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nov/0814

Freelance e fisco: nozioni di base

scritto da Antonio | categoria: Web designer e fisco

Salve a tutti, sono Antonio, 28 anni, laureato in economia aziendale e praticante dottore commercialista.

Questo sarà uno spazio del blog dove si cercherà di aiutare il web designer nel suo rapporto con il fisco!! (impresa a dir poco titanica se vi orientate con tasse e contabilità come io faccio, ahimè, con la grafica..).

Prima di affrontare qualsiasi discorso tecnico sarà necessario fare una piccola introduzione all’argomento.

Il cardine del nostro ordinamento giuridico è la costituzione, entrata in vigore nel 1948, dove sono stati sanciti i valori su cui avrebbe dovuto fondarsi il nostro paese (lavoro, giustizia, uguaglianza, libertà..)…

Senza dilungarci, da citare per le vostre (nostre) problematiche è l’art.53 della Costituzione:

“Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.”

In sintesi, ogni soggetto, in quanto membro della comunità, deve insieme agli altri far fronte alle spese pubbliche e lo deve fare in base al proprio reddito, più alto è il reddito, maggiore è la capacità del cittadino (contribuente), maggiore sarà il prelievo fiscale a cui sarà sottoposto (criterio della progressività).

In altre parole: ecco dove è stato previsto che ogni cittadino con un reddito paghi le tasse..



Mi rendo conto che può essere noioso ( e lo è) cercare di capire il perché di ogni tassazione, ritenuta, regime, ma spero, così,  che la spiegazione diventi più chiara.

Oggi vi scriverò delle ritenute, provando a farvi capire cosa sono e le diverse tipologie.

Ogni anno, in Parlamento,  vengono predisposti più documenti contabili al fine di programmare e revisionare, in corso d’opera, le “entrate e le uscite” dello stato, un iter che ha come risultato finale l’approvazione del bilancio del nostro bel Paese.

Tra le entrate dello stato vi sono quelle di carattere tributario: le imposte dirette (così dette perché colpiscono il reddito) e le imposte indirette (che gravano sui consumi ad es. l’IVA = imposta sul valore aggiunto).. Per assicurarsi un gettito continuo, lungo tutto l’arco temporale dell’anno, l’amministrazione finanziaria chiede ai contribuenti un esborso percentuale sulle imposte che, gli stessi, dovranno pagare in sede di dichiarazione dei redditi, una volta l’anno ( e poi vedrete che non è vero ), e nell’attesa della scadenza lo stato si accontenta di alcune somme, prelevate in anticipo dai compensi percepiti dai lavoratori dipendenti ed autonomi (come i web designer freelance ): le “ritenute di acconto”.

Le ritenute sono di diversa natura: a titolo di imposta e a titolo di acconto; in questa sede esamineremo solo quelle a titolo di acconto.

Vi chiederete: su quali redditi gravano le ritenute a titolo di acconto?

La risposta è ampia, ma citerò solo quei redditi che possono interessare chi effettua prestazioni una tantum o chi, facendo un po’ di conti, ha pensato di diventare “imprenditore” ( o professionista).

Chi decide di diventare “imprenditore” chiede, all’amministrazione finanziaria, l’apertura della partita Iva ed ha diverse alternative per scegliere il regime fiscale; sono infatti previste delle agevolazioni, come vi dirò nel corso dei nostri successivi appuntamenti settimanali.

Le ritenute a titolo di acconto,  sono delle somme che il fisco chiede quale anticipo sulle imposte  che poi verranno saldate con le dichiarazioni dei redditi (le pagano i professionisti.. avvocati, dottori commercialisti, etc., in quanto sono una percentuale sui compensi, es. parcella di 1000, la ritenuta per i professionisti è del 20%, quindi il 20% di 1000 è 200, il cliente paga 800 al professionista e 200 li versa al fisco quale anticipo sulle tasse che questi dovrà pagare alla fine dell’anno), cioè non sono altro che degli acconti che vi verranno riconosciuti in sede di dichiarazione. Insomma, se nell’anno vi sono state versate 1000 come ritenute di acconto e dalla vostra dichiarazione risulta che dovete pagare imposte per 3000, salderete il vostro debito nei confronti del fisco con un versamento di 2000.

Alla prossima settimana con l’articolo sulle prestazioni occasionali.

ps. Ovviamente cercherò di rispondere anche sul form dei commenti a vostre eventuali domande o per ulteriori chiarimenti.

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11 commenti

  1. Lauryn scrive:

    15 novembre 2008 alle 10:53

    ottima rubrica, la seguirò assiduamente :D (webdesigner ex ragioniera, figurati!!) ahahha

  2. Andrea Rufo scrive:

    16 novembre 2008 alle 14:13

    Non c’ho mai capito nulla di queste cose e a volte mi sono fatto consigliare da un amico ragioniere ma adesso che vorrei lavorare in maniera più seria questi post sono proprio quello che fa per me. Grandi!

  3. Andrea Barghigiani scrive:

    16 novembre 2008 alle 16:02

    Ottima introduzione Antonio!
    Chiara e concisa!!! Almeno adesso ho capito perchè ogni volta che rischio di fare qualche lavoretto devo dare il 20% allo stato!!!

    Grazie ancora e continua così!

  4. Giacomo scrive:

    18 novembre 2008 alle 9:32

    Ottimo post, veramente molto utile. Per la mia esperienza in studio commerciale, prima seguivo da solo la mia contabilità ma con l’aumento del lavoro non ce l’ho più fatta a seguire tutti i cavilli del fisco e ho “passato la palla” a una mia amica commercialista. Ad ogni modo va sempre bene informarsi per avere coscienza dei propri diritti e doveri ma all’atto pratico è meglio affidarsi a un professionista.

  5. Antonio scrive:

    18 novembre 2008 alle 14:49

    ehi, avete scritto tutti commenti positivi!!
    guardate che sono abituato a ricevere più critiche o magari domande e suggerimenti per i prossimi articoli. comunque non vi ho abbandonato, appuntamento a venerdì..

  6. Web designer e consulenza fiscale | Web Magazine. Blog sul mondo del web design. scrive:

    17 giugno 2009 alle 14:19

    [...] le ritenute [...]

  7. YouON scrive:

    20 giugno 2009 alle 11:02

    io odio il sistema di ritenute!
    in Italia è sempre tutto complicato non potevamo tutti fatturare uguale e buona notte… mah

  8. nicola scrive:

    28 novembre 2009 alle 13:11

    Davvero chiarissimo. L’unica cosa che manca, a mio avviso, è un modello di fattura per una prestazione di questo tipo.

  9. Massimiliano scrive:

    21 febbraio 2010 alle 12:57

    Complimenti per l’iniziativa. In un colpo solo mi hai chiarito più di qualche dubbio!
    Finalmente un po’ di “organicità” in questa complessa materia del fisco e del free-lance! :-)

  10. Massimiliano scrive:

    21 febbraio 2010 alle 13:10

    …è possibile scriverti in privato (per la lunghezza della domanda più che altro) per una consulenza sull’apertura di una partita IVA?

  11. Laura scrive:

    21 febbraio 2010 alle 18:13

    @nicola: vai nella sezione download nel menu in alto a destra e scaricalo ;-) ))
    @massimiliano: Antonio, l’autore della rubrica, si occupa proprio di questo, puoi contattarlo privatamente e metterti d’accordo per una consulenza professionale. Se mi scrivi in pvt posso darti i suoi recapiti di ufficio.

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