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dic/088

Freelance e fisco:l’obbligo di indicare la partita Iva sulla propria home page.

scritto da Antonio | categoria: Web designer e fisco

Nell’ultimo articolo siamo ormai arrivati alla necessità della partita Iva.

Date le richieste via mail questa volta vi scriverò dell’obbligo di inserire la partita Iva sull’home page dei vostri siti personali.

Il web è un settore che solo negli ultimi anni ha interessato il nostro legislatore e così il DPR 404 del 5 ottobre 2001 ha modificato l’articolo 35 del DPR 633 del  1972, che disciplina l’Iva.
Ecco il testo del primo comma dell’art.35, così come modificato:
L’articolo 35 del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972 è sostituito dal seguente:

“Art. 35 (Disposizione regolamentare concernente le dichiarazioni di inizio, variazione e cessazione attività). – 1. I soggetti che intraprendono l’esercizio di un’impresa, arte o professione nel territorio dello Stato, o vi istituiscono una stabile organizzazione, devono farne dichiarazione entro trenta giorni ad uno degli uffici locali dell’Agenzia delle entrate ovvero ad un ufficio provinciale dell’imposta sul valore aggiunto della medesima Agenzia; la dichiarazione è redatta, a pena di nullità, su modelli conformi a quelli approvati con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate. L’ufficio attribuisce al contribuente un numero di partita I.V.A. che resterà invariato anche nelle ipotesi di variazioni di domicilio fiscale fino al momento della cessazione dell’attività e che deve essere indicato nelle dichiarazioni, nella home-page dell’eventuale sito web e in ogni altro documento ove richiesto.”

Perché viene richiesta l’indicazione della partita Iva?

Il decreto del Presidente della Repubblica n.404/2001 pone l’obbligo per i possessori della partita Iva di indicarla sulla home page del sito.

Spieghiamone il motivo: chi possiede la partita Iva è un imprenditore, un imprenditore con un sito si presume che stia investendo sulla propria immagine e che abbia finalità promozionali, che stia cercando di procacciarsi nuovi clienti.

Quindi la partita Iva ha una duplice funzione:

  1. con la partita iva ci si identifica come imprenditori (contro la possibilità di truffe)
  2. ci si dichiara come contribuenti per il fisco all’agenzia delle entrate (contro la possibile evasione delle tasse).

Per chi non è titolare di una partita Iva..

La legge non considera altri casi se non quello di chi compila la dichiarazione di inizio attività e ottiene il rilascio del numero di partita Iva.
Chi mostra un portfolio sul proprio sito, senza essere titolare di partita Iva, per far rendere conto gli eventuali visitatori delle proprie capacità, ha comunque delle finalità commerciali e persegue ugualmente il raggiungimento di nuovi clienti, quindi ritengo che il problema in questo caso non sia la mancata indicazione della partita Iva, ma il mancato riferimento a qualcuno che abbia dichiarato i redditi derivanti da quei lavori.. Infatti se sul proprio portfolio viene menzionato un numero consistente di lavori (5-10 siti), un eventuale controllo avanzerebbe domande lecite sul come sono stati “fatturati”.
In altre parole avete lavorato per beneficenza?
I soldini che fine hanno fatto?
Le sanzioni per la mancata indicazione possono variare da 258 a 2065 €. Ovviamente i controlli sono indirizzati verso siti aziendali o di professionisti.
Per esempio su questo blog la partita Iva non c’è, poiché non ha finalità commerciali.

Poiché questa legge del 2001 non è stata subito recepita ed iniziarono ad arrivare le prime multe vi fu nel 2006 un intervento dell’Agenzia delle Entrate di cui vi lascio il riferimento:
Risoluzione del 16/05/2006 n. 60 dell’Agenzia delle Entrate,
che risolve ogni eventuale dubbio sul fatto che l’obbligo di indicare la partita Iva si riferisse solo a chi si occupava di commercio elettronico.

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26 commenti

  1. aledesign.it scrive:

    9 dicembre 2008 alle 14:25

    ottimo, interessante, utilissimo…questo veramente il maxx!!! :) in ogni caso devo decidermi ad andar da un commercialista prima o poi!! grazie infiniteeeee x i link!!!

  2. Martina scrive:

    9 dicembre 2008 alle 15:42

    Salve Antonio,
    se possibile avrei bisogno di un chiarimento su un’incongruenza che riscontro tra quello che ho letto in giro nel web e quello che invece vedo mettere in pratica anche da persone che si occupano di realizzazione di siti e che quindi dovrebbero essere ben informate.

    Il punto è questo:
    per gestire pubblicità sul proprio sito è necessario possedere ed esporre partita iva in home page?

    Da quello che ho letto in diverse discussioni la risposta è “sì” per il semplice fatto che aprire un sito finalizzato alla vendita di spazi pubblicitari costituisce attività d’impresa.
    Ne deduco che anche vendere spazi non meramente pubblicitari, ma piuttosto “di visibilità”, quali possono essere quelli degli annunci di lavoro, recensioni, ecc… la richieda.

    Riassumendo, ogni genere di entrata economica procuratasi attraverso il sito, anche la più piccola, dovrebbe essere regolarmente dichiarata allo stato, e chi fa promozione della propria attività (sito personale, portfolio…) oppure vende spazi pubblicitari e di visibilità senza possedere o esporre partita iva sarebbe un evasore fiscale e/o passibile di multa, …giusto?!

    Grazie :)

  3. Laura scrive:

    9 dicembre 2008 alle 16:26

    Ciao Martina ti rispondo io, quello che esponi è uno dei prossimi argomenti di cui tratteremo in maniera più approfondita, dal momento che non sei la sola a esporre dubbi in merito abbiamo pensato di scrivere un post dedicato.. se hai la pazienza di aspettare una settimana cercheremo di chiarire tutti i dubbi. Intanto puoi leggere il post sulle prestazioni occasionali, troverai qualche commento a tema! Ciao

  4. Martina scrive:

    9 dicembre 2008 alle 17:27

    Grazie Laura, non ho problemi ad aspettare, ciao!

  5. Perchè è obbligatorio indicare la partita iva sulla homepage del proprio sito | Italian webdesign scrive:

    9 dicembre 2008 alle 19:41

    [...] rubrica di Antonio sul blog di Laura ci chiarisce questa cosa che deve essere ben ferma in testa a voi che create siti [...]

  6. giorgia scrive:

    9 dicembre 2008 alle 20:50

    Ecco questo post riprende le mie paure.
    Ok fino ad ora ho fatto uno o due siti due anni fa, pagati con prestazione occasionale.
    Io ora non lo faccio di lavoro, e non faccio nemmeno una quantità di siti da riempire un portfolio. Insomma cosa dovrebbe fare uno come me? Sto infatti trasformando il sito dal solo webdesign ad una pagina personale in cui inglobare anche il fatto di creare siti web ma boh.

  7. Laura scrive:

    9 dicembre 2008 alle 21:52

    Giorgia una come te non dovrebbe avere problemi, se effettivamente hai fatto pochi siti e hai ricevuto compensi come prestazione occasionale, allora non hai obbligo di esporre la partita iva!
    Se leggi bene l’articolo si parla di porfolio con un “numero consistente di lavori” menzionati…

  8. Martina scrive:

    10 dicembre 2008 alle 1:15

    Scusate l’intromissione ma che io sappia chi non possiede partita iva non può minimamente fare attività di promozione: che sia un biglietto da visita, volantinaggio o un sito web/portfolio.
    In teoria la prestazione occasionale è tale se si viene contattati per conoscenze personali e passaparola.
    Magari Giorgia potresti mostrare il web design come una passione personale che non ha nulla a che fare con la tua professione reale, senza invitare esplicitamente gli utenti a contattarti per preventivi ecc… ma piuttosto per consigli e informazioni, e comunque mettendo in mostra, di tanto in tanto, i lavori che hai avuto modo di svolgere a titolo di prestazione occasionale, in modo alternativo dal solito portfolio tipico dei professionisti. Un blog credo sia la soluzione migliore anche se richiede molto impegno e costanza. Valuta tu…e comunque non preoccuparti, le prestazioni occasionali sono del tutto legali quando rientrano nei presupposti esposti da Antonio in un precedente post; quello a cui devi prestare più attenzione, secondo me e in base a quanto ho appreso da altre fonti, è l’autopromozione della tua attività non professionale.

  9. Lauryn scrive:

    10 dicembre 2008 alle 11:21

    ottimo articolo, già segnalato anche su IWD.
    Domanda in tema per la prossima settimana: io ad esempio che ho un blog, posso vendere spazi pubblicitari con la mia partita iva da libero professionista (regime minimi?) o tuttalpiù posso farlo figurare come consulenze? o devo addirittura (in teoria) aprire una nuova partita iva come ditta individuale?
    thanks!

  10. Antonio scrive:

    10 dicembre 2008 alle 12:04

    @Lauryn: proprio nel tuo caso che sei titolare di partita iva il problema non si pone..puoi utilizzare quella che hai già..per giunta “internet” (perdonami la definizione..) è anche la tua attività principale..sicuramente per fare le cose per bene sono ricavi da dichiarare.il problema può esistere per chi ha tutt’altra attività e un sito personale dove vende spazi pubblicitari e dovrebbe emettere una prestazione occasionale o fatturarli come servizi-ricavi diversi con la propria partita iva,dipende dai casi..

  11. Laura scrive:

    10 dicembre 2008 alle 12:30

    richiamino al commento n.3
    (se avete internet explorer i numeretti dei commenti non si vedono ma non mi interessa nemmeno un po’ perchè passo la vita ad ottimizzare i siti dei clienti per exlorer… il blog no! abbiate pietà heheh)

  12. giorgia scrive:

    10 dicembre 2008 alle 14:37

    Ahah grande laura :P

    Comunque sì in generale mi riferivo al discorso di martina. Io non potrei pubblicizzarmi in quanto se poi trovo un cliente così non è più prestazione occasionale in quanto di occasionale ha ben poco… Ma di certo non mi aprirò una PI solo per farmi un sito ecco.

  13. Laura scrive:

    10 dicembre 2008 alle 14:47

    non saprei rispondere a Martina.. in effetti non so bene in cosa comporta il discorso della “promozione” .. lascerei rispondere un esperto.
    espeeerto……… (provo a chiamare…magari arriva qualcuno!)

  14. Antonio scrive:

    10 dicembre 2008 alle 15:54

    Scusate, per prestazione occasionale si intende:
    1. al di fuori di un’attività abituale (o che non lo è ancora, quindi senza partita Iva)
    2. che rimanga nei limiti economici (5000€) e temporali (1 mese all’anno) per committente e totale.
    la disciplina delle prestazioni occasionali vuole evitare che simili redditi non vengano dichiarati, poco importa la modalità di raggiungimento del cliente.
    se con un sito si raggiungono 2 clienti l’anno e i ricavi non superano i 5000 €, verso quei clienti si può emettere una ricevuta per prestazione occasionale.
    non pensate che per stampare i propri biglietti da visita sia necessario avere la partita Iva.
    la partita Iva però sia nel caso del web che della stampa identifica un operatore che esercita un’attività abituale e professionale e dà un segnale “positivo” a chi vi contatta.
    il problema sta nel “mezzo”di comunicazione che sta attirando l’attenzione negli ultimi anni per la sua espansione e scarsa regolamentazione (il web).

  15. Ferdinando scrive:

    2 giugno 2009 alle 13:44

    ciao a tutti, io sono nuovo qui e innanzitutto volevo ringraziare Laura per questo blog, io sono uno alle primissime armi, fino a poco fa ho lavorato in alcune agenzie a nero e non per mia scelta..anche per questo motivo me ne sono andato e sto cercando attraverso un mio sito di pubblicizzarmi e provare a lavorare in proprio, avendo come obbiettivo ovviamente quello di aprire una partita iva..nel mio caso come faccio?..ho ovviamente un portfolio lavori..anche se molto limitato comunque c’è..ma mica posso aprirmi una partita iva, pagare contributi imps ecc.. se astento prendo un lavoretto ogni tanto?..come si fa in questi casi?..io pensavo di organizzarmi con ritenute d’acconto fino a quando non posso permetterimi una mole di lavoro che mi garantisca almeno l’adempimento di tutti gli oneri fiscali che comporta una partita iva..cioè il mio problema non è pagare l’iva o meno..tanto quella comunque si mette sul prezzo e si fa girare..il problema è che poi diventano obbligatorie altre cose come i contributi per la prevenzione sociale che sono una bella botta di soldini all’anno..e non so cosa e quanto altro..io non sono molto preparato in materia..qualcuno sa dirmi se è così o se sbaglio?..

  16. alessio scrive:

    16 giugno 2009 alle 17:42

    Scusate non ho capito una cosa, quindi se io decido di non aprire la partita iva ed emettere ricevute fino a 5000 annui non posso aprirmi un sito personale dove mostro i miei lavori?

  17. Laura De Masi scrive:

    16 giugno 2009 alle 17:54

    si certo, ma se hai la p.iva devi metterlanel sito.
    Se poi devo essere pignola posso dirti che se non hai partita iva e esponi 100 lavori dichiarando di averli fatti nello stesso anno, “qualcuno” potrebbe farsi delle domande del tipo:”avrà davvero venduto siti a 50€”??? Ovviamente è un caso estremo e improbabile. In ogni caso MAI presentarsi come AZIENDA se non lo si è.

  18. YouON scrive:

    20 giugno 2009 alle 11:13

    sta cosa della partita iva è tutta italiana ed aggirabile facilmente nel senso che se ho una p.iva ed un sito non sono per forza collegati… metterla o non metterla direi che per come vanno le cose non cambia un granchè

  19. alessio scrive:

    22 giugno 2009 alle 23:59

    Mmm quindi se ho capito bene come dice Laura, io pur non avendo partita iva potrei farmi un mio sito dove espongo i miei lavori pur che non siano tanti, e nel caso poi deciderò di prendere la partita iva basta che la inserisca nel sito, giusto?

  20. Laura De Masi scrive:

    23 giugno 2009 alle 0:04

    ciao alessio, nessuno ti vieta di esporre i tuoi lavori. ovviamente per una questione di trasparenza se pubblichi tanti lavori senza esporre una p.iva ci si potrebbe chiedere in che modo tu abbia incassato i ricavi per tali progetti. inoltre non potresti scrivere dei tuoi servizi “professionali” se non hai un modo altrettanto professionale, quindi legale, di gestire le entrate, ad ogni modo la tua osservazione è corretta :-)

  21. YouON scrive:

    23 giugno 2009 alle 9:20

    Sinceramente va bene stare alle regole ma non esageriamo con gli allarmismi non è che la guardia di finanza abbia una squadra pronta a beccare qualsiasi giovane che si apre un sito e cominica a studiare e praticare web design… nessuno vi dice niente se aprite un sito e non mettete la p.iva ;)

    Poi chiaramente se ne fate un’attività professionale continuativa allora è corretto mettersi in regola ma questo è un altro discorso :)

    In ogni caso esistono le ritenute d’acconto per le prestazioni occasionali.

  22. Laura De Masi scrive:

    23 giugno 2009 alle 11:19

    ma infatti sono d’accordo con te! però se mi si fa una domanda mi sento in dovere di dare una risposta tecnica e non superficiale. Prima di rispondere ovviamente mi sono informata da chi fa questo di mestiere… Le opinioni personali sono tante e variopinte, io mi son limitata a dare la risposta “ufficiale”. Nessun allarmismo, commento superfluo, sembra quasi che tu non abbia seguito la discussione ;-)

  23. Alessio scrive:

    7 settembre 2009 alle 13:21

    Eccomi di nuovo per chiedere una cosa che mi era sfuggita! ma nel caso come dicevo sopra io non avendo partita ,uso le prestazioni occasionali, posso ugualmente nel mio sito scrivere quello che io faccio (siti web, flyer etc) oppure posso solo mostrare un mio portfolio?

  24. simmons scrive:

    13 luglio 2010 alle 20:37

    Ciao!
    vorrei complimentarmi con voi per gli ottimi e utili consigli che date.. e a tal proposito vorrei farvi una domanda alla quale mi sono state date tante risposte discordanti.
    nell’articolo dite:
    “Per esempio su questo blog la partita Iva non c’è, poiché non ha finalità commerciali.”

    però traete guadagno dalla pubblicità di adsense. come funziona in questi casi? adsense e i guadagni pubblicitari sono esenti da tasse? essendo anche io cliente di adsense posso assicurare che non è così…
    solo che la faccenda è terribilmente offuscata… e trovare risposte chiare è complicato.
    Spero di riceverne come se ne trovano in tutti i vostri articoli.
    grazie

  25. Laura De Masi scrive:

    14 luglio 2010 alle 10:45

    ciao simmons, domanda intelligente. Ti spiego: in principio adsense doveva essere un aiuto per comprare le immagini e sostenere il blog. In realtà con 50 centesimi all’anno non si fa poi molto.
    Questi ricavi dovrebbero essere inseriti in dichiarazione. Google non rilascia fattura ma il dichiararli o meno sta a noi. Chi deve dichiararli? Il titolare di questo sito in questo caso. Beh al momento non c’è nessun ricavo da adsense, semplicemente gli annunci sono lì in attesa del restyle del blog ;-)

  26. Erika scrive:

    10 marzo 2011 alle 13:50

    ciao, prima di tutto ti ringrazio per i consigli che dai su questo blog.
    sto creando un sito web per acquisire clienti per un eventuale e successiva apertura di una ditta individuale sotto regime dei minimi. Attualmente avendo pochi clienti effettuo ricevute per prestazioni occasionali. Ill mio porfolio conta di vari lavori effettuati in passato e gratis (inferiori a 100 comunque) che inserirò nel sito.
    1) come devo strutturare il mio sito affinche sia chiaro che trattasi di prestazioni occasionali e non di impresa? andrebbe bene inserire i tipi di lavori che svolgo (volantini, siti web, bigliettini da visita ecc), come prodotti o articoli, corredati di prezzo?
    2) sarebbe meglio non esporre il prezzo, ma inserire solo un modulo di richiesta preventivo?
    3) come strutturo la pagina “Chi sono” affinche non abbia problemi ma stimoli il cliente a rivolgersi a me? devo evitare frasi tipo “realizzazione grafica e siti professionali” ecc..?
    ti ringrazio
    Erika

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