Freelance e fisco: perchè aprire la partita Iva?

La settimana scorsa ci siamo lasciati con le prestazioni occasionali e il loro ammontare massimo di 5000 €. Vi ho scritto in quale tipo di rapporto possono tramutarsi, nel caso in cui il limite venga superato con lo stesso committente, se le collaborazioni sono riconducibili ad unico affare..(ndr contratto a progetto).
Nel caso in cui i 5000 € vengano superati per prestazioni inerenti a lavori episodici, oppure per committenti sempre diversi, vi è l’obbligo di iscriversi alla gestione separata dell’Inps e pagare i contributi sulla quota eccedente, circa il 18%-19%.
I contributi vengono versati per 2/3 dal committente e per il restante terzo trattenuti dal vostro compenso, poiché a vostro carico.
Una volta che nelle vostre previsioni c’è la possibilità di superare i famosi 5000 €, potete iniziare a pensare all’apertura della partita Iva, ma attenzione perché se sperate o credete di superare la soglia per poche migliaia di euro, varrebbe la pena di fare una chiacchierata con qualcuno un po’ più esperto..
Facendo due rapidi conti se, per esempio, arrivate a 7500 € alla fine dell’anno, potreste trovarvi in questa situazione:
compensi: 7500€
ritenute: 20% di 7500= 1500€
contributi previdenziali: 17,80% di 2500 (quota che eccede i 5000€)= 445
Nel momento in cui dovrete compilare la dichiarazione dei redditi, sarete soggetti all’imposizione del 23%, aliquota del primo scaglione Irpef, e dovrete integrare il versamento che già avete sostenuto (quello del 20% delle ritenute d’acconto), in breve: lo Stato vi chiederà altri € come tasse sul vostro reddito!!
In altre parole, superare la soglia per importi non molto lontani dai 5000 €, potrebbe voler dire trovarsi tanti soldini in meno in tasca, di quei 2500 che avete guadagnato in più, rischiate di perderne una cifra vicino ai 1000..
Se invece siete convinti di superare almeno i 10000 €, allora potrebbe essere il momento di diventare imprenditori di voi stessi.
La partita Iva altro non è che un codice numerico di 11 cifre, assegnato dall’Agenzia delle Entrate, che identifica il contribuente in maniera non dissimile dal codice fiscale per qualsiasi cittadino.
L’apertura della partita Iva risulta essere contestuale alla dichiarazione di inizio attività, che deve avvenire entro 30gg dal suo effettivo inizio. Con questa dichiarazione si manifesta all’amministrazione finanziaria la volontà di diventare un operatore economico autonomo sul mercato.
Fondamentale, per il futuro trattamento fiscale, risultano essere la scelta del codice attività e del regime fiscale, da indicare nel modulo da inviare telematicamente all’agenzia o da presentare in forma cartacea presso la camera di commercio.
La procedura telematica, che utilizziamo sul mio studio, permette di ottenere il codice in poche ore. Alla scelta del codice attività e del regime dedicherò i prossimi articoli.
I pro…
Con l’apertura della partita Iva, come dicevo, diventerete imprenditori di voi stessi e potrete dedurre le spese per la vostra attività dai vostri compensi, andando a far decrescere l’importo dei vostri ricavi su cui andrete a pagare le tasse.. Per esempio: comprate la licenza di un programma, un pc portatile, stampanti, cancelleria, libri di ispirazione o di approfondimento, le somme totali andranno a ridurre i vostri proventi.
I contro…
Ovviamente l’apertura della partita IVA, oltre ad adempimenti fiscali più onerosi (Iva, Inps, iscrizione camera di commercio o albo degli artigiani, altri adempimenti dichiarativi fiscali..) richiede di lasciare la strada del “fai da te” e di affidarsi ad un esperto del settore.
All’imprenditore viene richiesta l’iscrizione alla gestione separata dell’Inps, ma questa volta i contributi verranno calcolati almeno sul minimale (che si aggira sui 13000€..) e quindi il vostro esborso per contributi si aggirerà sui 2000 € circa…
Puoi trovare interessante anche:
- Freelance e fisco: capitolo conclusivo
- Freelance e fisco: essere o non essere impresa.
- Freelance e fisco: il regime dei minimi
- Freelance e fisco: le prestazioni occasionali.
- Freelance e fisco:l’obbligo di indicare la partita Iva sulla propria home page.
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34 commenti
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29 novembre 2008 alle 18:49
Molto interessante davvero la vostra idea… ho una domanda relativa alla legge che obbliga di inserire la partita iva per i siti che abbiano fini promozionali. Ora se un web designer freelance vuole promuovere il proprio lavoro con un sito senza esporre la partita iva (dato che non è in possesso) rischia di essere multato? Grazie in anticipo
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30 novembre 2008 alle 1:27
Dovresti parlare anche del regime fiscale agevolato, ad esempio quello per contribuenti minimi in franchigia.
In ogni caso è ovvio che chi ha un basso volume di affari non conviene aprire la partita iva (per questo hanno immesso il regime fiscale agevolato).
Tale regime può essere criticabile, ma per quello che ho letto sembra utile per iniziare.
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30 novembre 2008 alle 11:53
Salvo se leggi bene la scaletta quello è uno dei prossimi argomenti…
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1 dicembre 2008 alle 7:13
[...] altro interessante articolo di Antonio ci chiarisce le idee su quando conviene aprire la partita iva e quando no. Finalmente un [...]
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1 dicembre 2008 alle 11:44
@Luca: ti rispondo direttamente io: si, è obbligatorio mettere la partiva iva quindi se non c’è si può essere multati. Ovviamente se non si ha la partita Iva, e il sito è prettamente commerciale e dispone di un portfolio, in caso di indagine bisognerà dimostrare in che modo sono stati svolti e quindi fatturati tali lavori.
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1 dicembre 2008 alle 12:00
Ringrazio Laura che mi aiuta a rispondere a tutte le vostre domande riguardanti argomenti di cui è davvero ben informata..non ho niente da aggiungere per Luca..
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1 dicembre 2008 alle 12:17
Ragazzi le vostre spiegazioni sono davvero eccezionali. Sono sempre impedito nel capire queste cose, invece grazie a voi ora mi è tutto molto chiaro. Solo una domanda: devo preparare una ricevuta per il pagamento (ritenuta d’acconto) di una prestazione occasionale e mi è stato detto che la questione inerente l’esenzione da Iva è cambiata, è vero?
Inoltre vorrei sapere se devo presentarla con marca da bollo di 1,81!? grazie mille -
1 dicembre 2008 alle 12:39
Le prestazioni occasionali vengono emesse da soggetti non titolari di partita Iva.. quindi vedo difficile che possano essere assogettate ad Iva..superato l’importo di 77,47 € la marca da bollo va apposta, puoi rivalerti sul tuo cliente..
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1 dicembre 2008 alle 13:07
Perfetto, grazie infinte.
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2 dicembre 2008 alle 10:08
Complimenti per la chiarezza con cui spieghi queste cose, che, tra l’altro, mi interessano particolarmente, visto che sto pensando di aprire una partita iva.
Saluti.
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11 dicembre 2008 alle 0:26
mi chiedevo se commissione un sito ad un amico che non ha partita iva devo necessariamente fargli emettere ritenuta? Non è una cosa che mi riguarda oppure sono io a rischiare multe?
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11 dicembre 2008 alle 0:27
posso avere un sito internet non a fini commerciali non essendo un’impresa? devo essere autorizzato, va dichiarato?
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11 dicembre 2008 alle 9:55
Se riceve un compenso e non emette ricevuta il tuo amico sta evadendo il fisco. tu invece non potrai inserire tra i costi della tua attività la spesa sostenuta per il sito, inoltre la tua uscita di banca (cassa credo a questo punto gli daresti dei soldi contanti) non avrebbe un documento giustificativo quindi neanche tu saresti in regola.
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11 dicembre 2008 alle 11:16
e’ davvero tutto molto chiaro.provo a spiegare la mia situazione in quanto davvero disperata .
sono modellista di abbigliamento.sono in mobilita’ da un mese per via di un licenziamento.prima di questo licenziamento avevo preso un impegno con la scuola in cui insegno per 9 ore settimanali di continuare la collaborazione almeno fino a giugno del 2009.trattandosi davvero di un reddito minimo(tra spese e altro non mi rimangono in tasca nemmeno 200 euro) ed avendo un mutuo da pagare,non posso permettermi assolutamente di perdere il diritto all indennizzo di disoccupazione,almeno per i primi mesi dell anno.
non potendo quindi piu’ utilizzare contratti o ritenute d acconto,pensavo alla partita iva.
e’ vero che per i primi due anni potrei essere agevolata dal fisco?il reddito non dovrebbe superare la soglia dei 5000 euro..grazie di qualsiasi risposta vogliate darmi..
mfm -
11 dicembre 2008 alle 11:51
Mi spiace per la tua situazione, in questo caso la soluzione migliore è quella di emettere delle ricevute come prestazioni occasionali (leggi gli altri post) alla tua scuola. per aprire una partita Iva si compila un modulo di dichiarazione di inizio attività con la quale dimostreresti (anche senza effettivi guadagni) che hai avviato un altro lavoro (sul modulo ti chiedono anche di indicare quanto pensi di poter guadagnare.. ) e non sono bene informato su cosa accadrebbe al tuo sussidio andando a dichiarare che pensi di poter arrivare ad un altro reddito con un altra attività..per il resto ci sono diversi regimi agevolati la situazione andrebbe studiata più a fondo.
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11 dicembre 2008 alle 12:22
@mfm:per avere informazioni specializzate e certezze su come muoverti nella tua situazione dovresti farti una chiacchierata con un consulente del lavoro..io mi occupo solo di assistenza fiscale..
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11 dicembre 2008 alle 15:43
sei stato gentilissimo antonio.ho seguito il tuo consiglio e ho preso un appuntamento con una persona in quanto mi rendo conto che e’ forse una situazione da spiegare meglio .
il problema e’ che la direttrice,avendo gia emesso una ricevuta per ritenuta d acconto giustamente non ne vuole emettere altri.rimane quindi l assunzione a tempo determinato che congela l indennizzo ma non e’ sufficiente per mantenermi..
terro’ presente questo sito comunque..grazie -
13 dicembre 2008 alle 9:08
da privato detendo un sito devo effettuare dichiarazioni o ottenere autorizzazioni??? se ricevo compensi per la publicità non avendo partita iva come dichiaro l’eventuale introito, va bene la ritenutà d’acconto (essendo modesti importi)??? grazie
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15 dicembre 2008 alle 12:37
Ciao Marco, ti rispondo brevemente in attesa di poter affrontare l’argomento in un post ad hoc (tanti come te stanno ponendo la stessa domanda).
Se hai un sito in cui fai un’attività commerciale puoi usare le ritenute d’acconto per dichiarare i redditi, sempre se rientri nei requisiti di “occasionalità”.
Leggi qui se non l’hai ancora fatto: http://www.web-magazine.it/2008/11/freelance-fisco-le-prestazioni-occasionali/ -
9 gennaio 2009 alle 22:28
Innanzitutto complimenti per la Vostra grande competenza.
Volevo chiderVi un’informazione:
dal mese di Novembre 2008 ho iniziato a lavorare presso un ospedale con un compenso annuo inferiore ai famosi 30800 euro ed essendo al primo impiego ho adottato il regime agevolatoL’amministrazione dell’ospedale mi ha suggerito di aprire la partita IVA da Gennaio 2009 così da non “perdere” un anno di regime agevolato per soli 2 mesi di lavoro (come ho appunto fatto).
Stamattina sono andato a consegnare la prima fattura (dove vengo pagato per il mese di Gennaio 2009 e per i 2 mesi precedenti) e mi è stato detto che nella causale della fattura devo assolutamente segnare il periodo di lavoro Novembre 2008 – Gennaio 2009 per il quale ricevo il compenso.
La mia questione è questa:
io inizio a prendere soldi nel 2009, ma ricevo un compenso per un lavoro che ho iniziato a svolgere anche nel 2008. Questa cosa non va contro la condizione del D.Leg 388/00 quando viene detto che condizione per poter aprire la partita iva in regime agevolato è che:“L’attività che si vuole svolgere deve essere nuova in senso assoluto e cioè:
l’interessato non deve aver esercitato nei tre anni precedenti attività d’impresa, professionale o artistica, neppure in forma associata o familiare;
l’attività che si va ad iniziare non deve essere il proseguimento di un’altra attività svolta in precedenza, anche sotto forma di lavoro dipendente, collaborazione o lavoro autonomo.” ?Questo è per me il primo impiego (prima ero specializzando) e nei 2 mesi del 2008 non ho percepito alcun reddito dall’ospedale.
La dicitura “Compenso per il periodo Novembre 2008-Gennaio 2009″ nella fattura può essere problematica? o conta solo che fiscalmente io ricevo il mio primo stipendio nel 2009?
Spero che si sia capita la mia situazione,
ringraziando anticipatamente,
Pietro
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14 gennaio 2009 alle 0:50
ma dico… siete veri o sto sognando? ho cercato queste informazioni per un sacco di tempo, sono stato da due “dottori” commercialisti e fino ad oggi non avevo ancora trovato una risposta così…. molto web2! Grazie!
Grazie anche per l’articolo sulla ritenuta d’acconto! -
14 gennaio 2009 alle 9:54
E’ un piacere aiutare gli altri! Purtroppo vedo che le risposte alle domande nei commenti vengono date solo da Antonio, che già si deve occupare di scrivere gli articoli! Spero che in futuro ci sia più partecipazione da parte di tutti e non solod egli addetti ai lavori!
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22 gennaio 2009 alle 19:33
[...] scelta dell’apertura della partita Iva con i suoi pro e [...]
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2 marzo 2009 alle 0:34
Salve chi mi sa dare le risposte ai seguenti interrogativi?
Un dipendente pubblico ospedaliero (operatore tecnico spcializzato cat. c) può aprirsi una partita iva per fare il libero professionista espletando un lavoro completamente diverso da quello che fa nell’Azienda Ospedaliera? (nel caso sppecifico vorrei fare il Counsellor psicologico)
In particolare quella agevolata?
Che passi dovrei fare?
Se fosse possibile aprirla quali sarebbero gli adempimenti fiscali che andrei incontro? (considerando che ho i contributi idapd?).
Potrei emettere per i clienti una ricevuta per eventuali consulenze come lavoro occasionale?
Vi ringrazio -
19 giugno 2009 alle 0:25
[...] un anno fa, quando ormai avevo deciso di aprire la Partita Iva e iniziare così a “fare sul serio”, mi son recata nello studio di di consulenza che mi [...]
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15 settembre 2009 alle 14:53
[...] potrà avere certezze sulle proprie entrate e potrebbe essere inutile e prematuro pensare ad una partita Iva, ai contributi previdenziali, [...]
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14 gennaio 2010 alle 22:16
grazie sei stato molto chiaro,io ho ho rilevato un negozio di lavanderia ,mi sono affidata all’apa e nn mi hanno spiegato nulla o quasi nulla .così io ho combinato un grande casino nn
sapendo come comportarmi perchè nn avevo capito in chiaro come funzionava il regime dei minimi ,adesso io vorrei vendere il negozio però ho fatto un casino con i corrispettivi adesso nn so cosa fare mi puoi aiutare per favore a capire cosa devo fare ,per giunta io avevo chiesto di chiudere tuttocioè p.iva camera di commercio inps e inail loro mi hanno chiuso l’inail l’inps al 31 12 2009 adesso io cosa devo fare visto che sono molto indecisa se devo continuare a lavorare ho vendere ho darlo in gestione.grazie mille gianna -
8 febbraio 2010 alle 23:53
mio marito ha aperto una partita iva percependo la mobilita a cosa VA INCONTRO
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5 marzo 2010 alle 13:01
salve. quali sono i costi per aprire una partita iva?
se apro la partita iva posso contemporaneamente lavorare come dipendente presso un azienda?
grazie
saluti
giovanni -
11 maggio 2010 alle 21:48
Ciao a tutti!
Ho trovato l’articolo molto interessante e preciso. Sono un giovane webmaster che l’anno scorso ha deciso di aprire partita Iva, sia per una questione di visibilità che di trasparenza col fisco.
Penso che un grosso problema per chi inizia da zero come me sia quello dei costi proibitivi di contabilità.
Io credo di averlo risolto facedomi seguire da dei commercialisti on line: cercando su internet si trovano diversi studi che offrono consulenza contabile e fiscale on line a prezzi molto vantaggiosi.
Attualmente pago circa 500 euro annuali, poco se considerate che alcuni miei colleghi che si sono rivolti a commercialisti “tradizionali” pagano anche il triplo di me.
ecco il sito di consulenza on line che mi cura:
Provate magari a richiedere dei preventivi: potreste trovarvi bene come me.
Un saluto
Giulio
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20 luglio 2010 alle 18:35
volevo sapere se la partita iva deve essere aperta se volessi aprire un’agenzia letteraria e pubblicizzassi la mia attività in un sito… e se può rientrare come prestazione occasionale oppure come prestazione d’opera intellettuale… grazie
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20 luglio 2010 alle 22:51
antonella…. puoi spiegarti meglio????????
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21 luglio 2010 alle 19:57
vorrei aprire un’agenzia letteraria e cercare clienti oline e per questo mi serverebbe un sito, ho letto nel sito dell’agenzia delle entrate che dal dicembre 2001 vi è l’obbligo di indicare la p. iva nel proprio sito web o si rincorre in sanzioni penali e poiché la legge biagi ha midificato un po’ di cose volevo sapere se devo aprire p.iva e registrarmi nel registro delle imprese anche se al momento non ho idea se il mio fatturato supererà i 5000 euro annui… inoltre se l’agente letterario può essere inteso come prestazioni occasionali o prestazioni professionali (prestazioni d’opera intelletuale) e in questo caso, secondo la legge biagi, è previsto che devono essere in possesso di partita iva anche se il fatturato non supera i 5000 euro annuì.
ho chiesto a diversi commercialisti ma c’è chi dice che devo aprirla e registrarmi al registro delle imprese e c’è chi dice di no!!! e non so chi dice il vero!
spero di essere stata chiara










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Francesco Gavello scrive:
28 novembre 2008 alle 20:31
Trovo questi interventi decisamente interessanti. Finalmente qualcuno che spiega in parole chiare tutti i dubbi della persona “comune” senza cadere in inutili formalismi o giri di parole.
Mi piacciono i dati concreti, e qui ne sto trovando moltissimi (soprattutto riguardo alla soglia sopra i 5.000€ intorno alla quale si può pensare realisticamente di aprire una p.iva)
Grazie Antonio e grazie Laura per portare avanti il buon lavoro