiducia si sta incrinando) mi ha fatto capire che dovrò uscire dal regime dei minimi solo perchè ho acquistato servizi all’estreo (foto su iStockphoto e traduzioni da parte di una professionista con sede a Londra) con regolare invoice.La cosa mi sembra strana e mi domando: cosa significa in pratica “non hanno effettuato cessioni all’esportazione”?
A parte la sua formulazione criptica io lo interpretavo semplicemente cosi: Io non devo esportare beni e/o servizi e non mi sembra che l’acquisto all’estero di qualcosa sia un’esportazione.
Ciao e ancoora complimenti.
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8 gennaio 2009 alle 7:02
[...] grazie ad Antonio che collabora con Laura, andiamo a conoscere il regime dei minimi in campo fiscale. Anche io [...]
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9 gennaio 2009 alle 12:05
Davvero stra interessante. Se non avessi letto questo post non lo avrei mai saputo. E poi è un provvedimento che dà un supporto vero a chi comincia.
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13 gennaio 2009 alle 21:18
Mi collego alla domanda di Maurizio chiedendo delucidazioni sul punto:
“non hanno effettuato cessioni all’esportazione”
.. se io ho un cliente in america a cui realizzo un sito web non rientro più nel regime dei minimi? -
14 gennaio 2009 alle 11:55
@Maurizio ed Emanuela: per cessioni all’esportazione si intende acquisto di beni o servizi e dalla normativa si intendono incluse anche le operazioni disciplinate da accordi internazioni e verso la Repubblica di San Marino e lo Stato Vaticano ex art.8-8bis-71e 72 del D.P.R.633/1972 che disciplina l’Iva. Le prestazioni di servizi legati alle telecomunicazioni dovrebbero essere art.7 e quindi permettere l’adesione al regime, però la domanda non è delle più semplici e c’è da studiare parecchio.
Concludendo per Maurizio: il tuo al massimo è un acquisto non una cessione.
Per Emanuela: la tipologia dell’operazione da te messa in essere non dovrebbe rientrare nei casi (artt.8-8bis-71-72) che limitano l’accesso al regime, però ci sono da studiare tutte le circolari chiarificatrici sul regime dei minimi e la legge (e varie modifiche ed integrazioni..) sulle telecomunicazioni. -
14 gennaio 2009 alle 19:11
Insomma, in queste situazioni chiunque può attaccarsi ad un cavillo e fartela “pagare”!
La legge non è sicuramente chiara e penso che l’interpretazione possa variare da commercialista a commercialista. -
14 gennaio 2009 alle 19:54
Grazie Antonio
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19 gennaio 2009 alle 20:08
Per emanuela: dalle mie ultime ricerche i web designer vendono servizi soggetti all’art.7 del Dpr 633/72 per cui avere un cliente in America a cui si realizza un sito non è un problema.
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19 gennaio 2009 alle 20:17
..wow questa è una bella notizia..sto pensando di diventare freelands, e i miei clienti principali stanno per la maggior parte all’estero, so che non arriverò almeno nei primi tempi a 30.000 euro all’anno per cui non rientrare in questa “categoria” per l’ultima postilla mi dava su i nervi.
.grazie mille Antonio! -
28 gennaio 2009 alle 11:13
Bell’articolo, complimenti!!
quindi è in base al succitato articolo 7 che volendo si possono avere gudagni da adsense su pagine web? -
28 gennaio 2009 alle 12:02
non esiste una vera e propria regolamentazione per i ricavi da pubblicità online, o forse si, ma personalmente non ho ancora trovato pareri univoci. Adsense è un’entrata. e quindi andrebbe dichiarata, anche qui dipende dall’entità del guadagno. Se qualcuno ne sa più di noi sarei lieta di sentire qualche parere. E’ in cantiere un articolo su questa tematica.. le ricerche proseguono.
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1 febbraio 2009 alle 14:46
Ciao, complimenti per la chiarezza e l’impegno verso i beginners. Mi piacerebbe iniziare un’attività nel regime dei minimi, ma non subito. Non so se potete aiutarmi, ma io ho una borsa lavoro di 25 ore settimanali. Devo essere disoccupato per usufruirne. Se apro un’attività, pregiudico questa posizione? Grazie, scusa te se l’argomento può essere troppo specifico. Inoltre, attendo con ansia l’articolo sui ricavi pubblicitari, soprattutto provenineti dall’estero!
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13 febbraio 2009 alle 13:13
@studenti_macerata:di solito non si può usufruire di più borse lavoro contemporaneamente, rientrano in progetti di formazione dovreste leggere il regolamento relativo alla specifica borsa lavoro (assegnazione, revoca, etc..),non penso sia incompatibile con una attività al di fuori dell’ambito di formazione .Mi spiace non so dirvi altro.
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13 febbraio 2009 alle 13:23
@edsal: non ho parlato di adsense specificamente, ma semplicemente dell’attività dei web-designers.i ricavi pubblicitari da web sono altro e onestamente non credo che ci sia qualcuno così ligio al dovere da dichiararli al fisco
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18 febbraio 2009 alle 11:54
nel 2008 non avevo i requisiti per accedere al regime dei minimi (nel triennio precedente avevo fatto acquisti per + di 15000 euro), sono in regime ordinario dal 2007 con durata quindi fino al 2010; la circolare 73E/2007 chiarisce che nel 2009, in deroga, chi è in regime ordinario può accedere al regime dei minimi; chiedo: la deroga vale per tutti quelli che sono in regime ordinario o solo per quelli che nel 2008 avevano i requisiti per i minimi?
grazie mille -
18 febbraio 2009 alle 17:09
La circolare dice che chi aveva i requisiti per accedere al regime agevolato ma ha scelto per mancata conoscenza del regime dei minimi o per propria volontà il regime ordinario può in deroga alla normale validità della scelta del regime per un triennio aderire al regime dei minimi. non è il tuo caso mi spiace, in quanto tu manchi di uno dei requisiti fondamentali.
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5 marzo 2009 alle 19:07
Domandona…
Io realizzo siti internet pensando sia alla grafica che alla programmazione.
Posso aprire partita IVA nel regime dei minimi?La realizzazione dei siti internet non è un’attività artigiana e non commerciale?
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5 marzo 2009 alle 19:58
@Paolo: certo che puoi. leggi qui per approfondire la seconda domanda http://www.web-magazine.it/2008/12/freelance-e-fisco-essere-o-non-essere-impresa/
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7 aprile 2009 alle 16:56
Prima di tutto, complimenti per la chiarezza delle vostre spiegazioni.
Ora una domanda. Nel post relativo all’apertura della partita Iva si dice: “All’imprenditore viene richiesta l’iscrizione alla gestione separata dell’Inps, ma questa volta i contributi verranno calcolati almeno sul minimale (che si aggira sui 13000€..) e quindi il vostro esborso per contributi si aggirerà sui 2000 € circa…”
Questo vale anche in caso di adesione al regimi dei minimi? Devo quindi pagare i contributi Inps?
Grazie mille,Valeria
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7 aprile 2009 alle 21:42
@Valeria, per i contribui è tutto un altro discorso, bisogna iscriversi all’inps in forma “privata”, ma ti consiglio di parlare con un consulente del lavoro! Non ho ancora trovato una figura del genere che possa collaborare al blog :-p
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27 aprile 2009 alle 12:10
Grazie Antonio per questo articolo di chiarezza esemplare. Io ho un reddito da dipendente ma ho anche appena aperto una partita IVA perchè ho trovato una serie di clienti per cui scrivo testi e articoli vari per il web e non. Su indicazione di un commercialista (di cui mi fido il giusto) l’ho aperta con il Regime dei Minimi ma adesso mi è venuto il dubbio se non fosse stato meglio averlo fatto nell’ambito delle Nuove Attività Produttive. Cosa ne dici? io non ho capito bene la differenza tra le due opzioni. Mi puoi aiutare?
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28 aprile 2009 alle 11:37
@isabella:per non portartela a lungo secondo me sei stata ben consigliata.ci sono delle differenze che fanno preferire la scelta del regime dei minimi a quello delle nuove attività produttive (come gli adempimenti Iva..)
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17 giugno 2009 alle 14:19
[...] il regime contribuenti minimi [...]
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6 luglio 2009 alle 19:06
ciao Antonio,
ho aperto quest’anno la partita iva con il regime dei minimi credendo di non superare i € 30.000, in realtà penso che supererò tale limite ma non supererò di sicuro i € 45.000; ti chiedo: devo comunque versare l’IVA anche se non superò i € 45.000 . Ho letto al riguardo il nuovo “Annuario del contribuente 2009″ il quale a pag. 34 riporta che “Per l’anno in cui cessa il regime sarà dovuta l’IVA sui corrispettivi delle operazioni imponibili effettuate nell’intero anno solare che, per la frazione d’anno antecedente al superamento del limite, sarà determinata mediante scorporo dai corrispettivi, salvo il diritto alla detrazione dell’imposta sugli acquisti relativial medesimo periodo”. -
23 ottobre 2009 alle 19:44
CHIEDO UN’INFORMAZIONE IN MERITO AL REGIME DEI MINIMI.
SONO UN ARTIGIANO(CALZOLAIO) E NEL 2008 HO AVUTO UN VOLUME D’AFFARI CHE NON HA
SUPERATO I 30.000,00.
PER QUANTO RIGUARDA L’ACQUISTO DEI BENI STRUMENTALI NEI TRE ANNI PRECEDENTI NON
HO SUPERATO I 3.000,00.
QUINDI POTREI DAL 2009 ADERIRE A TALE REGIMI.
IL MIO DUBBIO E’ SOLO QUESTO NELLA MIA CASA AL PIAN TERRENO HO UN PICCOLO LOCALE DAL 1989 CHE PRIMA ERA CLASSIFICATO COME C6 CHE NEL 09/11/2004 HO FATTO CAMBIARE IN C3(L’IMMOBILE E’ AL 50% CON MIA MOGLIE),NON DOVREBBE RIENTRARE ALMENO PER EFFETTO DEI TRE ANNI TRA IL VALORE DEI BENI PER 15.000 ?
RINGRAZIO IN ANTICIPO. -
7 novembre 2009 alle 8:46
ciao, ottimo articolo.
Ho ancora un dubbio sulle “cessioni all’esportazione”.
In regime dei minimi, posso esercitare consulenze nella repubblica di san marino?grazie
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17 novembre 2009 alle 18:55
Ciao,
innanzitutto complimenti per la serie di articoli.
Anche se svolgo tutto un altro tipo di lavoro (traduttrice free-lance con partita Iva, che chiuderò a fine anno) penso che molte delle cose che scrivi si possano applicare anche alla mia professione.
Solo una domanda : come già detto a fine anno chiudo la partita Iva come libero professionista e sono indecisa se aprire come azienda o fare la dipendente. Secondo te ha senso svolgere prestazioni occasionali come traduttrice, mentre apro un’altra attività propria ?
Grazie mille e buon lavoro
Cinzia -
30 novembre 2009 alle 15:01
Salve,
volevo gentilmente sapere, sono un operaio a tempo determinato lavoro nel
corpo forestale ma con contratto di tipo privato non sono e non posso essere
un impiegato dello stato,lavoro con contratti che scadono mensilmente a
volte ogni 3 mesi non lavoro mai 12 mesi all’anno.Mi sono rotto di questa
situazione, pero per il momento nemmeno posso rinunciarci se eventualmente
continuano a farmi lavorare. ho tante idee volevo sapere posso fare il
regime dei minimi aprendo una mia attivitò come azienda di servizi che
rappresenta tanti prodotti che rivendo sotto forma di provvigioni ? posso
farlo ? Grazie -
28 dicembre 2009 alle 1:37
Sono un lavoratore dipendente con contratto a tempo indeterminato settore edile. posso aprire la partita iva con il regime dei minimi ? Se si devo versare qualcosa al livello pensionistico? Inoltre posso aprire la partita iva nel settore impiantistica ?
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7 gennaio 2010 alle 17:25
gran bel articolo interessantissimo… comunque vorrei dire tutti quelli che come marco non sanno particamente neinte consiglio di andare a aprlare cn un commercialista come ho fatto io poi se non si è capiti qualcosa o si vuole documentazioni si puo fare qualche domanda. A questo proposito vorrei domandare una cosa, il mio commercialista nella lista delle spese fisse da sostenere a fine anno ha inserito anche il 20% di imposte su compenso netto. Leggendo nell’articolo questo”Con questo regime si viene esonerati dagli adempimenti ai fini Iva: dichiarazioni, versamenti, comunicazioni, tenuta e conservazione dei registri.” Mi domanda a regime dei mini io l’iva sulle fattura la fine anno la devo calcolare o no? cioè quando mi metterò d’accordo con il mio cliente(azienda) sl compendo da ricevere dovrò dirgi la cifra piu il 20% (perche lo dovro pagare a fine anno) o no? grazie per la risposta
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10 gennaio 2010 alle 17:42
20% ???? nooo… ma sei sicuro che si tratta di regime dei minimi???
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10 gennaio 2010 alle 18:54
quindi tra le spese fisse a fine anno non c’è l’imposta del 20%?? si si nel regime dei mini sicuro spero in una tua risposta nel breve tempo grazie mille
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11 gennaio 2010 alle 10:29
Avrei una domanda … potrà sembrarvi banale: se fatturo 40.mila euro ma ho spese per diecimila posso rientrare nei minimi??? Grazie
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12 gennaio 2010 alle 21:20
@aldo: no.. i 30.000 sono solodi fatturato, puoi anche avere 40mila di spese non cambia nulla.
@graficando: per non dirti una sciocchezza aspetto la risposta di qualcuno più esperto, quello che posso dirti io è che sicuramente a fine anno pagherai il 20% di imposta ma ciò non significa che dovrai aggiungere (quindi scrivere) il 20% sulle fatture che emetterai.
Ovviamente sta a te decidere quanto chiedere ad un cliente, tenendo presente che il 20% del compenso in ogni caso a fine anno sarà di tasse.Questa è la mia maccheronica risposta, e spero che qualcuno più ferrato in materia si faccia avanti nel caso abbia detto un mare di cavolate!!!
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12 gennaio 2010 alle 23:26
Grazie per ora della risposta…
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17 marzo 2010 alle 12:27
Ciao. Sono in regime di minimi dal 2009 e sono anche dipendente. Finchè la mia attività si basava sulla consulenza pura, nessun problema. Da un po’ di tempo faccio anche rivendita di servizi telefonici e qui le cose si complicano. Calcolando che ho al massimo un ricarico del 40% e che ogni servizio che rivendo mi viene fatturato con il 20% di IVA, il mio guadagno si riduce drasticamente della metà. D’accordo che l’IVA mi diventa un costo e che quindi me lo detraggo, ma comincio avere dei dubbi che per questo tipo di attività questa sia la strada più conveniente. Che ne pensate?
Grazie
Ciao -
18 marzo 2010 alle 15:22
ehm piero stiamo andando molto nello specifico.. qui ognuno potrebbe dare il suo parere ma l’unico che deve dirti cosa fare è il tuo commercialista
mi dispiace non poterti essere utile ma è una questione che va affrontata da un professionista -
12 maggio 2010 alle 9:56
Ciao,
sono una traduttrice free-lance in regime dei minimi. Ho effettuato la mia prima traduzione per un cliente estero. Come devo comportarmi per la compilazione della fattura? Nel caso di clienti italiani, sono loro a versare al fisco le ritenute e i contributi previdenziali calcolati sulle mie fatture, ma come faccio ad avere la certezza che un cliente estero si comporti allo stesso modo, non essendo lui a conoscenza di un regime simile? Scusate la banalità della domanda, ma vorrei stare dalle parti sicure, in ogni senso.










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Francesco Gavello scrive:
5 gennaio 2009 alle 13:54
Una serie di articoli veramente interessanti, soprattutto per chi è alle prime armi.
Ancora complimenti Antonio