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dic/0815

Freelance e fisco: essere o non essere impresa.

scritto da Antonio | categoria: Web designer e fisco

impresa

Dopo l’apertura della partita Iva il nostro web designer ha un mese di tempo per iscriversi in camera di commercio, qualora decida di essere un piccolo imprenditore e quindi di non essere un professionista.

Tra imprenditori e professionisti vi sono alcune differenze: i compensi dei professionisti come vi mostrerò nell’esempio di fatturazione alla fine dell’articolo, sono assoggettati ad una ritenuta di acconto del 20%,  quelli come impresa no.

Nella dichiarazione di inizio attività per l’apertura della partita Iva va indicato il codice attività che deve identificare ciò di cui vi occupate.

La scelta sembrerebbe sufficientemente semplice ma non è così.

In sintesi io ho preso in considerazione due possibilità che vanno poi fiscalmente in direzione diversa, ipotizzando che il codice attività da usare sia il seguente:
Codice 741021 attività dei disegnatori delle pagine web.

Questa è una professione del tutto nuova e non c’è ancora una modulistica di riferimento o una conoscenza specifica dell’attività, nemmeno da parte di chi lavora in camera di commercio per cui si potrebbe andar incontro ad alcune problematiche. Diciamo che seppur qualcun si renderà conto che questa professione si sta affermando, ci vorrà ancora del tempo per la predisposizione di regole, modulistica, normativa ad hoc.

Possibilità n°1. Iscrizione all’albo degli artigiani

Con il codice attività 741021, quando ci si presenta in camera di commercio per l’iscrizione nella sezione speciale in qualità di piccoli imprenditori (nel registro delle imprese ci sono due sezioni quella ordinaria e quella speciale),  la risposta dell’impiegato è che ci si trova nel luogo sbagliato perché con questo codice ci si deve iscrivere come artigiani nell’apposito albo.

Quindi la soluzione n°1 è quella di assecondare l’impiegato della camera di commercio e presentarsi al comune dove è possibile seguire l’iter per l’iscrizione all’ albo degli artigiani.

Mi permetto di esprimere un parere personale: imprenditore artigiano è chi si occupa di produzione di beni e semilavorati o prestazione di servizi esclusi quelli commerciali. Secondo me chi vende un sito web vende servizi di natura commerciale.

Possibilità n°2. Iscrizione come piccolo imprenditore nella sezione speciale del registro delle imprese.

Volendo iscriversi quindi come piccoli imprenditori si può aggirare il problema e utilizzare uno stratagemma.

La soluzione è quella di scrivere nel modulo I1 che si presenta in CCIAA, laddove viene richiesta la descrizione dell’attività esercitata, che ci si occupa di inserimento dati e praticamente si avvicina la propria attività a quella di un programmatore o di chi gestisce database, con dei pro e dei contro.

I pro:

Essendo assimilati a impresa in qualità di piccoli imprenditori quando fatturerete la vostre prestazioni non saranno assoggettate al 20% a titolo di ritenuta d’acconto come avviene per i professionisti, oltre al 20% a titolo di iva.

Esempio: volete farvi pagare un sito 2000€

I 2000 saranno assoggettati ad iva (a meno che non beneficiate di regimi particolari, di cui parleremo prossimamente), quindi in fattura:

2000=compenso

400=20% di 2000= Iva

Totale fattura=2400, ma non finisce qui..

In qualità di professionisti i vostri ricavi sarebbero assoggettati anche alla ritenuta d’acconto,quindi la vostra fattura diverrebbe così:

2000= compenso per sito

400=20% di 2000 come ritenuta di acconto (che si calcola sui vostri compensi esclusa iva) e viene sottratta dai vostri compensi in quanto è un anticipo sulle vostre tasse.

400=20% di 2000 come Iva

2400=totale fattura, ma andrete ad incassare solo 1600,  perché 400 verranno versati dal vostro cliente come anticipo sulle vostre tasse(la ritenuta) e altri 400 dovrete versarli voi come iva.

I contro:

Facendo apparire la vostra attività come quella di chi si occupa di database o inserimento e trattamento dati su web sarete vincolati anche ai loro studi di settore, di cui parleremo nei prossimi articoli.

In conclusione, non vi è un’unica soluzione e sicuramente ogni professionista vi farà seguire la strada che riterrà più opportuna (o su cui è maggiormente informato).

Indicazioni e pareri alternativi o distruttivi della mia teoria saranno ben accetti!

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12 commenti

  1. Lauryn scrive:

    15 dicembre 2008 alle 12:50

    il mio commercialista ha scelto la prima opzione. oltretutto sono in regime facilitato (sotto i 30.000) e condivido :)

  2. Laura scrive:

    15 dicembre 2008 alle 13:09

    che strano il fatto che facciamo tutti lo stesso mestiere eppure figuriamo in maniera diversa.. mah.. io non credo che un “dentista”, tanto per fare un esempio, vada incontro a tutti questi problemi. Il mio commercialista (chissà chi sarà mai!) invece ha optato per la seconda opzione ma vi assicuro che la burocrazia e l’ignoranza di certi addetti ai lavori (ignoranza purtroppo più che lecita) non ci sono state d’aiuto.

  3. Antonio scrive:

    15 dicembre 2008 alle 13:23

    @LAURYN: il regime dei minimi può essere scelto anche da chi è piccolo imprenditore..io personalmente vedo più probabile una continuazione dell’attività orientata alla costituzione di una società, di una web agency, che non quella di un’attività artigiana, ma è un mia visione prospettica dell’attività..

  4. Alessandro scrive:

    15 dicembre 2008 alle 19:11

    Veramente complimenti per i tuoi articoli,
    qualcosa di originale nel web ;)

  5. Alessandro scrive:

    16 dicembre 2008 alle 16:28

    Complimenti per questi articoli davvero utilissimi, soprattuto in questa fase transitoria per me. A gennaio vorrei aprire la p. iva e mi ritrovo a dove muovermi all’interno di questo mondo di codici attività, opinioni diverse, personale non qualificato.

    Io sono un grafico freelance che si occupa anche di webdesign quindi cercando un po ho individuato questi 2 codici attività:
    74.10.2 Attività dei disegnatori grafici (grafica pubblicitaria, grafica di pagine web, illustratore)
    e in specifico
    74.10.29 Altre attività dei disegnatori grafici

    Il problema è se posso o meno essere libero professionista o artigiano.
    Alla Camera di Commercio dicono Artigiano, molti colleghi che si occupano delle mie stasse mansioni dicono libero professionista.

    Il commercialista da parte sua non sa che pesci pigliare, visto che la scelta è molto sottile, non sembra sia regolamentata a dovere e quindi si va ad interpretazione.

    Ma io mi domando è mai possibile come gia indicato da Laura si faccia lo stesso lavoro e si diano stessi servizi avendo regimi diamentralmente opposti?

    Che strada consigliereste di prendere?

    Grazie ancora della vostra esperienza, devvero utile.

    Alessandro

  6. Lauryn scrive:

    22 dicembre 2008 alle 9:49

    scusate, ho letto solo ora (laura perchè non installi il plugin subscribe to post?)
    cmnq, costituire società o impresa so che sicuramente mi costa di più…oltretutto lavoro da casa per cui non posso scaricare interamente i costi di adsl, luce etc…
    per me è la soluzione migliore.

  7. Laura scrive:

    22 dicembre 2008 alle 10:05

    non sapevo fosse un plugin, grazie ora lo installo!!! Cmq tornando al post è vero che ogni caso è a sè, io infatti figuro come impresa e in effetti posso dedurre i costi di ufficio, utenze e altro!

  8. Simijure scrive:

    2 gennaio 2009 alle 20:50

    Secondo me è semplicemente questione di tempo,si sà in Italia siamo in dietro di anni rispetto al mondo intero,tutto verrà regolarizzato e li non ci sarà più via di fuga a tasse e iva. Uffi!!

  9. Laura scrive:

    3 gennaio 2009 alle 0:10

    uffi?

  10. peppe scrive:

    7 luglio 2009 alle 18:56

    Prima di tutto complimenti per il sito che lo reputo fantastico ed utilissimo. Non lo dico per circostanza ma perché lo reputo veramente ma veramente tale.

    Visto che sono intenzionato ad aprire una partita iva per svolgere l’attività di web designer (ed in futuro piccole applicazioni web) volevo sapere cosa mi conviene fare.

    Aprire una partita iva come artigiano o come libero professionista? Potrei avvalermi in entrambi casi del regime agevolato? Questo è il mio cruccio.

    Grazie ed ancora complimenti per il sito.

    Peppe.

  11. Rosanna Vecchietti scrive:

    28 novembre 2010 alle 15:14

    Riporto quanto ci fu detto da un commercialista al momento di aprire al partita iva come disegnatori grafici di pagine web.
    La legge è ambigua per cui ciascuno è libero di decidere se svolgere la propria attività professionale come libero professionista o in forma d’impresa.
    Nel primo caso è sufficiente l’iscrizione all’agenzia delle entrate, nel secondo è necessaria l’iscrizione alla camera di commercio.
    Nel primo caso l’inps, almeno nel caso dei contribuenti minimi, si paga in proporzione ai guadagni; nel secondo invece c’è una fetta d’inps da pagare ogni 3 mesi anche in assenza di guadagno.
    Va da se che la prima soluzione diviene la meno rischiosa inizialmente.
    L’interrogativo su cosa voglia dire “svolgere l’attività in forma d’impresa” rimane. Probabilmente si è impresa se si intende avere dei collaboratori o dipendenti…
    Non so Antonio, Laura, sono corrette le informazioni che riporto?
    Cosa potete dirmi sul concetto d’impresa?
    Se da grafico chiedo l’intervento di un programmatore per la realizzazione di un sito e questo mi emette fattura, questa va considerata una collaborazione? Divento automaticamente impresa? E con il regime dei minimi come la mettiamo? Anche questo non prevede collaborazioni. Cosa si intende per collaborazioni?

  12. Walter scrive:

    18 agosto 2011 alle 16:25

    Ciao a tutti!
    -
    Ribadisco i complimenti (già fatti in un altro articolo dove ho commentato pochi minuti fa) :-)
    -
    Leggendo questo articolo mi sono soffermato sulla seguente frase e vi spiegherò perchè: [...] che ci si occupa di inserimento dati e praticamente si avvicina la propria attività a quella di un programmatore o di chi gestisce database [...]
    -
    Vi spiego, se un web designer potrebbe orientarsi al “Codice 741021 attività dei disegnatori delle pagine web.” per specificare l’attività da lui/lei svolta…
    ..ma..
    ..allora un web designer & developer come me, intendendo con questo, una persona che “disegna pagine web” (attività propria del web designer), ma che allo stesso tempo manovra codice PHP per la creazione di pagine dinamiche lato-server (come anche lato-client come Javascript/jQuery/Ajax), gestisce database manovrando linguaggi come MySQL e simili…MA ALLO STESSO TEMPO…offre anche servizi di traduzione di testi/siti web/articoli/ecc…….in che tipo di categoria/codice dovrebbe tuffarsi?
    -
    Questo è il mio dilemma. Dilemma che dovrò risolvere a breve! O_o
    -
    Grazie Laura & Antonio!

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